Poesia senza fine

Film 2016 | Biografico, Drammatico, Fantasy +13 128 min.

Titolo originalePoesía sin fin
Anno2016
GenereBiografico, Drammatico, Fantasy
ProduzioneCile, Francia
Durata128 minuti
Regia diAlejandro Jodorowsky
AttoriBrontis Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores, Jeremias Herskovits, Kaori Ito Carolyn Carlson, Hugo Marín, Ali Ahmad Sa'Id Esber.
Uscitagiovedì 18 gennaio 2018
TagDa vedere 2016
DistribuzioneMescalito Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,00 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alejandro Jodorowsky. Un film Da vedere 2016 con Brontis Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores, Jeremias Herskovits, Kaori Ito. Cast completo Titolo originale: Poesía sin fin. Genere Biografico, Drammatico, Fantasy - Cile, Francia, 2016, durata 128 minuti. Uscita cinema giovedì 18 gennaio 2018 distribuito da Mescalito Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,00 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Alejandro Jodorowsky fa l'ingresso nell'età adulta e in una Santiago che si rivelerà fucina di futuri talenti. Al Box Office Usa Poesia senza fine ha incassato 28 mila dollari .

Consigliato assolutamente sì!
4,00/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,00
ASSOLUTAMENTE SÌ
Opera immensa, audace e generosa, che commuove coi suoi trucchi naïf e l'emozione che li nutre.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 maggio 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 maggio 2016

Santiago del Cile, al debutto degli anni Cinquanta. Alejandro Jodorowsky ha vent'anni e il desiderio di diventare poeta contro il parere del padre che lo sogna medico, ricco e borghese. Intrappolato nell'ennesima riunione di famiglia, recide (letteralmente) l'albero genealogico e ripara in una comune di artisti avanguardisti per coltivare finalmente il desiderio ardente. Ispirato dai più grandi maestri della moderna letteratura Latino Americana (Enrique Lihn, Stella Díaz, Nicanor Parra) e immerso nella sperimentazione poetica, Alejandro farà la sua rivoluzione culturale.
Con Poesia senza fine, Alejandro Jodorowsky invita lo spettatore al viaggio. Un viaggio introspettivo che pesca ancora una volta nella sua biografia e nel suo universo fantasmatico, dischiudendo la stagione rocambolesca dell'adolescenza e muovendo verso l'età adulta delle prime espressioni artistiche, dei primi turbamenti sentimentali.

Opera immensa, audace e generosa, Poesia senza fine comincia dove si interrompe La danza della realtà, cronaca dell'infanzia cilena dell'autore. Se la madre canta sempre il suo ruolo come in un film di Jacques Demy e il padre, tiranno domestico, vende ancora lingerie umiliando i poveri, a 'crescere' è Alejandrito, eroe adolescente, esaltato e scapigliato che chiude coi genitori e abbraccia la carriera di poeta.

Jodorowsky prosegue il racconto giocoso e caricaturale della sua esistenza, inventando e reinventando un altro cinema, personale, libero, senza limiti. Un cinema taumaturgico abitato da creature fantastiche che sembrano fuggite dall'immaginario felliniano. Poeti, clown, nani, ballerine e giocolieri scendono in pista per salvare quello che possono con un atto poetico prodigioso. Su tutti dominano Stella Díaz (Pamela Flores), poetessa dai seni opulenti e i capelli rossi, che inizia Alejandrito al sesso e alla bellezza aggrappata a un'erezione senza fine, Enrique Lihn (Leandro Taub) compagno di notti liriche ed alcoliche che interpreta la poesia in azione e prosegue 'tutto dritto' fino al mattino, Pequeñita (Julia Avedano), nana che vuole crescere con l'amore. L'incontro del protagonista con gli amici poeti ridefinisce la sua vita e ridimensiona il terrore e l'orrore del quotidiano. Perché per Jodorowsky l'immaginario è nostro amico e aiuta a riconciliarsi col dolore. Il nostro, il suo. E a questo titolo Brontis e Adan Jodorowsky, figli di Alejandro, impersonano nel film i padri e figli in divenire, l'emanazione simbolica (e incarnata) che contiene la soluzione del trauma.
Vero e proprio atto psicomagico, l'autore stana il conflitto e lo scioglie intervenendo fisicamente nel film, prendendo per mano il tormento dei personaggi e gettando una luce sentimentale sull'ombra tumultuosa della sua creazione. Tra fantasmi e realtà, per Jodorowsky nessuna verità può essere enunciata fuori da questa alleanza, l'autore abbraccia il giovane uomo che fu col padre, convertendo in poesia i gesti di violenza e le parole odiose che segnarono il loro congedo. Perché lo scopo della poesia è fare del mondo un posto migliore, anche molto tempo dopo, anche quando è troppo tardi. La poesia è tutto quello che crea, e per estensione quello che ci crea.

Esaltazione del cinema magico, quello di Méliès, Poesia senza fine commuove coi suoi trucchi naïf e l'emozione che li nutre riaccordando nella finzione il figlio col padre. Teatrale e frontale nei suoi quadri fissi che rimandano alle strisce dei fumetti, il film danza di nuovo coi ricordi reali e immaginari, inscenando una terapia familiare, divorando la paura, conciliando quello che è inconciliabile e liberando il campo a una poesia senza fine. Quella della magia forse, quella del cinema senza dubbio. Universo esoterico in ebollizione, il mondo di Jodorowsky è filtrato da sogni stupefacenti. Influenzato dalla corrente surrealista, alla fine del film annuncia la sua partenza per Parigi per incontrare Breton, rinnovare il suo 'manifesto' e rimandarci al terzo e ultimo capitolo della sua vita sognata, trasposta, esagerata, sublimata. Tutto è simbolico e tutto è vero. Al cuore di Poesia senza fine c'è la scoperta del mondo artistico, la rottura con l'autorità (genitoriale, politica) e il travaglio di un dolore che cova da qualche parte, nell'incomprensione, nella separazione, nella perdita. Quella del padre, morto prima di avere avuto il tempo di riallacciare, di riallacciarsi.
Romanzi di formazione allucinati, La danza della realtà e Poesía sin fin crescono il loro protagonista all'ombra di due titani, il padre, virilità sbraitante che alleva nel culto dell'eroismo sovietico, e la madre, matrona gigantesca che veglia su di lui come la fata di Pinocchio. A lei l'autore dona repliche liriche realizzando il sogno materno di diventare cantante. Sesso, amore, amicizia, passione, famiglia, religione, morte, tutto quello che fa una vita, si ritrova ingigantito e colorato da Jodorowsky che approda il suo viaggio autobiografico nella Parigi del 1953, dove (ri)nacque filosofo, uomo di teatro e di cinema, fumettista, romanziere, performer, maestro di tarocchi, maître à penser. E dalle rive della Senna riparte la terza parte di un testamento in progress che spunta di nuovo il budget col finanziamento collettivo (crowdfunding), trasformando i soldi in poesia (argent poétique), i desideri pantagruelici in distacco, il provocatore universale in mariposa, la rabbia (filiale) in gioia (paterna). La gioia di aver trovato nell'arte il metodo per essere (anche) un buon padre.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 26 gennaio 2018
FabioFeli

Alejandro è un adolescente che ,secondo i desideri dei genitori – l’uno commerciante, l’altra casalinga con la passione per la lirica –, dovrebbe diventare medico, destinato a una vita agiata con una professione onorata. Ma il ragazzo scopre di amare la Poesia. Finge di studiare biologia, mentre già compone i primi timidi tentativi poetici.

mercoledì 4 luglio 2018
Davide Marino

La follia è parte fondamentale della poesia.Jodorowsky ce lo dimostra profondamente in questo lungometraggio che sa trasportare, stupire, far ridere, emozionare.Una storia di vita trasposta in racconto onirico, una saggia miscela di sogno e realtà, sempre velata dal simbolo.Perché "Poesia senza fine" è un denso intrico di simboli, in cui ciascuno può ritrovarsi.

domenica 4 febbraio 2018
michelino

    Jodorowsky  tra realtà e surrealismo ci racconta del suo incontro con la poesia.   Naturalmente ce lo può raccontare solo in parte, in quanto - come suggerisce il titolo del film - si  tratta di un incontro senza fine.   Man mano che invecchia il nostro Jodorowsky acquista più leggerezza e sopratutto molto [...] Vai alla recensione »

martedì 30 gennaio 2018
no_data

Sicuramente è l'OPERA di Jodorowsky, il suo modo di fare cinema per eccellenza. "La danza della realtà" (libro e film) è solo l'inizio di un'avventura da vedere e rivedere, il riassunto di una vita al di fuori di qualsiasi convenzione. Quando si esce dal cinema si rimane esterrefatti da tanta bellezza. Non sono un critico, pertanto mi rifaccio solo a ciò che il film mi ha trasmesso: il film è emozionante, [...] Vai alla recensione »

martedì 23 gennaio 2018
The Mix

Poesia ed ego senza fine. Ma è l'ego di un Artista che sa di avere un'anima. Da non perdere per chi dentro se stesso viaggia e vuole conoscere l'universo e gli dei. Ardire, ardere, vivere. Grazie Alejandro. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 18 gennaio 2018
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Chiudiamo le pagine di I detective selvaggi di Roberto Bolano e apriamo alla visione di Poesia senza fine di Alexandro Jodorowsky, favola animata da invenzioni sceniche, realismo onirico nutrito di vita vissuta, seguito di La danza della realtà. Ritornare indietro con la memoria a raccontare la propria vita potrebbe sembrare un futile impegno: qui il divertimento, l'humour nero raccoglie come in uno [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
venerdì 12 gennaio 2018
 

Santiago del Cile, al debutto degli anni Cinquanta. Alejandro Jodorowsky ha vent'anni e il desiderio di diventare poeta contro il parere del padre che lo sogna medico, ricco e borghese. Intrappolato nell'ennesima riunione di famiglia, recide (letteralmente) [...]

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