La 25ª ora

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Un film di Spike Lee. Con Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Anna Paquin, Rosario Dawson, Brian Cox.
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Titolo originale 25th Hour. Drammatico, durata 134 min. - USA 2002. MYMONETRO La 25ª ora * * * * - valutazione media: 4,02 su 60 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,02/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
   
   
   
Alla 53 edizione della Berlinale Spike Lee torna con un film intenso, forte, poetico e duro, tratto da un romanzo di David Berioff. Un film sulla disillusione di un individuo e di un intero Paese.
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Spike Lee torna con un film intenso, forte, poetico e duro
Marzia Gandolfi     * * * * -

Montgomery Brogan è un pusher che conduce una vita agiata sulle rive dell'Hudson. Monty, per gli amici, ha deciso di ritirarsi dal narcotraffico e di vivere di rendita con la sua bellissima portoricana. Ma una soffiata lo condanna a scontare sette anni di carcere. Gli restano ventiquattro ore per riconciliarsi col padre, congedarsi dagli amici, un broker di Wall Street e un'insegnante di letteratura inglese, e decidere della sua 25a ora: la prigione, il suicidio, la fuga. Le ventiquattro ore di Monty, prima della galera, dei denti rotti e degli stupri, della violenza e del sadismo, della miseria e della paura, sono un'elegia che Spike Lee dedica al suo personaggio e alla sua personale New York.
Liberamente interpretata come una metafora delle vicende newyorkesi, la storia di Monty in verità è del tutto autonoma, nel senso che per ogni cittadino di New York la storia personale è anche quella della città e delle sue atmosfere. Non è un caso che il romanzo di David Benioff, da cui il film è tratto, sia stato scritto prima dell'undici settembre, mentre Lee decide di proiettare sul racconto il fascio oscuro della luce liberata dalla tragedia. Nessun altro film riesce ad essere viscerale come La 25a ora, dove la rappresentazione del dolore è scoperta e ammirevolmente impudica. Spike Lee costruisce un tempo che si ripete uguale a se stesso per dilatare all'infinito le ore di Monty, le ore di New York prima dell'impatto fatale, prima di un'ora dopo la quale niente sarà più lo stesso e prima della quale tutto poteva essere ancora. In quella zona liminare in cui non sai dire se poi sia giorno o sia notte, in quella sospensione in cui Lee sorprende Monty e i suoi amici, in quella luce che è aurora dentro un crepuscolo, il regista inserisce due sequenze strazianti: la rovina del volto, che Monty chiede di eseguire all'amico pur di non essere stuprato in carcere, e il lungo viaggio col padre, che assume il ruolo tradizionale dello storyteller irlandese, con il compito di tramandare le storie folkloriche della sua terra e rassicurare per il futuro.
Ribaltando l'assunto, il padre di Monty gli prospetta un futuro da fuggiasco e una vita ricominciata altrove, con un'altra identità, mentre lo spettatore assiste al concretizzarsi di questo universo narrativo. Si tratta di quella che Lynch chiamerebbe "fuga psicogena", tanto intensa da materializzarsi. Ma Monty è ancora lì e sta andando in prigione. E allora il film si rivolge a tutti coloro che hanno avuto una 24a ora - una forma di addio, di lutto, di separazione - e soprattutto a chi ha osato immaginarne una venticinquesima: l'espressione più bella di una vita mancata.

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Spike lee e l'ora che non esiste

giovedì 27 luglio 2006 di Dr. O' Le'

Non manca una volta che, dopo la visione di questo film, resti per qualche secondo tra l'allibito e il sorpreso. Mi viene proprio difficile riuscire a comprendere come Spike Lee abbia potuto realizzare un film così vicino all'essere perfetto. Per carità, il cineasta americano è pungente, colto, piuttosto abile ed intelligente, e tra i registi "giovani" si segnala sicuramente tra i migliori; ma qui non si parla di un buon o di un ottimo film. Qua si parla di un vero capolavoro di armonia, gusto continua »

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La 25 ora, la proiezione di una vita

domenica 12 agosto 2007 di Alice

Non ci sono parole per descrivere film del genere. Penso che nella vita di un artista,regista o scrittore ci sia il culmine, il capolavoro, la perfezione che non riuscirà mai ad eguagliare o superare. Lo è stato per Benigni con "La vita è bella", e lo è anche per Spike Lee con questo film fenomenale. Il monologo allo specchio è fantastico, il protagonista superlativo, il film in genere davvero sensazionale. Un must da vedere, continua »

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Probabile capolavoro

lunedì 3 marzo 2008 di joseph

E' sicuramente l'opera definitiva di Spike Lee, un autore discontinuo che negli anni non ha sempre confermato la straordinaria ispirazione dimostrata in film come Fà la cosa giusta e Jungle Fever. Qui realizza il film che sancisce la sua definitiva maturazione, il suo capolavoro. E lo fa partendo da quello che sa descrivere meglio: New York. Come solo Allen e Scorsese seppero fare, qui la città simbolo dell'America assume il ruolo di coprotagonista. Vedi i protagonisti muovercisi all'interno e ti continua »

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Cinema

di g.

I film troppo perfetti mi mettono un po' a disagio. Del cinema mi piacciono le storie, anche spicciole, anche se all'apparenza banali. Al resto do meno importanza. Invece qui c'è una storia, e c'è tutto il resto, c'è "il cinema". La storia è anche piccola, quella di Monty (Edward Norton), furbo bianco che si fa strada spacciando. La cornice è una bellissima New York, qulla ferita del dopo l'11 settembre. La musica è imponente, è forte quanto le immagini e alimentano una tensione, sottile, che è continua »

Montgomery Brogan (Edward Norton) - 2^ Parte
In c**o alle signore dell'Upper East Side con i loro foulard di Hermès e i loro carciofi di Balducci da cinquanta dollari, con le loro facce pompate di silicone, laccate e liftate... non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane! In c**o ai negri di Harlem, non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi! La schiavitù è finita 137 anni fa! E muovete le chiappe! È ora! In c**o ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li trivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro al loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia. In c**o ai preti che mettono le mani nei pantaloni dei bambini innocenti. In c**o alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E, dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco: un giorno sulla croce, un week-end all'inferno e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell'eternità... provi a passare sette anni nel carcere di Otisville! In c**o a Osama Bin Laden, ad Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno, stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa! Baciate le mie nobili palle irlandesi! In c**o a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In c**o a Francis Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In c**o a Naturelle Riviera, le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia, maledetta puttana! In c**o a mio padre con il suo insanabile dolore, che beve acqua minerale dietro al banco del suo bar, vendendo whiskey ai pompieri e inneggiando ai Bronx Bombers. In c**o a questa città e a chi ci abita, dalle casette a schiera di Astoria, agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slop e a quelle a due piani di Staten Island... Che un terremoto la faccia crollare, che gli incendi la distruggano, che bruci fino a diventare cenere, che le acque si sollevino e che sommergano questa fogna infestata dai topi, no, no... In c**o a te Montgomery Brogan, avevi tutto e l'hai buttato via, brutto testa di ca**o!
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Montgomery Brogan (Edward Norton) - 1^ Parte
Affanc**o io? Vacci tu! Tu e tutta questa me**a di città e di chi ci abita. No, no, no, no. In c**o ai mendicanti che mi chiedono i soldi e che mi ridono alle spalle. In c**o ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In c**o ai sik e ai pakistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti, puzzano di curry da tutti i pori, mi mandano in paranoia le narici, aspiranti terroristi! E rallentate, ca**o! In c**o ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel. In c**o ai bottegai coreani con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica, sono qui da dieci anni e non sanno ancora mettere due parole insieme. In c**o ai russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè con una zolletta di zucchero tra i denti, rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove ca**o siete venuti! In c**o agli ebrei ortodossi che vanno su e giù per la Quarantasettesima nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell'apartheid. In c**o agli agenti di borsa di Wall Street che pensano di essere i padroni dell'universo, quei figli di puttana. Si sentono come Micheal Douglas-Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita. E Bush e Cheney non sapevano niente di quel casino? Ma fatemi il ca**o di piacere! In c**o alla Tico, alla ImClone, all'Adelphia, alla WordsCom! In c**o ai portoricani, venuti in macchina, che fanno crescere le spese dell'assistenza sociale. E non fatemi parlare di quei pipponi dei dominicani: al loro confronto i portoricani sono proprio dei fenomeni. In c**o agli italiani di Bensonhurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi sperando in un'audizione per “I Soprano”.
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C'è mancato poco che non succedesse mai...
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DVD | La 25ª ora

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Disponibile on line da mercoledì 11 febbraio 2004

Cover Dvd La 25ª ora A partire da mercoledì 11 febbraio 2004 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La 25ª ora di Spike Lee con Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Anna Paquin, Rosario Dawson. Distribuito da Buena Vista Home Entertainment, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1 - francese, Dolby Digital 5.1, e sottotitolato in bulgaro - ceco - francese - inglese - italiano - arabo - olandese - polacco. Su internet La 25a ora è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 6,99 €
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di Dario Zonta L'Unità

Ci sono film che da soli danno senso a un'intera stagione cinematografica. Arrivano al momento giusto e ci parlano del momento ingiusto: quello che il presente consegna alla Storia. Lo fanno con grande fede nelle capacità del cinema di raccontare il mondo attraverso l'arte, e di mettere l'Arte contro il Mondo quando questi si trasforma nel fantasma della sua storta Storia. La 25a ora di Spike Lee si assume questo compito. Completamente snobbato con svista incredibile all'ultimo Festival di Berlino, è un film bello (sì usiamo questo aggettivo semplice ma chiaro) e importante, che esce nelle sale, e non a caso, il Venerdì Santo. »

di Roberto Nepoti La Repubblica

La 25ma ora è uno dei film migliori della stagione: una storia ambientata nel milieu del crimine, ma soprattutto un atto d'amore per New York resa da un cineasta newyorkese per eccellenza come Spike Lee. Il soggetto, tratto dal romanzo di David Benioff, riguarda l'ultima giornata di libertà di Monty Brogan, spacciatore condannato a sette anni di detenzione. Monty la trascorre con la sua ragazza e con gli amici d'infanzia, un insegnante e un agente di Borsa, ciascuno tormentato da qualche senso di colpa nei confronti del protagonista. »

di Enrico Magrelli Film TV

Un uomo e una città. L’uomo è Monty Brogan, uno spacciatore incastrato da una soffiata che ha davanti a sé l’ultima giornata di libertà prima di essere rinchiuso per sette anni in una prigione. La città è New York con i suoi quartieri, con i suoi territori, con le sue strade codificate dalla topografia simbolica del cinema, con le sue facce, i suoi colori, le sue etnie, con quel condensato teorico, culturale e sociologico che esemplifica l’idea del melting pot. Monty aspetta a venticinquesima ora, quella non segnata dagli orologi, quella che né ferisce né uccide, quella dove si potrebbe inventare un altro destino, Lontano dal carcere, con una identità nuova, con una famiglia così perfetta da essere falsa anche in una fantasia da futuro carcerato. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Un’intera giornata, da un’alba all’altra: questo è il tempo di La 25ma ora (25th Hour, Usa, 2002, 135’). E alla fine, tornati al mattino grigio da cui il film è iniziato, Spike Lee e lo sceneggiatore David Benioff sembrano volerci portare in un tempo ulteriore, lontano dalla storia senza futuro di Monty Brogan (Edward Norton). Da qualche parte, a Ovest, nello spazio aperto del deserto, lo attende un nuovo inizio: così gli dice il padre James (Brian Cox), lungo l’autostrada che va al penitenziario. »

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