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Christine, poetessa fiera e indipendente

Al Festival di Roma arriva l'esordio da regista di Stefania Sandrelli.
di Gabriele Niola

Primo film da regista per Stefania Sandrelli
Stefania Sandrelli (74 anni) 5 giugno 1946, Viareggio (Italia) - Gemelli. Regista del film Christine Cristina.

lunedì 19 ottobre 2009 - Incontri

Primo film da regista per Stefania Sandrelli
Poco meno di 120 film da attrice in 48 anni tra televisione e cinema diretta da alcuni dei più grandi registi di una stagione tra le migliori del cinema italiano. Eppure per Stefania Sandrelli non è abbastanza e così adesso passa dietro la macchina da presa con Christine, film d'esordio atipico al quale dice la stessa Sandrelli potrebbe non seguire un'altra pellicola: "Non mi considero in fondo una vera regista sono più come un direttore d'orchestra che si occupa di mettere insieme i singoli elementi e correggerli se stonano". Però intanto un film l'ha fatto.
La produzione non è stata delle più facile, il budget esiguo per essere un'opera in costume (circa 2 milioni e mezzo di euro), per fortuna però ad aiutarla sono arrivati diversi amici e parenti, in primis la figlia Amanda, poi Alessio Boni e l'amico Alessandro Haber che hanno interpretato tutti i ruoli cruciali. Piccolo ruolo ma fondamentale invece per Roberto Herlitzka.
La storia è quella di Christine de Pisan, poetessa del '400, italiana vissuta in Francia, madre sola di due figli che passò da ricchezza a povertà e dovette lottare tutta la vita per affermare la sua idea di componimento troppo rivoluzionaria per l'epoca.

Un film femminile e non femminista
Tra i più coinvolti nel progetto ci sono Alessandro Haber e Amanda Sandrelli, due scelte importanti e dovute a motivazioni diverse.
"Ho scelto mia figlia per la parte da protagonista perché trovo che sia molto simile a Christine, hanno entrambe un grandissimo contegno. E poi chiaramente ci sono anche altre motivazioni ma sono tutte lì, sullo schermo. Sono evidenti a tutti". Motivazioni evidenti a parte ricorda Amanda che una grossa importanza lo ha anche il fatto che per ovvi motivi lei aveva seguito tutto il progetto fin dagli albori: "Raramente capita di poter essere nel progetto dall'inizio, seguirne la lenta gestazione e riuscire ad arrivare a una vera e profonda comprensione del personaggio".
Qualcosa di più curioso invece lo racconta Haber, rimasto stupito dalla forza e dalla decisione della Sandrelli come regista: "Noi tutti ci immaginiamo Stefania come una così... Un po' fuori ecco. Invece ha una forza, una decisione e un'autorità sul set che mi hanno stupito. Spesso agli attori capita di essere abbandonati a se stessi senza qualcuno che gli spieghi e li indirizzi verso quello che vuole. Questo con Stefania non è mai accaduto".
Un film su una donna che rivendica l'indipendenza sua e del suo lavoro fatto da una donna che per la prima volta passa dall'altra parte della macchina da presa, eppure non un'opera eccessivamente femminista secondo l'autrice: "Il film non è femminista ma ha una grazia al femminile. Per arrivare a questo abbiamo scelto sceneggiatori uomini dotati di una certa sensibilità femminile, la stessa che avevano tanti grandi maestri con i quali ho potuto lavorare".

Le origini del progetto
A dire il vero il mio esordio alla regia doveva essere un altro" ricorda Stefania Sandrelli "un film chiamato Buongiorno Amore che però non ha mai visto il buio delle sale. Nessuno me lo lasciò fare e io annusando la brutta aria lo misi da parte". Un sogno accantonato per alcuni anni che è tornato a farsi vivo quando in libreria Stefania ha incrociato un libro che raccontava la storia di Christine de Pisan, a quel punto "è stata lei ad impossessarsi di me. Come spesso mi capita vengo chiamata e non chiamo e anche questa volta paradossalmente è stato il progetto a scegliermi".
La motivazione quindi è la forza di una storia o di un personaggio ma anche, in questo caso, il fatto che "questo è uno di quei film che vorrei vedere. Vado spesso a vedere i film al cinema e quando sono brutti è una grandissima delusione, mi verrebbe voglia di risarcire tutto il pubblico all'uscita", auspicio onesto di cui c'è da sperare che la Sandrelli voglia tenere conto nel prossimo futuro.
Ad un certo punto si parlò anche di una coproduzione francese e del possibile ingresso di Depardieu (nel ruolo ora di Haber): riguardo la cosa la Sandrelli ricorda come l'attore francese con la passione esagerata per il vino fosse entusiasta del progetto: "Lesse il copione e mi disse che non solo voleva interpretarlo ma anche produrlo. Poi purtroppo non se n'è fatto nulla ma sono contenta che il risultato sia un piccolo film tutto italiano". I fondi infatti sono arrivati dallo stato nella forma del Ministero dei Beni Culturali e di Rai Cinema.

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