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tuttofumonientearrosto.
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mercoledì 19 febbraio 2014
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bel film, fatto molto bene ma manca di qualcosa
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il film è girato bene, begli effetti di luce, il direttore alla fotografia avrà avuto molto da lavorare per rendere al meglio la luce solare sul casco dei due astronauti, sceno girate bene, la camera da presa è sempre nel posto giusto al momento giusto. Sandra Bullock interpreta molto bene il proprio personaggio, George Clooney a mio parere un po' sottotono, con una parte che non offre molto spazio alla possibilità di dare sfoggio di sè stesso, una parte poco recitativa, personalmente non mi capacito come possa essere nominato agli oscar. Però l'intero film non ha una trama molto coinvolgente, buchi (come è possibile che un "infermiera" sia arrivata nello spazio senza dare spiegazioni, un astronauta che si sacrifica per una sconosciuta? irrealistico) e dopo una mezz'ora di film precipita di senso e coinvolgimento.
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il film è girato bene, begli effetti di luce, il direttore alla fotografia avrà avuto molto da lavorare per rendere al meglio la luce solare sul casco dei due astronauti, sceno girate bene, la camera da presa è sempre nel posto giusto al momento giusto. Sandra Bullock interpreta molto bene il proprio personaggio, George Clooney a mio parere un po' sottotono, con una parte che non offre molto spazio alla possibilità di dare sfoggio di sè stesso, una parte poco recitativa, personalmente non mi capacito come possa essere nominato agli oscar. Però l'intero film non ha una trama molto coinvolgente, buchi (come è possibile che un "infermiera" sia arrivata nello spazio senza dare spiegazioni, un astronauta che si sacrifica per una sconosciuta? irrealistico) e dopo una mezz'ora di film precipita di senso e coinvolgimento.
Il finale è l'apice di una sceneggiatura piuttosto... campata per aria, irrealistico e frettoloso
Tirando le somme è un film bello, non un successo, fa la sua figura, ma poteva essere fatto molto meglio
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ambrosetto
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venerdì 14 febbraio 2014
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alla larga da questo film!
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Note negative 1<)Clooney fa il piacione inopportunamente in modo scontato in momenti non opportuni,2)scientificamente non valido,pure mio figlio approverebe questo!3)storia banale,poche idee,scontate e banali!...se avessi pagato il biglietto per vederlo mi sarei pure arabbiato,per mia fortuna l ho scaricato ...note positive 1)indumenti intimi sotto la tutina spaziale 2) effetti speciali degni di un film fantascientifico 3)grasse risate nelle scene iniziali grazie al cinese che si fa i giretti con il suo jetpack,classico di un laureato ad harward....NON GUARDATELO..SI PERDITEMPO
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(di ciappami)
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manuela potiti
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martedì 11 febbraio 2014
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lo specchio di un'epoca
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Gravity è un sorprendente spaccato del reale, con ambientazione insolita, ovvero, nello spazio siderale, che è a dire nel vuoto.
La protagonista Sandra Bullok, è dispersa nel vuoto siderale a causa di un guasto tecnico al satellite sul quale alloggia, e teme, com'è ovvio, di morire, viene continuamente sopraffatta dal panico, poichè non ha abbastanza fiducia di potercela fare con le proprie forze.
Sarà un'allucinazione od un "miracolo" ad indirizzarla sulla giusta via. Il protagonista maschile George Clouney, le appare e la incita a credere in sè, a lottare per la salvezza.
Lei riesce in questo modo a riprendere il controllo e si porta in salvo, a Terra: la forza di gravità e l'aiuto dell'amico, insieme alla ritrovata fiducia in sè, la salveranno, dal panico, dalla morte.
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Gravity è un sorprendente spaccato del reale, con ambientazione insolita, ovvero, nello spazio siderale, che è a dire nel vuoto.
La protagonista Sandra Bullok, è dispersa nel vuoto siderale a causa di un guasto tecnico al satellite sul quale alloggia, e teme, com'è ovvio, di morire, viene continuamente sopraffatta dal panico, poichè non ha abbastanza fiducia di potercela fare con le proprie forze.
Sarà un'allucinazione od un "miracolo" ad indirizzarla sulla giusta via. Il protagonista maschile George Clouney, le appare e la incita a credere in sè, a lottare per la salvezza.
Lei riesce in questo modo a riprendere il controllo e si porta in salvo, a Terra: la forza di gravità e l'aiuto dell'amico, insieme alla ritrovata fiducia in sè, la salveranno, dal panico, dalla morte.
Un bellissimo e credibilissimo film che, in chiave psicanalitica, parla del panico, male del nostro secolo, che compare in contesti di "vuoto" e che solo la fiducia in sè può aiutare a superare definitivamente.
Bella la metafora "spazio vuoto" e "terra realtà".
Manuela Potiti - Lucca
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russtorm
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lunedì 10 febbraio 2014
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un vuoto cosmico nel mondo del cinema!
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Un film che mi ha fatto sorgere una domanda a cui non riesco a dare risposta: Ma veramente serve questo per essere nominati al premio oscar? Mah! Tutti ne parlano benissimo: Effetti speciali bellisimi! Grafica strepitosa! Qualcuno addirittura grida al capolavoro. Ma vediamo di analizzarlo. Partiamo dai ridicoli titoli di testa che fanno scoprire con enorme sorpresa per la communità scientifica che nello spazio non c'è ossigeno, non ci sono suoni, e non ci si può vivere (Ma tu pensa quanto sono stato ingenuo!). Passiamo agli effetti speciali. Ok va bene, ha degli ottimi effetti speciali, solo non capisco perché nella scena iniziale la navicella sia disegnata così male! Le ombre sono immobili ed è animata come non si vedeva dai tempi di Toy Story.
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Un film che mi ha fatto sorgere una domanda a cui non riesco a dare risposta: Ma veramente serve questo per essere nominati al premio oscar? Mah! Tutti ne parlano benissimo: Effetti speciali bellisimi! Grafica strepitosa! Qualcuno addirittura grida al capolavoro. Ma vediamo di analizzarlo. Partiamo dai ridicoli titoli di testa che fanno scoprire con enorme sorpresa per la communità scientifica che nello spazio non c'è ossigeno, non ci sono suoni, e non ci si può vivere (Ma tu pensa quanto sono stato ingenuo!). Passiamo agli effetti speciali. Ok va bene, ha degli ottimi effetti speciali, solo non capisco perché nella scena iniziale la navicella sia disegnata così male! Le ombre sono immobili ed è animata come non si vedeva dai tempi di Toy Story. Nel resto del film gli effetti e la grafica sono di ottimo livello. E per fortuna! Perchè tolti questi il film praticamente non ha materiale! La storia è così scarna che per scrivere il soggeto sarebbero bastati i post-it (quei foglietti promemoria tutti colorati con l'adesivo), e la sceneggiatura è persino riuscita a far durare 90 minuti un film nel quale non succede assolutamente nulla! Chi guarderà il film, o chi l'ha già visto, non potrà fare a meno di notare che la sceneggiatura è di una qualità così bassa, che se il film dura più di otto minuti è solo grazie ai detriti del satellite!!! E' una degli esempi più bassi al mondo di arte cinematografica. Se non fosse stato per la buona interpretazioni degli unici due attori del film non avrei neanche finito di vederlo.
A questo punto torno a chiedermi, perché far concorrere questi film a premiazioni cinematografiche? Perché nn creano un premio importante per la computer grafica e basta?
P.S. Per girare questo obrobrio ci sono voluti quattro anni di riprese e 100(cento) milioni di dollari!!!!!
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(di pippo_cannelunghe)
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opidum
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domenica 9 febbraio 2014
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un pregio ce l'ha
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dura un ora e mezza.
veramente niente di che. io l'ho visto a casa .
spendere 10 euro al cinema non lo consiglierei a nessuno.
a casa magari sì.
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lucavarese1
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mercoledì 5 febbraio 2014
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gra-vita.
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Una pioggia di detriti causata dalla accidentale collisione di un missile, guarda un pò, russo con satelliti americani si scaraventa contro lo shuttle della Bullock e Clooney e di un terzo sfortunato astronauta laureato ad Harvard. Ne deriverà una catena disastrosa di eventi, una odissea angosciante che tende il cuore e sbalordisce i sensi. Le immagini di Gravity, di Alfonso Cuaròn, sono spettacolari certo, e mi fido di chi si intende di effetti speciali associandomi loro nell' elogiarli. Ma limitarsi a questa osservazione sarebbe un ingiuria al film, perchè si, talvolta è banalotto nel proporre il solito trauma del lutto, appena accennato fortunatamente e intelligentemente ma è anche in grado di proporre riflessioni e metafore profonde.
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Una pioggia di detriti causata dalla accidentale collisione di un missile, guarda un pò, russo con satelliti americani si scaraventa contro lo shuttle della Bullock e Clooney e di un terzo sfortunato astronauta laureato ad Harvard. Ne deriverà una catena disastrosa di eventi, una odissea angosciante che tende il cuore e sbalordisce i sensi. Le immagini di Gravity, di Alfonso Cuaròn, sono spettacolari certo, e mi fido di chi si intende di effetti speciali associandomi loro nell' elogiarli. Ma limitarsi a questa osservazione sarebbe un ingiuria al film, perchè si, talvolta è banalotto nel proporre il solito trauma del lutto, appena accennato fortunatamente e intelligentemente ma è anche in grado di proporre riflessioni e metafore profonde. La dimensione di " semi-divinità" dell' essere umano che fluttua fra terreno e divino, fra conosciuto e sconosciuto, finito e infinito e chi più ne ha più ne metta, come la Bullock che rimbalza sempre a portata della terra ma altrettanto sempre fuori di essa verso il nero spazio silente. L' unico episodio invece, consumato poco dopo l' inizio, in cui è più distante e quasi spacciata è magistralmente angosciante. Immagine simbolo, splendida, è anche quella di Ryan(Bullock) che, rientrata nel mezzo spaziale dopo peripezie contro la natura , si accovaccia e riposa ricordando palesemente un feto con tanto di cordone ombelicale che la connette alla navicella-artificio-macchina che annichilisce i limiti umani e presume infinita potenza a noi non competente; il contrappasso saranno altre sventure per la bella ma più che altro brava Bullock, l' interruzione delle connessioni " Metà nord-america non sarà più su Facebook " e una pioggia finale di ulteriori detriti cinesi che raggiungeranno la terra (quest' ultima altra immagine di effetto). Tutto pare andare male con Ryan che, rimasta sola dopo il sacrificio del buon Giorgione C. che non terminerà mai una storiella su un nano peloso che a me interessava non poco, è li li per lasciarsi morire. Fortuna che, è qui la trovata narrativa davvero brutta ma funzionale, ritroverà volontà di sopravvivenza grazie a un sogno-delirio che le paleserà Clooney a consigliarle la via di fuga e quindi permetterà al film di raggiungere l' epilogo didattico, chiudendo l' apologo di Cuaròn la cui morale è l' inno alla vita, all' uomo e ai suoi limiti, suonato grazie all' esperienza, all' avventura in cosmografia interna e non esterna, con buona pace degli alieni e dei pianeti prossimi all' esplosione di cui qui non c'è traccia. E' un ritorno, un nuova genesi quella che troverà Ryan-Bullock piombata sulla spiaggia che stringerà nel pugno, proprio poco prima di accorgersi della vita che grava con tutta la sua pesantezza e responsabilità nuovamente su di lei. Consiglio ai prossimi registi che tratterranno queste materia: seguite il suggerimento di Jodie Foster in Contact " qui è bellissimo, avrebbero dovuto mandarci un poeta ". Sono certo che almeno una dozzina di autori leggeranno questo commento sperduto su MyMovies.
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ggmymovies
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giovedì 30 gennaio 2014
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non solo spazio
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Fantascienza è limitativo. Catalogare l'opera di Cuaron è veramente difficile, visto le diverse sfaccettature che il film va a toccare.
Per gli amanti della fantascienza, è innegabile che è da non so quanti anni che non si toccavano vette di realismo spaziale al cinema (se sono mai state toccate), con il tipico caso in cui il panorama diventa protagonista (il movimento di Sandra Bullock persa nello spazio nel momento del primo "attacco" di detriti è da perderci la testa, appunto).
Sebbene per un puro film fantascientifico questo sarebbe già un gran risultato, di questi tempi, Cuaron non si ferma qui. La storia è incredibilmente toccante.
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Fantascienza è limitativo. Catalogare l'opera di Cuaron è veramente difficile, visto le diverse sfaccettature che il film va a toccare.
Per gli amanti della fantascienza, è innegabile che è da non so quanti anni che non si toccavano vette di realismo spaziale al cinema (se sono mai state toccate), con il tipico caso in cui il panorama diventa protagonista (il movimento di Sandra Bullock persa nello spazio nel momento del primo "attacco" di detriti è da perderci la testa, appunto).
Sebbene per un puro film fantascientifico questo sarebbe già un gran risultato, di questi tempi, Cuaron non si ferma qui. La storia è incredibilmente toccante. In un'ora è mezza di film, lo spettatore riesce a vedere tutti gli stadi della perdita di una persona cara (tramite Sandra Bullock), passando dall'accettazione della perdita stessa, dal rinnegarla, dal lasciarsi andare, dalla (ri)voglia di vita, fino alla definitiva rinascita, che è mentale, ma che è metaforicamente rappresentata alla perfezione da Cuaron, con la Bullock che sembra riimparare a camminare.
"Gravity" è tutto questo, non solo fantascienza.
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no_data
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domenica 26 gennaio 2014
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quando in un film uno è poco e due sono troppi
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Interessanti le riprese dallo spazio.
Di notevole effetto anche se troppo particolareggiato il primo tempo che si dilunga troppo e frena il proseguire della storia.
Inquietanti e eccessivamente catastrofiche certe inquadrature.
Non riesce a passare la sensazione di solitudine cosmica che vuole comunicare la protagonista neanche quando il suo compagno di missione si sgancia e la sollecita a "lasciarlo andare".
Lo stato d'animo della Bullok non è trasferibile surgelato come è nella navicella spaziale ghiacciata.
Il Clooney recita una parte che rimane completamente siggillata nella sua tuta.
La sua presenza non aggiunge niente al film come la sua assenza non ne costituisce una perdita.
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Interessanti le riprese dallo spazio.
Di notevole effetto anche se troppo particolareggiato il primo tempo che si dilunga troppo e frena il proseguire della storia.
Inquietanti e eccessivamente catastrofiche certe inquadrature.
Non riesce a passare la sensazione di solitudine cosmica che vuole comunicare la protagonista neanche quando il suo compagno di missione si sgancia e la sollecita a "lasciarlo andare".
Lo stato d'animo della Bullok non è trasferibile surgelato come è nella navicella spaziale ghiacciata.
Il Clooney recita una parte che rimane completamente siggillata nella sua tuta.
La sua presenza non aggiunge niente al film come la sua assenza non ne costituisce una perdita.
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rampante
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sabato 25 gennaio 2014
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un'avventura nello spazio
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Gravity
una storia pazzesca, un gioco di effetti speciali, un thriller spaziale girato dove non c'è forza di gravità
La dott.ssa Rayn Stone è alla sua prima missione spaziale
l'astronauta Matt Kavalsky è all'ultimo volo prima della pensione
colpiti da una pioggia di detriti quella che per loro doveva essere una passeggiata di routine si trasforma in catastrofe
lo shuttle è distrutto e loro hanno perso ogni contatto con la navicella
i due astronauti persi nel buio, si ritrovano soli e costretti ad affrontare l'ignoto senza speranza, nell'assordante silenzio dell'universo, a testa in giù, con le gambe all'aria, 
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Gravity
una storia pazzesca, un gioco di effetti speciali, un thriller spaziale girato dove non c'è forza di gravità
La dott.ssa Rayn Stone è alla sua prima missione spaziale
l'astronauta Matt Kavalsky è all'ultimo volo prima della pensione
colpiti da una pioggia di detriti quella che per loro doveva essere una passeggiata di routine si trasforma in catastrofe
lo shuttle è distrutto e loro hanno perso ogni contatto con la navicella
i due astronauti persi nel buio, si ritrovano soli e costretti ad affrontare l'ignoto senza speranza, nell'assordante silenzio dell'universo, a testa in giù, con le gambe all'aria, fluttuanti nel vuoto
sono uniti da un cavo che si tende e si aggroviglia sbatacchiandoli come foglie al vento in mezzo a frammenti di astronavi che li sfiorano a una velocità pazzesca,
privi di qualunque contatto con la Terra
Matt si sgancia e si abbandona nell'universo ammirando le belle immagini del nostro pianeta
Rayn combatte con tutta la forza della disperazione contro ogni avversità e infine sfinita riesce a toccare Terra
Un lungometraggio d'avventura in cui l'essere umano lotta in scenari naturali mozzafiato contro ogni avversità naturale per salvarsi
un'opera che cerca di toccare la profondità dell'animo umano
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