Una risata ci seppellirà, oppure ci farà riflettere sulle nostre relazioni con leggerezza. Al cinema.
di Claudia Catalli
Una risata ci seppellirà, oppure ci farà riflettere sulle nostre relazioni con leggerezza. È il senso del nuovo film firmato Bradley Cooper È l'ultima battuta?, di tutt'altro tono rispetto ai suoi pluripremiati precedenti. L'attore e regista sceglie di firmare un'opera piccola, intima, calata in una realtà domestica quotidiana, con al centro due personaggi che sanno restare impressi, tanto sono multidimensionali e indagati fino al cuore dell'introspezione.
Si parte dalla fine, e quando un matrimonio finisce, come la serie La fantastica signora Maisel (guarda la video recensione) ci ha insegnato, non c'è niente di meglio che raccontare, esorcizzare e trasfigurare tutto in commedia, o meglio in stand up comedy. Lo fa anche Alex Novak, un Will Arnett in stato di grazia, che nel suo chiedersi Is this thing On? - titolo originale del film- si riferisce di fatto a se stesso. Sto funzionando? Sono "acceso"? Sono consapevole di ciò che sto vivendo e attraversando? Crisi di mezz'età e malinconico gigionismo a parte (Arnett è un talento nell'interpretarli), nulla finisce o fallisce veramente finché può essere raccontato - e dunque rivissuto- con amarezza o con il sorriso poco importa.
È la lezione che apprende Alex, a metà tra Adam Sandler di Funny People e l'istrionico Robert De Niro di Re per una notte. Qui tuttavia non c'è in ballo la fama o la gloria, ma un matrimonio ventennale naufragato con tanto di figli, magari da salvare. Non senza prima rispondersi in silenzio a una serie di quesiti esistenziali, come farà la sua ex moglie Tess, a cui dà spessore e grazia Laura Dern, che si prende tutto lo spazio generosamente offertole. Firma una performance d'eccezione da grande protagonista, piena di autentica umanità e intensità, nel restituire sullo schermo una donna che nella fase più vulnerabile della vita ritrova se stessa (e anche la voglia di tornare al suo primo amore, giocare - e non solo allenare - a pallavolo).
Lontana mille miglia dalla feroce avvocata divorzista che le valse l'Oscar in Storia di un matrimonio (guarda la video recensione), qui si cala in un ruolo teneramente delicato e lo colora di tutta la gamma emotiva che da grande attrice qual è sempre stata è in grado come pochi di attraversare. Il film conquista nella sua ironica semplicità e nel suo tono sommesso e agrodolce, Cooper messe da parte le icone musicali Lady Gaga e Leonard Bernstein si fa da parte lui stesso e si ritaglia solo un piccolo ruolo gustoso (l'amico attore di alterne fortune) mettendo in scena una storia che co-scrive e co-produce e che sa far ridere, commuovere e riflettere, ricordando un certo cinema americano indipendente alla Cassavetes, Linklater e Baumbach.
Tutto partendo dalla storia vera, cambiata e romanzata per l'occasione, del comico britannico John Bishop che cominciò a fare cabaret proprio per riprendersi da una separazione. Il resto lo fa Matthew Libatique, mago della fotografia in film come Il cigno nero, The Whale e lo stesso Maestro di Cooper, regalando una sequenza magnetica degna del finale di La La Land (guarda la video recensione), nella scena clou della scoperta di Tess (Alex non solo fa stand up comedy, ma ironizza sul loro matrimonio come una sorta di autoterapia).
L'invito del film sta proprio nell'accettare che si può essere infelici insieme, prendersi per mano nel caos della vita, perché non c'è cattiva sorte che non si possa rovesciare nel suo opposto, magari ridendoci un po' su.