Julieta

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Un film di Pedro Almodóvar. Con Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Daniel Grao, Inma Cuesta, Darío Grandinetti.
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Titolo originale Silencio. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 99 min. - Spagna 2016. - Warner Bros Italia uscita giovedì 26 maggio 2016. MYMONETRO Julieta * * * 1/2 - valutazione media: 3,52 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
writer58 domenica 12 giugno 2016
tutto su mia figlia... Valutazione 4 stelle su cinque
82%
No
18%

Attenzione [spoiler alert]: nella recensione vi sono anticipazioni sulla trama e lo scioglimento del film. Con "Julieta", Almodovar compie una vera e propria svolta nella sua produzione. E non solo perché abbandona il melodramma sempre in bilico tra grottesco, trasgressione e passione, in favore di un'opera misurata e quasi sommessa, ma anche perché, pur mantenendo alcuni dei suoi caposaldi narrativi (i rapporti conflittuali tra madre e figli, l'impatto del Destino sulle vite individuali), li rivisita con delicatezza, con una leggerezza sorprendente e con una misura stilistica ammirevole. Julieta è una donna di almeno 50 anni, segnata duramente dalla vita. Il fragile equilibrio che ha ritrovato viene spezzato, alla vigilia di un suo trasferimento insieme al suo compagno in Portogallo, da un incontro con un'amica di sua figlia, figlia di cui non ha alcuna notizia da 13 anni. [+]

[+] non capisco esattamente (di francesco2)
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maumauroma giovedì 2 giugno 2016
jiulieta Valutazione 4 stelle su cinque
83%
No
17%

Ai Tempi della Creazione gli antichi Dei decisero di assegnare un dono ad ogni essere vivente: ad alcuni diedero le ali per volare, ad altri la forza per combattere, ad altri ancora la pelliccia per proteggersi. Alla fine, giunti all'uomo,l'unico essere fornito di ingegno, gli Dei si accorsero di aver finito tutti i doni, e lo lasciarono nel mondo nudo e indifeso nel corpo e nell'anima. Questo e altro insegna Jiulieta, giovane insegnante di lettere classiche ai suoi studenti. Insegna anche dell'importanza del mare per le antiche civilta', mare dispensatore di vita e di morte, le cui onde furono per secoli solcate da Eroi, per cercare nuove conoscenze o per ricongiungersi alle mogli e ai figli che aspettavano pazienti il loro ritorno. [+]

[+] sulla lettera di antia..... (di francesco2)
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writer58 domenica 12 giugno 2016
tutto su mia figlia... Valutazione 4 stelle su cinque
74%
No
26%

Attenzione [spoiler alert]: nella recensione vi sono anticipazioni sulla trama e lo scioglimento del film. Con "Julieta", Almodovar compie una vera e propria svolta nella sua produzione. E non solo perché abbandona il melodramma sempre in bilico tra grottesco, trasgressione e passione, in favore di un'opera misurata e quasi sommessa, ma anche perché, pur mantenendo alcuni dei suoi caposaldi narrativi (i rapporti conflittuali tra madre e figli, l'impatto del Destino sulle vite individuali), li rivisita con delicatezza, con una leggerezza sorprendente e con una misura stilistica ammirevole. Julieta è una donna di almeno 50 anni, segnata duramente dalla vita. Il fragile equilibrio che ha ritrovato viene spezzato, alla vigilia di un suo trasferimento insieme al suo compagno in Portogallo, da un incontro con un'amica di sua figlia, figlia di cui non ha alcuna notizia da 13 anni. [+]

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vanessa zarastro domenica 5 giugno 2016
la grecia del mare Valutazione 3 stelle su cinque
79%
No
21%

Il film ha un impianto da tragedia greca. Non a caso Julieta insegna letteratura antica e mitologia greca: nella lezione in aula che fa come supplente parla di Ulisse e del fascino del mare.
S’innamora di un uomo che fa il pescatore (Daniel Grao) e che troverà la morte nel mare. Ma la tragedia nella sua vita è costante perché è il fato la perseguita: dalla malattia della madre, all’uomo sconosciuto in treno, al suo compagno Xoan, alla morte dell’amica Ava (un’intensa Imma Cuesta), fino al nipote sconosciuto. Le scansioni temporali sono lutti, le scene sono fisse, un montaggio di immagini bellissime ma prive di movimento, giustificate nei flash back dai salti temporali. [+]

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nanni giovedì 2 giugno 2016
julieta Valutazione 0 stelle su cinque
58%
No
42%

Riaffiora casualmente dal passato qualcosa che costringe Julieta a riaprire una ferita che sembrava chiusa. Nel tentativo di fare chiarezza ripercorrerà scrivendolo il suo pezzo di vita più importante. Quello del rapporto con i suoi genitori, con gli amori, i figli e gli amici più importanti. Alla fine si renderà conto che ogniuno è artefice e per molti aspetti "prigioniero" del proprio universo emotivo. È attraverso l'esperienza strettamente personale che codifichiamo un linguaggio interiore tutto e solamente nostro e per questo,forse, quasi...??? inaccessibile ( Antia dovrà vivere lo stesso dolore per capire quello di sua madre.....diversamente non sarebbero bastati fiumi di parole). Il film è ambizioso ma largamente inefficace e, pena la farraginosità della narrazione, un montaggio spezzettato ed una staticità da fotoromanzo ne esce, fortemente ridimensionato anche forse a causa della difficoltà di rendere la complessità del tema trattato. [+]

[+] il silenzio assordante dell'attesa... (di antonio montefalcone)
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daniela macherelli mercoledì 1 giugno 2016
julieta : perdersi e ritrovarsi Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Storia di un rapporto madre (Julieta)-figlia (Antia) tra complicità, incomprensioni e riavvicinamenti. Julieta ha avuto Antia da Xoan, morto annegato quando la figlia era adolescente; da quel momento il rapporto fra le due si fa più stretto (una rappresenta per l’altra tutta la famiglia), ma l’adolescenza e la prima giovinezza di Antia la allontanano progressivamente dalla madre, fino a spingerla a sottrarsi stabilmente al rapporto. Dapprima, infatti, Antia stringe un’amicizia molto forte con Beatrice, una sua coetanea conosciuta ad un campeggio, amicizia che diventa col tempo relazione senza che la madre se ne accorga; Beatrice, però, vivrà il legame come opprimente sino a trasferirsi a New York per svincolarsi esso. [+]

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dhany coraucci venerdì 3 giugno 2016
la passione congelata in un rosso annacquato Valutazione 2 stelle su cinque
60%
No
40%

La commistione tra la rossa passione del regista e la gelida trasparenza della Munro, scrittrice canadese da cui è tratta la storia, chiaramente avrebbe raffreddato il film, non pensavo però che il colore ne sarebbe stato intaccato: invece è proprio ciò che mi è parso, un rosso annacquato, come nelle bevande analcooliche. E lo dico con grande dispiacere perché l’occasione di un tema così delicato come quello madre-figlia è interessantissima, indipendentemente dal fatto che sono madre, siamo tutti figli. Quello che manca, secondo me, nella storia di un abbandono, o se vogliamo di una fuga,  è una digressione sul tema dell’ingratitudine, non so se nei racconti della Munro c’è perché non li ho letti (troppo artica in ogni caso, per i miei gusti), sicuramente è assente nel film dove a un primo tempo in cui si crea una grande tensione (o una grande aspettativa) perfino  forzata, nel secondo tempo si limita a mostrare il reciproco dolore senza però dire qualcosa di più, come sarebbe stato se avesse indagato a fondo in un rapporto complesso come è quello genitoriale, perché una madre (o un padre) non è solo addolorato nell’attesa, è anche tante altre cose. [+]

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zarar lunedì 6 giugno 2016
munro e almódovar Valutazione 3 stelle su cinque
58%
No
42%

Poche personalità mi sembrano distanti tra loro come la scrittrice Alice Munro e Pedro Almodóvar: è vero che ambedue intrecciano storie intessute di passato e presente, in cui la realtà nasconde un lato oscuro che prima o poi segna la tua vita in modo crudele e alle volte violento, ma è anche vero che l’approccio è diversissimo: in Munro lo stile è asciuttissimo, il dramma è tutto imploso, il quotidiano è grigio, personaggi e ambienti sono incolori, tutto succede e all’esterno pare che nulla succeda; l’Almodóvar che conosciamo è invece fortemente espressionista, la passionalità frenata o espressa dei suoi personaggi ha un impatto esplosivo, i colori sono colori forti, la carnalità è importante, le scelte sono estreme, amore e morte giocano una partita sanguinosa sullo schermo. [+]

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mauridal domenica 26 giugno 2016
lo specchio che invecchia Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

JULIETA un film di ALMODOVAR

 

LO SPECCHIO CHE INVECCHIA

Quando lo sguardo maturo di una non più giovane madre , si posa sul corpo e negli occhi della sua giovane figlia, inevitabilmente si riempie di malinconia e di nostalgia per il passato vissuto, per le gioie e le felicità perdute. La madre rispecchiandosi in quello sguardo giovane rimpiange la bellezza sfiorita del suo corpo ormai invecchiato. Tutto il film del regista Almodovar, anch’egli non più giovane, si presenta come uno specchio in cui la protagonista Julieta si racconta da anziana madre in un ricordo da giovane che ha vissuto però la tragedia e il dramma della perdita sia della figlia che del compagno . [+]

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fabiofeli venerdì 8 luglio 2016
ognuno sconta la "sua" colpa Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Julieta (Adriana Ugarte), una bella donna in viaggio in treno in una Spagna innevata, si reca nel vagone ristorante per evitare un colloquio che ritiene noioso con un viaggiatore che vorrebbe confidarsi con lei. Lì conosce Xoan (Daniel Grao), che fa il pescatore nel mare a Nord della Spagna. Dopo una sosta del treno in una stazione si verifica un incidente. Il viaggiatore “importuno” è stato investito dal treno: probabilmente si tratta di suicidio ma Julieta si sente responsabile del fatto, perché non ha voluto ascoltarlo. Circa 30 anni dopo Julieta (impersonata nella maturità da Emma Suarez) insieme al suo attuale compagno sta per andarsene da Madrid, città che le evoca il brutto ricordo del suo fallimento come madre; incontra per strada Beatriz, una amica di Antia, la figlia nata dal matrimonio con Xoan, inspiegabilmente allontanatasi da lei, quando era entrata nella maggiore età. [+]

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