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Libero Cinema in Libera Terra, l’evento itinerante arriva finalmente in streaming su MYmovies

Tanti film da riscoprire e scoprire che hanno al centro il tema delle nuove generazioni. Gratuitamente online dal 10 al 16 ottobre.
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di Luigi Coluccio

martedì 4 ottobre 2022 - mymovieslive

Quanto può partire da lontano ed evolversi nel corso del tempo l’idea di fare e mostrare il cinema? Per Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri tutto inizia in un continente diverso e in un secolo diverso: è il 2001, infatti, che nasce Cinemovel, prima associazione e dopo fondazione, che in quell’anno kubrickiano batte i villaggi del Mozambico portando la luce dello schermo ad adulti e bambini; cinque anni dopo si torna a casa, e assieme a Libera di Don Ciotti viene creato il festival Libero Cinema in Libera Terra, la più antica manifestazione itinerante di cinema in Italia. 

La 17° edizione del festival ha già macinato chilometri e strade, portando nel mese di luglio in diverse città Nulla di sbagliato, film di Davide Barletti e Gabriele Gianni che affonda le radici in un percorso pluriennale che ha messo insieme i ragazzi di varie scuole d’Italia con un progetto originale come il Diario del tempo. È stata poi la volta, il 1° ottobre, della fermata al Festival di Internazionale a Ferrara, che segna anche il passaggio dall’incontro fisico a quello digitale, con la rassegna Libero Cinema Online su MYmovies, dove dal 10 al 16 ottobre saranno mostrati gratuitamente una selezione di film classici che hanno per tema le nuove generazioni (ma anche, e soprattutto, la sfera infinita dei sentimenti), e nove mediometraggi realizzati dagli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.

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La sezione Classics presenta titoli pesanti e spartiacque come Zero in condotta e I quattrocento colpi, documenti d’inchiesta eppure intimi come gli speculari Comizi d’amore di Pasolini e D’amore si vive di Silvano Agosti, le fughe nell’altrove e nel contemporaneo di Zhang Yimou (Non uno di meno) e Laurent Cantet (La classe).

Il controcampo generazionale è rappresentato dai lavori degli studenti, ex- e non, del CSC siciliano, dal 2019 a guida Costanza Quatriglio. La regista nata e cresciuta in città, da anni una delle voci più interessanti e diverse del cinema documentaristico italiano, (ri)approdata di recente al lungo di finzione, è stata la direttrice che ha traghettato la scuola di cinema attraverso le secche della pandemia da SARS-CoV-2, e questo è uno dei primi dati che emerge dalle opere selezionate. 

Come per i Classics, anche qui abbiamo più che una semplice giustapposizione un’idea di continuità che lega il privato con il pubblico, il singolo con la collettività, in questo caso seguendo le tracce di spaesamento emotivo provocato dal Covid e dal lockdown: c’è Calogero Tornese, insegnante di matematica a Bagheria, che in Quello che conta di Agnese Giovanardi cerca di tenere assieme educazione e vita attraverso lo schermo di un computer, insegnando ma soprattutto, e semplicemente, parlando con i suoi studenti; c’è Costanza La Bruna, regista de Il tempo della tartaruga, che tenta di riconnettere la sua vita con quella della compagna Claudia, durante una campagna di scavi a Ustica che va a fondo nel tempo e nello spazio (mentali); ci sono tutti i firmatari di Sotto lo stesso tempo, film-manifesto di dieci studenti del CSC bloccati a casa prima di poter iniziare le lezioni, che si inventano un modo per stare, creare e vivere assieme; c’è, sopra ogni cosa, la paura assoluta di rimanere senza il proprio sangue, come buttato fuori da Anton Frankovitch in Via dell’ombra.

E quando si esce dall’influsso soffocante della pandemia si rimane comunque a quelle latitudini emotive, per continuare ad ascoltare e capire gli altri, spesso e volentieri nei vicoli e nelle storie di Palermo: Sparring Partners di Danny Biancardi con due generazioni di pugili a confronto, per evitare ad uno il destino dell’altro; Pupus di Miriam Cossu Sparagano Ferraye, dove forse assistiamo ad un passaggio di consegne tra i pupari della famiglia Mancuso; Acquasanta di Gianfranco Piazza e Tito Puglielli, tutto tra i cantieri navali della città di oggi e di quella vista con le immagini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico; La buca di Dario Fedele, ricostruzione animata del chiacchiericcio che si ode in fila per andare a trovare i parenti all’Ucciardone; Marisol di Camilla Iannetti, tra le strade e le case del Capo ad aspettare la processione della Madonna della Mercede.


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