Il servo ungherese

Film 2004 | Drammatico 111 min.

Regia di Massimo Piesco, Giorgio Molteni. Un film con Tomas Arana, Andrea Renzi, Chiara Conti, Edoardo Sala. Genere Drammatico - Italia, 2004, durata 111 minuti.

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Andrea Renzi e Tomas Arana sono le due nemesi archetipiche dell'Olocausto: un generale delle SS e un deportato ebreo. Il campo di concentramento li avvicina e li divide, nella più cupa pagina di storia dell'umanità: l'Olocausto.

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Un generale delle SS, sua moglie bisbetica e il loro servo ebreo..

Campo di concentramento di Teufelwald, 1944. Il comandante delle SS e sua moglie litigano di continuo perché a lei manca la bella vita di Berlino. Quando Miklos, ebreo ungherese detenuto al campo, va a servire la coppia, porta una ventata di freschezza col suo fine intelletto.

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Germania, 1943. Un piccolo lager di sterminio, mimetizzato da fabbrica è diretto dal maggiore delle SS August Dailermann (T. Arana) che alla moglie Franziska (C. Conti), capricciosa donnetta con velleità letterarie, procura Miklos (omaggio a Jancsó?), colto ebreo ungherese che, con intelligente umiltà, le fa scoprire come l'"arte degenerata", messa al bando dal nazionalsocialismo, sia la vera arte del primo Novecento. Soltanto quando arriva da Berlino l'ordine di chiudere la fabbrica, Franziska ne scopre la vera natura, rivelando il fondo turpe del suo frivolo sentimentalismo, mentre il marito, lucido e persino autocritico, chiede di farsi mandare sul fronte russo. Uomo di teatro che nel suo esordio al cinema s'è fatto aiutare dal più esperto G. Molteni, M. Piesco è l'autore di un film che affronta l'impervio tema della Shoah da un'angolazione insolita. Non mancano le invenzioni narrative: i sette prigionieri che fanno insieme il ritratto alla vanitosa mezzacalzetta; il maggiore SS che, per ripicca coniugale, permette, tra i detenuti, la formazione di un'orchestra sinfonica; il servo (un A. Renzi intenso) che fa da catalizzatore alla storia. La sostanza, però, è teatraleggiante nel modo peggiore: verbosa, prolissa, didattica nel suo brechtismo di serie C, qua e là inverosimile.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 29 aprile 2009
wolfff81

Le intenzioni sono alte e apprezzabili. Gli sforzi intrapresi sono visibili. Ma il prodotto finale è decisamente di basso livello purtroppo. La fotografia è piatta, gli abiti sono troppo nuovi (quelli dei prigionieri non sono infatti credibili), il trucco anche (i prigionieri sono lindi e pinti: addirittura i dettegli dei denti mostrano denti bianchissimi, ma quando mai per un progioniero di un campo [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 luglio 2009
Fulvia

Non è male, come film, per carità, lascia sicuramente riflettere. La protagonista è l'arte, sotto tre aspetti: la pittura, la musica e il canto. La voce da mezzo soprano di una deportata fa vibrare tutte le corde, una cosa meravigliosa! Il servo ungherese sfoggia una cultura enciclopedica, sicuramente occupa un ruolo impegnato e lo svolge in modo magistrale.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Cabona
Il Giornale

Ma la Comunità ebraica ha una Commissione Cinema, per valutare se i film sull’Olocausto vengano girati male, finendo, così, con l’ottenere effetti non desiderati? Perché qua, con Il servo ungherese si rischia un boomerang. Pazienza se, stante il budget del fondo statale, per simulare il lager si è ricorsi a un pezzo di plastica appesa alle pareti: neanche Rossellini, ai tempi suoi, scialava, epperò [...] Vai alla recensione »

Roberto Rombi
La Repubblica

Forse era questo il film sui campi di concentramento a cui alludeva Berlusconi, l’estate scorsa in Europarlamento, nel suo scontro con Schulz, quando disse al deputato tedesco che lo avrebbe proposto per un molo da kapò in una produzione italiana. l servo ungherese, diretto da Massimo Piesco e Giorgio Molteni, interpretato da Andrea Renzi, Tomas Arana e Chiara Conti, sarà nelle sale distribuito da [...] Vai alla recensione »

Fabrizio Corallo
Il Mattino

Mentre la tv rende omaggio all’Olocausto visto dalla parte dei bambini, al cinema uscirà venerdì Il servo ungherese, il film di Massimo Piesco e Giorgio Molteni interpretato da Chiara Conti, Andrea Renzi e Tomas Arana, entrambi accomunati dall’esperienza teatrale di Teatri Uniti con Mario Martone. Qui Renzi e Arana sono il servo e il padrone, l'ufficiale delle SS August Dailermann, che nel campo [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Raccontare la tragedia dell’olocausto da un’ottica inconsueta e familiare. Questo l’intento del film co-diretto dal debuttante Massimo Piesco, scrittore e autore teatrale, e dal più rodato Giorgio Molteni, regista televisivo e cinematografico. La storia è infatti volutamente racchiusa, con stile teatrale, dentro l’abitazione dei coniugi Dallermann: August (Tomas Arana), maggiore delle SS inviato a [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

È un film zeppo di cadute gravi. Eppure contiene un'anima, che si fa strada tra le infinite goffaggini. La guerra sta già marciando verso la disfatta nazifascista, siamo in un campo di sterminio che nella sua stolida ingenuità la capricciosa e annoiata Franziska moglie del comandante August crede una "fabbrica", inconsapevole della condizione di schiavitù imposta ai detenuti con la divisa a strisce, [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
Film TV

lndifendibile nella sua bruttezza, pensato e realizzato in buona fede, goffamente appeso a un tema altissimo, II servo ungherese va sorbito per rispetto alle intenzioni, o sbeffeggiato per l’abisso tra intenzioni e risultati? li Grande Tema è’nientemeno che il lager, e visto per di più dalla parte dei carnefici, attraverso la (parziale) presa di coscienza del direttore di un campo di sterminio.

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