Lei mi odia

Film 2004 | Commedia drammatica 138 min.

Regia di Spike Lee. Un film con Anthony Mackie, Kerry Washington, Ellen Barkin, Monica Bellucci, Jim Brown, Brian Dennehy. Cast completo Titolo originale: She Hate Me. Genere Commedia drammatica - USA, 2004, durata 138 minuti. Uscita cinema venerdì 22 ottobre 2004 - MYmonetro 1,92 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 9 marzo 2011

Sesso, avidità, denaro e politica vengono messi sotto accusa attraverso la storia di un anomali gigolò a pagamento. In Italia al Box Office Lei mi odia ha incassato 230 mila euro .

Consigliato no!
1,92/5
MYMOVIES 1,00
CRITICA
PUBBLICO 2,83
CONSIGLIATO NÌ
Una critica feroce all'ipocrisia americana sul tema del sesso..
Recensione di Andrea Chirichelli
Recensione di Andrea Chirichelli

La prima cosa che uno spettatore potrebbe domandarsi alla fine dell'ultima pellicola del più famoso regista afroamericano della storia del cinema americano è: ma l'autore di She hate me è lo stesso autore de La 25ma ora? E'impazzito? Ha subito traumi o esaurimenti nervosi che ne hanno inaridito la vena creativa? E sarebbero tutte domande lecite, infatti, in breve, She hate me non è solo (e di gran lunga) il peggior film di Spike Lee, ma anche una delle pellicole più sconclusionate, volgari e banali degli ultimi anni. Già dopo i primi venti minuti non si capisce bene da che parte voglia parare il film: l'incipit fa pensare ad un thriller con spionaggio industriale a go-go ed annessa polemica politico sociale, poi si cambia totalmente registro e si affondano tematiche delicate come l'omosessualità femminile e il desiderio/possibilità per le coppie gay di avere figli, alla fine si piomba in un helzappoppin che riesce a tirare dentro in un unico calderone la mafia, il watergate, baci saffici, orge e che ha come disgustosa fine un happy-nd posticcio, ma che più posticcio non si può. Luoghi comuni, riflessioni e dialoghi senza senso, morale (posto che Lee voglia fornirla) discutibile: She hate me, è l'anticinema e spiace davvero vedere un progetto sulla carta promettente (in potenza l'idea di base è esplosiva), accartocciarsi su se stesso e navigare per lunghissimi 130 minuti senza timone come una nave alla deriva. Per coloro che, nonostante i sentiti avvertimenti, decidessero di dare lo stesso una chance al film, consigliamo di godersi i bellissimi titoli di testa, unico vero momento riuscito dell'intera opera, e poi, di scappare a gambe levate o addormentarsi profondamente, a seconda del proprio stato d'animo (o fisico...).

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

J.H. Jack Armstrong, giovane afroamericano, quadro medio-alto di una multinazionale farmaceutica, perde il posto (e ha il conto in banca congelato) dopo aver denunciato i loschi intrallazzi di un responsabile della ricerca, provocando il suo suicidio e uno scandalo in Borsa. Si fa viva la sua ex moglie, proponendogli un compenso di 10 000 dollari per mettere incinta lei e la sua nuova fidanzata. Accetta, le accontenta, la voce si diffonde, sono tante le danarose lesbiche avide di maternità che fanno la fila. Pur ben rimunerata, la vita di Armstrong si complica. Spike Lee non aveva mai fatto un film altrettanto scombinato, pessimista e virulento che tira al bersaglio contro due aspetti dell'America di Bush (che apre il racconto): gli scandali finanziari che hanno fatto collassare giganti produttivi come Enron, Worldcom, Tyco ecc. e l'ipocrisia sociale sui valori legati al sesso. Forsennato cocktail di un moralista che mescola commedia, farsa, satira, epica, grottesco (con intermezzo disegnato sulla carica degli spermatozoi). Scritto con Michael Genet. Girato in 28 giorni a New York da Matthew Libatique in 16 mm, trasferito in internegativo digitale. Musiche di Terence Blanchard.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 4 marzo 2010
Elvis shot JFK

Ridicola la comparsa e il doppiaggio di Monica Bellucci.

sabato 18 agosto 2012
Fucce

Dal giudizio globale provvisoriamente al 2.23 di MyMovies.it su questo film, d'ora in poi prenderò molto meno seriamente il cosiddetto Mymonetro...detto questo, credo che Lee in questo film tiri fuori talmente tanti argomenti e quesiti che quasi non si riescono a seguire tutti quanti, e non si parla principalmente del solito tema per la quale è fissato: bianco e nero, ma si parla di storia, complotti [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 maggio 2009
miaobaubee

la sceneggiatura è confusa, non si capisce quale sia l'intento del regista. per non parlare della feroce omofobia, le donne lesbiche vengono ritratte come delle stupide, vogliose, senza cervello né orgoglio. e tutte disposte a pagare fior fior di denaro per fare sesso con un uomo, certo di mettere in provetta lo sperma non se ne parla vero? non solo il film più brutto del regista, ma uno dei più brutti [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 marzo 2013
danidragon

io ho aprezzato molto alcuni film di spike lee quali fa la cosa giusta ,jungle fever, malcom x, he got game.quando ho visto she hate me mi sono chiesto se avesse avuto dei problemi di mente.non si capisce bene quale sia l 'intento del film.trama abbastanza confusa,le uniche scene che mi ricordo sono quelle pornografiche sia tra il maschio nero e le varie lesbliche,sia quella tra le due lesbliche.altamen [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 aprile 2010
Massimilianodude

L'interpretazione della Bellucci non m'è piaciuta molto!

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Silvestri
Il Manifesto

Geniale e durissimo, un film che spara ad altezza d'uomo. Film che tocca un ampio raggio di questioni etiche e politiche su chi siano i veri eroi dei nostri tempi e perchè finiscano dimenticati o in miseria. Il film racconta la storia di uno di questi eroi: il manager african-american, Jack Armstrong, un Mr. Verdoux che invece di uccidere vedove ricche e inutili, trasforma lesbiche di ogni tipo in [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Il nuovo film di Spike Lee Lei mi odia arriva fresco fresco dalla Mostra di Venezia. Nel frattempo, Spike sta lavorando con la consueta frenesia: ha diretto una serie per la Sucker Free City, insolitamente ambientata a San Francisco (Spike è uno dei cineasti più newyorkesi al mondo dopo Woody Allen), e sta preparando uno dei film più attesi del 2005, The Night Watchman (il guardiano notturno), scritto [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

La campagna di lancio del film ha addirittura promosso un sondaggio per stabilire quante lesbiche siano disposte ad accoppiarsi con un uomo per avere un figlio e quanti uomini siano disposti a vendere il seme accoppiandosi con lesbiche. In mezzo alla chiacchiera pubblicitaria c'è qualcosa nel nuovo Spike Lee di Lei mi odia che indica e raccoglie un umore generale.

Franco Montini
La Repubblica

Dopo aver raccontato la drammatica vita dei ghetti newyorkesi, Spike Lee denuncia l’avidità e le contraddizioni del sistema capitalista. Il protagonista della storia è Jack Armstrong (Anthony MacIde), giovane dirigente di un’importante azienda farmaceutica. Jack scopre che un farmaco non è stato sottoposto ai necessari test,denuncia il fatto e un giro di corruzione che coinvolge anche i suoi superiori. [...] Vai alla recensione »

Luca Barnabé
Ciak

Jack (Anthony Mackie) lavora per una grossa società farmaceutica. Quando denuncia i suoi capi di corruzione viene licenziato in tronco e incriminato dall’azienda. Nel frattempo la sua ex ragazza Fatima (Kerry Washington, bella da mozzare il fiato) - ora lesbica - chiede all’uomo di dare un figlio a lei e alla sua fidanzata, in cambio di 10.000 dollari.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Spesso a proposito di un film di Spike Lee si dice: geniale, vitale, divertente, grintoso, duro. Ma anche: peccato che è debordante, lungo, si disperde in troppi rivoli. Tuttavia stavolta Spike ha superato se stesso. In «Lei mi odia» ci sono almeno due film che hanno poco a che fare, anche se messi l'uno accanto all'altro vorrebbero proporre un'immagine allo specchio dell'America in chiave di satira [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Uno: il viceboss di una grande casa biotech denuncia uno scandalo aziendale e viene rovinato, anche perché il vero colpevole rovescia l’infamia su di lui. Due: un giovane in salute ma al verde si vede proporre dalla sua ex, ora lesbica, di inseminare per 10.000 dollari a testa le sue amiche. Tre: una guardia giurata di colore scopre un clamoroso scandalo politico ma viene licenziato, dimenticato e [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

Stanno succedendo in Italia pasticci con inseminazione e fecondazione assistita, scambi di provette, confusioni seminali, figli colorati da genitori scoloriti. Fosse per Spike Lee, un simile disastro non potrebbe capitare: perché infatti la folla di signore ansiose di maternità di Lei mi odia, fuori concorso, diffidando delle tecniche riproduttive come si vede fallaci, ricorrono all'antico e pur sempre [...] Vai alla recensione »

Lorenzo Soria
L'Espresso

Con18 film in altrettanti anni di carriera, Spike Lee non ha mai ceduto, non si è mai fatto tentare dall’idea di fare l’ennesima storia ispirata a qualche improbabile eroe dei fumetti e prodotta con il solo fine di generare miliardi di dollari più la percentuale sulla vendita di annessi cappellini e videogames. Da Do the Right Thing a Jungle Fever e poi Malcolm X, ha sempre usato la sua cinepresa per [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Dopo un capolavoro come «La 25esima ora», Spike Lee dirige un film indeciso tra la satira e il pamphlet. In «Lei mi odia» il manager nero Jack viene licenziato per non aver voluto coprire le manovre bancarottiere dell'azienda: per mantenere l'alto tenore di vita, accetta di mettere incinte dietro lauto compenso l'ex fidanzata diventata lesbica e la sua compagna.

Enrico Magrelli
Film TV

Parte come la storia di un “financial gate” (Frank Wills, l’agente che denunciò il Watergate, è una delle ossessioni del protagonista, dirigente di una società farmaceutica licenziato dopo aver scoperto gli imbrogli dei suoi capi), prosegue come una bizzarra commedia sexy-etnica (rimasto senza lavoro, Jack si guadagna da vivere mettendo incinte le lesbiche che vogliono un figlio), si conclude riallacciando [...] Vai alla recensione »

Cinzia Romani
Il Giornale

Proprio mentre il mondo occidentale scopre, con costernazione, che anche le donne hanno rinunciato alloro molo di protettrici della vita, come dimostrano le donne kamikaze, arriva il regista afroa-mericano Spike Lee a dirci quant’è bello nascere da mamma lesbica. Che, politicamente corretta, mette su famiglia con una partner di uguale orientamento sessuale.

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