La città ideale

Film 2012 | Drammatico 105 min.

Anno2012
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata105 minuti
Regia diLuigi Lo Cascio
AttoriLuigi Lo Cascio, Catrinel Marlon, Luigi Maria Burruano, Massimo Foschi, Alfonso Santagata Aida Burruano, Roberto Herlitzka, Manuel Zicarelli.
Uscitagiovedì 11 aprile 2013
TagDa vedere 2012
DistribuzioneCinecittà Luce
MYmonetro 3,12 su 30 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Luigi Lo Cascio. Un film Da vedere 2012 con Luigi Lo Cascio, Catrinel Marlon, Luigi Maria Burruano, Massimo Foschi, Alfonso Santagata. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2012, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 11 aprile 2013 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,12 su 30 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il fervente ecologista Michele Grassadonia si trasferisce a Siena, convinto di trovarsi nella città ideale. Una serie di drammatiche circostanze lo porterà a ricredersi. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office La città ideale ha incassato 40,6 mila euro .

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Consigliato sì!
3,12/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,33
PUBBLICO 3,06
CONSIGLIATO SÌ
L'esordio alla regia importante e maturo di Lo Cascio.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 8 settembre 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 8 settembre 2012

Michele Grassadonia è un ecologista sensibile e integralista. Architetto palermitano, ha lasciato la Sicilia per la Toscana, dove abita quella che lui considera la città ideale, Siena. Inviso ai colleghi, vive solo in un appartamento spartano, dove sperimenta energie alternative. Una sera di pioggia tampona un'ombra e finisce contro un'automobile parcheggiata. Qualche chilometro dopo rinviene il corpo di un uomo riverso sull'asfalto. Chiamati i soccorsi, viene interrogato dalla polizia stradale sull'accaduto. La macchina ammaccata e alcune sfortunate circostanze, convincono gli agenti della colpevolezza del Grassadonia, che da soccorritore diventa indagato. È l'inizio di un'avventura paradossale e di una ricerca angosciata della verità.
Si respira l'aria di impegno civile del cinema di Francesco Rosi e l'indignazione e la tensione morale di Leonardo Sciascia nell'opera prima di Luigi Lo Cascio, attore autore che, alla maniera del personaggio che lo ha reso celebre (il Peppino Impastato di Marco Tullio Giordana), sogna di cambiare il mondo e di renderlo meno ingiusto e più pulito. Per questa ragione scrive e interpreta Michele Grassadonia, un uomo che crede nel valore dell'impegno civico e nella solidarietà sociale. Sempre dimesso, sempre gentile e alla ricerca della parola bella e appropriata, il protagonista viene precipitato in un incubo giudiziario che gli aliena amici e cittadini. Emarginato e diffamato, scoprirà a sue spese che la città ideale nasconde mostri dall'aspetto normale.
Con uno stile secco e asciutto, Lo Cascio svolge un tema robusto, denunciando l'incoscienza civile, le derive giudiziarie, i contratti sociali fondati sulla connivenza, l'indifferenza e la mancanza di pudore. La città ideale, con singolare forza simbolica, mette in schermo il trauma di chi si sente e si vuole 'diverso' rispetto alla cultura diffusa e condivisa da tutti. Lo Cascio individua quel trauma, lo mette a fuoco e poi lo indaga incarnando il suo personaggio, accompagnandolo con lo sguardo dentro la macchina della giustizia e dell'umana (in)comprensione. Posseduto dal proprio demone, l'ecologista Grassadonia coltiva sogni, speranze e illusioni che si spengono, proprio come accadeva ne I cento passi, sul volto di Luigi Maria Burruano, là padre piegato alla legge del più forte, qui (il)legale al servizio della Legge. Lo Cascio è bravo a costruire un film di attori e di sceneggiatura che ha il suo punto debole nelle digressioni, l'affittuaria ideale di Catrinel Marlon e il palafreniere negligente di Roberto Herlitzka. Diversioni che fiaccano, interpretandola, una drammaturgia altrimenti solida. Gli studi sulla cattura nei disegni della fanciulla (am)mirata e la conversazione intorno alla fuga di un cavallo chiosano e svolgono una storia che proprio nella sua imperscrutabilità, nella sua incoerenza e nella sua esasperata ricerca di giustizia e congruenza trovava (non)senso, ragione e originalità.
La città ideale resta tuttavia un debutto importante e maturo che nel dilagare di tanta bruttezza prende le parti della bellezza.

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LA CITTÀ IDEALE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 17 maggio 2013
Omero Sala

Michele (Luigi Lo Cascio) è un giovane architetto siciliano che ha scelto di abitare a Siena, città ideale, a misura d’uomo, nella quale è possibile convivere in armonia con la natura. Da ecologista convinto (con qualche tratto maniacale) e con accorgimenti creativi (talvolta sconcertanti) tenta di trascorrere un anno alternativo ad impatto zero: non consuma energia elettrica [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 aprile 2013
Flyanto

 Film in cui si narra di un architetto ecologista siciliano, ormai trapiantato da circa 20 anni nella città di Siena, che una sera soccorre un uomo accasciato sul marciapiede, ormai praticamente in fin di vita. Da questo momento per Luigi Lo Cascio, appunto l'architetto in questione, inizierà un calvario psicologico e non per aver adempiuto il proprio dovere in quanto altamente [...] Vai alla recensione »

martedì 13 agosto 2013
Filippo Catani

Siena. Un architetto vive la sua vita all'insegna del più convinto e rigido ecologismo: niente macchina, poca luce, doccia con l'acqua piovana e raccolta dei rifiuti per strada o dei mozziconi di sigaretta. Una sera, alla guida di una macchina rigorosamente elettrica, si imbatte in qualcosa di strano per strada e urta una macchina; in un primo momento, dopo aver lasciato i suoi dati, [...] Vai alla recensione »

domenica 4 gennaio 2015
homer52

Più che un film pare una rappresentazione teatrale con un grande Lo Cascio attorniato da altrettanti bravi attori. I dialoghi sono intensi, talora poetici e la trama ricalca gli angosciosi e surreali racconti kafkiani. In realtà la storia è alquanto realistica se si pensa a quanti fatti di cronaca nera si siano dipanati con analoghe caratteristiche nelle claustrofobiche aule dei [...] Vai alla recensione »

martedì 5 novembre 2013
Eugenio

Anche le città apparentemente placide e tranquille nascondono inquietanti segreti e torbide ingiustizie, questa non è una novità. Lo è che un attore teatrale decida coraggiosamente di mostrarne gli assurdi meccanismi giudiziari in una vicenda dal sapore kafkiano.E’ il caso di “La città ideale” film d’esordio del palermitano Lo Cascio  qui [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 maggio 2014
gianleo67

Giovane architetto di origini palermitane trasferitosi a Siena per lavoro, conduce una vita semplice e scandita da piccole manie ecologiste: dalla raccolta dell'acqua piovana per la doccia ad un'ossessiva attenzione per il risparmio energetico. Coinvolto suo malgrado in un banale incidente d'auto, si ritrova ingiustamente accusato di omicidio colposo, iniziando un piccolo calvario fatto [...] Vai alla recensione »

sabato 3 agosto 2013
pensierocivile

Michele vive a Siena, la città ideale per un candido, inadatto all'aggressività sociale quotidiana, fuggito da Palermo per incompatibilità, col pallino dell'ecologismo esasperato e sperimentale. Lo Cascio disegna alla perfezione un personaggio tanto distante dalla realtà, da divenire persino perfido nella sua persecuzione su colleghi e amici che tendono a non rispettare le regole del vivere civile. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 giugno 2013
Zummone

Michele Grassadonia vive a Siena (L. Lo Cascio) ed è un ambientalista convinto, un ecologista rigido e severo, non usa l'auto, va in bici, risparmia l'acqua piovana per usarla in casa, promuove iniziative di riduzione dei consumi. E' la spina nel fianco dei colleghi, cui rimprovera sprechi di energia o violazioni delle regole, come fumare dove è [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 aprile 2013
mariluleone

Il film di Luigi Lo Cascio, che qui interpreta anche il personaggio principale, sorprende per la sua originalità e per la sua capacità di avvolgere gradualmente lo spettatore in una realtà sempre più angosciosa e rarefatta. Fa tenerezza la storia di un uomo che si presenta all'inizio del film integro quasi sino all'esasperazione e che si trova suo malgrado a fare in conti con una maggiore complessità [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 maggio 2013
nikipi

Nel titolo c'è la chiave del senso del film. L'aggettivo qualifica la bussola che orienta le scelte del protagonista M., interpretato dall'intenso Luigi Lo Cascio, che ne è anche autore-sceneggiatore e regista alla sua prima prova. M. è un giovane uomo che da Palermo si è trasferito a Siena, dove lavora come architetto,perché Siena è, son parole [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 aprile 2013
marica odrisi

E' la domanda finale che sintetizza in maniera inequivocabile il messaggio del film e che al contempo ferisce di più la sensibilità del pubblico: "lo rifaresti?" chiede sornione l'avvocato palermitano al testimone diventato imputato. Una domanda formulata in forma retorica, pronta a ricevere il deciso "no" non solo del protagonista ma anche del pubblico che dalla sala ha seguito l'evolversi delle vicende [...] Vai alla recensione »

sabato 23 marzo 2013
MARIBETTA MORMANDO

In questo film l'ecologia non è una moda, ma un modo di vivere, a volte esasperato rispetto al viver dei "comuni", che ritengono Michele Grassadonia un collega pedante. La stessa "extra-ordinarietà" porta Michele ad essere indagato per un omicidio non commesso e ad anteporsi all'avvocato d'ufficio durante il dialogo con il pm.

lunedì 15 aprile 2013
no_data

Il film non l'ho visto ma non se ne può più di quelle recensioni che mettono parole a "doppio effetto" tra (). Per favore basta! In linea di massima Marzia Gandolfi è brava ma: (in)comprensione, (il)legale, (am)mirata, (non)senso. Troppo e tutto in un unico articolo... Facciamo finire questa moda del virtuosismo che dura da troppi anni

domenica 26 febbraio 2017
lilia

ho fatto la parte del film ero la sig maria ,mi promisero che sarei stata avvisata quando sarebbe uscito ma non è stato così ,comunque son venuta ugualmente e purtroppo ho capito avevano tagliato tutto.mi sono incontrata con il regista Lo cascio e mi ha promesso che mi avrebbe inviato il film .sono passati alcuni anni ma non mi è arrivato niente ,Forse si è dimenticato [...] Vai alla recensione »

sabato 14 novembre 2015
christo77

Beh, che ci si sbilanci a paragonare il film di Lo Cascio al capolavoro di Kafka mi sembra più che eccessivo, totalmente insensato. Posso anche capire il film impegnato, introspettivo, il cinema d'autore insomma, ma mi lascia esterefatto questo film basato sul nulla, senza capo ne coda. Si susseguono personaggi stereotipati come l'avvocato siciliano, o la bella ragazza ricca e ribelle.

sabato 7 settembre 2013
enterthemax

Forse la chiave di volta per compendere questo film è in un aforisma del gigante Carl Jung, che recita pressappoco così: tutto ciò che negli altri ci irrita può portarci alla comprensione di noi stessi. Ma in realtà questo film di spunti ne ha tanti: dalla vacuità del nostro concetto di "fatto" (addirittura identificato - sofisticamente - con la parola, il Verbo) all'uranica, metafisica perfezione [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2013
piera allegranti

la citta ideale come e' ideale il mondo dell architetto ecologista il quale non sa trovare concretezze per farsi le sue ragioni specialmente quando si viene soprafatti da una giustizia superficiale e ridicola

lunedì 24 novembre 2014
enzo70

 L’integralismo ambientalista e l’onestà intellettuale di un cittadino comune si scontra con l’integralismo della giustizia italiana, alla ricerca di un colpevole, anche se questo è il cittadino di cui sopra. Un film sotto le righe, non in senso diminutivo di questo intelligente lavoro di Lo Cascio, ma per una sua esplicita scelta narrativa.

giovedì 8 agosto 2013
nicell

Un uomo ossessionato dall'ambientalismo, perde pian piano di vista la realtà e si ritrova in un incubo kafkiano: quello dell'Italia contemporanea. Film difficile, coraggioso, stilisticamente ricercato, con qualche sbavatura narrativa e qualche eccesso di simbolismo psicanalitico. Un bel film.

giovedì 1 agosto 2013
nonnetti

a tratti metafisco, rasenta il surreale quasi a la bellocchio. a tratti dettagliato preciso rigoroso tecnico, ma anche essenziale meditabondo cupo enigmatico singolare. un film cerebrale che tratta un tema già ampiamente battuto tracciando sicuramente una strada insuale e personale, sicuramente derivativo (già citato bellocchio) è un'opera prima che parte da un concetto interessante sviluppandolo in [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 aprile 2013
Andrea Polidoro

DA NON VEDERE così necessariamente! Signori, uscire dal Cinema e sentire di aver perso tempo è frustrante assai. Lo Cascio non è proprio riuscito in questo suo primo film da regista. Sceneggiatura scontata con qualche velleità di mini-sorpresa kinder, la sua freddezza recitativa, la lentezza estenuante. Neanche l'erotismo spuntato della Marlon fa rinvenire. No, Lo Cascio, non ci siamo.

venerdì 12 aprile 2013
om giampa

Dopo aver visto diversi film di ottimo livello in questa stagione ieri mi sono incagliato in questo . La storia è buona, la fotografia anche, però non decolla mai. L'impressione è che una buona sceneggiatura è poi raccontata in chiave troppo teatrale con tempi lunghissimi e con una interpretazione di Lo Cascio molto statica che fa rimpiangere il Nanni Moretti di Bianca [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Lo sa che lei a volte mi sembra disumano?" "Perchè disumano?" "Perchè il cervello degli uomini va sempre in cerca della vittoria, quasi mai della verità".
Una frase di L'avvocato Scalici (Massimo Foschi)
dal film La città ideale - a cura di Francesco Aiello
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Magari alla fine non si resta del tutto soddisfatti ma La città ideale ha il pregio di partire e procedere, almeno fino a un certo punto, in modo coinvolgente. E incuriosisce, con la sua costruzione non banale di un'atmosfera kafkiana. L'attore Luigi Lo Cascio (anche benvenuto autore, qui, della sua opera prima) è un architetto siciliano trasferito con entusiasmo a Siena, città ideale per la sua sensibilità [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Con tanti film ancorati alla cronaca o costretti a fare i conti col piccolo cabotaggio televisivo, fa piacere che un ottimo attore come Luigi Lo Cascio debutti alla regia con un oggetto anomalo come La città ideale (visto in settembre a Venezia alla Settimana della Critica). Un film ancora lievemente fragile e imperfetto nell'esecuzione, ma forte di un disegno e di ambizioni oggi piuttosto inconsuete. [...] Vai alla recensione »

Chiara Pavan
Il Gazzettino

L'architetto ecologista e un po' integralista Luigi Lo Cascio, vive a Siena, per lui "città ideale", e sogna di cambiare il mondo per renderlo più pulito e più giusto. Il maturo esordio alla regia di Luigi Lo Cascio - nonostante qualche digressione di troppo - è un dramma claustrofobico che affronta temi importanti, come l'incoscienza civile, le derive giudiziarie, la mancanza di pudore, l'indifferenza, [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

L'esordio nella regia di Luigi Lo Cascio, uno degli attori di punta del nostro cinema, è un oggetto fragile e ambizioso, da maneggiare con cura. Basterebbe un nonnulla per romperlo. Basterebbe, ad esempio, nominare Kafka. L'abbiamo fatto anche noi, da Venezia (dove il film ha esordito alla Settimana della Critica). Del resto, come si fa? Ogni volta che in un film, o in un romanzo, o nella vita reale [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Debutta con un piglio ammirevole Luigi Lo Cascio, attore di acclarata affidabilità: «La città ideale», in effetti, non è un film rifinito e impeccabile, ma la tensione dello svolgimento, il sardonico rovesciamento del messaggio iniziale e l'armonica resa recitativa inducono all'ottimismo sulla sua vocazione registica. Lo stesso Lo Cascio interpreta un architetto palermitano insediatosi a Siena, città [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Michele è un ossessivo. Chiuso, determinato, persegue rigidamente le sue convinzioni ecologiste, cosa che lo rende inviso ai colleghi di lavoro, in ufficio infatti non permette di accendere i riscaldamenti e neppure la luce elettrica finché c'è un po' di chiarore fuori. È un solitario, Michele, architetto di fiducia del suo capo e professore, col fantasma pesante del padre che aveva commesso molti [...] Vai alla recensione »

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