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Ultimo aggiornamento lunedì 11 febbraio 2013
Hugh Jackman, personaggio principale di un musical tratto da "I miserabili" di Victor Hugo. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 4 Premi Oscar, 4 candidature e vinto 3 Golden Globes, 9 candidature e vinto 3 BAFTA, 11 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 4 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Les Misérables ha incassato 2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Toulon, 1815. Jean Valjean è il prigioniero numero 24601, condannato a diciannove inverni di lavori forzati per aver rubato un pezzo di pane sfamando un nipote affamato. Rilasciato a seguito di un'amnistia prova a ricostruirsi una vita e una dignità nel mondo, nonostante gli avvertimenti e le intimidazioni di Javert, integerrimo secondino della prigione convinto che un ladro non possa che perseverare nel male. Convertito al bene dall'atto caritatevole di Monsignor Myriel, Valjean prende coscienza dei suoi peccati e decide di mondare il suo destino, assumendo il nome di Monsieur Madeleine. Sindaco e imprenditore arricchito a Montreuil sur Mer, l'uomo salva una ragazza dalla prigione, promettendole di proteggere Cosette, la sua bambina, affidata alle cure di due malandrini locandieri. Alla morte della donna riscatta Cosette, diventandone padre e madre insieme. Gli anni passano e Cosette cresce come l'ossessione di Javert per Valjean, smascherato dietro la maschera del gentiluomo. La Storia poi si mette in mezzo conducendo i due avversari al di là e al di qua delle barricate innalzate dai rivoluzionari repubblicani contro la monarchia. Mentre a Parigi l'insurrezione insorge, le 'stelle' in cielo vegliano misericordiose le sorti di Valjean e Javert.
Dopo aver dato voce al re (Il discorso del re), Tom Hooper dà voce ai miserabili di Victor Hugo, affrancandoli col canto dallo stato di minorità in cui versano. Teatro di lotta e di idee, Les Misérables è narrativamente apparentato con l'opera lirica di cui riproduce il 'recitativo', ossia il recitar cantando, che introduce o segue un'aria. Non ci sono dunque dialoghi recitati nel film e nella sua versione originale, dove l'ufficiale di Russell Crowe incalza il galeotto di Hugh Jackman con carattere arioso, scolpendo le sillabe col canto. Operazione temeraria impreziosita dalle performance dal vivo degli attori, sui cui volti si svolge la parabola di un uomo e di una nazione. La rievocazione storica fa tutt'uno con la logica narrativa del feuilleton e con l'emotività iperbolica del melodramma, realizzando movimenti musicali da vedere con le orecchie e ascoltare con il cuore. Lo scambio non può che giovare all'esaltazione e alla soavità del turbamento emotivo. Cori patriottici, romanze sanguigne, brani guerreschi, canti d'amore a due e tre voci, raccordano un materiale narrativo pensato in due atti e introdotto da una monumentale ouverture ("Look Down"), che segna il passo dell'opera, traccia il corso degli eventi e la costruzione dei personaggi. L'opposizione sempre mobile tra bene e male cambia vertiginosamente posizione nei Miserabili avviando la sfida e la meccanica pervasiva del duello in cui duettano Javert e Valjean, schierati tra legge e infrazione alla regola. Se dal conflitto nasce il dramma de Les Misérables, dal confronto tra Hugh Jackman e Russell Crowe ("till we come face to face") si produce un'epica polarità che si imprime sulla retina, che fa sussultare, trattenere il fiato, richiedendo allo spettatore una partecipazione assoluta e senza condizioni.
Les Misérables è un inseguimento infinito concepito come un musical e imbastito come un'opera, dove allo spartito dell'istintiva improvvisazione del forzato redento si oppone la calcolata determinazione dell'ispettore, che per catturare la sua ossessione deve imparare a sentirla, viverla da dentro, possedere il suo ritmo per negarlo con il proprio o negarsi il proprio in fondo al fiume. Russell Crowe trova nella dispatia il carattere del suo personaggio e nella voce un solo colore, quello rigoroso dell'uniforme che costringe le sue emozioni, sospendendolo sul baratro e nel puro spasmo del gesto. Tom Hooper da par suo vivifica la storia di Victor Hugo lavorando sulle coordinate espressive dell'inquadratura, arricchendo e complicando una sintassi articolata (soprattutto ma non solo) sul campo e controcampo, come vuole un film quasi totalmente incentrato su due uomini (in)conciliabili. La voce prende allora corpo nel primo piano scrivendo la storia col canto e 'respirando' nelle arie di Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen, locandieri da opéra-comique, leggeri e fantasiosi, raffinati e popolari, capaci di tenere il loro pubblico (e truffare gli avventori) con grazia e senza sforzo apparente. Il musical più longevo nella storia del West End, scritto da Alain Boublil, musicato da Claude Michel Schönberg e portato al successo da Cameron Mackintosh, dopo la scena conquista il cinema, dominando il medium come re Giorgio VI fece con la radio.
Brividi, lacrime e stupore: queste le sensazioni provate durante le 2 ore e 30 di film. Una cast eccezionale e coinvolgente in cui spiccano Anne Hathaway in primis (ovunque elogiata con la sua I dreamed a dream, e ora capisco il perché), seguita da Eddie Redmayne (a cui è stata per me ingiustamente negata una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista), Samantha [...] Vai alla recensione »
Tra le tante trasposizioni tratte dal romanzo di Hugo, questa versione, adattamento del musical teatrale di successo, è tra le più emozionanti. La storia di redenzione di Jean Valjean è conosciuta; eppure, il premio Oscar Tom Hooper riesce ad inchiodare lo spettatore alla poltrona, ammaliandolo, lasciando il palcoscenico ai suoi ottimi interpreti, eccetto Crowe (dov'è la voce?).