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ilpanda
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sabato 12 ottobre 2013
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ma siamo seri ?
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Il film è quello che si può definire come disse il rag. Ugo Fantozzi , una cagata pazzesca !. Il film comincia con Clooney che fa il bimbominkia girando attorno allo shuttle con un sistema di propulsione portatile,poi tutto precipita con l'incidente del satellite. La faccenda del satellite che esplode e causa una reazione a catena con conseguente distruzione degli altri satelliti sulla stessa orbita è alquanto verosimile,perchè un satellite colpito da un missile esplode ed i frammenti conservano una velocità simile a quella del missile e quindi diventano proiettili vaganti.
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Il film è quello che si può definire come disse il rag. Ugo Fantozzi , una cagata pazzesca !. Il film comincia con Clooney che fa il bimbominkia girando attorno allo shuttle con un sistema di propulsione portatile,poi tutto precipita con l'incidente del satellite. La faccenda del satellite che esplode e causa una reazione a catena con conseguente distruzione degli altri satelliti sulla stessa orbita è alquanto verosimile,perchè un satellite colpito da un missile esplode ed i frammenti conservano una velocità simile a quella del missile e quindi diventano proiettili vaganti. I detriti arrivano dalle parti dello shuttle e delle due stazioni orbitanti e distruggono tutto,ma mentre i russi ed i cinesi se la danno a gambe prima dell'impatto, gli americani noti in tutto il mondo per completare le missioni a sprezzo del pericolo restano li, e quindi shuttle distrutto,astronauti morti e Sandra Bullok alla deriva nello spazio.Come tutti sanno lo spazio è nero e le uniche luci sono quelle delle stelle e dei corpi illuminati dal sole,ma Clooney non lo sa e riesce a recuperare la Bullok e con il sistema a propulsione si dirigono verso la stazione russa per prendere la soyuz danneggiata ,viaggiare alla volta della stazione cinese e prendere la nave per la terra. Piccolo inconveniente del mestiere di astronauta porta Clooney a sganciarsi dalla Bullok e a morire alla deriva nello spazio,mentre lei incurante della mancanza di ossigeno, riesce ad entrare nella stazione e a respirare. Ma la legge di Murphy afferma che se le cose possono andare male ,sicuramente andranno peggio per cui oltre ai soliti detriti che ogni 90 minuti passano da quelle parti e distruggono tutto, ci si mette pure un incendio a riscaldare l'ambiente. Comunque la Bullok raggiunge la soyuz e cerca di parlare con la terra,dove contatta l'unico radioamatore deficiente che esiste al mondo che non conosce la parola MAYDAY,ormai tutto è perduto,manca l'ossigeno e la Bullok si addormenta serenamente aspettando la morte,ma all'improvviso spunta il fantasma di Clooney che entra nella cabina, dice quattro chiacchiere e ricarica i serbatoi dell'ossigeno. Allora la Bullok si risveglia, si ricorda delle parole del fantasma-clooney, ricarica l'ossigeno e parte alla volta della stazione cinese, dove arriverà ,riuscirà a mettere in moto la nave cinese e a fare rotta in caduta libera verso la terra. Ora chiunque mastichi un poco di geografia astronomica sa che attorno alla terra esiste una massa d'aria che si chiama atmosfera e quando è attraversata da un qualsiasi corpo,fa si che questo si riscaldi, si infiammi e bruci. Con un angolo di caduta di 6,5° rispetto all'atmosfera è possibile rientrare, con un angolo superiore si brucia tutto e con uno inferiore si sbatte contro l'atmosfera e si va alla deriva nello spazio,ma la Bullok non è una astronauta ma un semplice scienziato e queste cose non le sa, per cui muso in giù e si torna a casa. Ovviamente i migliaia di radar esistenti sulla terra non la rilevano e lai ammara tutta da sola vicino alla riva di un posto imprecisato. Sono meravigliose le immagini nello spazio,la terra dall'alto è stupenda e gli interni nelle stazioni spaziali rendono perfettamente l'idea del caos organizzato che ci sta in una stazione spaziali,effetti speciali per l'assenza di gravità addirittura ...spaziali... ma la trama.........
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[+] cinema, cinetica e cinismo.
(di hollyver07)
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[+] quoto al 110
(di _cobra_)
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mattomarinaio
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venerdì 11 ottobre 2013
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coinvolgente e spettacolare
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Ok, diciamocelo: GRAVITY non è privo di difetti, e il personaggio di George Cloney è troppo logorroico e impavido per essere credibile. Inoltre, visto sul pc, scaricato o in streaming, il film potrebbe annoiare al limite del soporifero.
Detto questo, mi trovo ad ammettere che Gravity , visto in un cinema 3D, è puro spettacolo per gli occhi e per le orecchie. Una giostra per tutti i sensi. Il realismo con cui ogni cosa viene rappresentata, è disarmante. Le tute, le basi spaziali, le luci, i riflessi, il pianeta terra, sono così “veri” da togliere la scena ai seppur bravi protagonisti. Impossibile capire dove finisce il reale e dove comincia il digitale. Tutto si fonde a meraviglia regalando un senso di vertigine mai avuto prima.
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Ok, diciamocelo: GRAVITY non è privo di difetti, e il personaggio di George Cloney è troppo logorroico e impavido per essere credibile. Inoltre, visto sul pc, scaricato o in streaming, il film potrebbe annoiare al limite del soporifero.
Detto questo, mi trovo ad ammettere che Gravity , visto in un cinema 3D, è puro spettacolo per gli occhi e per le orecchie. Una giostra per tutti i sensi. Il realismo con cui ogni cosa viene rappresentata, è disarmante. Le tute, le basi spaziali, le luci, i riflessi, il pianeta terra, sono così “veri” da togliere la scena ai seppur bravi protagonisti. Impossibile capire dove finisce il reale e dove comincia il digitale. Tutto si fonde a meraviglia regalando un senso di vertigine mai avuto prima. Quando ormai non ci si aspetta più nulla da un anno cinematografico deludente, ecco che arriva la sorpresa. Gravity ripropone atmosfere angoscianti già provate con “The Abyss” di Cameron o “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick e le perfeziona, grazie ad una tecnologia senza precedenti e una fotografia da premio Oscar, riuscendo a coinvolgere emotivamente anche il pubblico più disattento. Personalmente ho molto apprezzato anche il finale, con quell’allegoria sull’evoluzione che sembra voler dire: “uomo, hai impiegato milioni di anni per uscire dall’acqua e diventare terrestre… per lo spazio c’è ancora tempo”.
Lo consiglio vivamente a tutti, prima che esca dalle sale, perché in DVD non sarà la stessa cosa.
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hollyver07
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venerdì 11 ottobre 2013
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sfavillante avventura colma di presunzione
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Ciao. Devo fare un'opportuna premessa. Intanto non riassumerò la vicenda, della quale reputo che sia più ragionevolmente etichettabile come film d'avventura, piuttosto che alla vera fantascienza. Detto ciò, se dovessi giudicare questo film solo per l'intrattenimento che propone beh...! Sarebbe da 5 stelle con alloro incorporato. Purtroppo... il film non proponeva solo spettacolari immagini esosferiche, bensì mi è chiaramente apparso che fosse orientato per "competere" cognitivamente con i paradigmi della cinematografia fantascientifica, per es. "2001 Odissea nella spazio" per citarne uno. A mio esclusivo parere, in tal senso, il risultato non è stato raggiunto.
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Ciao. Devo fare un'opportuna premessa. Intanto non riassumerò la vicenda, della quale reputo che sia più ragionevolmente etichettabile come film d'avventura, piuttosto che alla vera fantascienza. Detto ciò, se dovessi giudicare questo film solo per l'intrattenimento che propone beh...! Sarebbe da 5 stelle con alloro incorporato. Purtroppo... il film non proponeva solo spettacolari immagini esosferiche, bensì mi è chiaramente apparso che fosse orientato per "competere" cognitivamente con i paradigmi della cinematografia fantascientifica, per es. "2001 Odissea nella spazio" per citarne uno. A mio esclusivo parere, in tal senso, il risultato non è stato raggiunto. Chiaramente, dal punto di vista tecnico, la pellicola è (credo) quasi ineccepibile e l'insieme d'immagini, scenografia, scene, ritmo e tensione sono stati ottimamente gestiti e, come già affermato, roba di lusso a 5 stelle. La parte riguardante i personaggi, la "descrizione" del loro background, le situazioni emotive apparenti e potenziali e, sopratutto, il "valico dell'io" della protagonista mi hanno lasciato l'impressione di un frettoloso, superficiale armeggiare e frugare nella filosofia umanistica al pari di di un bambino che tenta di scartare un cioccolatino con due paia di tenaglie; questo è l'aspetto di presunzione che ho percepito, manca l'attenzione emotiva (che io posso ipotizzare) in una situazione che metta a confronto i limiti psicologici dell'uomo con l'ambiente realmente al confine della terra. In sostanza, regìa e sceneggiatura, hanno schematizzato l'introspezione usando una checklist molto, molto americana che tuttavia non mi ha stimolato l'empatia necessaria a condividere appieno la roccambolesca avventura emotiva della protagonista. Tra le varie cose che non mi quadrano tanto... c'è lo specifico background di Ryan. Per quanto nella finzione il suo ruolo non fosse legato alla leadership della missione, è strano supporre che per un'attività spaziale possa essere scelta una persona che abbia subito laceranti drammi personali (quali la perdita dell'unica figlia). Ovviamente si tratta di un dubbio su determinati aspetti che mi permetto di evidenziare, oltretutto senza sapere come avvengano realmente le selezioni per simili attività. Ad ogni buon conto, passando all'esiguo (ma costoso...) cast, G. Clooney... siamo certi che davvero fosse li a recitare? Visto il ruolo ed i dialoghi assegnati, il suo "personaggio" somigliava all'allegorìa di un rassicurante Babbo Natale ma con azoto liquido al posto del sangue e se al posto suo ci fosse stata una XBox che leggeva Moby Dick non credo che il risultato sarebbe stato diverso. S. Bullock, invece, credibile come dottoressa e specialista nella missione, molto meno nella transizione ad un "comune" essere umano che affronta la mortale sfida imposta dall'avvenuto disastro. In conclusione, ferma restando l'idea che sia presente una marcata presunzione di fondo, penso che sia un film esteticamente eccellente, teso, dinamico e davvero divertente. Buona visione e saluti
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rita branca
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venerdì 11 ottobre 2013
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nonostante tutto un bel viaggio
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Gravity, film (2013) di Alfonso Cuaròn, con Sandra Bullock e George Clooney, Ed Harris, OrtoIgnatiussen, Phaldut Sharma
Un bellissimo film tridimensionale con stupefacenti effetti speciali che porta lo spettatore nello spazio e gli fa vivere le emozioni di Icario moltiplicate all’ennesima potenza e sommate a tutte quelle già note al moderno viaggiatore mai davvero del tutto abituato ai brividi del volo che già riempiono il cuore di gioia, di stupore e di orgoglio per i progressi dell’intelligenza umana.
Per tutta la durata del film si partecipa insieme ai due bravi interpreti ad un’impresa spaziale in tutte le sue fasi, muovendosi all’interno ed all’esterno di navette spaziali, in assenza di gravità, guardando il mondo da una prospettiva inusuale e meravigliosa.
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Gravity, film (2013) di Alfonso Cuaròn, con Sandra Bullock e George Clooney, Ed Harris, OrtoIgnatiussen, Phaldut Sharma
Un bellissimo film tridimensionale con stupefacenti effetti speciali che porta lo spettatore nello spazio e gli fa vivere le emozioni di Icario moltiplicate all’ennesima potenza e sommate a tutte quelle già note al moderno viaggiatore mai davvero del tutto abituato ai brividi del volo che già riempiono il cuore di gioia, di stupore e di orgoglio per i progressi dell’intelligenza umana.
Per tutta la durata del film si partecipa insieme ai due bravi interpreti ad un’impresa spaziale in tutte le sue fasi, muovendosi all’interno ed all’esterno di navette spaziali, in assenza di gravità, guardando il mondo da una prospettiva inusuale e meravigliosa.
Il film rivela aspetti dell’attività umana di cui la gente comune sente solo gli echi ma che sembrano appartenere più a creazioni fantascientifiche che non a realtà invece molto più prossime di quanto si sospetti. La prospettiva che si scopre è quella di autostrade spaziali sospese fuori dalla nostra sfera gravitazionale con stazioni spaziali internazionali di cui ci si serve lungo tragitti impensabili, così come e forse per fortuna, si ignora la quantità di detriti che precipitano nella nostra atmosfera potenzialmente distruggendo quanto faticosamente costruito sulla terra.
Meravigliosa fotografia, particolarmente degna di nota la scena finale del ritorno a terra che segna quasi una rinascita della protagonista, quando deve riabituarsi alla gravità.
Un’esperienza degna di essere vissuta!
Rita Branca
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(di rita branca)
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francesca.91
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venerdì 11 ottobre 2013
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noioso
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Non vale neanche i 7 euro e 70 spesi per il film. DA EVITARE
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(di lia_manelli)
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jodon
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giovedì 10 ottobre 2013
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dov'è il 2d?
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jodon
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giovedì 10 ottobre 2013
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in 2d?
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Possibile che per vederlo ci si debba per forda rovinare gli occhi?
[+] risparmia ...
(di sandro_74)
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liden75
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giovedì 10 ottobre 2013
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da grande volevo fare l'astronauta !
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Il più bel film dell'anno.
Ti lascia incollati alla poltrona per tutta la sua durata.
Vorresti non finisse mai.
Forte la voglia di rimanere seduti a rivederlo ancora, ancora, ancora.
Del genere, Apollo13 resta il top del top, perchè poi ricordiamo che è basato su una STORIA VERA.
Ma questo è un tripudio del 3D... ti senti letteralmente parte del film (almeno nella prima parte).
Clooney viene letteralmente annichilito dalla bravura della Bullock che ti fa vivere - istante per istante - tutto quello che succede.
Andate a vederlo.
Portatevi una benda per fasciarvi il mento... perchè sono molte le scene in cui resterete a bocca aperta, tanto da slogarvi la mascella.
Mostruosamente bello.
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giugy3000
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giovedì 10 ottobre 2013
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huston, io ce la faro'.
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Passando da un genere all'altro, dopo il fantasy con un episodio di Harry Potter e il dramma de "I figli degli uomini", Cùaron si da alla fantascienza e investe nell' hollywoodiana figura dell'eroe in orbita. Se si è in crisi sulla Terra, figuriamoci nello spazio quando una pioggia di detriti rende fallimentare una missione per la manutenzione di un telescopio e si è privi di forza peso! In un perfetto equilibrio tra tempo della storia e del racconto, Ryan Stone e Matt Kowalsky hanno circa 90 minuti di tempo per rientrare attraverso un modulo di salvataggio e sventare un'ennesima onda di particelle esplose da un satellite russo, e noi con loro.
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Passando da un genere all'altro, dopo il fantasy con un episodio di Harry Potter e il dramma de "I figli degli uomini", Cùaron si da alla fantascienza e investe nell' hollywoodiana figura dell'eroe in orbita. Se si è in crisi sulla Terra, figuriamoci nello spazio quando una pioggia di detriti rende fallimentare una missione per la manutenzione di un telescopio e si è privi di forza peso! In un perfetto equilibrio tra tempo della storia e del racconto, Ryan Stone e Matt Kowalsky hanno circa 90 minuti di tempo per rientrare attraverso un modulo di salvataggio e sventare un'ennesima onda di particelle esplose da un satellite russo, e noi con loro. Sin dalla scena d'apertura immagini e musiche del compositore inglese Steven Price diventano un sodalizio adrenalinico senza precedenti, non si ha tempo, c'è solo spazio. Il posto più bello, silenzioso e maestoso mai sognato, che offre ciclicamente visioni mozzafiato di aurore boreali (non per niente la Nasa ha sponsorizzato il film e concesso panoramiche reali per la realizzazione), così simile forse ad un aldilà senza Dio diventa in breve il non-luogo più angusto e soffocante in cui poter esistere. In un mix di scene ad alta tensione, aiutati da un set mozzafiato e da riprese montate in digitale e poi in 3D, si palpa con mano la claustrofobia alternata all'agorafobia, si ha modo di scoprirsi così piccoli ed impotenti e al contempo così grandi,forti e coraggiosi da poter resistere ad ogni avversità, perchè del resto, dopo la morte di un figlio,niente appare poi così terribile. Quasi in un perverso gioco di scatole cinesi Ryan e Matt passeranno da piattoforme americane a russe e cinesi, cercando la vita dove non c'è, procedendo con "Huston alla cieca". La globalizzazione si estende a tutto l'universo e forse le ultime parole pre-morte saranno di un uomo nipponico intercettate dalla radio, intento in una cantilena per la figlia, provando piacere nel riconoscere anche l'abbaiare istintivo di una creatura animale. Ryan Stone, una Bullock a cui diamo la piena sufficienza in pagella, avrà modo in una sola ora e mezza della sua vita terrestre di morire, rinascere e morire ancora, di sentirsi donna, madre e animale primitivo...sarà uno, nessuno e centomila persone diverse e uguali, perchè tutti soffriamo e abbiamo radicato in noi un istinto di sopravvivenza famelico di farcela, consci del fatto che vivere è una scelta assai più difficile di quella d'abbandonarsi a morte certa nel fluttuare del vuoto cosmico. Il regista messicano trasforma in un nuovo incubo quel sogno made in USA cominciato con Neil Armstrong nel 1969 e strizza l'occhio a quell'indimenticabile Apollo 13 firmato Ron Howard del 1995 (forse anche troppo), riportandoci alla mente che la vera fantascienza è umana, troppo umana. Con "soli" 80 milioni di dollari il film è in orbita ai botteghini italiani per la sua efficacia, per la sua capacità di avvolgere la spettatore in una bolla "d'incoscienza" per tutta la durata della pellicola e mentre si tengono su gli occhialini, ci si dimentica anche che a rigor di fisica, per l'80%, nulla di quel che si vede è minimamante possibile in natura. Un buon kolossal dai personaggi (solo due!) ben caratterizzati, ottima la sequenza del "sogno" in cui ricompare il disperso Clooney, che ci diverte non poco nel suo essere "charmant" anche con una vasca da pesce rosso in testa. Però no, non è un capolavoro ed è un insulto a Kubrick anche solo accostarlo alla sua immensa "Odissea" o a "Solaris" di Tarkovskij: Cùaron ha ottimi spunti, ma è saldamento ancorato alla retorica buonista e a tratti pietosa del cinema hollywoodiano,nonostante l'insieme non ne risenta più di tanto e non si arrivi mai a storpiare con scene lacrimevoli o scontate la vicenda. Come "Avatar" del buon vecchio Cameron (che lui stesso ha lodato come uno dei migliori film del decennio) è un prodotto da aprire e consumare in sala, in fretta grazie ad un buon 3D, per poi dimenticarselo a meno che non si possegga in casa uno schermo Home Theatre 36X14 con Dolby Surround di ultima generazione! Non sarà certo un prodotto a "lunga conservazione", non ci rimugineremo certo su in cerca di lontani significati nascosti o citazioni da intenditori, ma ci va bene così. Peccato solo per il finale che poteva azzardare con qualcosina in più e peccato che il ruolo femminile non sia andato a Jessica Chastain, l'avrei vista benissimo in questi panni, non so perchè (non è stata candidata alla parte, ma io ho pensato a lei sin dalla prima scena).
Meritevole, ma con l'avvertenza di vederlo solo una volta e solo al cinema.
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ultimo inquisitore
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mercoledì 9 ottobre 2013
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un traguardo e un trampolino di lancio
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Finalmente Gravity è approdato al cinema! Dopo 5 anni di lavorazione, Cuaròn ha realizzato il sogno di anticipare la storia, portando sullo schermo il nuovo (dal punto di vista dell'innovazione degli effetti speciali) 2001: Odissea nello spazio. Volteggi e acrobazie, disastri e tensione senza staccare quasi mai i piani sequenza così cari al regista. Maestro della coordinazione e dei colpi di scena, coreografo perfetto e artefice di un mondo sospeso tra lo spazio come lo conosciamo già e il nostro pianeta, così vicino e così impenetrabile. Ma non basta il risvolto religioso a fare da filo conduttore alla storia (la Madonna col bambino ortodossa, l'angelo Clooney, il Buddha cinese) e nemmeno la bravura e la pazienza degli attori, che hanno dovuto sopportare ore e ore di preparazione, di prove, all'interno delle tute spaziali in un ambiente green screen 3 x 3 x 3 metri.
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Finalmente Gravity è approdato al cinema! Dopo 5 anni di lavorazione, Cuaròn ha realizzato il sogno di anticipare la storia, portando sullo schermo il nuovo (dal punto di vista dell'innovazione degli effetti speciali) 2001: Odissea nello spazio. Volteggi e acrobazie, disastri e tensione senza staccare quasi mai i piani sequenza così cari al regista. Maestro della coordinazione e dei colpi di scena, coreografo perfetto e artefice di un mondo sospeso tra lo spazio come lo conosciamo già e il nostro pianeta, così vicino e così impenetrabile. Ma non basta il risvolto religioso a fare da filo conduttore alla storia (la Madonna col bambino ortodossa, l'angelo Clooney, il Buddha cinese) e nemmeno la bravura e la pazienza degli attori, che hanno dovuto sopportare ore e ore di preparazione, di prove, all'interno delle tute spaziali in un ambiente green screen 3 x 3 x 3 metri. Bullock e Clooney incarnano due astronauti, Stone e Kowalski, radicalmente opposti: una è alla sua prima missione e detesta lo spazio, l'altro è alla sua ultima ed costantemente abbagliato dall'atmosfera (figurativo) che lo circonda. Vittime della stessa tragedia, s'incontrano e vivono in simbiosi quello che il destino ha preservato per loro.
Inutile sottolineare che il "manifesto" dell'intero film è dedicato alla sua realizzazione tecnica, con la fotografia magistrale di Lubezki, che ha dovuto sopportare i repentini cambi d'inquadratura a 360° in piani sequenza interminabili, ma già si era fatto il callo sul set de I figli degli uomini nel 2006, sempre con la regia di Cuaròn. Con quest'opera visivamente impeccabile, si aprono le porte di un futuro concettualmente più vicino alla filosofia umana, più aperta e profonda verso uno spettatore che è stanco di non riuscire più a mettersi a confronto con ciò che ha di fronte.
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