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Ultimo aggiornamento venerdì 14 settembre 2018
Robert McCall, ex agente delle CIA ora in pensione, è impegnato a riportare l'ordine e la giustizia in una decadente New York. In Italia al Box Office The Equalizer 2 - Senza Perdono ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1,5 milioni di euro e 594 mila euro nel primo weekend.
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Robert McCall, in passato agente segreto, vive ora in un quartiere popolare a Boston, Massachusetts, e si guadagna da vivere facendo l'autista. La sua amica Susan viene incaricata delle indagini su un apparente omicidio-suicidio avvenuto a Bruxelles in coppia con Dave York, un tempo collega di McCall. L'investigatrice viene però attirata in un tranello e a quel punto Robert entra in azione.
Come è noto, la serie degli anni Ottanta Il giustiziere di New York stava alla base del film del 2014 che aveva ottenuto un interessante risultato al box office. Da ciò è nata probabilmente la tentazione in Fuqua e in Washington di tornare sul tema.
Probabilmente in anni di trumpismo l'immagine del bravo cittadino che vorrebbe solo poter continuare a vivere immerso in una usuale quotidianità e che invece viene 'costretto' dagli eventi ad esercitare violenza ha una sua valenza socio-simbolica. Se poi costui ha l'occhio comprensivo e partecipe (vedi i dettagli) di Denzel Washington che è anche afroamericano, come peraltro il regista, il gioco è fatto e l'integrazione magnificata.
Quando si parla di 'tentazione' lo si fa a ragion veduta perché nella sua ormai quarantennale attività di attore Denzel Washington non aveva mai ceduto al richiamo del 'numero 2' anche se alcuni finali dei film a cui aveva partecipato lo avrebbero consentito. Lo fa in questa occasione offrendo la propria professionalità a un ruolo che si allontana di fatto da quelli che aveva incarnato nella sua carriera. Perché può essere comprensibile fare il 'giustiziere' una volta ma perseverare non è il massimo.
Anche perché la sua non è una maschera di pietra alla Charles Bronson ma ha tratti di dolcezza che gli consentono di calarsi perfettamente nei panni dell'altruista sempre pronto ad aiutare chi si trova in difficoltà. Ne nasce quindi una morale ancora più ambigua che si sostanzia in un film a due velocità. Nel prologo Fuqua ci invita a non temere: l'azione non mancherà. Poi ci propone lunghe pause di ordinaria amministrazione che improvvisamente vengono accese da scene decisamente violente per poi tornare a conversazioni davanti ad un murales. Il rischio di scontentare più di un estimatore degli action o degli spy movies c'è anche se Denzel fa del suo meglio per tenere desta l'attenzione.
"Hanno ucciso la mia amica. Quindi ucciderò ognuno di loro. E l'unico dispiacere è che lo posso fare solo una volta". Denzel Washington ritorna in azione nel ruolo di Robert McCall, ex agente della Cia ora in pensione, impegnato a riportare l'ordine e la giustizia in una decadente New York. La sua ricerca di vendetta lo porterà in giro per il mondo fino in Turchia per salvare una giovane ragazza rapita dalla madre americana.
The Equalizer 2 riprende la storia dove si era conclusa nel primo capitolo.
L'ex agente segreto Robert McCall, aveva finto la sua morte per poter trascorre una vita tranquilla a Boston. Quando però decide di aiutare una prostituta, Alina Teri, entra nel mirino della mafia russa, e in particolare di Teddy, che tenta di eliminarlo attraverso agenti corrotti della polizia di Boston. Robert McCall, dunque, ritorna per portare a termine la sua missione.
Il sequel di The Equalizer - Il vendicatore è un avvincente thriller ispirato alla serie tv degli anni '80 Un giustiziere a New York. Scritto da Richard Wenk, il secondo capitolo riporterà Denzel Washington a lavorare per la quarta volta con il regista Antoine Fuqua, dopo Training Day, The Equalizer e I magnifici sette. Affianco al famoso agente della Cia, ci saranno Pedro Pascal (l'ispettore Peña della serie tv Narcos), Ashton Sanders, Bill Pullman e Melissa Leo in un thriller da bollino rosso. The Equalizer 2 sembra, infatti, rispettare appieno i codici del classico film d'azione secondo un'estetica che definiremmo degli anni '90, sull'impronta di Il fuggitivo o Il socio. Gli amanti del genere troveranno qualcosa di confortante nel rivedere Denzel Washington spezzare colli e fracassare braccia come ai vecchi tempi.
Il film è il sequel di The equalizer il vendicatore. La regia è sempre di Antoine Fuqua che con Denzel Washington costituisce ormai una coppia cinematografica (Denzel vinse l'Oscar nel 2002 come miglior attore protagonista con Training Day e la regia di Fuqua). Il sequel lo ritengo inferiore al primo, nel quale il protagonista Denzel Washington è McCall ex agente CIA dato per [...] Vai alla recensione »
Figlio di un pastore protestante, Denzel Washington è cresciuto ad Harlem e nella fede. Alla maniera di Robert McCall, vecchio agente della CIA che salva le anime perdute e le rimette sulla retta via, l'attore consacra il suo tempo e la sua energia a servire il Signore e il prossimo. Le sue convinzioni religiose riemergono prepotenti in The Equalizer 2, secondo episodio di una saga cinematografica adattata da una serie televisiva degli anni Ottanta. The Equalizer 2 riprende il personaggio irreprensibile di Denzel Washington tra routine quotidiana, peripezie straordinarie e sanzioni fisiche. A questo giro e in questo girone di peccatori, il nostro vorrebbe soltanto leggere Proust ma l'Eterno non manca di richiamarlo al suo dovere: salvare madri e orfani in ambasce, soccorrere anziani nostalgici e vecchi amici. Sempre pronto a incrociare la "cattiva strada" per dirottarla verso la luce, McCall colleziona buone azioni e prediche bibliche, spacca dita, braccia, facce, chiede indietro l'occhio secondo un principio di rivalsa proporzionale al danno subito, rientra a casa e risale il (suo) tempo perduto.
Se il modesto Antoine Fuqua si prende per il grande Jean-Pierre Melville, provando addirittura a mettere in scena il suo capolavoro (Frank Costello faccia d'angelo), Denzel Washington si prende a ragione per Delon. Tutto il film è illuminato da lui, dalla sua presenza solida, la sua forza impassibile, lo charme naturale, la levatura imperiale che dona una cadenza quieta all'azione.
A un angelo della vendetta di grana grossa apporta una sorta di eternità, facendone una figura trascendente, capace di passare attraverso le convenzioni di serie B senza perdere niente delle sue qualità. Esemplare la sequenza finale in cui l'attore sublima il corpo, evolvendo in un'altra dimensione fino a diventare presenza fantomatica al cuore di una tempesta e di un décor western. Denzel Washington non è praticamente più visibile ma è dappertutto. Dopo il primo Equalizer e per il suo primo sequel, Washington preferisce andare altrove che ripetersi, giocando abilmente col carattere monumentale e inafferrabile della star, proprietà in cui Alain Delon eccelleva. Del resto non si diventa per caso il primo attore afroamericano strapagato (venti milioni a film).
Squadra che vince non si cambia, così il regista Antoine Fuqua torna ancora una volta a dirigere Denzel Washington. Quella di The Equalizer 2 - Senza perdono è un'occasione speciale: segna il primo sequel in assoluto accettato (e prodotto) dal divo afroamericano.
Incontriamo il regista a Londra, in occasione della premiere internazionale del film, un action-thriller violento quanto spettacolare pronto ad approdare nelle sale italiane a partire dal 13 settembre.
Com'è evoluto negli anni il rapporto con Denzel Washington dopo tante esperienze cinematografiche condivise?
Ormai non dobbiamo neanche più parlarci, ci capiamo al volo. Ci sono anche momenti in cui discutiamo e ci confrontiamo, lui veste anche i panni del produttore, il suo apporto e parere è fondamentale. Siamo soprattutto amici, ci viene facile parlare, ma anteponiamo concentrazione e lavoro a tutto il resto.
La sensazione che si ha guardando il film è che per lei l'azione venga dopo l'aspetto drammatico ed emozionale.
È così: a nessuno importa delle scene d'azione se prima non gli fai stare a cuore i personaggi. Ciò che fanno o non fanno viene dopo. Quando poi hai a disposizione professionisti come Denzel, Pedro o Melissa il gioco è fatto: il dramma è servito. Gli studios a Hollywood sono convinti che tutto debba essere veloce, io non sono d'accordo. Ci vuole tempo per raccontare bene i personaggi e le loro dinamiche relazionali. A volte capita che ti chiedano di tagliare questo e quello, di aggiustare, convinti che il pubblico possa non essere abbastanza preso o paziente. Poi arrivano i test screening e dimostrano l'esatto contrario. Ad esempio, che il pubblico ama i personaggi approfonditi e soffermarsi sulle piccole cose che contano.
L'inizio serve a riconoscere a colpo sicuro il protagonista: a bordo di un treno, Robert McCall stermina un gruppo di energumeni, che proprio se la sono voluta, servendosi di armi "anticonvenzionali" come teiere e carte di credito. Ecco dunque tornare in servizio l'Equalizzatore, moderno giustiziere e buon samaritano nonché ultima risorsa dei più deboli contro le prepotenze dei malvagi.