| Anno | 1996 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Carlo Verdone |
| Attori | Carlo Verdone, Andréa Ferréol, Claudia Gerini, Nuccia Fumo, Mino Reitano, Anna Calato Nello Mascia. |
| Uscita | giovedì 12 dicembre 1996 |
| Tag | Da vedere 1996 |
| Distribuzione | C.G.D - Cecchi Gori Distribuzione |
| MYmonetro | 3,18 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 31 gennaio 2020
Romeo fa il cantante di piano bar in coppia con una fastidiosa compagna di mezza età (Ferreol). Siamo a Bruxelles. Conosce la bella Claudia e si mette...
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CONSIGLIATO SÌ
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Romeo è un musicista pop in piena crisi. La sua compagna lo ha tradito con un amico che, per di più, fa parte della band in cui lui suona. Per cercare di mettere un po' d'ordine nella sua vita si rivolge a una santona napoletana la quale gli predice che una donna dal nome di un fiore, cantante e amante della poesia sarà il suo vero grande amore. Finisce col credere che sia così quando, ridottosi a fare il pianista entertainer in crociera, incontra la belga Marguerite, in là con gli anni e appassionata cantante dell'opera di Jacques Brel. Ma il 'vero' amore non sarà lei perché il caso gli farà incontrare Iris, cameriera (di origini italiane) in un fast food di Bruxelles. Le piace cantare, scrive poesie dozzinali e pota gli uomini come rami secchi...
Carlo Verdone ci offre con Sono pazzo di Iris Blond uno dei suoi film più controllati e, per questo, più riusciti. Anche perché ha al suo fianco una vera e propria partner: Claudia Gerini. Dopo averla avuta con sé nell'episodio più divertente di Viaggi di nozze le propone qui un ruolo completamente diverso da quello della coatta romana e l'attrice dimostra di saperlo portare sullo schermo al meglio. Se nella parte iniziale del film il regista forza un leggermente i toni nella caratterizzazione del personaggio interpretato da Andrea Ferreol con le sue manie esistenzialiste e un barboncino con vestitino, da quando entra in scena Iris la storia assume il tono amaro dell'illusione destinata a frantumarsi. Perché Romeo, con la sua esperienza musicale, è convinto di essere un Pigmalione (pronto anche a mascherare in inglese la pochezza dei versi della sua protetta) mentre non si accorge che Iris procede per un percorso del tutto personale che non si può neppure definire arrivista quanto piuttosto incapace di guardare all'altro e ai suoi bisogni.
Il Verdone sceneggiatore, con il contributo determinante di Francesca Marciano con cui aveva già scritto il suo miglior film (Maledetto il giorno che ti ho incontrato) e Perdiamoci di vista, si cuce addosso un personaggio che non va mai sopra le righe nel suo mettersi a disposizione sperando di ottenere in cambio l'amore. Ma nella vita non funzione così e forse (ma non si sa mai, attendete il finale) anche al cinema.
Non pochi, tra il pubblico, si erano accorti della sintonia tra Ivano e la Jessica in Viaggi di nozze: se ne accorge lo stesso Verdone che, solo un anno dopo, punta nuovamente sulla commedia in agrodolce scegliendo la Gerini come spalla. "Nuovamente" perché gli snodi srutturali e dialogici riprendono lavori come Perdiamoci di vista e Maledetto il giorno che t'ho incontrato, in [...] Vai alla recensione »