| Titolo originale | The Burning Plain |
| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Argentina |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Guillermo Arriaga |
| Attori | Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik, Joaquim de Almeida Tessa Ia, Diego J. Torres, J.D. Pardo, Danny Pino, Brett Cullen, Gray Eubank, Toni Marie Lopez, Sean McGrath, Cesar Miramontes, Marty Papazian, TJ Plunkett, John Corbett. |
| Uscita | venerdì 7 novembre 2008 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,85 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 giugno 2016
Una madre, Gina, e una figlia, Sylvia, che ha avuto un'infanzia molto complicata, sono impegnate con difficoltà a ricostruire un legame. In Italia al Box Office The Burning Plain - Il confine della solitudine ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 540 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sylvia è la responsabile di un ristorante di lusso a Portland. È fredda e contenuta come l'ambiente che la circonda e percossa intimamente dalle onde di un mare in perenne tempesta. Mariana è una ragazzina che ha intrecciato una relazione con Santiago, dopo che un rogo si è portato via il padre di lui e la madre di lei, nella deserta pianura del New Messico. Maria è una bambina messicana che vive felice con il padre, fino a quando un incidente non cambia improvvisamente ogni cosa.
The burning plain, esordio alla regia dello sceneggiatore Guillermo Arriaga, confermando la sua fedeltà a uno stile ormai codificato di racconto, ne illumina la sensibilità introspettiva, la personalità artistica sicura, in una parola la pienezza e l'autonomia creativa.
Nella scrittura di Arriaga - Babel lo testimonia - c'è sempre un momento che apre la diga e fa debordare, inarrestabile e potente, il film-fiume. Quel momento coincide con un incontro e, spesso, l'incontro è con uno sconosciuto, l'altro che rivela il sé. Non tanto, o almeno non più, personaggio-funzione, ma nodo di quell'immaginaria mappa spazio-temporale che i suoi racconti inventano con precisione e millimetrica coerenza. Percorrendo le strade della mappa -qui circoscritta dai quattro punti cardinali di terra, aria, acqua e fuoco- l'incidente è certo, tragico, irreparabile. Tale che devia il percorso, cambia la vita, la re-inventa, perché è questo il senso del suo narrare: andare ("sulla strada"), inciampare, "finire" per vivere.
Il viaggio di Sylvia lungo la mappa della sua storia, prende l'avvio dall'incontro con uno sconosciuto proveniente da una terra che il regista conosce bene, il Messico, e dalla quale non ha più bisogno di allontanarsi esageratamente. Non è il caso (come altrove) a fare da guida, piuttosto, al contrario, la necessità. Con pochi, importanti scarti rispetto al già dato, Arriaga dimostra di saper evitare le trappole di un sistema di scrittura che, per quanto estensibile all'infinito, rischiava evidentemente di divenire già gabbia.
Letteralmente patetico anche se non per questo melodrammatico, The burning plain è un frutto maturo. La penna, così come i personaggi, si è fermata "al limite", un attimo dopo sarebbe scaduta nel cattivo gusto, un attimo prima il gusto non sarebbe stato pieno.
Rispetto al collega Inarritu, che ha portato sullo schermo le sue migliori sceneggiature (e migliori di questa), Arriaga sceglie la strada che ha fatto sua in letteratura: nessuna patina, nessuna maschera sulla crudeltà dei luoghi e del cuore. Per questo, soprattutto, e per l'intensità richiesta alle attrici, il film non è già tutto sulla carta ma trova l'emozione.
Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, Tessa Ia. Donne, ma soprattutto madri e figlie, perché è la "generazione" il cuore di quest'opera: personaggi che hanno generato e sono stati generati e che, in virtù o per colpa di ciò, generano a loro volta il film, all'interno di un progetto autoriale in cui l'arte cerca di riprodurre il più esattamente possibile il moto della vita, per osmosi più ancora che per mimesi. Un progetto di cui Arriaga, con questo film, ribadisce e rivendica, appunto, la genitorialità.
Storia coinvolgente,che ti tiene incollato allo schermo,perchè è la bravura degli attori,specialmente la Theron,sempre più brava,.ti avvolgono in una storia piena di situazioni e di una famiglia con tante sorprese..e anche tante emozioni.Il film può sembrare lento,un pò morboso..ma il fascino della storia ti porta fino alla conclusione senza stancarti. Bella la fotografia!!..Da vedere!!!
Presentata lo scorso agosto alla Mostra del cinema di Venezia, l'opera prima di Guillermo Arriaga ha fatto guadagnare a Jennifer Lawrence, la giovane protagonista di The Burning Plain, il premio Mastroianni come miglior emergente. Un premio tutto sommato minore rispetto alla consistenza del film, ma il regista non è affatto deluso. "È stato un onore anche solo l'aver partecipato" ha dichiarato questa mattina nell'incontro che si è svolto a Roma.
Una baracca che brucia in mezzo alla pianura. Una donna che va a letto con chiunque le capiti a tiro ma per punirsi, senza un briciolo di gioia. Una figlia che inizia a scoprire qualcosa sul padre solo dopo averlo visto quasi morire. Un'altra donna che ferma la mano dell'amante ogni volta che si avvicina al suo seno. Un gruppo di ragazzi in visita ai resti della baracca.