Il dolce e l'amaro

Film 2007 | Drammatico 98 min.

Regia di Andrea Porporati. Un film con Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro, Toni Gambino, Gaetano Bruno, Gioacchino Cappelli. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2007, durata 98 minuti. Uscita cinema mercoledì 5 settembre 2007 distribuito da Medusa. - MYmonetro 2,81 su 51 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di un uomo di Cosa Nostra che decide di cambiare vita e trasferirsi al nord con la donna da sempre amata. In Italia al Box Office Il dolce e l'amaro ha incassato 941 mila euro .

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Consigliato sì!
2,81/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,57
PUBBLICO 2,65
CONSIGLIATO SÌ
Un'ulteriore funzione di monito nei confronti del fenomeno mafioso anche se senza particolari spunti di novità.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 5 settembre 2007
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 5 settembre 2007

Primi anni Ottanta. Sicilia. Saro Scordia viene preso sotto tutela da don Gaetano Butera (mafioso di spicco) dopo la morte in carcere del padre. Comincia così la sua carriera all'interno di Cosa Nostra con le prime rapine e i primi incarichi di scarsa rilevanza. Finché un giorno si presenteranno prove di fiducia molto più dure: uccidere qualcuno per ordine del padrino. "Nella vita c'è il dolce e c'è l'amaro" è quanto apprende in fretta il piccolo aspirante mafioso Saro. Il cinema sulla mafia sembra averci detto già tutto e forse è davvero così. Questa volta l'attenzione è però puntata sul come la mentalità mafiosa possa prendere dimora già nella mente (diremmo quasi nel DNA) di un ragazzino conducendolo poi, passo dopo passo, dal crimine minore a quello più efferato mantenendo ferma la convinzione che i padrini sanno come guardare il mondo e possono decidere chi è buono e chi no. Fino al giorno in cui ti chiedono di eliminare qualcuno che conosci bene. A quel punto le cose possono cambiare. La condanna del fenomeno mafioso non e non sarà mai troppo ripetuta e il cinema in questo campo può fare molto. Il dolce e l'amaro adempie pertanto a un'ulteriore funzione di monito e di approfondimento anche se senza particolari spunti di novità (a parte la sequenza di apertura e le due scene di rapina) ma con la precisa consapevolezza della necessità di una coscienza civile costantemente rinnovata, di una presa che non va mai mollata con il pretesto che non ci si può fare nulla. Nel tratteggiare il ritratto di questo mafioso piccolo piccolo Luigi Lo Cascio è, come sempre, pronto a scavare psicologicamente nell'animo e nelle motivazioni del personaggio. Lo affianca, con la sua dolente presenza, un'efficace Donatella Finocchiaro. C'è però un attore che va ricordato in particolare: è Renato Carpentieri nei panni del boss mafioso che dal carcere tira le fila di tutte le imprese. Lo vorremmo vedere più spesso sullo schermo.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Racconto di (de)formazione di Saso Scordia, ragazzino palermitano di estrazione popolare. Da picciotto impara presto che per godersi il dolce della vita, e non soltanto l'amaro, deve diventare "uomo d'onore". Scopre che, basata sul binomio sottomissione/sopraffazione, è una vita di merda, dominata dalla "legge della fedeltà cieca che è l'altra faccia del tradimento" (P. D'Agostini). Scritto dal regista romano, già romanziere e sceneggiatore ( Lamerica ), con Annio Gioacchino Stasio, è un film di mafia visto dal basso, con l'ottica della manovalanza criminale. Comincia con una rivolta nel carcere dell'Ucciardone e si chiude con un'interminabile risata del protagonista che rimanda a un'altra sequenza significativa, la rapina a Torino. Gli fa da contrappunto - dialettico più che romantico, ma non altrettanto espressivo - una storia d'amore triangolare che a L. Lo Cascio, schizofrenico sulla scia di Al Pacino, oppone D. Finocchiaro e F. Gifuni, altrettanto bravi, ma poco serviti dalla sceneggiatura. Morale: il padrino è un padrone.

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IL DOLCE E L'AMARO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 29 luglio 2011
paperino

Nella scelta del film è stata determinante la presenza come inerprete di Lo Cascio che condiero un ottimo attore e uno dei miei preferiti. Il film è stata una piacevole sorpresa: realistico ma senza indulgere in scene truculente il tocco particolare è dato dall'ironia ( la scena della rapina con traduzione dal siciliano all'italiano ) che ci fa sorridere in un contesto dove predomina una realtà [...] Vai alla recensione »

Frasi
Era davvero questa la vita che volevi?
Ada (Donatella Finocchiaro)
dal film Il dolce e l'amaro - a cura di Ylenia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pedroni
Film TV

Saro Scordia è un uomo d'onore. Il padre è stato ucciso in galera dopo una rivolta e a crescerlo è un piccolo boss che lo indirizza verso i tipici codici di mafia. Diventato adulto la sua è una escalation di rapine, di colpi in banca, di pizzo e di usure. L'unico suo dolore è Ada, una donna che ama - ricambiato - ma che lo rifiuta a causa della vita che fa.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Cinema italiano in vetta. Come si sapeva e come giustamente Marco Müller è riuscito a dimostrarci. "Il dolce e l'amaro", un film sulla mafia. Scritto e diretto da Andrea Porporati che della mafia ci aveva già seriamente parlato in Tv con ben tre puntate della "Piovra" e che al cinema, tempo fa, con "Sole negli occhi", ci aveva dimostrato quanto fosse in grado di approfondire, con un rigore anche crudo, [...] Vai alla recensione »

Francesco Bolzoni
Avvenire

Il regista italiano Andrea Porporati non offre alcun identikit per il personaggio di Saro Scordia. Ne mostra vent'anni di vita, dalla giovinezza alla maturità. Lo colloca in una contesto che, per le amicizie del padre, lo mette in contatto con persone in apparenza molto tranquille ma di fatto ai vertici della Mafia. Saro si lascia convincere che nel cielo diurno c'è la luna.

Paolo Izzo
Left

Saro (Lo Cascio) è un aspirante “uomo d’onore” nella Palermo anni Ottanta. Cresciuto nei vicoli con l’idea che appartenere alla mafia rappresenti il raggiungimento di un’identità da “eletto”, viene presto individuato dai mafiosi, quelli veri, che lo mettono alla prova e che agiscono sulla sua rabbiosa personalità per farne un criminale. «Ricordati che nella vita c’è il dolce e c’è l’amaro; un uomo [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

È in gara anche l'opera seconda di Andrea Porporati, sceneggiatore (già per Gianni Amelio su Lamerica) con Annio Gioacchino Stasi. Si intitola Il dolce e l'amaro, ovvero la Sicilia e la mafia rivestite delle luci mediterranee di Alessandro Pesci, in quadricromia: il rosso del fuoco, l'azzurro del cielo, il marrone della terra e delle case screpolate, il bianco delle camicie inamidate dei boss, della [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Quasi l'anatomia di una vita criminale, ma -come in «Good Fellas» di Scorsese - dal punto di vista della routine quotidiana e del tragico dissidio tra necessità e vocazione, forza e debolezza, paura e destino, normalità e anormalità. L'opera seconda del romano classe '64 Andrea Porporati, prodotta da Francesco Tornatore e scritta benissimo dallo stesso regista con Annio Gioacchino Stasi, deve scontare [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È certo un film sulla mafia, e anzi sulla formazione di un giovane mafioso, Il dolce e l'amaro (Italia, 2007, 98').E però il bel film scritto e diretto da Andrea Porporati non si chiude dentro la miseria umana di Cosa nostra. Saro Scordia (Luigi Lo Cascio) ci è molto più vicino di quanto la sua carriera criminale induca a sospettare. La si intuisce fin dalla prima sequenza, questa vicinanza (eventuale). [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Ieri è stata anche la giornata del secondo film italiano in concorso, l'atteso Il dolce e l'amaro di Andrea Porporati. Ritorno in Sicilia di Luigi Lo Cascio che, dopo il Peppino Impastato dei Cento passi , qui veste i panni di Saro Scordia, un picciotto disposto a tutto pur di entrare a far parte della famiglia di Cosa nostra. Un destino segnato: padre all'Ucciardone, madre inesistente, padrino mafioso. [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Palermo, ancora quella Palermo che non vorremmo più vedere. Il dolce e l'amaro, di Andrea Porporati,segue la vita di un soldato della mafia, Saro Scordia, dall'adolescenza all'età adulta. Adolescenza segnata dalla visita in carcere al padre, che poi sarà ucciso nel corso di una rivolta; età adulta che inizia ancor peggio, sotto le ali protettrici di un boss di Cosa nostra.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Secondo film italiano in concorso alla Mostra, Il dolce e l'amaro di Andrea Porporati esce nelle sale oggi. Un giorno sarà anche su Raitre o su La7, ma in seconda serata, perché un criminale, nella sua mediocrità, non è spettacolare. Ma è stata una buona idea dare, per contrappasso, il ruolo a Luigi Lo Cascio, protagonista dei Cento passi di Giordana (lanciato proprio da una Mostra).

Walter Vescovi
Il Secolo d’Italia

Mentre in uno dei tanti convegni satellitari al festival gli esercenti cinematografici dicono chiaramente che loro a pagare la "tassa di scopo" della legge Colasio/Franco non ci pensane nemmeno, prosegue la Mostra internazionale del cinema. Ieri è stato il turno del secondo film italiano in concorso Il dolce e l'amaro, vita ed escalation nell'arco di vent'anni di un orfano nell'ambito di Cosa Nostra. [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Se si può e si deve pretendere di più della qualità di una buona fiction televisiva, allora anche il secondo titolo italiano in concorso alla Mostra, "Il dolce e l'amaro", va inserito tra le delusioni. Ma il risultato è lontano dallo scadente taglio melodrammatico e intellettualistico di "Nessuna qualità agli eroi". Andrea Porporati non privilegia lo sguardo intimista e prova a tratteggiare il profilo [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Secondo film italiano in concorso,Il dolce e l'amaro di Antonio Porporati, in uscita nei cinema italiani il 5 settembre, carriera di Luigi Lo Cascio nella mafia di Palermo durante gli Anni '80, suscita una desolazione rabbiosa. Non che non sia ben fatto né ben recitato, ma anche se viene collocato vent'anni fa è intollerabile pensare che sia tanto identico al cinema sulla mafia di trenta, quarant'anni [...] Vai alla recensione »

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