I Soprano

Film 1999 | Commedia

Regia di Timothy Van Patten, John Patterson, Allen Coulter, Alan Taylor, Henry Bronchtein, Jack Bender, Steve Buscemi, Daniel Attias, David Chase, David Nutter. Una serie con James Gandolfini, Edie Falco, Jamie-Lynn Sigler, Robert Iler, Nancy Marchand. Cast completo Titolo originale: The Sopranos. Genere Commedia - USA, 1999, Valutazione: 4 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ultimo aggiornamento martedì 27 novembre 2012

La serie ha ottenuto 16 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 12 candidature e vinto 4 Emmy Awards, 21 candidature e vinto 7 SAG Awards, 3 candidature a AFI Awards,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES
CRITICA
PUBBLICO 3,59
CONSIGLIATO N.D.

Quando nel luglio del 2002 il giudice Richard Siebel della corte d'appello dell'Illinois ha battuto il martelletto sentenziando che la famiglia protagonista del telefilm non offendeva gli italoamericani, era ormai troppo tardi: i Soprano avevano dalla loro la dura legge dell'audience, avevano già travalicato il piccolo schermo, erano diventati un fenomeno di costume capace di generare fanatismi, marketing, polemiche, seminari universitari, ricette culinarie, moda e modi di dire. La mafia come cartina di tornasole per portare in scena, attraverso la chiave dell'ironia e dell'esasperazione, i legami più o meno contrastanti all'interno e all'esterno di un nucleo familiare: questa la grande trovata di David Chase – pseudonimo di David De Cesare – una tragedia greca che mischia mirabilmente Shakespeare e Freud, il Sacro Romano Impero e la Sacra Famiglia, Il Padrino e Terapia e pallottole. A cominciare dal capofamiglia Anthony “Tony” Soprano (James Gandolfini), una sorta di Homer Simpson in carne e ossa che forse voleva diventare Vito Corleone ma che si ritrova a prendere Prozac e a stendersi sul lettino della psicanalista, un antieroe stanco che vorrebbe una vita idilliaca come quella delle anatre che si sono posate nella sua piscina, un protagonista che pensa troppo per essere un boss e che non pensa abbastanza per essere un padre e un marito, un uomo qualunque che ufficialmente si occupa di “smaltimento dei rifiuti” (ufficiosamente di quelli umani). Sua moglie Carmela (Edie Falco) probabilmente avrebbe voluto sposare un uomo più fine di uno che uccide a mani nude, tuttavia riesce a sopportare le continue scappatelle e le depressioni incalzanti (talvolta lo accompagna addirittura dall'analista); è solo apparentemente passiva: si sfoga comprando mobili e investendo di nascosto in borsa, per non parlare della passione che cova sotto la cenere. I figli Meadow (Jamie Lynn Sigler) e Anthony jr. (Robert Iler) capiscono solo con il tempo che loro padre è un mafioso: la prima, in nome dell'indipendenza e della maturità, vorrebbe andare all'università di Berkeley, il più lontano possibile da casa; via da una famiglia che non accetta che ti fidanzi con una persona di colore, dove non si può parlare di sesso, dove ti regalano un fuoristrada vinto a una partita di poker; il secondo vive maggiormente sulla propria pelle il fatto di essere l'erede di un boss (se ne accorge quando nessuno vuole fare a pugni con lui); è talmente insicuro che dopo aver letto Camus prende una “sbandata” per il nichilismo (ma sopravviverà anche a questo). Le debolezze di Tony si spiegano forse con mamma Livia (Nancy Marchand), la quale lavora ai fianchi il figlio – in preda ai sensi di colpa nei suoi confronti nonostante ricordi ancora quando lo aveva minacciato da piccolo con una forchetta – con una ragnatela di intrighi e bugie che la porterà a complottare contro la sua vita; una volta trasferita nella casa di riposo cerca di plagiare chiunque la venga a trovare contro il figlio, e nessuno capirà mai se i suoi vuoti di memoria siano frutto di una personalità borderline. Corrado Enrico “Junior” (Dominic Chianese) è lo zio di Tony che non crede che il nipote sia adatto a guidare la “famiglia” (a suo dire, non può comandare uno che va dallo strizzacervelli); è intelligente a sufficienza per restare in sella ma non abbastanza per assumere il comando; è finito al fresco due volte e quando si viene a sapere che pratica il cunnilingus inizia la sua fine (accellerata dall'aver cospirato nel tentato omicidio ai danni di Tony). Janice Soprano (Aida Turturro) è la sorella di Tony che torna nel New Jersey dopo essersi trasferita sulla West Coast: provoca ulteriori grattacapi al fratello quando si fidanza con il malavitoso Richie Aprile (David Proval), uscito dopo 10 anni di prigione e in cerca di riscatto; costui sottovaluta la sorella del protagonista: la prende a schiaffi, le punta la pistola carica mentre fanno sesso e quando lui le chiede la cena lei gli serve piombo flambée. La dottoressa Jennifer Melfi (Lorraine Bracco) è la psicanalista del pazienteboss; le sessioni psicoanalitiche di Tony sono tra i momenti migliori del serial: sono entrambi incapaci di interrompere la terapia, se lei prova un'attrazione e una curiosità non solo professionali, lui sembra attirato dalla sua raffinatezza sensuale e aristocratica; a furia di proseguire le sedute, la dottoressa subisce una violenza sessuale che la farà entrare di diritto nella grande “famiglia” dei Soprano. Gli accoliti di Tony Soprano non sono semplici “tirapiedi” del capo: rappresentano la sua particellizzazione vivente. Christopher Moltisanti (Michael Imperioli) è forse il figlio che Tony avrebbe sempre voluto allevare: si lamenta di non essere ancora un “affiliato”, sogna di sfondare al cinema (e per questo scrive la sceneggiatura di un film sulla mafia), esegue omicidi su commissione ma dimostra un cuore d'oro quando finanzia la fidanzata cameriera Adriana La Cerva (Drea de Matteo), aspirante manager musicale: le paga uno studio di registrazione e le procura un contratto con una casa discografica anche se pensa che il suo gruppo faccia schifo; quando esce dal coma dopo un attentato ritorna con una crisi spirituale degna di chi ha visto l'entrata dell'Inferno con la scritta “torno subito”. Quando hanno detto a Tony che “Big Pussy” Bompensiero (interpretato dall'ex ristoratore Vincent Pastore) era una talpa dell'FBI non ci poteva credere; ma poi, quando si è messo a piangere alla cresima di Anthony jr., schiacciato dai sensi di colpa e dalle accuse (è stato beccato a vendere eroina e rischia 30 anni), il boss ha capito che non erano dicerie e ha ordinato non senza rimorsi la sua eliminazione. Paulie Walnuts (Tony Sirico) deve il suo cognome alla durezza della sua testa o all'errore che commise una volta rubando un camion pieno di noci – in inglese: walnuts – anziché di televisori; è un malvivente all'antica con tanto di tatuaggi (quando non erano ancora una moda effimera) e pronto a offendersi quando percepisce lo “stupro della cultura italiana” (perché dei nonitaliani si devono arricchire con l'espresso o il cappuccino?); per lui il Purgatorio è una specie di condanna carceraria; tra i segni particolari: odia l'edera canadese. Silvio Dante (che ha il volto e la mimica da Oscar di “Little” Steven Van Zandt, il chitarrista della E Street Band di Bruce Springsteen), con quei capelli apparentemente posticci e di colore innaturale, gestisce il toplessbar “Bada Bing! Club”; esegue senza fiatare gli ordini di Tony e quando apre bocca si lancia in dissertazioni sui generis su come allevare i figli nell'era di Internet o su come il calcio femminile sia roba da ricchi. Tra gli altri personaggi di contorno: Herman “Hesh” Rabkin (Jerry Adler), il consigliere del padre di Tony che essendo ebreo non può diventare un “affiliato”; Padre Phil (Paul Schulze), la guida spirituale di Carmela che s'invaghisce della “pecorella smarrita”; Irina (Oksana Lada) – una delle figure più tragiche della fiction moderna – l'amante “fissa” di Tony che non vuole essere mollata quando il nostro decide di troncare e per questo tenta il suicidio (non le interessano i soldi del mantenimento, fa sesso con Tony perché è l'unico modo per entrare in contatto con lui, non vuole rimanere sola e forse si è innamorata di quell'uomo che non capisce i suoi sentimenti, gli racconta dell'amica Svetlana – la quale ha una gamba di legno e un giorno se l'è svitata mentre il suo fidanzato l'ha presa in braccio portandola a casa – e poi si chiede melanconica “E io? Dov'è il mio cavaliere senza macchie e senza paura?”, mentre il suo principe azzurro ha appena sfoderato il preservativo); Annabella Sciorra entra in scena nei panni di Gloria Trillo, la nuova amante di Soprano. Altri accoliti di Tony sono: Bobby “Bacala” Baccalieri (Steve R. Schirripa), l'obeso tuttofare dipendente da Junior che intreccia una relazione con Janice; Johnny “Sack” Sacramoni (Vince Curatola), dal cervello fino e prezioso alleato negli affari; il leggendario Michele “Feech” La Manna (Robert Loggia),il quale dopo 20 anni di prigione gode del massimo rispetto del boss; Ralph Cifaretto (Joe Pantoliano), troppo sarcastico per avere vita lunga nella famiglia; Tony Blundetto (interpretato da Steve Buscemi, il quale occasionalmente compare anche come regista), il primo cugino di Tony Soprano che, di nuovo fuori dopo 15 anni, vorrebbe rifarsi una vita lontano dal crimine. Tra le guest-stars che impreziosiscono la serie: Maria Grazia Cucinotta (interpreta Isabella, un'italiana in visita negli Stati Uniti che seduce Tony), Jean-Hugues Anglade e Frank Sinatra jr. – il figlio di “The Voice” – nei panni di sé stesso quale assiduo giocatore d'azzardo. Altri volti noti sono quelli di David Lee Roth e Annette Bening, entrambi in “veste originale”. Il telefilm ha fatto incetta di premi: tra gli altri, 17 Emmy Awards, 5 Golden Globes, 2 ASCAP Awards, 5 Screen Actors Guild Awards, 2 Writers Guild of America Awards, un Golden Satellite Award, 3 AFI Awards, 2 DGA Awards, 10 Television Critics Association Awards, 2 Peabody Awards. Tra gli elogi più autorevoli della critica americana: “la serie è un originale mix di sottile ironia e sentimenti in bilico” (“Tv Guide”); “con i Soprano la pulpfiction diventa arte” (“Los Angeles Times”); “c'è intelligenza, sentimento, brutalità: il serial non manca di niente” (“People”); “non si è mai visto nulla di simile in televisione: sta nel limbo che nessuna rete televisiva aveva mai varcato” (“The New Yorker”); “proprio quando avevi pensato di aver visto tutto sulla mafia, ecco arrivare Soprano…” (“The Washington Post”). L'ideatore David Chase – regista tra l'altro della puntata-pilota – firma altresì da produttore esecutivo, in quest'ultima veste al fianco di Brad Grey, Robin Green, Ilene S. Landress, Mitchell Burgess. Il tema musicale “Woke up this morning”, scritto da Larry Love, è eseguito da A3 (Alabama 3); nel corso della colonna sonora si ascoltano, tra le altre, canzoni di Frank Sinatra, Dean Martin, Bon Jovi, Kiss, Deep Purple, Bob Dylan, Chicago, Jefferson Airplane, Bruce Springsteen, Keith Richards, Billy Joel. Alcune curiosità: per il ruolo di Tony Soprano, David Chase aveva dapprima pensato a Steven Van Zandt (lo vide alla premiazione di un premio musicale e decise che era un attore nato), quando poi si optò per Gandolfini il personaggio di Silvio venne creato a sua immagine e somiglianza; Tony Sirico è l'unico membro del cast ad avere avuto traversie penali: 28 arresti e due “vacanze” al fresco (compreso un periodo a Sing Sing); il personaggio di Livia Soprano prende il nome della zia di Chase ma s'ispira alla figura della madre dell'ideatoreproduttore. Nonostante le proteste degli abitanti, tutte le riprese sono state effettuate realmente nel New Jersey, con tanto di visite guidate e mappe segnate da revolver invece di bandierine: per i turisti del caso, la vera casa dei Soprano si trova a North Caldwell, mentre il “Bada Bing! Club” si chiama in realtà “Satin Dolls” ed è ubicato a Lodi. La serie ha creato polemiche non da poco: nell'ottobre del 2002 è finita in prima pagina la protesta degli italoamericani newyorkesi contro la decisione del sindaco Michael Bloomberg d'invitare Dominic Chianese e Lorraine Bracco alla sfilata del “Columbus Day” (il Tribunale federale di Manhattan ha poi vietato al primo cittadino di sfilare sulla Quinta Strada con i due attori e lui ha boicottato la manifestazione, andando a cena con i due invitati da “Dominick”, celebre ristorante italo-americano); nell'aprile del 2001, Charles Gargano, candidato ambasciatore americano in Italia, si è schierato apertamente contro il telefilm (“è offensivo e non rappresenta nessuno degli aspetti positivi della cultura italo-americana”); un'esibizione canora di Chianese al Greenwood Village è stata annullata dopo la valanga di proteste via email (uno dei messaggi recitava: “mettere insieme i Soprano con la grande opera è come mescolare il concime con la panna montata”); non meno vibranti le critiche, tra le altre, di Mario Cuomo, ex governatore dello stato di New York (“il telefilm è un pericolo per la società e soprattutto per i giovani”), della deputata italo-americana Marge Roukema – la quale ha avviato un'azione affinchè il Congresso denunciasse il serial perché “coacervo di discriminazioni e di stereotipi che trasformano ogni italo-americano in un gangster e denigrano il ruolo delle donne e della famiglia” – nonché l'umanista e massmediologa Camille Paglia dell'Università delle Arti di Filadelfia (“un vergognoso affronto della dignità italiana”). Il telefilm non deve essere piaciuto nemmeno a Gianfranco Fini che, invitato negli Usa al Columbus Day del 2004, ha dichiarato che “gli italoamericani sono una forza positiva e nessuna serie televisiva può cancellarlo”. Di parere positivo invece l'illustre politologo (italo-americano) Joseph La Palombara: “Non è una banale descrizione della mafia, la serie parla in realtà della società americana e di coloro che ne stanno ai margini”. Il “Los Angeles Times”, in un articolo su Giovanni Brusca, ha cominciato il profilo del boss dicendo che “al confronto, Tony Soprano sembra Biancaneve”. Il serial si è fatto sentire anche nella corsa alla Casa Bianca: nell'ottobre del 2004 il democratico John Kerry ha affermato:”Prendere lezioni dal Presidente Bush in tema di responsabilità fiscale, è un po' come se Tony Soprano mi spiegasse come mantenere la legge e l'ordine in questo paese”. Lo stile della famiglia protagonista si è affermato anche nel mercato immobiliare: per “Soprano's house” s'intende una casa con ampie stanze, piena di laccati, colori pastello, superfici a specchio ovunque. Il sito Internet ufficiale ha cavalcato il successo e ha messo in vendita le leccornie che Tony e famiglia si “sbafano” a tavola, dagli ziti al forno alla pasta alle melanzane, dalle pizze ai cannoli, tutte con il marchio originale de I Soprano stampato sulle confezioni. Nel luglio del 2001, forse colto da una crisi d'identità come il suo personaggio, Robert Iler è stato arrestato con l'accusa di aver rapinato un negozio nell'Upper East Side di New York. Il serial ha dato vita ad uno slang degno di NYPD – New York Police Department: le conversazioni si chiudono spesso con “capisce”, “cafone” viene etichettata una persona di classe inferiore, “gira diment” significa “diventare pazzo”, per “melanzane” (“mulignan”) s'intendono gli afroamericani, mentre “guma” – da non confondersi con “gunba”, ovvero “compare” – sono dette le amanti; il glottologo del “New York Times”, William Safire, ha studiato il linguaggio della serie e ha rilevato che “si tratta di un misto tra parole napoletane e siciliane vere e inventate, detti mafiosi e dialetto in voga nei ghetti italoamericani”. Non si contano più le pubblicazioni ad hoc: dal libro di ricette The Sopranos Family Cookbook di Artie Bucco – colui che nella serie interpreta il proprietario del ristorante “Nuovo Vesuvio”, uno dei punti di ritrovo dei protagonisti – ai saggi di psicanalisi che studiano il fenomeno (tanto per citare un poker: A sitdown with the Sopranos, The Sopranos on the couch, The psychology of the Sopranos, This thing of ours: investigating the Sopranos). Incredibile a dirsi, ma la serie, prima di diventare la punta di diamante dell'HBO, è stata rifiutata, nell'ordine, dalla FOX, dall'NBC e dalla CBS: “se avessimo prodotto il serial – ha confessato un dirigente dell'NBC che ha voluto rimanere anonimo – Gandolfini non avrebbe neppure partecipato al casting, così sovrappeso e quasi calvo. Qualcuno avrebbe sicuramente obiettato di prendere qualcuno di più sexy…”. Adesso si capisce perché quel dirigente ha preferito l'anonimato.


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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 27 dicembre 2009
Chiccha10

telefilm stupendo non ho parole!!! Ma che senso ha che finisca così mentre sua figlia sta x entrare? e quell'uomo che guardava tony nel ristorante chi è che significa???

martedì 9 novembre 2021
biscotto51

Una serie di 22 anni fa, che era eccezionale allora ma ora è superata. Come una macchina di 22 anni fa: chi la comprerebbe? Un collezionista.

domenica 27 dicembre 2015
yoshy311

salve a tutti ,sapete dirmi la canzone nella puntata padri e figli,la settima puntata  della prima stagione ,quando ce jonny soprano in macchina con janis da bambina?????grazie

domenica 27 dicembre 2015
yoshy311

salve a tutti ,sapreste dirmi il titolo della canzone della settima puntata della prima stagione "padri e figli" quando ce jonny soprano in macchina con janis da bambina che vanno al luna park??????grazie

Frasi
Sono come Re Mida al contrario...tutto cio che tocco diventa merda
Una frase di Tony Soprano (James Gandolfini)
dalla serie I Soprano - a cura di Valerio_91
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