Poesia senza fine

Film 2016 | Biografico, Drammatico, Fantasy, +13 128 min.

Titolo originalePoesía sin fin
Titolo internazionaleEndless Poetry
Anno2016
GenereBiografico, Drammatico, Fantasy,
ProduzioneCile, Gran Bretagna, Francia, Giappone
Durata128 minuti
Regia diAlejandro Jodorowsky
AttoriAdan Jodorowsky, Pamela Flores, Brontis Jodorowsky, Leandro Taub, Alejandro Jodorowsky Jeremias Herskovits, Kaori Ito, Carolyn Carlson, Hugo Marín, Ali Ahmad Sa'Id Esber, Julia Avedaño, Bastián Bodenhöfer, Montserrat Lopez, Patricia Pardo, Rony Ancavilu, Felipe Peña Venegas, Felipe Pizarro Sáenz De Urtury, Eduardo Jahnke, Rodrigo Velasquez Parraguez, Camila Muzard, Diego Carrasco, Paula Espinoza, Pablo Trebitsch, Robert Taicher, Julia Pesaj, Felipe Ríos, Alejandro Sieveking, Clara María Escobar, Jorge Magni, Charles Bustos, Romina Landerer, Ana Flores (II), Juan Quezada, Felix Venegas, Lucas Balmaceda, Rodrigo Azagra-Guina, Luz María Yacometti, Agustín Moya, Cesar Armazan, Ricardo Vargas, Rodrigo Orellana Basaure, Miguel Angel Perez, Andres Cid, Xavier Calderer Newman, Patricia Fuentes, Adrian Salgado, Patricio Scacchi, Raul Acuña, Alfredo Tello, Jose Ceardi, Carlos Morales (II), Heather Kunst, Alex Rivera (II), Gonzalo Diaz, Carlos Leay, Andres Cox, Raul Lopez (III), Gyorgy Cerda, Canis Crevillen, Xavier Czapla.
Uscitagiovedì 18 gennaio 2018
TagDa vedere 2016
DistribuzioneMescalito Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,71 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alejandro Jodorowsky. Un film Da vedere 2016 con Adan Jodorowsky, Pamela Flores, Brontis Jodorowsky, Leandro Taub, Alejandro Jodorowsky. Cast completo Titolo originale: Poesía sin fin. Titolo internazionale: Endless Poetry. Genere Biografico, Drammatico, Fantasy, - Cile, Gran Bretagna, Francia, Giappone, 2016, durata 128 minuti. Uscita cinema giovedì 18 gennaio 2018 distribuito da Mescalito Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,71 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 4 novembre 2021

Alejandro Jodorowsky fa l'ingresso nell'età adulta e in una Santiago che si rivelerà fucina di futuri talenti. In Italia al Box Office Poesia senza fine ha incassato 146 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,71/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 3,41
CONSIGLIATO SÌ
Opera immensa, audace e generosa, che commuove coi suoi trucchi naïf e l'emozione che li nutre.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 maggio 2016
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 maggio 2016

Santiago del Cile, al debutto degli anni Cinquanta. Alejandro Jodorowsky ha vent'anni e il desiderio di diventare poeta contro il parere del padre che lo sogna medico, ricco e borghese. Intrappolato nell'ennesima riunione di famiglia, recide (letteralmente) l'albero genealogico e ripara in una comune di artisti avanguardisti per coltivare finalmente il desiderio ardente. Ispirato dai più grandi maestri della moderna letteratura Latino Americana (Enrique Lihn, Stella Díaz, Nicanor Parra) e immerso nella sperimentazione poetica, Alejandro farà la sua rivoluzione culturale.
Con Poesia senza fine, Alejandro Jodorowsky invita lo spettatore al viaggio. Un viaggio introspettivo che pesca ancora una volta nella sua biografia e nel suo universo fantasmatico, dischiudendo la stagione rocambolesca dell'adolescenza e muovendo verso l'età adulta delle prime espressioni artistiche, dei primi turbamenti sentimentali.

Opera immensa, audace e generosa, Poesia senza fine comincia dove si interrompe La danza della realtà, cronaca dell'infanzia cilena dell'autore. Se la madre canta sempre il suo ruolo come in un film di Jacques Demy e il padre, tiranno domestico, vende ancora lingerie umiliando i poveri, a 'crescere' è Alejandrito, eroe adolescente, esaltato e scapigliato che chiude coi genitori e abbraccia la carriera di poeta.

Jodorowsky prosegue il racconto giocoso e caricaturale della sua esistenza, inventando e reinventando un altro cinema, personale, libero, senza limiti. Un cinema taumaturgico abitato da creature fantastiche che sembrano fuggite dall'immaginario felliniano. Poeti, clown, nani, ballerine e giocolieri scendono in pista per salvare quello che possono con un atto poetico prodigioso. Su tutti dominano Stella Díaz (Pamela Flores), poetessa dai seni opulenti e i capelli rossi, che inizia Alejandrito al sesso e alla bellezza aggrappata a un'erezione senza fine, Enrique Lihn (Leandro Taub) compagno di notti liriche ed alcoliche che interpreta la poesia in azione e prosegue 'tutto dritto' fino al mattino, Pequeñita (Julia Avedano), nana che vuole crescere con l'amore. L'incontro del protagonista con gli amici poeti ridefinisce la sua vita e ridimensiona il terrore e l'orrore del quotidiano. Perché per Jodorowsky l'immaginario è nostro amico e aiuta a riconciliarsi col dolore. Il nostro, il suo. E a questo titolo Brontis e Adan Jodorowsky, figli di Alejandro, impersonano nel film i padri e figli in divenire, l'emanazione simbolica (e incarnata) che contiene la soluzione del trauma.
Vero e proprio atto psicomagico, l'autore stana il conflitto e lo scioglie intervenendo fisicamente nel film, prendendo per mano il tormento dei personaggi e gettando una luce sentimentale sull'ombra tumultuosa della sua creazione. Tra fantasmi e realtà, per Jodorowsky nessuna verità può essere enunciata fuori da questa alleanza, l'autore abbraccia il giovane uomo che fu col padre, convertendo in poesia i gesti di violenza e le parole odiose che segnarono il loro congedo. Perché lo scopo della poesia è fare del mondo un posto migliore, anche molto tempo dopo, anche quando è troppo tardi. La poesia è tutto quello che crea, e per estensione quello che ci crea.

Esaltazione del cinema magico, quello di Méliès, Poesia senza fine commuove coi suoi trucchi naïf e l'emozione che li nutre riaccordando nella finzione il figlio col padre. Teatrale e frontale nei suoi quadri fissi che rimandano alle strisce dei fumetti, il film danza di nuovo coi ricordi reali e immaginari, inscenando una terapia familiare, divorando la paura, conciliando quello che è inconciliabile e liberando il campo a una poesia senza fine. Quella della magia forse, quella del cinema senza dubbio. Universo esoterico in ebollizione, il mondo di Jodorowsky è filtrato da sogni stupefacenti. Influenzato dalla corrente surrealista, alla fine del film annuncia la sua partenza per Parigi per incontrare Breton, rinnovare il suo 'manifesto' e rimandarci al terzo e ultimo capitolo della sua vita sognata, trasposta, esagerata, sublimata. Tutto è simbolico e tutto è vero. Al cuore di Poesia senza fine c'è la scoperta del mondo artistico, la rottura con l'autorità (genitoriale, politica) e il travaglio di un dolore che cova da qualche parte, nell'incomprensione, nella separazione, nella perdita. Quella del padre, morto prima di avere avuto il tempo di riallacciare, di riallacciarsi.
Romanzi di formazione allucinati, La danza della realtà e Poesía sin fin crescono il loro protagonista all'ombra di due titani, il padre, virilità sbraitante che alleva nel culto dell'eroismo sovietico, e la madre, matrona gigantesca che veglia su di lui come la fata di Pinocchio. A lei l'autore dona repliche liriche realizzando il sogno materno di diventare cantante. Sesso, amore, amicizia, passione, famiglia, religione, morte, tutto quello che fa una vita, si ritrova ingigantito e colorato da Jodorowsky che approda il suo viaggio autobiografico nella Parigi del 1953, dove (ri)nacque filosofo, uomo di teatro e di cinema, fumettista, romanziere, performer, maestro di tarocchi, maître à penser. E dalle rive della Senna riparte la terza parte di un testamento in progress che spunta di nuovo il budget col finanziamento collettivo (crowdfunding), trasformando i soldi in poesia (argent poétique), i desideri pantagruelici in distacco, il provocatore universale in mariposa, la rabbia (filiale) in gioia (paterna). La gioia di aver trovato nell'arte il metodo per essere (anche) un buon padre.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 26 gennaio 2018
FabioFeli

Alejandro è un adolescente che ,secondo i desideri dei genitori – l’uno commerciante, l’altra casalinga con la passione per la lirica –, dovrebbe diventare medico, destinato a una vita agiata con una professione onorata. Ma il ragazzo scopre di amare la Poesia. Finge di studiare biologia, mentre già compone i primi timidi tentativi poetici.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 18 gennaio 2018
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Chiudiamo le pagine di I detective selvaggi di Roberto Bolano e apriamo alla visione di Poesia senza fine di Alexandro Jodorowsky, favola animata da invenzioni sceniche, realismo onirico nutrito di vita vissuta, seguito di La danza della realtà. Ritornare indietro con la memoria a raccontare la propria vita potrebbe sembrare un futile impegno: qui il divertimento, l'humour nero raccoglie come in uno [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 12 gennaio 2018
 

Santiago del Cile, al debutto degli anni Cinquanta. Alejandro Jodorowsky ha vent'anni e il desiderio di diventare poeta contro il parere del padre che lo sogna medico, ricco e borghese. Intrappolato nell'ennesima riunione di famiglia, recide (letteralmente) [...]

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