| Titolo originale | Voyage of Time: Life's Journey |
| Anno | 2016 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | USA, Germania |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Terrence Malick |
| Attori | Cate Blanchett, Brad Pitt . |
| Uscita | giovedì 3 marzo 2022 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Double Line |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,42 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 28 febbraio 2022
Malick racconta la storia dell'universo, le sue origini, l'evoluzione e ciò che ci aspetta domani. In Italia al Box Office Voyage of Time - Il cammino della vita ha incassato 16,2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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L'universo che si svela davanti ai vostri occhi, in un'esperienza per i sensi, la mente e l'anima". Così le note stampa presentano l'ultimo lavoro di Terrence Malick, co-prodotto da "National Geographic", privo di dialoghi e affidato al commento intermittente di un testo, in originale interpretato da Cate Blanchett. Una costruzione fatta di musica e pure immagini in altissima definizione, sensazionali, trionfali: la Natura nel suo svolgersi, in un'esplosione continua, ipertrofica, di materia, fuoco, acqua, luce, vita. Un compendio della storia del pianeta Terra, dalla nascita delle stelle alla comparsa dell'uomo, passando dall'origine dei pianeti alla microbiologia, dalla formazione delle masse stellari alla lava che si stempera nell'acqua, fino a gole di roccia scolpite dal vento, fiumi, deserti, ghiacciai.
Dopo le recenti "deviazioni" drammatiche di To the Wonder e Knight of Cups, Malick completa l'opera abbozzata in alcuni segmenti di The Tree of Life, nella sfida temeraria e affascinante di simulare le origini del tempo e dell'evoluzione terrestre con il supporto degli effetti speciali supervisionati da Dan Glass (Matrix, Batman Begins).
In una forma che non sia solo scientificamente accurata e plausibile, ma tecnicamente inedita, e insieme anche avvicinabile dal grande pubblico e di stupefacente impatto emotivo.
Un'opera che pone a se stessa e al suo pubblico i quesiti filosofici primari, progetto che l'autore inseguiva da decenni e che si ricongiunge alla sezione preistorica di 2001: Odissea nello spazio (anche se qui, a quasi mezzo secolo dal capolavoro kubrickiano, la riproduzione digitale di quelle prime figure umane resta un po' caricaturale) come alla filmografia di Godfrey Reggio (Koyaanisqatsi). E pur se l'invocazione a Madre Terra, "donatrice di vita, portatrice di luce", che arriva tramite la voce narrante alla lunga risulta enfatica ed eccessivamente reiterata, non intacca il senso di una sinfonia visiva potente, amplificata dalle scelte musicali, in particolare da In principio di Arvo Part. Voyage of Time è in ugual misura produzione epica e preghiera di ringraziamento a un pianeta che dà con generosità (ma fino a quando?), intervallata solo da footage video di diverse comunità umane che, nonostante il loro arrivo sul pianeta sia stato contraddistinto dal suo sfruttamento e dal sangue, in modi diversi tributano onori alla Natura stessa.
Oltre alla versione di 90 minuti presentata in Concorso alla 73. Mostra di Venezia ne è prevista un'altra per le sale (di 45 minuti), narrata dalla voce del coproduttore Brad Pitt e in formato IMAX: Voyage of Time: The IMAX Experience.
Malick con questo documentario ritorna all’essenza del cinema e grazie alla sola potenza delle immagini stimola la riflessione rammemorante dello spettatore sull’esistenza umana e ne provoca lo stupore, con la stessa forza con cui quel treno dei Lumiere, all’inizio, destò la meraviglia del pubblico nel primo cinematografo.
Un film di Terrence Malick: prendere o lasciare. Più avanza negli anni, e più il regista si lascia attraversare dallo stupore assoluto nei confronti del Creato. Si badi: non la posizione TIME di chi ci rammenta correttamente che il mondo deve essere salvaguardato da inquinamento e violenza bensì quella dell'essere umano che apre gli occhi su una dimensione che lo trascende e rabbrividisce nella percezione [...] Vai alla recensione »