Il cavallo di Torino

Film 2011 | Drammatico 150 min.

Titolo originaleA Torinói ló
Anno2011
GenereDrammatico
ProduzioneUngheria, Francia, Germania, Svizzera
Durata150 minuti
Regia diBéla Tarr, Ágnes Hranitzky
AttoriVolker Spengler, Mihály Kormos, János Derzsi, Erika Bok .
TagDa vedere 2011
MYmonetro 3,79 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Béla Tarr, Ágnes Hranitzky. Un film Da vedere 2011 con Volker Spengler, Mihály Kormos, János Derzsi, Erika Bok. Titolo originale: A Torinói ló. Genere Drammatico - Ungheria, Francia, Germania, Svizzera, 2011, durata 150 minuti. - MYmonetro 3,79 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una storia liberamente ispirata a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche che vede come protagonisti un cocchiere, sua figlia e il loro cavallo. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, ha ottenuto 3 candidature agli European Film Awards,

Consigliato assolutamente sì!
3,79/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,58
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Critica
Cinema
Trailer
Un film che non può trovare altro luogo di visione che non sia il grande schermo..
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 15 febbraio 2011
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 15 febbraio 2011

Il film è liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un'atmosfera di grande e simbolica povertà.
Il regista afferma: 'Il film segue questa domanda: cosa accadde al cavallo? Il cocchiere Ohlsdorfer e sua figlia vivono in campagna. Sopravvivono grazie a un duro lavoro. Il loro unico mezzo di sussistenza è il cavallo con il carro. Il padre va a lavorare, la figlia si occupa delle faccende domestiche. È una vita misera e infinitamente monotona. I loro abituali movimenti e i cambi di stagione e di momento del giorno dettano il ritmo e la routine che viene loro crudelmente inflitta. Il ritrae la mortalità, con quel dolore profondo che noi tutti che siamo condannati a morte, proviamo.'
Il regista ungherese prosegue con estrema determinazione il suo percorso di ricerca stilistica che privilegia l'analisi della quotidianità trasferita sullo schermo con ritmi che si avvicinano quando non addirittura riproducono il tempo reale. Rende così quasi tangibile la marcia cadenzata dei suoi personaggi verso la morte con la scansione dei gesti quotidiani in una terra spazzata da un vento che percuote gli spiriti. Non è cinema per tutti il suo e, soprattutto, è cinema che non può essere trasferito dal grande schermo altrove se non per studi analitici. È lì sul telone bianco che lo sguardo dello spettatore può perdersi nella lentezza quasi ipnotica di un fluire funebre del tempo dettato dall'occhio di un maestro dello stile di un rigore assoluto.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Scritto con Laszlo Krasznahorkai da Tarr, regista di cinema estremo, narra la vita di un padre che va a lavorare in un villaggio vicino col carro trainato da una vecchia cavalla, e di sua figlia che lo accudisce sullo sfondo di un'arida pianura, battuta da un continuo furioso vento e percorsa da nomadi. Girato in un BN di forte suggestione visiva (fotografia di Fred Kelemen), percorso dalla musica elettronica di Mihaly Vig, "apocalittico, metaforico, beckettiano" (M. Mazzetti), è un film affidato ai piani-sequenza, a dolly aerei, alla steady-cam, a una narrazione impregnata dalla "ripetizione di giorni tutti uguali, l'assenza di vie d'uscita, il lento sprofondare nel nulla". Premio alla regia al Festival di Berlino 2011. Reperibile in DVD.

Tutte le recensioni de ilMorandini
CONSULTALO SUBITO
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 16 febbraio 2011
radiofreccia

Cinque righe di sinossi, altrettante dedicate ad una citazione del regista e sei per un commento che prende in esame la cinematografia senza alcun riferimento puntuale (se non l'accenno al vento) al film. Sembra (?) quasi un copia/incolla da un press kit. Se a Zappoli scoccia impegnarsi di più per una recensione mi offro volontario per un bel viaggio spesato a Berlino.

venerdì 27 settembre 2013
Alessandro Rega

Questo film del 2011, diretto da Béla Tarr, è un lento viaggio verso la fine…verso la morte. Il film è diviso in 6 giorni nei quali assistiamo alla vita quotidiana di un vetturino e della sua giovane figlia. Essi, lavorano dalla mattina fino alla sera per continuare a restare in vita e a poter magiare patate bollite ed a bere acqua del pozzo.

mercoledì 4 novembre 2015
APropositodiCinema

Sei giorni nella vita di un occhiere e di sua figlia alle prese con la loro vita e con il loro cavallo, che sembra ormai lasciarsi morire lentamente di fame nella sua stalla, mentre il vento all'esterno sta lentamente spazzando via tutto. Il testamento al mondo della settima arte di Béla Tarr è un film che parla della FINE. La fine dell'umanità, del mondo.

sabato 20 maggio 2017
etmovie

Non sono un critico cinematografico, che è il motivo per cui non mi fido a dare la quinta stella ad un'opera sulla quale non trovo termini di confronto (il settimo sigillo? mah... no, entrambi sono dei percorsi in bianco e nero verso la fine inesorabile, ma nel cavallo di torino l'accettazione è notevolmente più passiva, ineluttabile.

domenica 22 gennaio 2017
LBavassano

Unicamente paragonabile, per potenza visiva e rigore etico, al "Settimo sigillo" di Ingmar Bergman o al "Au hasard Balthasar" di Robert Bresson, riduce all'essenziale l'uso della parola, autorevolmente invitandoci ad adeguarci. Liberamente ispirato al fin troppo celebre episodio della follia di Nietzsche, di cui può costituire tanto il prologo quanto l'epilogo, [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 settembre 2013
Alessandro Rega

Questo film del 2011, diretto da Béla Tarr, è un lento viaggio verso la fine…verso la morte. Il film è diviso in 6 giorni nei quali assistiamo alla vita quotidiana di un vetturino e della sua giovane figlia. Essi, lavorano dalla mattina fino alla sera per continuare a restare in vita e a poter magiare patate bollite ed a bere acqua del pozzo.

sabato 3 agosto 2013
iosonoleggenda691

Esatto. Questo film è una delle migliori esperienze che si possa mai passare nella propria vita. Maestoso e struggente, Il Cavallo di Torino è il testamento cinematografico del regista Ungherese Béla Tarr. Egli ci vuole mostrare, attraverso questo film, la "pesantezza dell'esistenza" inquadrando la vita quotidiana dell'uomo, monotona e ripetitiva in attesa di [...] Vai alla recensione »

martedì 22 marzo 2011
xdeex

Film che lascia davvero tanto..in maniera discreta Composizione , studio estetico,ritmico, fotografia , regia come non se ne vedeva da decenni ... Per me l' opera migliore di Bela Tarr. La musica ipnotica e in continuo loop ti porta in un mondo sconosciuto, dove la bellezza si nasconde anche dietro al quotidiano, al nostalgico, al dolore per la rinuncia e la fame.

giovedì 25 aprile 2019
Guia

Al centro di questo bel film, potente e struggente, c'è la disperazione che annichilisce tutte le esistenze: il paesaggio, persone, animali e infine il sole. Come una maledizione biblica, una funesta profezia, questo film si abbatte sullo spettatore riempiendolo di una angosciosa certezza del nulla che dura nei giorni, negli anni e non si stempera mai.

martedì 23 ottobre 2012
epidemic

ora...facciamo una precisazione film non per tutti...fotografia ottima, incipit stupendo, loop musicale incalzante ma avvisiamo anche che è di una lentezza disarmante...poi vabbè capisco il regista che voglia scandire un determinato ritmo giornaliero, un iter ripetitivo e che voglia focalizzare l'attenzione sui piccoli gesti quotidiani che compongono le singole esistenze dei protagonisti. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 giugno 2012
Emmeri

Pur conoscendo la vicenda, non ho ancora visto il film, quindi non posso fare alcun commento in merito alla pellicola. Ma una piccola precisazione alla "redazione" questa posso farla: non si tratta di Piazza Alberto, bensì di Piazza Carlo Alberto... Potrà apparire puntigliosa... ma i torinesi capiranno...

NEWS
NEWS
sabato 19 febbraio 2011
Giancarlo Zappoli

In un tempo in cui la tecnologia del 3D sembra dominare l'attenzione dei mercati la Giuria della 61. Berlinale presieduta da Isabella Rossellini ha privilegiato a sua volta le tre dimensioni ma puntando a quella dell'umanità rappresentata sul grande schermo. [...]

winner
gran premio della giuria
Festival di Berlino
2011
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