Un mercante d'arte viaggia dal Quebec alla Bulgaria, che ha abbandonato anni prima, per vedere i dipinti di una bambina prodigio. Espandi ▽
Il sessantenne Mihail è curatore di un'affermata galleria d'arte contemporanea di Montreal. Una gallerista di Roma, Giulia Mancini, gli manda il video di una bambina di otto anni, Nina, che a Karlievo, paesino sperduto della campagna bulgara, dipinge in modo meraviglioso. Mihail ha lasciato la Bulgaria trent'anni prima ed è riluttante ad intraprendere il viaggio. Ma il dovere, e forse anche un desiderio nascosto, lo chiamano verso quel mondo lontano. L'incontro con Nina risveglierà in lui una serie di emozioni che riguardano non solo se stesso.
Nina Roza è il secondo lungometraggio di finzione della giovane sceneggiatrice e regista franco-canadese Geneviève Dulude-De Celles, e si addentra a fondo nella nostalgia che un uomo adulto può provare verso un passato accuratamente rimosso.
Il film è imbevuto di malinconia e di "saudade", ma non è né cupo né privo di speranza, anzi, traccia un percorso verso la consapevolezza e la riappropriazione del proprio passato di cui potrà beneficiare anche il futuro.