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The Feed: «Una serie che ci pone di fronte a uno specchio della nostra società»

I due protagonisti presentano la nuova serie futuristica, disponibile su Starzplay dal 28 novembre.
di Andrea Fornasiero

Nina Toussaint-White . Nel film di Carl Tibbetts, Tinge Krishnan, Misha Manson-Smith, Jill Robertson, Colin Teague The Feed.
venerdì 22 novembre 2019 - Incontri

Un mese prima della pubblicazione del romanzo "The Feed", di Nick Clark Windo del marzo 2018, già due compagnie di produzione britanniche, spalleggiate da Amazon, annunciavano che The Feed sarebbe diventata una serie. E così è stato.
In una Londra del prossimo futuro, la tecnologia che dà il titolo alla serie, ossia un processore che interagisce direttamente con il cervello, è molto diffusa. Come rivela già il trailer però le cose prendono presto una brutta piega.

La serie arriverà in Italia su Starzplay dal 28 novembre e ha per showrunner lo sceneggiatore di The Walking Dead e White Collar Channing Powell, che qui debutterà anche alla regia. Nel cast spicca il grande David Thewlis, noto per i suoi molti ruoli cinematografici - su tutti Naked di Mike Leigh - ma memorabile pure in Tv nella terza stagione di Fargo. Inoltre ritroveremo la mitica Catelyn Stark, o meglio la sua interprete Michelle Fairley. I protagonisti veri e propri saranno Guy Burnet, reduce da Counterpart, e Nina Toussaint-White, passata negli ultimi tempi per Il Trono di Spade e Bodyguard. Abbiamo conversato con entrambi a partire dall'assunto della serie con le sue implicazioni:

Nina Toussaint-White: In The Feed gli esseri umani hanno un chip nel cervello che gli permette di inviare informazioni, emozioni e memorie in un istante. Possono controllare quello che vedono, per cui se sono in una stanza grigia e spoglia possono renderla più ricca e luminosa. È una tecnologia fantastica, dunque gli uomini vi fanno molto affidamento e la serie parla proprio di questo, di quanto contiamo sulla tecnologia, quanto ci affidiamo ad essa e che conseguenze abbia questa fiducia.

Cosa potete dirci dei vostri personaggi?

Nina Toussaint-White: Interpreto Kate, una ragazza normale in un mondo incasinato. È entrata a far parte della famiglia che ha creato questa tecnologia, il Feed, ed molto forte e tenace. È sposata con Tom.

Guy Burnet: Tom è il figlio dell'ideatore di questa tecnologia, ma si era allontanato dalla propria famiglia perché non voleva essere troppo coinvolto nella loro attività. È uno psicologo che aiuta i bambini e le persone che non usano il Feed. Le circostanze però lo riavvicinano alla famiglia e obbligano lui e Kate a far parte di quel mondo, nonostante non lo vogliano davvero.

Insieme a Thewlis e Fairley interpretate una famiglia...

Nina Toussaint-White: Siamo stati fortunati perché, oltre a essere molto bravi, loro due sono splendide persone. Ci facevamo delle grandi risate tra una scena e l'altra. C'è stato un ambiente famigliare prima di tutto tra noi attori, che ci ha aiutato a rappresentare una vera famiglia sul set.

Guy Burnet: Nina è una persona adorabile e porta questa amabilità al proprio personaggio, quindi è stato molto facile per me interpretare suo marito. Per quel che riguarda David Thewlis e Michelle Fairley: lei è nota per Il Trono di Spade ma è anche una grande attrice di teatro inglese e lui è il mio attore preferito, insieme a Marcello Mastroianni! Lavorare con lui è stato un sogno che si è realizzato, inoltre è una persona molto alla mano.


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In foto una scena della serie TV The Feed.
In foto una scena della serie TV The Feed.
In foto una scena della serie TV The Feed.

La serie presenta un rapporto simbiotico uomo-macchina, un tema da transumanesimo, dove il Feed è usato anche per le interazioni sociali, come oggi i social network in un certo senso. Quanto c'è di questa analogia nella serie?

Nina Toussaint-White: Credo che in The Feed si parli del presente, di quello che stiamo vivendo ora con i social, che possono essere sia grandi piattaforme professionali sia strumenti per connettersi con altre persone in tutto il mondo. Ci fanno sentire parte di qualcosa di più ampio, ma credo anche che siamo arrivati a dipendere dai social network, da quanti like otteniamo con i nostri post, come se cercassimo in questi strumenti una qualche validazione. Ci sono cose positive e negative dei social e The Feed le rappresenta entrambe molto bene. Per esempio, come oggi c'è chi è dipendente da questi strumenti, così in The Feed abbiamo un personaggio che addirittura ha crisi epilettiche quando non può connettersi, non riesce a parlare e camminare normalmente.

Guy Burnet: Penso che la serie ci ponga di fronte a uno specchio della nostra società. Potremmo definirla una serie distopica ma in realtà parla del nostro presente. È una serie di science-facts e non di science-fiction.

Visto che lei arriva da un'altra serie di fantascienza, Counterpart, può spiegarci meglio quali sono le differenze che vede in The Feed?

Guy Burnet: Counterpart era una serie di fantascienza con elementi spionistici e realistici, dove ci sono due Terre alternative che hanno iniziato a divergere solo pochi decenni fa. The Feed invece è un thriller psicologico basato su qualcosa che è molto possibile, e forse addirittura molto probabile. Dunque per quanto simili possano sembrare, in quanto appartenenti allo stesso genere, sono in realtà molto molto diverse.


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