Julieta

Film 2016 | Drammatico, +13 99 min.

Regia di Pedro Almodóvar. Un film Da vedere 2016 con Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Daniel Grao, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. Cast completo Titolo originale: Silencio. Genere Drammatico, - Spagna, 2016, durata 99 minuti. Uscita cinema giovedì 26 maggio 2016 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,47 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 maggio 2016

La storia di una donna in difficoltà che si salva solo grazie all'arrivo inaspettato di un vero e proprio miracolo. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Julieta ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 2,1 milioni di euro e 588 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,47/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO 3,43
CONSIGLIATO SÌ
Viaggio interiore che risale il tempo, Julieta è un film secco, semplice, essenziale, che rifiuta il pastiche hollywoodiano e mette in scena la vita nuda e cruda.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Julieta ha deciso di lasciare la Spagna per il Portogallo, dove si trasferisce l'uomo che ama. Sgombra la casa e ingombra i cartoni di cose e ricordi, tracce forti di un passato che riemerge implacabile. L'incontro casuale con Beatriz, amica d'infanzia di sua figlia, la convince a restare a Madrid. Quella riunione è un segno, quello che aspetta da tredici anni, il tempo che la separa da Antía. Figliola prodiga partita per sempre, Antía ha fatto perdere ogni traccia di sé a quella madre senza colpa che incolpa. Julieta attende come Penelope appesa a un filo e a un diario che svolge la sua storia. Poi il destino le consegna una lettera.
Qualcosa è cambiato nel cinema di Pedro Almodóvar. Niente pastiche hollywoodiano, nessuna effusione narrativa o profusione di personaggi, intrighi, situazioni, segreti rivelati, Julieta è un film secco, semplice, essenziale. In Julieta non c'è che la vita, nuda e cruda. Con la finzione e la sua messa in scena Almodóvar fa i conti nel prologo e in un primo piano su un tessuto rosso che evoca il drappo di un sipario. Ma l'illusione dura un attimo e quello che sembrava panno pesante si rivela stoffa leggera su un cuore che batte. Il cuore è quello di Julieta che aspetta, aspetta da tutta la vita che sua figlia ritorni come Ulisse, che argomenta giovane insegnante di lettere antiche in un liceo.
Ispirato a tre racconti di Alice Munro, assemblati e condensati insieme, Julieta non è un melodramma ma una tragedia perché il destino gioca un ruolo fondamentale. Dopo la parentesi de Gli amanti passeggeri, l'autore torna al ritratto femminile misurato questa volta con il fato, con un Mediterraneo senza luce, agitato da dei crudeli e capricciosi che inghiottono gli uomini o li spiaggiano in un esilio infinito. Nessun artificio teatrale interviene a sublimare l'afflizione della madre del titolo che Almodóvar sceglie di far interpretare da due attrici, Emma Suárez e Adriana Ugarte, avvicendandole in un raccordo antologico. Un'ellissi temporale agita sotto un asciugamano che friziona i capelli della giovane madre dell'Ugarte e si solleva sul volto invecchiato della Suárez, rinchiudendo per sempre la protagonista in una pelle che non è più quella del desiderio. L'una accesa e luminosa sotto i capelli ossigenati è la perfetta emanazione della movida e del cinema barocco di Almodóvar, in cui lo spettatore ripara innamorandosi come Julieta di un pescatore pescato in treno, l'altra spenta dalla colpa, la perdita e la solitudine vive un esilio bianco sulla terra, un coma che sospende il dolore in attesa che qualcuno parli con lei. Confinata nel suo appartamento e 'giudicata' tre volte nel grado di giovane donna, moglie e madre dall'uomo del treno, dalla donna di servizio e dalla direttrice di un gruppo spirituale, Julieta non si perdona e come un gene trasmette alla figlia la colpa che da tredici anni la tiene lontana dal genitore.
Viaggio interiore che risale il tempo fino all'avvenimento che ha determinato la vita della sua protagonista, Julieta è un film sulla colpa, forza motrice del film e malattia morale che impedisce all'eroina di approfittare dei regali della vita (Lorenzo). Julieta non ha commesso nessuno 'delitto' e non ha niente da scontare eppure non può fare a meno di sentirsi responsabile per il suicidio di uno sconosciuto che aveva rifiutato di ascoltare in treno. Il treno su cui nasce il grande amore carnale e consolatorio per il compagno e il padre di sua figlia. Sentimento sconfitto anche lui dalla certezza di una nuova, e questa volta inconsolabile, colpa. Fare l'amore per scongiurare la morte, da Matador l'autore non smette di coniugare questo principio a cui aggiunge l'impossibilità di fuggire il destino. Tra flashback, accelerazioni ed ellissi che imbrigliano, appassiscono e consumano i personaggi, Julieta appunta la cifra di Hitchcock sul personaggio di Rossy de Palma, domestica della 'prima moglie' che piomba sul dramma l'ombra del noir e introduce a un mare incantatore e annunciatore di naufragio. Armonizzando la partitura di Alberto Iglesias con le note drammatiche del silenzio, Almodóvar afferra la grazia della gravità tra il nero del fondo e il bagliore della forma.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 12 giugno 2016
Writer58

Attenzione [spoiler alert]: nella recensione vi sono anticipazioni sulla trama e lo scioglimento del film. Con "Julieta", Almodovar compie una vera e propria svolta nella sua produzione. E non solo perché abbandona il melodramma sempre in bilico tra grottesco, trasgressione e passione, in favore di un'opera misurata e quasi sommessa, ma anche perché, pur mantenendo alcuni dei suoi caposaldi narrativi [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 29 maggio 2016
Roy Menarini

Di solito si usa a sproposito la metafora dei buchi neri, come se fossero esclusivamente luoghi di tenebra e di negatività, per esemplificare mancanze ed errori di qualche film o testo narrativo. E invece dovrebbe affascinarci e intrigarci il suo contrario, la forza attrattiva gravitazionale immensa che il buco nero sprigiona per attirare a sé tutto quanto, ingoiando la materia che gli circola intorno.

Julieta è un formidabile buco nero, un trionfo della narrazione per la narrazione, un atto di fede potente e talvolta cieco per la forza gravitazionale del racconto e dei suoi personaggi, un attrattore in cui chi guarda si perde senza possibilità di frenare la caduta dentro il vortice poetico.

Sebbene l'intero film di Almodóvar sia attraversato dalla corrente della cinefilia - e al solito si sono sprecati paragoni con il melodramma di Sirk e il thriller di Hitchcock (anche se a ben vedere questa volta il referente sembra più che altro Max Ophuls) - Julieta vuole dimostrare di non aver bisogno di niente e di nessuno, solo della sua energia affabulatoria e del suo vigore drammaturgico.

Frasi
"...la tua assenza riempie totalmente la mia vita e la distrugge."
Julieta (Emma Suarèz)
dal film Julieta - a cura di S.
NEWS
INFINITY
martedì 23 ottobre 2018
 

Julieta ha deciso di lasciare la Spagna per il Portogallo, dove si trasferisce l'uomo che ama. Sgombra la casa e ingombra i cartoni di cose e ricordi, tracce forti di un passato che riemerge implacabile.

PREMI
mercoledì 7 settembre 2016
 

Per la Spagna sarà in corsa per entrare nella selezione per gli Oscar 2017 Julieta di Pedro Almodovar: lo ha deciso l'Accademia del Cinema di Madrid. Il film di Almodovar è stato preferito agli altri due finalisti, La Novia di Paula Ortiz e El Olivo di [...]

GALLERY
mercoledì 18 maggio 2016
 

Già protagonista della serata inaugurale con Café Society di Woody Allen, Kristen Stewart è tornata ieri sul red carpet di Cannes per Personal Shopper di Olivier Assayas, un film sperimentale, concettuale e carico di riflessioni sulla società crossmediale, [...]

TRAILER
mercoledì 27 aprile 2016
 

Il film racconta la vita di Julieta, una donna che nel 2015 è sull'"orlo di una crisi di nervi" e comincia a dare i primi segni di follia. La sua vita, dopo un periodo di felicità, è stato abbandonata ad un destino amaro, dove si susseguono una serie [...]

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