La sedia della felicità

Film 2013 | Commedia 90 min.

Regia di Carlo Mazzacurati. Un film Da vedere 2013 con Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2013, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 24 aprile 2014 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,10 su 47 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una caccia al tesoro stralunata che attraversa un Nordest abitato da una bizzarra umanità. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento e Il film ha ottenuto 5 candidature a David di Donatello. In Italia al Box Office La sedia della felicità ha incassato 1,4 milioni di euro .

La sedia della felicità è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
3,10/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,36
PUBBLICO 2,95
CONSIGLIATO SÌ
Con garbo surreale, la commedia di Mazzacurati sperimenta una scansione del racconto che pratica leggerezza e sorriso.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 25 novembre 2013

Bruna è un'estetista che fatica a sbarcare il lunario. Tradita dal fidanzato e incalzata da un fornitore senza scrupoli, riceve una confessione in punto di morte da una cliente, a cui lima le unghie in carcere. Madre di un famoso bandito, Norma Pecche ha nascosto un tesoro in gioielli in una delle sedie del suo salotto. Sprezzante del pericolo, Bruna parte alla volta della villa restando bloccata dietro un cancello in compagnia di un cinghiale. In suo soccorso arriva Dino, il tatuatore della vetrina accanto, che finisce coinvolto nell'affaire. Scoperti il sequestro dei beni di Norma e la messa all'asta delle sue otto sedie, Bruna e Dino rintracciano collezionisti e acquirenti alla ricerca dell'imbottitura gonfia di gioie. Tra alti e bassi, maghi e cinesi, laguna e montagna, Bruna e Dino troveranno la vera ricchezza.
Radicato nel Nordest, La sedia della felicità ribadisce il territorio del cinema di Carlo Mazzacurati e punta su due losers 'spaesati' e approdati, chissà come e chissà quando, al Lido di Jesolo. A Dino e Bruna, alla maniera dei personaggi lunari e malinconici de La lingua del Santo, capita l'occasione della vita, un tesoro da trovare per cambiare la sorte e risollevarsi dai propri fallimenti. Ma il Veneto che abitano, e che attraversano oggi in lungo e in largo, è meno florido e la sua ripresa ogni giorno più lontana. A cambiare è pure il paesaggio antropologico, la composizione sociale di paesi e città a bagno nell'acqua e alle prese con tempi grami. Tempi che contemplano nondimeno il miracolo e allontanano, nella ricerca della felicità, la solitudine sempre in agguato. In una regione e in un mondo dove tutto va in panne, si rompe e si spezza, dove anche i traghetti alle fermate sembrano incapaci di ripartire, un'estetista e un tatuatore restano invischiati in qualcosa che non avevano previsto e che ha a che fare con la riscoperta dei sentimenti e dell'amore. Con garbo surreale, la commedia dinamica di Mazzacurati cambia lo stile di versificazione del suo cinema, sperimentando una scansione del racconto che pratica leggerezza e sorriso. Si (sor)ride tanto con La sedia della felicità, che 'esagera' rimanendo fedele al reale. Divertito, lieve e personale, lo sguardo dell'autore veneto coglie ancora una volta le contraddizioni esistenziali, trasfigurandole e deformandole in una rapsodia dominata dal caso, per caso avvengono gli incontri, gli abbandoni, le rivelazioni, i ritrovamenti. Per intenzione, gioco e tanto amore avviene invece l'agnizione, la rivelazione dei personaggi e il riconoscimento degli attori che hanno fatto e frequentato il cinema di Mazzacurati. Giuseppe Battiston, Roberto Citran, Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Natalino Balasso 'accarezzano' con malinconica dolcezza una commedia che chiede a gran voce la sospensione dell'incredulità. Fuori dal gruppo, congedato con onore, debuttano Valerio Mastandrea, paladino gentile dai tempi comici perfetti, e Isabella Ragonese, nostra signora delle Dolomiti, piena di grazia e riservata bellezza. Presidente della Fondazione Cineteca di Bologna e allievo nel DAMS degli anni Settanta, Carlo Mazzacurati 'incontra' dentro un cimitero (anche) Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca emiliana, che alla maniera del cinema pone rimedio alla finitezza umana, risolvendo il suo desiderio di eternità (e di felicità).

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LA SEDIA DELLA FELICITÀ
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 16 maggio 2014
veritasxxx

L'ultimo film di Mazzacurati è una commedia divertente e senza pretese che vi strapperà più di una risata, il che non è poco di questi tempi. Mastandrea (ennesimamente nella parte di se stesso, ovvero il quarantenne cinico e un po' squattrinato, ma in questo caso ci sta come il cacio sui maccheroni) e la Ragonese, estetista con problemi di budget, sulle tracce di [...] Vai alla recensione »

domenica 18 maggio 2014
Eugenio

Dalla fine del mese di aprile, un’interessante pellicola anima molti cinema italiani. Interessante è il giusto aggettivo in quanto è firmata dal compianto Mazzacurati che la sceneggiò e ne curò le caratteristiche cinematografiche (scene, attori, script,layout,ambientazioni) qualche mese prima di morire. Non solo. “La sedia della felicità” questo [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 maggio 2014
Sgretola

Ci sono tante chiavi di lettura per questa deliziosa pellicola, frizzante, spontanea e allegra ma anche amara: la rincorsa sfrenata verso il denaro, unica fonte di felicità anche per quei personaggi che per il loro ruolo sociale dovrebbero elevarsi dalle faccende materiali della vita. Invece risultano i più agguerriti, senza scrupoli, pur di salvare se stessi e rimediare a propri errori. [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 agosto 2014
gabriella

Mi mancherà il cinema di Carlo Mazzacurati , la sua visione buona e un po' surreale, il suo sguardo attento e sensibile, il suo modo di raccontare con tatto e delicatezza di quello strato sociale fatto di “poveri Cristi”, perennemente in lotta con gli affanni della vita, le sue storie di provincia un po' malinconiche, un po' ironiche. Dino e Bruna sono due trapiantati in Veneto, precisamente a Jesolo, [...] Vai alla recensione »

domenica 18 maggio 2014
Luca Brisotto

Un regalo d'addio, così Carlo Mazzacurati si è congedato, lasciandoci in eredità una pellicola che riassume molti temi trattati nei suoi film precedenti. E per farlo, si è attorniato dai suoi amici attori che, come in Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, sembra abbiano voluto tributare un omaggio al regista. Unici estranei a questa logica, i due protagonisti Dino (Mastrandr [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 maggio 2015
stefano bruzzone

 L'ultima opera del bravo Mazzacurati prima di morire è una commedia allegra e spensierata e a tratti anche ben fatta, ma siamo lontani da alcuni piccoli capolavori come ad esempio Il Toro. Un film che sa di testamento nel quale, come a rendere omaggio al regista, sfilano in piccoli camei praticamente tutti gli attori più interessanti del panorama cinematografico italiano.

lunedì 19 gennaio 2015
Liuk

L'idea non era male ma la realizzazione é poca cosa. Gli stessi attori sembrano non credere nel loro ruolo e le battute non sono credibili. Il lato comico é ridotto all'osso e quello che resta é un film secondario, né carne né pesce. Peccato.

domenica 27 aprile 2014
Melvin II

Il biglietto d’acquistare per “La sedia della felicità” è : 4)Ridotto “La sedia della felicità” è un film del 2014 scritto e diretto da Carlo Mazzacurati, distribuito dalla 01 Distribution, con:Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Raul Cremona, Marco Marzocca, Milena Vukotic, Roberto Citran,Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Antonio Albanese.

domenica 16 agosto 2015
enzo70

Mazzacurati riesce intelligentemente a fondere fantasia e realtà e nel raccontare la crisi del nord est inserisce la favola di una sedia imbottita dei tesori della madre di un noto bandito veneto, che, morente in carcere comunica a Bruna, una estetista ben interpretata da Isabella Ragonese, ed a un prete, Battiston, il segreto della sedia con la proboscide da elefante.

mercoledì 21 gennaio 2015
gianleo67

Tatuatore lui ed estetista lei, Dino e Bruna gesticono i loro rispettivi negozi l'uno di fronte all'altro nella stessa strada di Jesolo, condividendo le difficoltà economice ed una reciproca simpatia. Quando un'anziana cliente detenuta le rivela in punto di morte dell'esistenza di una sedia contenente la refurtiva di un colpo messo a segno dal figlio, lei si mette sulle tracce del prezioso manufatto, [...] Vai alla recensione »

martedì 29 aprile 2014
catcarlo

Il nuovo film di Carlo Mazzacurati - che è anche il suo testamento artistico, visto che il regista padovano se ne è andato, troppo presto, nel gennaio di quest'anno - è una commedia lieve e a tratti surreale che, pur partendo dal disagio sociale che caratterizza il Veneto (e non solo) di questi tempi, sa divertire assai grazie a una costruzione accurata e a una bella scelta [...] Vai alla recensione »

mercoledì 30 aprile 2014
Flyanto

 Film in cui si racconta di una coppia di giovani, all'inizio non legati sentimentalmente, che sono alla ricerca di un'ingente quantità di gioielli nascosta all'interno della fodera di una sedia da salotto. Le sedie sono tante e per di più sparse per tutto il Nord-Est d'Italia, dove si svolge interamente la vicenda, e pertanto la caccia al tesoro si presenta per loro [...] Vai alla recensione »

sabato 26 aprile 2014
Pisiran

Ebbene sì, questo è un buon film che va ad aggiungersi al buon cinema Italiano. Carlo Mazzacurati ha voluto lasciarci con il sorriso e ha saputo farlo bene. Il film ambientato nella provincia veneta si estrapola con leggerezza e senza volgarità e coinvolge lo spettatore regalandogli quei sorrisi che spesso mancano nelle sale. Gli attori sono adeguati e Valerio Mastandrea emerge in [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 novembre 2013
pier71

L'interrogativo che subito m'è saltato in mente non appena conclusa la proiezione de La sedia della felicità al Festival d Torino è stato: siamo davanti a una delle più grandi occasioni mancate? Vediamo un po'. La regia e le idee di Mazzacurati sono come sempre molto originali, e in Italia non è certo una consuetudine.

lunedì 28 aprile 2014
R. Simoni

Non so quale film abbiano visto gli altri, ma io era da un paio d'anni che non vedevo una cosa di questo genere... Lentissimo, noioso... ho letto da parte di qualcuno "si ride parecchio", ma dove? Se non ci fosse stato Mastandrea me ne sarei andato all'istante... ma le scene finali poi? alle medie avevamo fatto un film fra ragazzi ed era uscita una cosa decisamente meglio delle scene con i due contadini... [...] Vai alla recensione »

domenica 4 maggio 2014
pietroabb

uno die film più brutti che abbia mai visto... nulla da dire sulla recuitazione degli attori...e quanti attori!!!!  ma la storia è patetica.... questo film per quanto mi riguarda decreta la morte del cinema italiano...  abbiamo toccato il fondo sarà molto difficile fare peggio... schifezze del genere si riescono a fare solo perchè vengono dati i contributi statali... [...] Vai alla recensione »

martedì 29 aprile 2014
pressa catozzo

Non amo i remake. Mastrandea non ha la forza di Gasman, ne tantomeno Isabella Ragonese il fascino della Sharon Tate. Battiston l'unica cosa che ricorda di Orson Wells è il sigaro che ostenta tra la bocca e le dita. Neanche le sedie sono belle. Film appena appena dignitoso, se ne poteva fare a meno. E come nelle riprese "CUT.... buona la prima", si perchè la seconda non è [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 aprile 2014
R. Simoni

E' il peggior film che abbia visto negli ultimi anni. Lento, noioso... si ride solo se prima si pensa a qualcosa di tristissimo... le scene finali poi con i contadini hanno una scenografia che sembra sia stata fatta da bambini delle elementari... era dai tempi del film di Alberto Tomba che non vedevo una porcheria di tale portata...

domenica 27 aprile 2014
tavololaici

Della tenerezza. L’addio di Carlo Mazzacurati Se la tenerezza potesse essere, potesse inverarsi, in un film, questo di Carlo Mazzacurati, “La sedia della Felicità”, il suo addio in poesia, leggerezza, sorriso e luce , sarebbe uno dei luoghi suoi. La trama è quella dell’incontro di due ragazzi che si dibattono tra crisi e precarietà e debiti, e che per un attimo intravedono la strada [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 novembre 2017
Portiere Volante

Ho sempre ammirato Mazzacurati e mi dispiace non potere assegnare cinque stelle alla sua ultima opera. Tuttavia sarei un gran bugiardo a scriverne meraviglie. La sceneggiatura non è il massimo ,alla ricerca spasmodica e a tratti snervante di queste sedie e il finale, che potrebbe anche essere interpretato come fantasioso e positivamente "leggero",personalmente mi è sembrato [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 maggio 2014
Mario Nitti

Il film è carino, una commedia a tratti surreale, ben recitato, ogni tanto capace di sorprendere, con qualche debolezza. Sarebbe stato destinato a passare inosservato se non fosse che è l’ultima pellicola realizzata da Mazzacurati prima di morire. Il regista sapeva cosa lo attendeva e ha voluto chiudere con un film divertente, realizzato senza la pretesa di realizzare un capolavoro. [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 maggio 2014
pressa catozzo

Ho letto i giudizi da voi espressi ; vale il detto della nonna,( non è bello ciò che piace.......)  Quello che mi stupisce che film decisamente migliori scompaiano dalle sale in meno di pochi giorni e questa opera sgonfia come una gomma di bicicletta riesca a occupare sale da tre settimane. Comunque W IL CINEMA SEMPRE.

giovedì 31 dicembre 2015
Portiere Volante

Non mi ha entusiasmato. La storia ,un poco di simpatia ce la regala ma solo grazie alle interpretazioni degli attori. Mastrandrea,la Ragonese e Battiston sono bravi e sanno dare brio e sostanza ai personaggi. La storia è molto ripetitiva e a tratti snervante con sedie che vengono sventrate in continuazione,in una ricerca affannosa e poco credibile del tesoro nascosto.

domenica 6 dicembre 2015
dario

La storiella non è nuova e questo adattamento veneto non ne è una traduzione memorabile. Carinerie non mancano e neppure una più che discreta regia. Ma tutto appare pretestuoso, cabarettistico e i personaggi sono continuamente fuori dalle righe, non tanto per proporre una critica di costume (e la crisi di cultura) quanto per desiderio, goliardico, di derisione.

martedì 6 ottobre 2015
Marco Petrini

Alla fine il film rimane solo come un omaggio di tanti buonissimi attori che interpretano protagonisti ed ottimi camei in onore di Carlo Mazzacurati. Dal punto di vista spettacolo, però, il film è esile, non molto convincente; prendiamolo dunque solo per quello che vuole essere: un ultimo applauso di tanti amici all'ultima opera di un ottimo regista.

martedì 9 giugno 2015
Barolo

Spiace parlare male di un film del giustamente compianto Mazzacurati,autore di ottime pellicole,ma qui l'ingranaggio comico-semtimentale non funziona,sprecando grandi talenti come Angioini,Mastramdrea e Vukotic, in una pellicola sbiadita non originale e nemmeno particolarmente divertente. Ha fatto di meglio

mercoledì 27 maggio 2015
charlie94

Carlo Mazzacurati ci mancherai, mi mancheranno i tuoi film. Ognuno di essi era come un bicchiere d'acqua freschissima offertoci in una giornata di sole cocente. Grazie di essere esistito.

sabato 27 dicembre 2014
Cap Harlock

Negli anni 70 la RAI ha trasmesso uno sceneggiato, straniero non italiano, con la stessa trama identica. Ancora non ho visto questa versione di Mazzacurati, per cui non esprimo voto né giudizio. Aggiornerò in seguito.

martedì 26 agosto 2014
David80

Carlo Mazzacurati ci ha lasciati lo scorso 22 gennaio e ci mancherà molto. Era un regista sensibile, autore e direttore di commedie malinconiche e drammi mai banali. Il suo film "testamento" è una vera sorpresa: La sedia della felicità è una commedia spassosa, intelligente, con un ritmo pazzesco e recitata benissimo. La storia di Dino e Bruna è molto attuale, a causa della crisi economica che il nostro [...] Vai alla recensione »

sabato 7 giugno 2014
cine_debuttante

La trama di per sè, non sarabbe male. peccato per il montaggio e la scelta delle musiche che rallentano in modo inverosimile il tutto... peccato.

domenica 11 maggio 2014
cangrande

Un film decisamente mediocre, nel vero senso che il termine esprieme. Un  film che non si schiera né dalla parte del comico, né da quella del surreale, tantomeno riesce a narrare una storia che stia in piedi. Possiamo parlare di surreale? Molti altri film del passato hanno dimostrato che il surreale si basa su un simbolismo qui del tutto assente.

domenica 27 aprile 2014
Alex2044

Mazzacurati ci ha lasciati con un altra  bella storia delle sue . Come sempre , tenerezza , simpatia , intelligenza, rispetto umano compaiono nel film senza dimenticare i momenti di comicità. Gli attori protagonisti sono bravissimi . Quelli che compaiono in piccoli camei sembra che sorridano al loro regista. Un film da vedere e non solo per ricordare un bravissimo regista ma soprattuto [...] Vai alla recensione »

sabato 3 maggio 2014
Flaw54

Mi dispiace perMazzacurati, ma questo film appare veramente affrettato, tirato via e con una sceneggiatura banale e scontata. Anche la recitazione sembra forzata e Mastrandrea ormai è sempre uguale a se stesso, mentra la Regonese sfiora il ridicolo in certi momenti ( e la cosa mi dispiace visto che la ritengo una delle nostre attrici più interessanti ).

martedì 6 maggio 2014
eskimo73

Sono andato a vedere il film con la presentazione della  protagonista Isabella  Ragonese e devo dire che il film merita veramente , mi è piaciuto molto in quanto oltre a far ridere perchè si tratta di una commedia ( tempestata tra l'altro da personaggi surreali interpretati da bravissimi attori che forse hanno voluto rendere omaggio al grande regista);  rappresenta [...] Vai alla recensione »

martedì 6 maggio 2014
melania

Il film mi è piaciuto,perché originale,divertente,leggero ma non banale.L'ho seguito senza alcun momento di noia,ho trovato ottima la recitazione e l'ambientazione.consigliabile!

domenica 4 maggio 2014
muttley72

Due persone in cerca di denaro (un tatuatore divorziato ed una estetista che deve pagare le rate dei macchinari del proprio centro di bellezza) si ritrovano accomunate dalla ricerca di alcune sedie (tutte uguali) vendute ad un'asta giudiziaria, poiché in una di esse è nascosto un tesoro proveniente da un crimine (come ha rivelato in punto di morte la proprietaria di esse che era rinchiusa in carcere). [...] Vai alla recensione »

mercoledì 30 aprile 2014
pressa catozzo

Uno spettatore talmente attentoa fare il riassuntino ( merita il votino 6++++ ) che non si accorge che le sedie sono otto e non dodici. D'altrone siamo abituati a osannare e fare santi e beati i defunti.

venerdì 25 aprile 2014
joecondor

Ho visto questa bella commedia che mi ha fatto ridere ed ha divertito la gente in sala...ma che lancia spunti anche del nostro paese,con battute e situazioni anche razziste come l'incontro tra il pescivendolo veneto Citran che tratta con indifferenza e male Mastandrea al suo negozio di pesce quando lo sente parlare in romano oppure il fantastico duetto Orlando-Bentivoglio ,televenditori cialtroni di [...] Vai alla recensione »

domenica 4 maggio 2014
Alessandro Vanin

La sedia della felicità è un bellissimo film. Pur essendo un film un po' surreale in quanto tratta di una caccia al tesoro tra maghi, immigrati, sedute spiritiche, preti affetti da ludopatia, impiegate statali quasi infomani ecc) le situazioni dei personaggi sono reali (crisi volgia di riscatto) e offrono molti spunti di riflessioni. Bravi tutti gli attori

Frasi
'E mi dica:questi lavoranti sono in regola'?
'Ma no! Sono rumeni, non sono abituati!'
Volpato (Natalino Balasso)
dal film La sedia della felicità - a cura di Alessandra
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un impossibile "documentario fantastico" sul nostro irriconoscibile Nordest. Una commedia svitata zeppa di figure strampalate e folgoranti. Uno sfrenato giallo comico, ispirato a un romanzo russo già usato fra gli altri da Mel Brooks. Ma soprattutto un'esilarante summa del cinema di Carlo Mazzacurati, che dai tempi di Notte italiana, 1987, non ha mai smesso di cercare tesori nascosti nell'infinita [...] Vai alla recensione »

Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Non è facile parlare di un film che esce postumo. Il pensiero corre inesorabilmente al regista che non c'è più e questo può in qualche modo condizionare il pensiero, oltre a non rendere possibile un eventuale contradditorio. Lo è di più se questo regista "mancante" è Carlo Mazzacurati, che è una di quelle persone, prima che regista, sulle quali si è sempre portati, per la sua innata disponibilità, [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Un prezioso tesoro sapientemente celato nella seduta di una sedia, rivelato da una ricca signora in punto di morte. Un tatuatore, un'estetista e un prete che lo cercano per mezzo Nord Italia. Lo troveranno in cima a una montagna per un finale da "e vissero felici & contenti". È gioiosa come una fiaba l'ultima pellicola di Carlo Mazzacurati, amabile cineasta scomparso il 22 gennaio.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Nel «paesaggio fisico e umano» del Nord Est, quello che mai nessuno aveva raccontato bene come il regista Carlo Mazzacurati, le facce, le andature, gli atteggiamenti, hanno importanza fondamentale. Nell'ultimo film dell'autore scomparso a gennaio, il più allegro e insieme il più triste perchè esce accompagnato dall'aggettivo «postumo», ne scorrono tante, una più azzeccata dell'altra.

Valerio Caprara
Il Mattino

Inutile nascondere che quando ha girato e poi presentato al festival di Torino «La sedia della felicità», Carlo Mazzacurati (1956-2014) era malato e consapevole della crudele fine che lo aspettava a breve. Il vivo dispiacere provato da tutto il mondo del cinema non condiziona, però, il giudizio sull'ultimo film: una commedia provinciale nel senso buono, quello della tradizione «all'italiana», leggera [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Bruna e Dino, romani piuttosto incongrui in questa anonima location padano-veneta, fanno rispettivamente l'estetista e il tatuatore, e i loro negozi dirimpettai arrancano uno peggio dell'altro. Maledetta illusione di svolta (ma poi anche benedetto pretesto per una bella fiaba sentimentale, tra loro) la promessa di un favoloso tesoro da inseguire cercando, trovando e squartando la tappezzeria di un [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Tanta ironia e molto rimpianto. Un film che è un testamento artistico. L'ultimo lavoro di Mazzacurati, scomparso a gennaio, è la stimma del suo nordest cinematografico, dei suoi perdenti con possibilità di riscatto. il tatuatore Mastandrea (dai tempi comici perfetti) e l'estetista Ragonese vanno a caccia di una sedia scomparsa dove sono nascosti, al suo interno, dei gioielli.

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lunedì 17 marzo 2014
 

Bruna è un'estetista che fatica a sbarcare il lunario. Tradita dal fidanzato e incalzata da un fornitore senza scrupoli, riceve una confessione in punto di morte da una cliente, a cui lima le unghie in carcere.

winner
nastro dell'anno
Nastri d'Argento
2014
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