Rachel sta per sposarsi

Film 2008 | Drammatico, 114 min.

Regia di Jonathan Demme. Un film Da vedere 2008 con Anne Hathaway, Rosemarie DeWitt, Mather Zickel, Bill Irwin, Anna Deavere Smith. Cast completo Titolo originale: Rachel Getting Married. Genere Drammatico, - USA, 2008, durata 114 minuti. Uscita cinema venerdì 21 novembre 2008 distribuito da Sony Pictures Italia. - MYmonetro 3,56 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una modella con un passato da tossicodipendente abbandona il centro di riabilitazione per partecipare al matrimonio della sorella. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office Rachel sta per sposarsi ha incassato 246 mila euro .

Rachel sta per sposarsi è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,56/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA 3,50
PUBBLICO 2,89
CONSIGLIATO SÌ
Dramma di una ragazza interrotta in un interno.
Recensione di Tirza Bonifazi
mercoledì 3 settembre 2008
Recensione di Tirza Bonifazi
mercoledì 3 settembre 2008

Uscita dal centro di riabilitazione per partecipare al matrimonio della sorella maggiore, Kym travolge l'apparente pace familiare con la sua problematica esuberanza. Tra riunioni di tossicodipendenti anonimi, preparativi nuziali, incomprensioni e liti, affronterà il drammatico episodio che ha segnato la vita di tutta la famiglia.
Lungi dall'essere solo l'assistente del diavolo che veste Prada, Anne Hathaway si era già confrontata con il genere drammatico e con un ruolo "al limite" e "fuori controllo" nell'indipendente Havoc. Curiosamente, sebbene non ci siano legami se non qualche coincidenza nella carriera dei registi, il film di Barbara Kopple sembra costituire una premessa all'opera cinematografica di Jonathan Demme. Se la giovane attrice incarnava una generazione viziata e annoiata nella Los Angeles bene, in Rachel Getting Married ne subisce le conseguenze, drammaticamente legate a un evento che pesa sulle sue spalle come un macigno.
Kym è una ragazza interrotta che per anni ha vissuto segregata nei centri di recupero, dai quali è entrata e uscita ripetutamente. Per espiare la colpa si è costruita una gabbia nell'inferno della dipendenza. "Pulita" da nove mesi e decisa a rientrare in casa e riprendersi l'affetto della famiglia, si piazza al centro della scena, sotto le luci dei riflettori, noncurante del "momento" di Rachel. Tuttavia, di fronte all'ostilità della sorella, subisce poco alla volta un cambiamento e lascia che il tormento di una vita venga finalmente a galla. Figura negativa al limite della ripugnanza, Kym ottiene l'empatia dello spettatore solo nel momento in cui si apre al prossimo e a se stessa nel tentativo di lasciarsi alle spalle la colpa e condividerla.
Nel trasporre sul grande schermo la sceneggiatura di Jenny Lumet, figlia del celebre Sidney, Demme sceglie la linea dell'onestà documentaristica come cifra stilistica e la compassione come strumento per avvicinarsi alla storia di Kym. Macchina da presa alla mano, segue la protagonista con uno sguardo paterno, nel presumibile tentativo di proteggerla dal suo dramma personale e lungo il sofferto percorso, senza mai spettacolarizzare il dolore e senza renderlo fine a se stesso. I momenti estremamente intensi e infausti sono alleggeriti da episodi ilari e domestici (la gara tra suocero e genero su chi dei due carichi in minor tempo la lavastoviglie) in nome dell'autenticità. Il realismo narrativo e registico si estende agli oltre dieci minuti di scene dal matrimonio finali - dove si alternano promesse d'amore "rubate" a Neil Young, canti e danze - talmente estenuanti da rendere lo spettatore partecipe dei festeggiamenti, lasciando una sensazione di saturazione e dolce ubriachezza.

Sei d'accordo con Tirza Bonifazi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nei sobborghi di una città del Connecticut, Rachel Buchman sta per sposarsi. Per sua sorella Kym è l'occasione di tornare in famiglia dopo una lunga assenza: è una ex tossica, oppressa dal senso di colpa per la morte di un fratellino. La sua presenza aggressiva catalizza le tensioni latenti in famiglia e con gli amici. Scritto da Jenny Lumet, figlia di Sidney, è un film corale e anomalo nel percorso di Demme. Contiene molti stereotipi del melodramma familiare made in USA (la festa interrotta; il ritorno del figliol prodigo che smaschera silenzi, rimozioni, ipocrisie; il rimpianto di un'innocenza perduta, forse mai avuta), ma li assorbe e li disintegra a livello stilistico. In 2 modi. Intanto, ispirato da Altman ( Il matrimonio ), ma anche da certi moduli del Dogma danese, Demme applica alla fiction la sua assidua pratica di documentarista, filmando gli attori "come se fossero persone e non personaggi, lasciando alle cose il tempo e l'occasione di accadere" (R. Manassero). Poi, tornando alle origini del melodramma, correda le immagini con un continuo, ossessivo controcanto di musica e suoni: rock, blues, danze africane, ritmi orientali (forse non a caso lo sposo, Tunde Adebimpe, è il cantante dei Tv on the Radio). Come al solito, dominano i personaggi femminili, a partire dall'ottima Hathaway, ma è notevole anche la madre della Winger. Un matrimonio audio-visivo così non si era mai visto né tanto meno ascoltato.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RACHEL STA PER SPOSARSI
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 27 febbraio 2013
Ashtray_Bliss

Rachel getting married e' un film apparentemente banale sia come trama che contenuti. Ma pian piano che il film prosegue e si assiste allo svolgersi della trama ci si accorge che si tratta di un grande film, profondo e toccante che ti proietta direttamente accanto alla visuale della sua protagonista indiscussa, la problematica e asociale Kym (Hathaway).

mercoledì 29 aprile 2009
atticus

In occasione del matrimonio di sua sorella Rachel, la tossica Kym lascia momentaneamente il rehab per tuffarsi in un vero e proprio incubo famigliare. Nonostante l'atmosfera di festa, riaffioreranno grandi tensioni e vecchi rancori, e un enorme scheletro nell'armadio. Con questo film Demme spiazza totalmente: chi l'aveva amato per Il Silenzio degli Innocenti o Philadelphia, ritroverà la stessa mano [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 maggio 2009
loladarlyn

Mi sono avvicinata a questo film carica di aspettative, curiosa quanto basta e ben disposta verso la storia. La mia curiosità, lo confesso, era tutta rivolta alla performance della Hathaway nei panni della tossica, mi chiedevo quanto potesse essere credibile la nuova fidanzatina d'America dal volto grazioso e gli occhioni dolci nel ruolo di una "sopravvissuta".

martedì 29 marzo 2011
GiuseppePonticello

Una pellicola che vale un esperimento. Una tossicodipendente che si dichiara da 9 mesu pulita e s'immerge nei preparativi di un matrimonio esagerato, in tutti i sensi possibili, di una famiglia che tutti sembra essere tranne che esattamente "pulita". Un film che ha impatta lascia molte perplessità, il fatto di volere per molti tratti delle inquadrature quasi amatoriali, mosse, [...] Vai alla recensione »

martedì 11 gennaio 2011
eleanor

Dev'essere bello e sicuramente piacevole non aver mai vissuto situazioni limite in famiglia, o non avere la lucida sensibilita' per coglerle. Questo film riesce a farlo con estremo pudore, presentandoci personaggi non solo ben abbozzati, ma veri. Da Kym a Rachel al padre, perfino la madre anaffettiva risulta realistica, per quanto sembra essere additata alla fne del film come la principale [...] Vai alla recensione »

domenica 2 febbraio 2014
Filippo Catani

Una ex modella con problemi di droga sta ormai da un po' di tempo in una comunità di recupero. La giovane esce però in occasione del matrimonio della sorella e il suo arrivo riporterà a galla vecchie ruggini familiari. Davvero bello il film di Demme che si concentra sulla turbolenta storia di una giovane ragazza che ha sempre cercato di tenere i riflettori puntati su di se [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2019
Silver90

Una sceneggiatura acida, pregna. E un’interpretazione coinvolgente, emotiva, al massimo delle possibilità espressive. Jonathan Demme diciassette anni dopo è lo stesso che scandagliò l’animo di Hannibal Lecter ne “Il silenzio degli innocenti”, riuscendo al contempo vincitore nel portarne alla luce le venature emotive più sottili e vinto nel subire la forza autonoma del personaggio stesso.

domenica 28 agosto 2011
Viola96

C'è Neil Young,che con la sua musica di esprime un senso di eterna magia malinconica.C'è il volto angelico e diabolico di Anne Hathaway a dare un senso di veemente realtà.C'è la figlia di Sidney Lumet,chiamata a scrivere una storia realistica e non per questo poco fiabesca.E poi c'è Jonathan Demme,ovvero,uno dei migliori registi della Nuova Nuova Hollywood. [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 settembre 2009
potamina1988

Bello, un film capace di lasciare un segno, ti fa provare angoscia,emozioni e ti rende partecipe..probabilmente gran parte del merito va anche ad Anne, veramente brava, ora che ho visto il film posso dire che avrebbe potuto sicuramente vincere l oscar. La storia è una storia già vista ma è resa stupendamente, in questo film ci sono tantissime sfaccettature e nessuna di queste è banale o scontata.

sabato 29 agosto 2009
teo '93

Non è il solito ritratto corale prevedibile e manierato. Jonathan Demme stupisce ancora per le sue doti introspettive. “Rachel sta per sposarsi” è infatti un lungo, inarrestabile sguardo. Su di un mondo fatto di tormenti, fantasmi, sensazioni inafferrabili, odori e riscatto. La sceneggiatura colorita e le riprese traballanti ma per questo straordinariamente intimistiche conferiscono al film un aspetto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 aprile 2010
doni64

Film letteralmente piatto.La trama e' sconnessa poiche' riesce ogni tanto a narrare un filo logico...che pero' continuamente si perde nel nulla.Buona comunque l'interpretazione della Anne Hathaway che recita con grinta e capacita' la sua anche se parte anche se a tratti.Nel complesso un film discreto che poteva essere migliore nella trama.Voto 6

giovedì 8 gennaio 2015
Hedivi90

Davvero un film pessimo noioso senza un nesso , ho fatto davvero fatica a finire di vederlo ,cosa per me insolita(fine che conferma la scadenza di questo film con un finale anonimo e insensato) due ore di discorsi insulsi di persone insulse e senza un ruolo specifico nel film , non ho ancora capito perché riunire tutti quei problemi famigliari esistenziali ecc o l inserimento di personaggi assurdi [...] Vai alla recensione »

domenica 3 agosto 2014
cianoz

Anne Hathaway è davvero carina. A parte questo questo il film è ottimo per conciliare il sonno.

mercoledì 29 gennaio 2014
Barolo

Il film è decisamente riuscito, con una grande prova di attori, un'intensa sceneggiatura, dialoghi credibili, situazioni più che mai verosimili, solo un tantino prolisso in alcuni momenti. Un'osservazione sorge spontanea: Ma in America i matrimoni si fanno veramente così? Con la preparazione, le prove, i discorsi, la damigella d'onore ect ect. Noi in Italia siamo molto più sbrigativi, forse attribuiamo [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 settembre 2013
moviesaddicted

Trovo questo film molto bello, intenso, anche commovente. La Hathaway è molto brava anche considerando che, con la faccetta da educanda che si ritrova, ha dovuto essere ancor più credibile nei panni di una tossicodipendente. La regia convince anche se a tratti osservavi qualche inutile esercizio di stile.

venerdì 4 febbraio 2011
carbonioattivo

Eri cosi annoiato che non hai capito il film... secondo me !

mercoledì 21 aprile 2010
doni64

Film appena coretto,piatto,indeciso.In alcuni tratti sembra riprendersi...per ricadere sempre nella banalita' e casualita'.Buona l'interpretazione della Anne Hathaway che interpreta con grinta il suo ruolo.Nel complesso un film discreto che aveva le potenzialita' di poter essere molto piu' valente.Voto 6

lunedì 6 aprile 2009
floanna

Come spesso accade, si poteva, forse, dare più senso al film inserendone le scene tagliate....Mah! Così com'è si limita ad essere il documentario di un matrimonio della media borghesia americana. Nessun dialogo tra i componenti della famiglia riesce a raggiungere una risoluzione e neppure la sceneggiatura aiuta in tal senso. Bravi gli attori.

mercoledì 1 aprile 2009
astromelia

storia inverosimile più fantasiosa che reale compreso la cerimonia del matrimonio che più etnica non si può,non mi piace la handy-cam nei film,troppo mossa,mi fa venire il mal d'auto,la hathaway di spessore

sabato 19 novembre 2016
SCERIFFO5

Da un regista come jonathan demme mi sarei aspettato un film girato in maniera professionale . La trovata di fare le riprese con telecamere mini dv, perde 80% della qualità del film . Se non ci fosse stata anne hathaway nel cast, il film sarebbe stato catalogato come un lavoro da dilettanti. Non era un film da girare in un modo del genere . Un film cosi sarebbe in grado di farlo chiunque .

giovedì 4 giugno 2009
Vittorio

Film adatto per prendere sonno....un banchetto di nozze, tanti dialoghi inutili e scontati....Unica nota positiva del film è la bellissima interpretazione di Anne Hathaway.... Da evitare!!

giovedì 21 ottobre 2010
Framenne

La storia e' piuttosto banale, una famiglia con grossi problemi che si riunisce per il matrimonio della sorella. Kym che ha problemi di tossicodipendenza, e' la pecora nera della famiglia, che scatena e scombussula tutta la falsa quiete di questo matrimonio multi-etnico. Certo non e' un film leggero, da vedersi la sera cosi' per passare due ore.

Frasi
Nessuno può farti sentire in nessun modo senza che tu lo voglia
Una frase di Carol (Anna Deavere Smith)
dal film Rachel sta per sposarsi - a cura di arianna
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Boris Sollazzo
Liberazione

Se un dio del cinema esiste (e soprattutto resiste), ci conservi sempre Jonathan Demme. Figlio della New Hollywood e allievo del genio, artigiano e talent-scout Roger Corman (in questo film, non a caso, in un cammeo con videocamera!), ha saputo reinventarsi più volte, sapendo sconfiggere persino il successo, sempre fedele a se stesso pur cambiando pelle con grande facilità e felicità.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

C'è una sorta di contraddizione, di squilibrio in Rachel sta per sposarsi (Rachel Getting Married, Usa, 2008, 113'). Il suo titolo rimanda a qualcosa di oggettivo, come se Jonathan Demme e Jenny Lumet, quarantunenne esordiente alla sceneggiatura, volessero raccontare dall'esterno, e appunto in prospettiva oggettiva, il matrimonio di Rachel ( Rosemarie DeWitt) e Sidney (Tunde Adebimpe).

Mauro Gervasini
Film TV

Scusate, forse all’ultima Mostra di Venezia, dove era in concorso, erano tutti distratti e non se ne sono accorti, ma Rachel sta per sposarsi non è un bel film. È molto di più. È un’opera totale che sembra “farsi” mentre la vedi, una storia che coinvolge solo accadendo, senza artifici retorici, una rappresentazione che nasce per il palcoscenico e invece diventa quintessenza del cinema, tra Godard e [...] Vai alla recensione »

Federica Lamberti Zanardi
Il Venerdì di Repubblica

Con «Rachel sta per sposarsi» il regista di em>ll silenzio degli innocenti racconta la storia difficile di una famiglia. Protagonista Anne Hathaway che, dopo il successo di em>Il diavolo veste Prada», cambia registro. E colpisce duro.. In cuor mio, dopo The Manchurian Candidate, avevo deciso di dedicarmi solo ai documentari. Poi Sidney Lumet mi ha fatto quella telefonata.

Francesco Alò
Il Messaggero

Bentornato. Dopo una serie di fantastici documentari, Jonathan Demme torna alla fiction con un dramma familiare emozionante come l'elezione di Obama e brillante come il suo capolavoro Il silenzio degli innocenti. Qui a straparlare è la colpevole Kym (Anne Hathaway), ex tossica che torna a casa per il matrimonio della sorella Rachel, la quale ha due o tre cose da rimproverarle.

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

The Internet Movie Database, the mighty monarch of cinema sites, lists more than 600 films with the word "wedding" in the title. And no wonder. Where else can the passions of the moment, and recriminations born of unresolved family issues, mix to create the kind of emotional wallop that the best kind of cinema thrives on? And so it is with Jonathan Demme's exceptional "Rachel Getting Married.

Boris Sollazzo
DNews

A Venezia tutti a riempirsi la bocca del papà di Giovanna avatiano, figura nobile e tragica. E pochi hanno notato una figura di padre straordinaria, Bill Irwin. Il papà di Kym (Anne Hathaway) e di Rachel (Rosemarie DeWitt), di una tossicodipendente uscita da un centro di recupero dopo un incidente mortale e di una ragazzotta borghese e precisina che si sta per sposare.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Giocavano «ai morti» seppellendosi sotto manti di foglie. Nelle prime ore del suo ultimo giorno di vita «la tomba nel bosco» è stato un profetico divertimento per il piccolo Herbie. La sorella più grande, Kym (Anne Hathaway), drogata persa, solo con Herbie sapeva esibire il meglio di sé (apoteosi delle pasticche), ma quel giorno... Quel maledetto ritorno a casa finirà col piccolo affogato, dopo il [...] Vai alla recensione »

Manohla Dargis
The New York Times

HER gaze wide-eyed with panic, her attitude cheerfully sardonic, Anne Hathaway, playing Kym Buchman, the central character in “Rachel Getting Married,” gives a brave performance that doesn't ask to be liked; only to be believed. By turns bizarrely perky, hostile and self-pitying, her rambling four-minute toast at the rehearsal dinner for the wedding of her sister, Rachel (Rosemarie DeWitt), offers [...] Vai alla recensione »

Elena Martelli
Il Venerdì di Repubblica

In realtà, la protagonista di «II diavolo veste Prada» si sente un maschiaccio, è stanca di interpretare ragazze fragili e davanti agli ostacoli reagisce con grinta. Come quando ha cancellato il fidanzato in bancarotta. In un battito di ciglia. Altro che Bambi. Facile dire di sé «sono un maschiaccio», quando si nasce con occhi da cerbiat to e un fisico come quello di Anne Hathaway.

Jean-Luc Douin
Le Monde

"Rachel se marie": faux pas pendant la marche nuptiale Au cinéma, les liesses familiales dégénèrent souvent en concert de vacheries, et Jonathan Demme avoue avoir tourné Rachel se marie par admiration pour Un mariage (1978), l'une des satires de la société américaine les plus féroces qu'ait signées Robert Altman. Sur l'échelle de la virulence du jeu de massacre, il reste un enfant de choeur par [...] Vai alla recensione »

Terrence Rafferty
The New York Times

JONATHAN DEMME recently characterized the process of filming his new movie, “Rachel Getting Married,” as “aggressively collaborative” — which is, come to think of it, not an untenable description of the nature of marriage itself. One of its producers, Neda Armian, however, preferred a different two-word phrase: “organized chaos.” They were each probably trying to say the same thing, and you can’t blame [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

The problem in “Rachel Getting Married” — not the problem with the film, mind you — is that even though Rachel is the one getting married, it's all about Kym, her younger sister. Kym, played by a decidedly un-princessy Anne Hathaway, is furloughed from rehab for the happy event, arriving at her father's rambling Connecticut clapboard house on a toxic cloud of snark, cigarette smoke and wounded narcissism. [...] Vai alla recensione »

Stephen Holden
The New York Times

HER gaze wide-eyed with panic, her attitude cheerfully sardonic, Anne Hathaway, playing Kym Buchman, the central character in “Rachel Getting Married,” gives a brave performance that doesn't ask to be liked; only to be believed. By turns bizarrely perky, hostile and self-pitying, her rambling four-minute toast at the rehearsal dinner for the wedding of her sister, Rachel (Rosemarie DeWitt), offers [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Girato in gran parte con la macchina a mano, da cui l'effetto di immediatezza, permeato di musica, privo di un vero filo narrativo e molto rievocante il cinema indipendente Usa degli anni Settanta, Rachel sta per sposarsi è ambientato in una villa del Connecticut alla vigilia di un matrimonio interrazziale. Per l'occasione spunta la sorella minore della sposa: drogata in riabilitazione, survoltata [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Sidney Lumet, oggi ultraottantenne, diresse La parola ai giurati; la figlia Jenny, di madre nera, ha scritto - esordiente nella sceneggiatura senza originalità, tanto la sua echeggia quelle paterne - per Jonathan Demme il prolisso Rachel sta per sposarsi, che meglio s'intitolerebbe La parola agli invitati, tanto è netta l'impostazione teatrale del copione.

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giovedì 20 novembre 2008
Marianna Cappi

Non è una posa Truffaut gli ha aperto gli occhi con Tirate sul pianista e Roger Corman l'ha messo per la prima volta al volante di un film, Femmine in gabbia. Non poteva non venire alla luce, sotto questi auspici, un regista imprevedibile, innanzitutto [...]

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mercoledì 19 novembre 2008
Lisa Meacci

Naturalezza acqua e sapone Nel web girano centinaia e centinaia di foto di Anne, la dolce attrice americana, che con quei suoi occhi a cerbiatto e una naturalezza acqua e sapone, ha incantato il grande schermo.

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mercoledì 19 novembre 2008
Tirza Bonifazi Tognazzi

Abiti su misura Neanche dieci anni fa Anne Hathaway faceva il suo debutto sul piccolo schermo come (co)protagonista di Get Real, serie televisiva della Fox che la vedeva offrire il volto acqua e sapone a Meghan Green.

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giovedì 4 settembre 2008
Pietro Coccia

Il red carpet Ha sfilato ieri sera fasciata in un abito principesco color ghiaccio la bella Anne Hathaway. L'attrice venticinquenne newyorkese ha presentato - accompagnata dal suo regista Jonathan Demme - il film corale alla Altman Rachel Getting Married, [...]

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mercoledì 3 settembre 2008
Lisa Meacci

Il giorno di Anne Hathaway Il Festival di Venezia oggi mette in scena una Anne Hathaway molto diversa da quella che abbiamo visto fino adesso: protagonista di Rachel Getting Married (film in concorso) di Jonathan Demme, Anne interpreta il ruolo di una [...]

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martedì 19 agosto 2008
 

A pochi giorni dall'inizio del festival, ecco alcune immagini dei film in concorso.

winner
miglior attrice
Critics Choice Award
2009
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