La fine del mondo

Film 2013 | Azione, 109 min.

Regia di Edgar Wright. Un film Da vedere 2013 con Simon Pegg, Nick Frost, Paddy Considine, Martin Freeman, Eddie Marsan. Cast completo Titolo originale: The World's End. Genere Azione, - Gran Bretagna, 2013, durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 26 settembre 2013 distribuito da Universal Pictures. - MYmonetro 3,32 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 7 ottobre 2013

Gary rimette insieme il vecchio gruppo di amici per completare l'impresa mai completata da giovani, ma nel farlo scoprono una realtà oltre ogni immaginazione Il film ha ottenuto 2 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office La fine del mondo ha incassato 172 mila euro .

La fine del mondo è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,32/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,17
PUBBLICO 3,30
CONSIGLIATO SÌ
Il terzo episodio della trilogia del cornetto rielabora intuizioni bergmaniane per un pubblico spielberghiano.
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 25 settembre 2013
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 25 settembre 2013

Gary King ha toccato l'apice della sua esistenza nel 1990 quando con i suoi amici ha tentato di battere in una sola notte i pub di Newton Heaven in un tripudio di aneddoti e ubriacatura, finito senza aver completato il giro (l'ultimo pub, mai raggiunto, si chiama The World's End) ma comunque in gioia. Vent'anni dopo Gary è un adulto irrisolto, che vive nel passato, fuori da ogni regolarità o da ogni canone di "inserimento nella società" e raccontando la sua esperienza in un gruppo di autoaiuto capisce di doverlo rifare, ritrovare il vecchio gruppo di amici, rimetterli insieme e questa volta battere davvero tutti i pub in una notte. Quello che succederà nel tentare di farlo metterà il gruppo di 5 amici a confronto con una realtà imprevedibile, un incredibile rivoltamento di tutto ciò che sapevano in grado di lasciar emergere il loro vero spirito.
Con la trilogia del cornetto (L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz e questo film) Edgar Wright e Simon Pegg (oltre che attore anche sceneggiatore) hanno esplorato con una forza e una pregnanza sconosciute al cinema d'intrattenimento spettacolare, la maniera in cui il quotidiano inquini l'umano ovvero il progressivo diventare "mostri" degli esseri umani quando, una volta cresciuti, sono inseriti nel sistema lavorativo-familiare. E questo svelamento avviene spesso mettendo a confronto i mostri che i protagonisti sono ad inizio film con dei "mostri" da cinema, come gli zombie di L'alba dei morti dementi. Nelle storie di Pegg e Wright spesso si scopre che, sebbene le combattiamo, forse ci siamo diventati come quelle creature che i film ci hanno raccontato e non ce ne rendiamo conto. E anche in questo film emergeranno figure prese dalla storia del cinema di fantascienza anni '50 che non sono lontane da ciò che i personaggi mostrano di essere all'inizio della trama.
Wright è l'unico a parlare questa lingua, l'unico che riesca a trasmettere temi e intuizioni bergmaniane ad un pubblico che chiede un cinema d'azione e intrattenimento spielberghiano, l'unico a padroneggiare il linguaggio per immagini ad un livello che gli consenta di potersi divertire con gli artifici retorici più classici del cinema, piegandoli a piacimento, mescolando riferimenti a tutto il conoscibile (forse l'unica pecca del film, eccessivamente impegnato nel far cogliere a tutti le sue citazioni).
In La fine del mondo si ammira quel raro processo narrativo per il quale la dimensione epica delle imprese personali è immaginata da chi le vive in quella cinematografica. Vivere come al cinema, immaginando se stessi come protagonisti di un film e quindi diventarlo, ovvero ingrandire i sentimenti filmando di fatto un mondo interiore attraverso gli stereotipi del cinema (quello d'azione eccessivo di Michael Bay in Hot Fuzz o l'horror classico in L'alba dei morti dementi).
Creando una sorta di "epica del pub" (con i suoi luoghi tipici, le sue consuetudini e caratteristiche precipue) La fine del mondo narra un viaggio fantastico nel rimosso personale. Gary e i suoi amici all'inizio della storia sembrano voler rimettere in scena il proprio passato e finiscono per trovare più di quanto cercassero, confrontandosi fisicamente con degli avversari che spiritualmente costituiscono quello che hanno messo sotto il tappeto, la loro storia personale lasciata sedimentare dai tempi del liceo. Materialmente incontrano ciò che si sono lasciati dietro, per affrontarlo solo dopo diverse pinte di birra quando l'alcol li priverà delle inibizioni maturate in una vita da persone regolari, rendendoli di nuovo liberi.
Ma il risultato di tutto ciò, e qui sta la differenza tra il cinema di Pegg-Wright e quello di tutti gli altri, non sarà la ricomposizione di un equilibrio come lo si intende solitamente.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 28 settembre 2013
re sole

Un nome, un programma, 5 amici riuniti per la maratona alcolica più pazza del mondo. Il Trio Pegg - Wright - Frost, riesce a superarsi ancora una volta, confezionando un prodotto EPICAMENTE UNICO. Partendo dal fatto che questo film chiude la cosidetta " Trilogia del Cornetto", i ragazzi di " Shaun Of The Dead " e " Hot Fuzz " riescono a creare non solo un nuovo ed entusiasmante (ed esagerato) film [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Mi chiamano il Re"
Gary King (Simon Pegg)
dal film La fine del mondo - a cura di Nicola Pattaro
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Sono enormi bicchieroni di birra al posto della madeleine in questo «alla ricerca del tempo perduto» ambientato nella provincia inglese contemporanea. È l'avventura di cinque quarantenni, ex amici d'infanzia, convinti dal più sgangherato e irresponsabile del gruppo, Gary King (Simon Pegg), a ritentare una maratona etilica lasciata incompiuta quando erano ragazzi, facendo tappa, nell'arco di una sola [...] Vai alla recensione »

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