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Ultimo aggiornamento giovedì 16 novembre 2017
L'ex campione Orbéra, ridotto in rovina, è costretto ad accettare di allenare la squadretta di pescatori di un'isola della Bretagna. Tenterà il tutto per tutto richiamando sul campo altri 5 ex fuoriclasse. In Italia al Box Office Dream Team ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 280 mila euro e 88,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Patrick Orbéra è un ex campione di calcio che non è riuscito a rifarsi una vita e si ritrova alla soglia dei cinquant'anni alcolizzato, senza casa né lavoro. Per non perdere il diritto giuridico a frequentare l'adorata figlia Laura, non ha altra scelta che accettare di trasferirsi per tre mesi a Molène, isoletta della Bretagna, per allenare la squadra locale. Se riuscirà a vincere tre incontri, il presidente avrà finalmente la quantità di denaro di cui ha bisogno per riscattare la fabbrica di sardine che dà lavoro agli abitanti dell'isola, finita sotto minaccia di sequestro. Orbéra, però, si rende presto conto che i pescatori in tuta non hanno chances e si mette alla ricerca di una serie di amici, ex fuoriclasse, da convincere o ricattare.
È facile comprendere il successo di pubblico pressoché unanime di un titolo come questo, che offre allo spettatore la favola rassicurante che non lo soccorre mai, altrettanto tonda e appagante, nelle partite della vita. Il primo tempo mette in campo una serie di guai a catena, che il secondo tempo s'impegna invariabilmente a sciogliere, ripercorrendo a ritroso lo stesso percorso. Il cinema è poco, fa capolino solo da qualche inquadratura rubata del mar di Bretagna, ma la caratterizzazione spinta dei personaggi, il ritmo senza pause e un tocco di folklore assicurano soddisfazione e divertimento. "Calcio spettacolo", insomma, anche in termini cinematografici.
Meno facile è capire perché Olivier Dahan, autore tra altre cose de La vie en rose, abbia scelto di prestarsi a dirigere questa reunion di noti interpreti francesi che strizza l'occhio a tematiche ed esperienze tutte inglesi, à la Full Monty (c'è anche una battuta del film che ironizza esplicitamente sul fatto che i nostri non stanno andando a "jouer" - nel doppio significato di giocare e recitare - in Gran Bretagna ma in quella piccola). È molto probabile che Dahan abbia visto, in quest'occasione, la possibilità di cimentarsi per la prima volta nella commedia con la certezza di divertirsi e di essere supportato a 360 gradi dal talento della "squadra". Con l'eccezione del rapper Joeystarr (Didier Morville), infatti, i sei protagonisti sono attori e autori comici rodati e acclamati, e lo stesso Morville ci mette del suo grazie all'autoironia con cui accetta di farsi ritrarre nelle vesti di un violento e attaccabrighe ex galeotto, essendo noto che la realtà non è, in questo caso, lontana dalla fantasia.
"Fallo por el pueblo" ricorda Orbéra, a più riprese, a Marandella/Ramzy, seguace di Che Guevara, ogni volta che il portiere è sul punto di lasciare l'impresa. E popolare, in senso buono, è lo spirito ultimo di questo prodotto, che è stato capace di riempire le sale francesi come stadi.
Il 50enne ex calciatore Patrick Orbéra viene incaricato di un compito improbo: allenare la squadra di calcio di pescatori di una piccola isola bretone e fargli vincere tre partite di fila...ovvero trasformarli in veri calciatori! Per Orbéra, disoccupato e alcolizzato, ciò gli vale il diritto di tornare a frequentare la figlia. In più la vittoria salverebbe la locale fabbrica di sardine, unica fonte [...] Vai alla recensione »
Un pesce fuor d'acqua in un mare di sardine. Così si sente l'ex calciatore Patrick Orbera (grande Josè Garcia) sbarcando su un isolotto bretone pur di rivedere la figlia. Eppure lei non abita lì: per riabbracciarla Orbera deve riabilitarsi dopo anni di alcool ed errori. È arrivato fin lì per allenare una scalcinata squadretta di calcio. Se lo farà, il giudice gli darà una seconda chance con la figliola. [...] Vai alla recensione »