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borghij
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domenica 6 ottobre 2013
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ulisse e il ritorno in patria.
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Questo film è molto simile al ritorno in patria di Ulisse, la lotta contro i mostri, in questo caso dello spazio, e
il naufragio sull' isola di Itaca.
Sono molte le metafore, ma il film non è assolutamente un capolavoro.
Si, bello, effetti speciali stupendi, ma un po' irreale e spinto.
Il voto sarebbe un po' meno di 3 stelle, diciamo 2 e mezzo...
E' comunque un film che ci mostra le bellissime esperienze anche se un bel
po' temerarie che si possono vivere nello spazio.... lo spettacolo
è suggestionante e splendido, si vedono molte volte i paesi del mondo
dall' alto, quali l'Italia e l'egitto.
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Questo film è molto simile al ritorno in patria di Ulisse, la lotta contro i mostri, in questo caso dello spazio, e
il naufragio sull' isola di Itaca.
Sono molte le metafore, ma il film non è assolutamente un capolavoro.
Si, bello, effetti speciali stupendi, ma un po' irreale e spinto.
Il voto sarebbe un po' meno di 3 stelle, diciamo 2 e mezzo...
E' comunque un film che ci mostra le bellissime esperienze anche se un bel
po' temerarie che si possono vivere nello spazio.... lo spettacolo
è suggestionante e splendido, si vedono molte volte i paesi del mondo
dall' alto, quali l'Italia e l'egitto... gli attori sono bravi, anche se Clooney ci
lascia inaspettatamente dopo poco tempo;
uno dei problemi di questo film e forse il peggiore anche se non troppo
è quello dell' assenza di avvenimenti, il film è troppo monotono
basato solo su quella unica missione, che per un film è poco...
doveva essere un po' più coinvolgente, perché è stato un po noioso.
Anche la facilità con cui la professoressa Stone entra ed esce dai moduli
è ambigua, su un punto di vista scentifico è impossibile.
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sartamatta
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domenica 6 ottobre 2013
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mancava l'aria
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Bellissimo. Gli sfondi, il cielo, le panoramiche della terra dallo spazio, le aurore boreali così belle e così ben realizzate da farti sentire dentro il film e provare lo stesso sgomento dei protagonisti nel galleggiare nel vuoto e rischiare di perdersi per sempre nello spazio.
Io non amo il 3d ma qui ci sta tutto! L'assenza di gravità trasforma i movimenti degli attori in danza dei corpi.
Di struggente bellezza il momento in cui Ryan raggiunge la navicella, toglie il casco e finalmente respira a pieni polmoni, l'agognato ossigeno. Sfinita s' addormenta in posizione fetale galleggiando nell'abitacolo come in una sorta di utero materno.
Dopo district9 e il film di fantascienza che più amato! Un film da rivedere!
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shiningeyes
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domenica 6 ottobre 2013
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una nuova dimensione per lo sci-fi!
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Alfonso Cuaròn dirige uno dei più bei sci-fi di sempre, grazie ad una regia originale che fluttua realmente nello Spazio e con una scenografia che sembra varcare il confine dell'illusione cinematografica. “Gravity” oltre essere il primo e proprio film incentrato sullo spazio aperto è una girandola di sensazioni che vanno dall'ansioso al rilassato, con lo sguardo su una terra così vicina ma così difficile da raggiungere.
La storia parla della ricercatrice Ryan, che a causa di una tempesta di detriti provenienti da una navetta spaziale russa, che demoliscono quella americana, si ritrova da sola nello spazio aperto, dopo aver anche perso l'unico contatto umano con il collega più anziano Matt Kovalsky.
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Alfonso Cuaròn dirige uno dei più bei sci-fi di sempre, grazie ad una regia originale che fluttua realmente nello Spazio e con una scenografia che sembra varcare il confine dell'illusione cinematografica. “Gravity” oltre essere il primo e proprio film incentrato sullo spazio aperto è una girandola di sensazioni che vanno dall'ansioso al rilassato, con lo sguardo su una terra così vicina ma così difficile da raggiungere.
La storia parla della ricercatrice Ryan, che a causa di una tempesta di detriti provenienti da una navetta spaziale russa, che demoliscono quella americana, si ritrova da sola nello spazio aperto, dopo aver anche perso l'unico contatto umano con il collega più anziano Matt Kovalsky. Ryan dovrà tentare in tutti i modi di rientrare nella terra, tra le difficoltà dei cali di ossigeno e i numerosi pericoli che cela il silenzioso spazio.
La dimensione 3D è decisamente l'ideale per la visione di questa pellicola, così coinvolgente nella cornice stellare, ma così tremendamente frustrante nel farci sentire le emozioni di paura dell'astronauta persa nel vuoto, che si sente abbandonata senza il contatto rassicurante della madre terra. Azzeccate e commoventi le musiche di Steven Price, che si collegano ad un montaggio sonoro decisamente all'altezza del luogo in cui è ambientata la storia. Una parola buona la si può spendere anche su Sandra Bullock, che trova un ruolo in cui si getta d'impegno e scrollandosi i mille pregiudizi che precedevano alla sua visione.
Comunque, bisogna dire che, “Gravity” è un passo importate sul genere sci-fi, portandolo in una parte dove si potrebbero costruire trame più reali e sempre ambientate nelle stelle, rendendole più vicine a noi e così, a trasportarci dentro lo spazio infinito.
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nick simon
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domenica 6 ottobre 2013
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esercizio tecnico con velleità filosofiche
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Gravity ambiva ad essere un'esperienza profonda, innovativa, coinvolgente e plurisensoriale. C'è qualche piano sequenza ben girato, qualche virtuosismo sull'assenza di gravità, un certo fascino figurativo. Ma poco più. A. Cuarón riesce nell'impresa di sbagliare quasi tutto, con un'opera votata ad un autocompiacimento tecnico ed estetico che sfiora il calligrafismo. La sceneggiatura, curata dal regista col figlio Jonás, è un capolavoro di banalità e pretestuosità. I personaggi sono schizzati frettolosamente, e ogni tentativo di approfondimento psicologico appare goffo, scontato, o insopportabilmente zuccheroso. G. Clooney fa lo spaccone e proferisce battute dozzinali a raffica.
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Gravity ambiva ad essere un'esperienza profonda, innovativa, coinvolgente e plurisensoriale. C'è qualche piano sequenza ben girato, qualche virtuosismo sull'assenza di gravità, un certo fascino figurativo. Ma poco più. A. Cuarón riesce nell'impresa di sbagliare quasi tutto, con un'opera votata ad un autocompiacimento tecnico ed estetico che sfiora il calligrafismo. La sceneggiatura, curata dal regista col figlio Jonás, è un capolavoro di banalità e pretestuosità. I personaggi sono schizzati frettolosamente, e ogni tentativo di approfondimento psicologico appare goffo, scontato, o insopportabilmente zuccheroso. G. Clooney fa lo spaccone e proferisce battute dozzinali a raffica. Più brava S. Bullock, che tuttavia ansima e piagnucola per la maggior parte del film. I pochi meriti della pellicola vanno ricercati nei settori strettamente tecnici: sono il maestoso impianto scenografico, la fotografia di E. Lubezki, il montaggio, il sonoro e soprattutto gli impressionanti effetti speciali, a rendere credibili le disavventure spaziali dei protagonisti. Più che i risvolti avventurosi e umani prevale la componente ansiogena, grazie ad una buona suspense, a volte tirata fino allo spasmo. Gli intenti pseudo-antropologici, mistici e filosofici falliscono miseramente; la colonna sonora, benché avvincente, suggerisce un'epicità che di fatto non c'è.
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enzo70
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domenica 6 ottobre 2013
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clooney e la bullock in un film imperdibile
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Film che rende pieno merito alla tecnologia 3D, gli effetti speciali sembrano naturali, i bulloni che navigano nello spazio senza gravità sembrano davvero a portata di mano. Due attori straordinari, Sandra Bullock e George Clooney interpretano da soli, e con enorme autorevolezza, un film davvero bello e, per certi, profili innovativo. Due astronauti sono vittime di un naufragio ad altissima quota. Lui è un veterano, lei alla prima missione.
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Film che rende pieno merito alla tecnologia 3D, gli effetti speciali sembrano naturali, i bulloni che navigano nello spazio senza gravità sembrano davvero a portata di mano. Due attori straordinari, Sandra Bullock e George Clooney interpretano da soli, e con enorme autorevolezza, un film davvero bello e, per certi, profili innovativo. Due astronauti sono vittime di un naufragio ad altissima quota. Lui è un veterano, lei alla prima missione. L’interpretazione di Clooney, irriverente come non mai, è all’altezza di quel capolavoro del cinema di ogni tempo che è stato “fratello dove sei?”. Ma lui è solo la coscienza di lei, di un’incredibile Bullock, che dà corpo alle contraddizioni che esasperano ogni uomo ed ogni donna. Da un lato l’incredibile dolore per la perdita della figlia di quattro anni, dall’altro la disperata voglia di andare avanti. Un film che può sembrare buonista, il bene che vince, troppo americano, direbbe qualche dotto critico cinematografico alla ricerca del dolore perduto anche sulla pellicola, ma film come questi servono a recuperare energia e fiducia nell’umanità, anche se solo per un’ora e mezza, anche se in un multisala, ance se indossando ridicolissimi occhiali in 3D. Ottima regia, consigliato vivamente per chi non ritiene che la puzza sotto il naso sia necessaria quando si entra in un cinema.
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simonepegg
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domenica 6 ottobre 2013
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odissea nello spazio
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Avevo aspettative elevatissime per questo film e non sono state deluse,anzi.
Alfonso Cuaròn ci regala una regia sublime,con un 3D che si sposa alla perfezione(il migliore dai tempi di avatar),una colonna sonora potente ed epica,effetti speciali(il 99% del film) incredibili e una metafora di contorno forte. La trama è quella che è,ma in un film di questo genere cosa vi aspettavate?
Ottime le prove di entrambi gli attori(la Bullock su tutti,nonostante sembri sempre più una bambola).
Gravity,in sintesi,è un piccolo capolavoro: potente,epico,emozionante,coinvolgente e persino poetico. Ipper-consigliato.
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matteo manganelli
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domenica 6 ottobre 2013
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capolavoro tecnico, ma non artistico
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Su questo film è stato speso ogni tipo di commento possibile. Cameron ha detto che è il più bel film di fantascienza della storia del cinema, alcuni critici lo hanno definito (bestemmiando) "il nuovo 2001: Odissea nello spazio", altri invece lo hanno distrutto, affermando che è la solita grossa produzione Hollywoodiana con qualche effettuccio digitale in più. Come a volte accade, la verità sta un po' nel mezzo Impossibile affermare che Cuaron, già regista del meraviglioso "I figli degli uomini" e del sottovalutato terzo capitolo di Harry Potter, non sia un regista che sperimenta al massimo nelle inquadrature e nella messa in scena in generale.
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Su questo film è stato speso ogni tipo di commento possibile. Cameron ha detto che è il più bel film di fantascienza della storia del cinema, alcuni critici lo hanno definito (bestemmiando) "il nuovo 2001: Odissea nello spazio", altri invece lo hanno distrutto, affermando che è la solita grossa produzione Hollywoodiana con qualche effettuccio digitale in più. Come a volte accade, la verità sta un po' nel mezzo Impossibile affermare che Cuaron, già regista del meraviglioso "I figli degli uomini" e del sottovalutato terzo capitolo di Harry Potter, non sia un regista che sperimenta al massimo nelle inquadrature e nella messa in scena in generale. Questa volta, però, ha davvero superato ogni aspettativa, perchè, effettivamente, era dai tempi di 2001 che non si vedevano delle inquadrature "spaziali" perfette. E, fidatevi, "perfette" è la giusta definizione. Solo il primo piano sequenza, tecnicamente, vale tutti i film di fantascienza girati nello spazio negli ultimi 40 anni. Però bisogna anche essere oggettivi sul soggetto: la storia è quella che è. Io non vedo alcuna differenza tra la sceneggiatura di Gravity e migliaia di altri filmetti di serie B americani. Intendiamoci, il film tiene la tensione benissimo, ma qualche analisi in più sull'uomo che è solo nello spazio, come è solo nella sua esistenza e qualche battuta, forzatamente drammatica, in meno, sarebbero stati graditi. Il mio giudizio è comunque positivo: magari ne uscisse uno al mese di film così. In conclusione Gravity è un ottima pellicola d'intrattenimento, un capolavoro tecnico, ma un filmetto sotto tutti gli altri aspetti.
P.S.
Sandra Bullock nun se pò vedè.
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[+] bestemmia????
(di bizantino73)
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fedson
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domenica 6 ottobre 2013
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lasciatevi fluttuare dalla nuova fantascienza!
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Ryan Stone e Matt Kowalsky, due astronauti, cercano di riparare una stazione orbitante nello spazio, quando una pioggia di detriti li investe distruggendo la loro stazione. I due saranno lasciati soli nello spazio nel tentativo di sopravvivere, cercando un modo per tornare sulla Terra. Il nuovo, grandioso film di Cuaròn si dimostra un valido avversario già al Festival di Venezia, lasciando tutti di stucco ed ingabbiandoli in un tunnel carico di ansia e angoscia senza via di scampo, pronto a trovare un vicolo cieco una volta intrapresa la sua strada. Il senso di ansietà e allarme che spinge il film nel suo "fluttuante e silenzioso" proseguire, viene affidato alla completa desolazione di uno spazio sconosciuto ed aggressivo, indifferente delle sorti dei turisti che tentano di varcarlo per svelarne la natura; a tratti meraviglioso nel suo essere privato e senza confini, ma anche pericoloso ed imprevedibile nel suo essere.
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Ryan Stone e Matt Kowalsky, due astronauti, cercano di riparare una stazione orbitante nello spazio, quando una pioggia di detriti li investe distruggendo la loro stazione. I due saranno lasciati soli nello spazio nel tentativo di sopravvivere, cercando un modo per tornare sulla Terra. Il nuovo, grandioso film di Cuaròn si dimostra un valido avversario già al Festival di Venezia, lasciando tutti di stucco ed ingabbiandoli in un tunnel carico di ansia e angoscia senza via di scampo, pronto a trovare un vicolo cieco una volta intrapresa la sua strada. Il senso di ansietà e allarme che spinge il film nel suo "fluttuante e silenzioso" proseguire, viene affidato alla completa desolazione di uno spazio sconosciuto ed aggressivo, indifferente delle sorti dei turisti che tentano di varcarlo per svelarne la natura; a tratti meraviglioso nel suo essere privato e senza confini, ma anche pericoloso ed imprevedibile nel suo essere. Lo spazio di Cuaròn è pronto ad aprire le porte verso un tipo di fantascienza (qui uno space drama, per la precisione) innovativo nel suo modo di essere raccontato e che mette da parte alieni ed extra-terrestri per confrontarsi con la sola sopravvivenza di un superstite nel cosmo più cupo e minaccioso. E' anche una fantascienza totalmente avanguardista dal punto di vista degli effetti speciali, incantevoli nel rendere l'universo un posto desolato ed imprevedibile e meravigliosi nel mostrare un lato della Terra la cui visione è permessa solo a pochi (gli astronauti, per l'appunto). Condito da uno dei migliori 3D mai realizzati prima (tiene testa perfino a quelli di Avatar), lo spazio di Cuaròn, qui, è anche il luogo in cui la povera Stone dovrà fare i conti con uno dei suoi più grandi nemici: se stessa. E' lei l'unica a poter tornare sulla Terra; è lei che deve trovare un modo per sopravvivere con la sua scarsa dose di ossigeno; ed è sempre lei che deve lasciarsi alle spalle vecchi fantasmi e paure per trovare la forza e la speranza di continuare a vivere. Gravity di Cuaròn è un'opera fantascientifica unica, collaudata da una regia che, con l'efficientissimo 3D, ci permette di addentrarci, lentamente e silenziosamente, nel luogo più sconosciuto dall'uomo, tramite movimenti di macchina impercettibili e potenzialmente narrativi che sembrano fluttuare nello spazio; arricchiti da una colonna sonora carica ansiosa, tenebrosa e fantastica, il cui uso sale e scende a seconda del senso di allarme che emana la solitaria Ryan Stone (un efficiente Sandra Bullock, in una delle sue più belle e reali interpretazioni). Una regia incontrollabile ed imprevedibile, che riesce abilmente a gestire i suoi elementi cinematografici con equilibrio e ordine (proprio come lo spazio), in un'alchimia dove suoni e rumori vengono all'orecchio dello spettatore disturbandolo per trasmettergli quel senso di angustia e disperazione nascosto anche nel più coraggioso degli astronauti. Lasciatevi fluttuare dal leggero universo di un film che vi aprirà le porte verso una nuova fantascienza!
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angelo bottiroli - giornalista
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domenica 6 ottobre 2013
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scenografie stupende, grandi attori, trama irreale
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La trama è irrealistica, perché ciò che vediamo non potrà mai accadere nella realtà, ma siamo di fronte ad un film che per cui la fantasia è ammessa e l’irrealtà spesso sono componenti essenziali di ogni film per cui la recensione va fatta senza tenere conto di questo fattore che è forse l’unico punto debole di un film sicuramente molto originale, diverso da quelli che siamo abituati a vedere, dove la calma dello spazio ed i movimenti rallentati in assenza di gravità, fanno a pugni con la vita moderna e stressante a cui siamo abituati, con i film rumorosi, ricchi di esplosioni, spari, caos, rumore o musica spesso elevata.
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La trama è irrealistica, perché ciò che vediamo non potrà mai accadere nella realtà, ma siamo di fronte ad un film che per cui la fantasia è ammessa e l’irrealtà spesso sono componenti essenziali di ogni film per cui la recensione va fatta senza tenere conto di questo fattore che è forse l’unico punto debole di un film sicuramente molto originale, diverso da quelli che siamo abituati a vedere, dove la calma dello spazio ed i movimenti rallentati in assenza di gravità, fanno a pugni con la vita moderna e stressante a cui siamo abituati, con i film rumorosi, ricchi di esplosioni, spari, caos, rumore o musica spesso elevata.
Il film si apre con le riprese della Terra, il nostro pianeta vista dallo spazio ed è sicuramente questa una delle parti più belle film. Una scenografia che ci accompagna per oltre l’ 80% delle riprese che è da mozzafiato per la bellezza intrinseca di un pianeta stupendo.
Scene di grande intensità ribadite anche da alcuni apprezzamenti di Kowalsky –Clooney più volte durante il film.
Certe scene come il crepuscolo da sole valgono il prezzo del biglietto.
Il regista Alfonso Cuaron è bravo: autore di pochi film come uno dei più belli della saga di Harry Potter (il prigioniero di Hazkaban) ma sicuramente di livello, propone stavolta un film basato sullo spazio che in alcune scene può ricordare 2001 odissea nello spazio qui, grazie anche al 3D, con effetti sicuramente superiori e di una profondità che 40 anni fa era impossibile avere.
Anche se la scheda del film ne elenca cinque, gli attori sono praticamente soltanto due: George Clooney e Sandra Bullock, quest’ultima protagonista assoluta per due terzi di film eppure, malgrado tutto, il film non stanca e non è neppure ripetitivo
Insomma, non è facile realizzare un film solo due attori di cui una che occupare due terzi della scena, con pochi dialoghi e movimenti a rallentatore: c’è il rischio di addormentarsi, cosa che invece non succede.
Ecco perché “Gravity” è un bel film.
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[+] forse...
(di davidalcor)
[ - ] forse...
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davidalcor
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domenica 6 ottobre 2013
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un film che lascerà un segno!
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Questo film è un capolavoro, senza ombra di dubbio, e se lo avesse girato Kubrick non lo avrei scritto solo io :) Il film è originale nella regia, usa piani sequenza molto lunghi, ma dinamici perchè in continuo movimento, e soggettive frequenti che ti proiettano all'interno dell'azione e rendono tutto estremamente realistico, meraviglioso e drammatico. Il 3d è usato in funzione della storia, per farti immergere in essa come un film in versione 2d non potrebbe mai fare. La Bullock è straordinaria. Secondo me è un film che lascerà un segno non solo negli spettatori che hanno la capacità di apprezzare il buon cinema, ma anche nei cineasti, perchè è davvero innovativo. La sceneggiatura è volutamente semplice, senza gli ovvi flashback che chiunque altro avrebbe inserito per far vedere ciò che i personaggi ogni tanto raccontano, ma che avrebbe allungato il brodo e smorzato il pathos.
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Questo film è un capolavoro, senza ombra di dubbio, e se lo avesse girato Kubrick non lo avrei scritto solo io :) Il film è originale nella regia, usa piani sequenza molto lunghi, ma dinamici perchè in continuo movimento, e soggettive frequenti che ti proiettano all'interno dell'azione e rendono tutto estremamente realistico, meraviglioso e drammatico. Il 3d è usato in funzione della storia, per farti immergere in essa come un film in versione 2d non potrebbe mai fare. La Bullock è straordinaria. Secondo me è un film che lascerà un segno non solo negli spettatori che hanno la capacità di apprezzare il buon cinema, ma anche nei cineasti, perchè è davvero innovativo. La sceneggiatura è volutamente semplice, senza gli ovvi flashback che chiunque altro avrebbe inserito per far vedere ciò che i personaggi ogni tanto raccontano, ma che avrebbe allungato il brodo e smorzato il pathos. I colpi di scena sono pochi ma non te li aspetti, e quindi sono perfetti. Un film e che ti lascia 1 ora e mezza senza fiato, ma che, in certi momenti fa anche commuovere e riflettere.
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[+] senza flashback però trama povera
(di angelo bottiroli - giornalista)
[ - ] senza flashback però trama povera
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