Una commedia sexy in una notte di mezza estate

Film 1982 | Commedia 98 min.

Titolo originaleA Midsummer Night's Sex Comedy
Anno1982
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata98 minuti
Regia diWoody Allen
AttoriMia Farrow, Tony Roberts, Woody Allen, José Ferrer, Julie Hagerty, Mary Steenburgen Michael Higgins, Adam Redfield, Moishe Rosenfeld, Timothy Jenkins, Sol Frieder, Boris Zoubok, Thomas Barbour, Kate McGregor-Stewart, J. David Copeland, Tony Farentino.
TagDa vedere 1982
MYmonetro 3,18 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 1982 con Mia Farrow, Tony Roberts, Woody Allen, José Ferrer, Julie Hagerty, Mary Steenburgen. Cast completo Titolo originale: A Midsummer Night's Sex Comedy. Genere Commedia - USA, 1982, durata 98 minuti. - MYmonetro 3,18 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nella casa di campagna di un inventore un po' bizzarro e di sua moglie arrivano due coppie a trascorrere un fine settimana ai primi del '900. Fra i se...

Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,27
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Premi
Cinema
Trailer

Nella casa di campagna di un inventore un po' bizzarro e di sua moglie arrivano due coppie a trascorrere un fine settimana ai primi del '900. Fra i sei comincia un gioco di scambi di partner, di appuntamenti dati e ricevuti, fino alla buffa morte del più anziano degli ospiti, che non ha resistito all'ultimo appuntamento amoroso della sua vita. Musiche di Mendelssohn accompagnano la splendida fotografia di un film minore di Allen.

Giancarlo Zappoli

Prima parte
Estate, in un periodo indeterminato agli inizi del secolo. Nella villa di campagna di Adrian ed Andrew si stanno attendendo degli amici che verranno a trascorrervi il weekend. Di lì a poco giungeranno Leopold, anziano professore universitario di filosofia, di rigorosa formazione razionalista e colei che il giorno successivo dovrà diventare sua sposa: Ariel Weymouth. Quando Andrew sente pronunciare il nome della donna, trasale e Adrian comprende che tra loro, in passato, c'è stato qualcosa. Si attende anche l'arrivo di Maxwell Jordan, un medico donnaiolo che si farà accompagnare dalla sua ultima conquista occasionale, Dulcy Ford, un infermiera molto "esperta'.
Andrew e Adrian non riescono più da tempo a fare l'amore e la tensione è palese. La responsabile di tutto ciò sembra essere la donna e il marito, che di professione è operatore di borsa, cerca sfogo nella creazione di invenzioni sempre più strane e nel tentativo di riuscire a volare. Gli ospiti arrivano e, malgrado i contrasti sul piano intellettuale che dividono Leopold e Maxwell, la brigata può concedersi piacevoli svaghi tra una gita nel bosco e un bagno nel fiume. Andrew, rivedendo Ariel e rendendosi finalmente conto di aver sbagliato nel non farsi avanti all'epoca del loro primo incontro, pensa di essersi innamorato di lei. Anche Maxwell è colpito dalla bellezza della donna, che ha deciso di sposare Leopold solo per sfidare l'incalzare del tempo. Si mette quindi contro il "rivale" e, in seguito, contro Maxwell. Intanto Adrian cerca di farsi dare istruzioni erotiche da Dulcy.
Andati a vuoto i tentativi di Leopold di incontrarsi con Dulcy per dare l'addio al celibato e di Maxwell di avere un incontro con Ariel, nella notte le situazioni giungono a definizione. Andrew e Ariel fanno l'amore rendendosi conto che nulla è più come una volta. Leopold ferisce con una freccia Maxwell, che si salverà e otterrà l'attenzione di Ariel. Subito dopo l'anziano professore farà selvaggiamente l'amore con l'infermiera per morirle, appagato, tra le braccia. Adrian intanto, costretta a confessare di aver fatto l'amore una volta nel passato con Maxwell, ha ritrovato la spinta erotica e dona ad Andrew un piacere da lui mai provato. All'improvviso, una macchina messa a punto da Andrew per contattare gli spiriti si mette in funzione: è lo spirito di Leopold a presentarsi e ad invitarli a godere dei piaceri dell'amore.
Richard Schickel, il critico del Time Magazine grande estimatore del cinema alleniano, in occasione dell'uscita di Commedia sexy scrive che si tratta dell'unico film banale del regista. Il divorzio tra la critica americana e quella europea (e anche tra i rispettivi pubblici) trova una sanzione che godrà solo di qualche eccezione. Nel frattempo si è verificata anche un'altra separazione: quella con la United Artists (presto assorbita dalla MGM). Da questo momento, con la sola esclusione di New York Stories e fino a Ombre e nebbia, i film di Allen saranno prodotti dalla Orion Pictures che lascerà al regista la libertà crerativa a cui è ormai irrinunciabilmente abituato.
Dopo la spietata autoanalisi di Stradust Memories Allen ha bisogno di "divertimento'. Ma si tratta, come sempre, di una "vacanza" soltanto apparente. Già le dinamiche produttive dovrebbero metterci sull'avviso. Il regista gira questo film contemporaneamente a Zelig (a cui la critica americana presta comunque più attenzione). Completato il copione di Zelig, mentre la produzione ne stima il budget, un Allen "disoccupato" scrive in due settimane Commedia sexy. Si ritrova quindi a fare i casting e a scegliere gli esterni in contemporanea e i due film giungono insieme ai nastri di partenza. Allen continuerà a passare da un set all'altro anche se poi Zelig richiederà tempi di lavorazione decisamente più lunghi. Mentre in questo secondo film, come vedremo, il regista prosegue il suo lavoro di sperimentazione anche sull'uso del bianco e nero e delle possibili elaborazioni cromatiche, in Commedia sexy il bisogno di tornare a lavorare sul colore si fa evidente. Con Willis sceglie un luogo di campagna che possa restituire il calore della luce solare e in cui la natura sfugga a quella sorta di regola non scritta per cui Allen gira quasi sempre in autunno, che è la stagione che preferisce. Qui, invece, quando le foglie cominceranno a perdere la loro naturale brillantezza, si provvederà a verniciarle. La campagna dunque (rigorosamente a quaranta minuti d'auto da Manhattan per poter far ritorno a sera nell'adorata metropoli) e una natura che, per una volta, Woody si sforza di trovare attraente. Senza però rinunciare a un tocco di tenera ironia quando, per descriverne la bellezza, inanella una serie di inquadrature degne del miglior documentario disneyano anni Sessanta (ha dichiarato a Time nel 1979: "Preferirei morire piuttosto che vivere in campagna", non dimentichiamolo).
Ciò che la critica americana sembra non aver colto è quanto quest'opera sia, ancora una volta nella filmografia alleniana, imbevuta di cultura cinematografica, letteraria, pittorica e musicale. Anzi, si tratta forse di uno degli esempi più alti in cui la fusione di questi diversi aspetti dà luogo a una nuova riflessione sulle dinamiche del sentimento e sul senso della vita dotata di una leggerezza incantevole. A partire proprio dalla musica di Mendelssohn che "marca" il film con la marcia nuziale di apertura e accompagna, con altri brani dello stesso autore, lo svolgersi della vicenda. È una scelta rigorosa e, al contempo, lieve che rende ancor più consapevolmente brillante il contesto narrativo. I riferimenti cinematografici sono espliciti: Sorrisi di una notte d'estate e Il volto di Ingmar Bergman a cui ci si richiama anche con il trucco scenico di José Ferrer e Tony Roberts. Non dimentichiamo poi un'altra fonte di ispirazione, quel La regola del gioco di Jean Renoir che Allen ben conosce. Il riferimento del titolo è ovviamente una parafrasi dello shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate mentre le atmosfere, ricostruite magistralmente grazie anche alla collaborazione dell'abile costumista Loquasto e dello scenografo Mel Bourne, rinviano alla pittura impressionista e alle illustrazioni di Edmond Dulac per La tempesta. Come non individuare poi la riflessione sulle dinamiche di messa in scena proprie del teatro di Feydeau di cui Allen rivaluta, al di là dell'aprirsi e chiudersi a tempo delle ormai classiche porte, la capacità di analisi lucida dei comportamenti di una classe sociale del proprio tempo?
... fine prima parte - continua ...

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Giancarlo Zappoli

Prima seconda
In questo microcosmo che si riunisce in campagna portandosi dietro tutte le nevrosi urbane (e contemporanee) siamo infatti di fronte a un'operazione di attualizzazione condotta in modo rigoroso. I costumi d'epoca, i macchinari leonardeschi, le vecchie auto più o meno sferraglianti costituiscono un'operazione mimetica simile (e al contempo diversa) a quella di Amore e guerra. Là l'esercizio di stile trasferiva il "sentire" newyorkese WASP contemporaneo nell'antica Madre Russia, qui invece è l'Europa, con la sua arte e cultura, che cerca un connubio con una Manhattan in vacanza. Non è un caso che allo spettatore nasca, magari dettata solo dalla coincidenza numerica, l'idea di una parentela anche con il pirandelliano Sei personaggi in cerca d'autore. I sei protagonisti di Commedia sexy sono tutti, nessuno escluso, dei personaggi in ricerca di se stessi Leopold nasconde dietro il proprio rigore razionalistico e un troppo esibito autocompiacimento culturale il bisogno di riaffermare la concretezza e, al contempo, l'alterità della vita. Quello che avrebbe potuto divenire, sotto un'altra penna, il classico cocu da farsa si trova invece a riassumere in sé i timori e le ansie di chi sente che la vita potrebbe sfuggirgli da un momento all'altro e, avendola spesa a negare qualsiasi possibilità di immortalità dell'anima, muore tra le gambe di chi può regalargli un ultimo, vero sorriso. Non è epicureismo quello di cui si fa portatore dopo aver sperimentato la "realtà" dell'immaterialità. È invece una forte riaffermazione della vita e della necessità di non sprecarla.
Ariel non può essere la risposta ai bisogni di Leopold (se non sul piano formale proprio dell'istituto matrimoniale che Woody non ama) non perché non sia attraente (Andrew e Maxwell sono lì a dimostrare il contrario) ma perché anche lei è irrimediabilmente incamminata sulla china di una vita in cui l'avvenire è dietro le spalle. Il suo antico anticonformismo non le è stato sufficiente per consentire ad Andrew di farsi avanti. Anche la sua vita è segnata da un "se" al quale non è sufficiente fornire l'occasione postuma di un rapporto sessuale. Panta rei direbbe probabilmente Leopold. Nulla può più tornare come era prima. Solo su un piano di parità nel livello di insoddisfazione dopo il non essersi negati nulla (cioè nel rapporto con un Maxwell "colpito al cuore') può forse trovarsi una via d'uscita. Ariel (il rimando al personaggio shakespeariano de La tempesta non è casuale) è il punto di snodo di tutti i quesiti sul rapporto sesso/amore e pensiero/azione e, al contempo, di tutti gli intrecci.
Andrew infatti è con lei che affronta le questioni irrisolte della propria vita. Non perché la consorte sia considerata incapace di comprendere ma perché Ariel rappresenta per lui il passato che riemerge, mettendolo nella condizione di non poter più sfuggire alla riflessione. Sublimare le proprie pulsioni sessuali in un marchingegno "sbucciamele" non può essere una soluzione. Così come non può esserlo la menzogna che fa da trait d'union tra i personaggi nella scena in ognuno vuole tener celato all'altro ciò che ha fatto o avrebbe voluto fare. Con quel suo lavoro, citato come ineludibile punto di riferimento "Io non muoio per amore. Io lavoro a Wall Street" Andrew traccia le linee di confine della propria interiorità. A differenza di Leopold crede, ha "bisogno" forse di credere, data l'aridità del suo lavoro, nell'aldilà ma, fino alla fase finale, è impedito nel "fare'. Nel momento in cui il sogno si concretizza perde tutto l'alone magico ma consente un rinnovato rapporto con la realtà.
Maxwell e Dulcy sono solo apparentemente personaggi minori. Il dongiovannismo esasperato del primo non può che capitolare (specularmente alle convinzioni di Leopold) dinanzi ad Ariel, che diviene la prima occasione di innamoramento vero. La fin troppo didascalica freccia lo colpisce dopo che ha mancato, alla maniera del Vanya cechoviano con lo sparo fuori scena, il proprio suicidio. Il medico pragmatista, i cui libri vengono palesemente disprezzati dall'anziano professore, "annusa" la vita senza però saperne cogliere le impalpabili differenze.
In fondo non riesce neppure a capire l'innocente sensualità di Dulcy. La ragazza che quando vede un'amaca ricorda il suo primo rapporto ("Certo che bisogna avere un buon equilibrio") è "forzata" da una cultura razionalistica a "scientificizzare" il sesso. "È un'infermiera e quindi sa come funzionano tutte le parti del corpo', è quanto si dice di lei. Legge le storielline per bambini, chiama i cavalli degli scacchi "stalloni', ma è a lei che si rivolgono tre dei sei personaggi. Leopold per la propria affermazione vitale, Maxwell per il sesso gratuito e Adrian per consigli.
Adrian, con l'improvvisa frigidità che ha cause non confessabili se non in extremis, ha bisogno di Dulcy perché la ragazza possiede ciò che a lei manca: il coraggio di ammettere i propri desideri e di soddisfarli. Senza per questo prevaricare gli altri o degradare se stessa. La moglie di Andrew vive nel proprio intimo l'irrisolto conflitto tra l'azione compiuta con Maxwell (l'aver fatto l'amore con lui) e il sentimento che a suo modo ancora prova per il marito. La condizione per lo sbloccarsi di questo stato di cose sta nel dire la verità prima di tutto a se stessi. Se poi si aggiunge un po" di "tecnica" appresa da Dulcy, tutto questo può condurre a un rapporto coniugale definibile come "esperienza profondamente religiosa'.
Il tutto avviene dinanzi all''occhio" della macchina da presa di cui Allen non vuol farci dimenticare la presenza. Tornano infatti in Commedia sexy le inquadrature fisse dello spazio anche quando i personaggi sono finiti fuori campo. La macchina da presa "sceglie" di non seguirli per confermare il suo "esserci'. Così come l''occhio" della macchina inventata da Andrew (quasi da2001 di Kubrick) che si fa finestra sul mondo delle ombre luminose. Ognuno legge secondo il proprio filtro interpretativo le immagini di un uomo e una donna proiettate sullo sfondo della boscaglia. Ciascuno di noi, ci dice Woody, legge il cinema come un susseguirsi di "ombre elettriche" (così viene denominato in cinese mandarino) a cui dare la propria interpretazione a partire dal vissuto personale. Ma cosa accade a chi un "vissuto" proprio non lo possiede essendo pronto a rivestirsi di quelli altrui? Il problema sta per essere posto con Zelig.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Primi anni del Novecento. In una villa di campagna a nord di New York coniugi in crisi ospitano d'estate due coppie di amici. Scambio di dame, equivoci piccanti, occasioni perdute, appuntamenti segreti, entrate e uscite dalle camere da letto. Un quasi pacificato W. Allen ha messo un fresco cataplasma sulle nevrosi dei suoi personaggi. È una commedia pastorale, pagana ed erotica, calata nelle raffinate immagini agresti di Gordon Willis. Il modello "non" è Sorrisi di una notte d'estate (1955) di Ingmar Bergman. 1° film di M. Farrow con Allen.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 10 marzo 2015
Great Steven

UNA COMMEDIA SEXY IN UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE (USA, 1982) diretto da WOODY ALLEN. Interpretato da WOODY ALLEN, MIA FARROW, JOSé FERRER, MARY STEENBURGEN, JULIE HAGERTY, TONY ROBERTS Agli esordi del XX secolo, in una villa di campagna a nord di New York, un bizzarro inventore fallito e la moglie con cui è in crisi decidono di ospitare per una settimana estiva di bel tempo due coppie [...] Vai alla recensione »

martedì 27 luglio 2010
Francesco2

Dico subito che il titolo non mi piace, mi induce ad avere dubbi. "Una commedia sexy in una notte di mezza estate" è privo di ossimori, tutto è scontato: quando, se non in estate, si può aspirare ad una notte sexy? Né nascondo che l'inizio mi è parso tutt'altro che rassicurante: prima scena con contrapposizione manichea tra il professore, do-cente, convinto scientista, e gli alunni dis-centi, [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 marzo 2011
Sinkro

Un guazzabuglio classico Alleniano. A questo piace quella che è già impegnata mentre a quell'altra piace quello che non può perchè cerca quell'altra. Le scene si inseguono l'una sull'altra non lasciando nessuno spazio interpretativo. Filmetto liscio liscio senza pretese ma senza niente di particolare da raccontare, nessuna scena memorabile e nessuna [...] Vai alla recensione »

martedì 18 giugno 2019
Steffa

film sottovalutato per quanto se ne parla, seppur molto leggero tratta temi anche molto profondi, e con tanta poesia, un piccolo capolavoro

venerdì 29 giugno 2012
fedeleto

Durante un fine settimana ,tre coppie decidono di trascorrere in una casa di campagna una piacevole vacanza.Ma tra equivoci e situazioni divertenti la situazione si trasforma in un continuo colpo di scena ,fino al finale fiabesco e affascinante.Allen ancora una volta scrive soggetto e sceneggiatura e come se non bastasse riempie il film di citazioni,da platone a shakespeare,e il risultato non e' [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 dicembre 2011
isa,beau

Una coppia di promessi sposi, Ariel (Mia Farrow) e Leopold, passa l’ultimo weekend prima del matrimonio a casa dell’amica Adrian e di suo marito Andrew(Woody Allen), un inventore, i quali hanno come ospiti anche l’amico di Andrew,il dottor Maxwell, accompagnato da un’altra delle sue solite improvvisate conquiste. Tra i sei personaggi avrà luogo una serie di intrecci [...] Vai alla recensione »

domenica 5 dicembre 2010
iotuegli

3 coppie si ritrovano a passare alcuni giorni insieme: il padrone di casa, un inventore strampalato con la moglie, il cugino di lei, un professore che sta pere sposarsi con una donna che era stata anni fa con l' inventore, ed infine un medico libertino che si fa accompagnare da una sua infermiera. L' inventore e sua moglie sono in crisi sentimentale, così lui inizia a flirtare con la [...] Vai alla recensione »

Frasi
Sento che mi hai tolto anche i calcoli renali.
Dialogo tra Adriana (Mary Steenburgen) - Andrew (Woody Allen)
dal film Una commedia sexy in una notte di mezza estate
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