| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Australia |
| Durata | 165 minuti |
| Regia di | Baz Luhrmann |
| Attori | Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham, Bryan Brown, Bruce Spence, Jack Thompson John Jarratt, Ben Mendelsohn, Bill Hunter, Barry Otto, Essie Davis, David Gulpilil, Jacek Koman, Ray Barrett, Brandon Walters, Eddie Baroo, Tony Barry, Jamal Bednarz-Metallah, Damian Bradford, Nathin Butler, Max Cullen, Arthur Dignam. |
| Uscita | venerdì 16 gennaio 2009 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,07 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 febbraio 2019
Nel nord dell'Australia durante la seconda Guerra mondiale un'aristocratica inglese eredita un allevamento della grandezza del Maryland. Quando cercano di prenderle la terra, chiede a malavoglia aiuto a un rude allevatore. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Australia ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 5,1 milioni di euro e 1,9 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Australia, 1939. Sarah Ashley, un'aristocratica inglese, lascia Londra alla volta di Darwin, decisa a ricondurre a casa e al talamo coniugale il proprio consorte. Scortata da un mandriano brusco e attaccabrighe alla tenuta di Faraway Downs, Sarah scopre con sgomento la morte di Lord Ashley e la crisi in cui versa il ranch. L'incontro con una terra orgogliosa e selvaggia e l'affetto per Nullah, un orfano nato da madre aborigena e padre inglese, la convincono a restare e a risollevare le sorti della proprietà. Con l'aiuto di un mandriano innamorato (e ricambiato), di un contabile ubriaco, di un misterioso stregone e di un piccolo meticcio, Sarah condurrà la propria mandria a destinazione attraverso un territorio impervio, vincerà una concorrenza sleale, sopravvivrà a un attacco aereo giapponese e vivrà una spettacolare favola d'amore.
Il cinema di Baz Luhrmann è musica per gli occhi. Tutti i suoi film, a ben guardare, sono dei musical: Ballroom si insinuava nel mondo ortodosso del ballo di sala sconvolgendolo con un paso doble esagerato, Romeo+Juliet si consumava in un melodramma virato in incubo acido, Moulin Rouge si esibiva in un rock-mélo imbellettato che guardava alla tradizione hollywoodiana e a quella indiana, mescolando in un ensemble colorato e iperreale azione, dramma, canto e coreografie. Senza essere propriamente un musical, accade anche in Australia che i personaggi parlino con una canzone. "Over the Rainbow" è intonata dalla Lady Sarah della Kidman, indugia sulle labbra di Nullah, suona nell'armonica di un contabile finalmente sobrio, esplode nel cuore del mandriano di Jackman. L'aria più celebre del Mago di Oz è il fil rouge di un kolossal in cui nulla è ritenuto più importante dell'amore, della cura e dei bisogni degli esseri umani.
Il tema dell'amore che si oppone alle regole possessive di un potere contrario è un altro elemento ritornante del cinema di Luhrmann, nascosto dietro i divieti familiari che irretiscono gli adolescenti shakespeariani, fra le bizze di un duca smanioso di una "traviata" Satine o dietro la smoderata ambizione di un barone del bestiame. Nel meraviglioso mondo di Oz, collocato nel cuore dell'Australia, si realizza l'estremismo emotivo, l'eccesso formale e il gigantismo espressivo di un melodramma epico prossimo a Via col vento. Se il kolossal firmato da Fleming, avviato da Cukor e concluso da Wood si dimostrò un prodotto da venditore a dispetto della creatività e dell'autorialità, Australia non smentisce il suo autore e il suo cinema totale e totalizzante, che può essere riempito di qualsiasi storia e di qualsiasi citazione filmica, letteraria, musicale. Sotto il sole e in fondo all'arcobaleno troverete allora una pentola di monete d'oro, di immagini già viste, di accumuli selvaggi, di stridenti (ma mai stonati) accostamenti. Mentre sulla superficie dello schermo si agita una storia tutta cinematografica e si esibisce la materia del narrare, nel secondo piano della visione si denuncia lo scandalo delle "generazioni rubate", un piano governativo del Commonwealth per assimilare gli indigeni nella dominante comunità bianca. Dietro ai mulini a vento, l'autore australiano "protegge" e rivela i bambini (quasi tutti meticci) sottratti alle famiglie e consegnati a istituzioni assistenziali religiose per "sbiancarne" il colore e la cultura. Dichiarando la propria poetica imitativa, che finge di mostrare cose mai viste, Baz Luhrmann esplora la sua terra con sentimento smisurato, smascherando i colonizzatori inglesi che "epurarono il nero" e annullarono il tempo del Sogno degli antenati. Uomini magici che facevano esistere il mondo cantandolo.
Baz Luhrmann torna sette anni il successo di Moulin Rouge, e lo fa con un film che ci racconta la "sua" Australia. Una storia romantica, emozionante, avvincente e avventurosa, che per molti doveva segnare la rinascita dei Kolossal romantici alla via col vento o alla casablanca, ma che in realtà ha avuto uno scarso riscontro al botteghino. Le vicende che vedono protagonisti Lady Sarah Ashley (Nicole [...] Vai alla recensione »
La bella e il mandriano. L'inglese repressa e l'australiano forza-della-natura. Nicole Kidman e Hugh Jackman. Con due protagonisti così, un continente intero e 140 milioni di dollari, il regista di Moulin Rouge doveva fare "il" kolossal degli antipodi cucendo insieme i paesaggi più strepitosi, le gesta più epiche e le pagine più buie della Storia australiana (la questione aborigena, i piccoli di sangue [...] Vai alla recensione »