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Angelo Spagnoletti: «Vorrei conoscere i segreti di Daniel Day-Lewis»

Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, sarà presto il protagonista maschile della serie Netflix Generazione 56K.
di Ilaria Ravarino

venerdì 9 aprile 2021 - Celebrities

Occhi blu e capelli scuri, un'intensa frequentazione del palcoscenico e il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Angelo Spagnoletti è nato nel 1994 in provincia di Benevento, e dopo l'esordio sul piccolo schermo con la web serie di Rai Play Genitori vs Figli sarà presto il protagonista maschile della serie Netflix Generazione 56K: una storia in otto episodi, girata da Francesco "Ebbasta" Capaldo e Alessio Maria Federici, su un amore nato al termine degli anni Novanta e sopravvissuto fino ai giorni nostri.

La prima volta su un palco: quando?
Un laboratorio scolastico di fine anno, mettevamo in scena "Non ti pago" di Eduardo De Filippo. Avevo una decina di anni e interpretavo Aglietiello , l'uomo di fatica. È stato un colpo di fulmine: ho riprovato un'emozione così forte solo quando mi sono innamorato.
La prima volta su un palco vero?
I primi spettacoli al Centro Sperimentale. Il primo che ricordo: Puškin, diretto da Eljana Popova. Lì ho capito che stavamo facendo sul serio.
La prima volta che hai recitato fuori da un palco?
Il mal di pancia, la febbre e il mal di testa per non andare a scuola. Non ho mai capito se i miei ci credessero davvero o mi assecondassero. Non dovevo nemmeno appoggiare il termometro al termosifone: era tutta una questione di mimica e micromimica rudimentale.
Il ruolo per cui potrebbero riconoscerti per strada?
Penso che succederà a partire dal prossimo ruolo. So di avere una grande opportunità come protagonista di una serie Netflix.
Il tuo cavallo di battaglia ai provini?
Il monologo dell'arcivescovo ne "L'assassinio nella cattedrale" di Thomas S. Eliot. È un'invettiva contro l'ingiustizia e la corruzione del mondo che l'arcivescovo lancia un momento prima di andare incontro alla morte. Si sacrifica, ma condanna il mondo. Mi piace molto.
C'è una cosa che sai fare bene, e che vorresti fare in un film?
Andare in bici, soprattutto in mountain bike: mi piacerebbe fare il ciclista. Da piccolo, quando vivevo in provincia di Benevento, mi avventuravo spesso in bici attraverso i boschi. A livello di emozione la mia prima volta in bicicletta se la gioca con la mia prima volta su un palco: poche cose al mondo mi fanno sentire così libero.
Cosa non deve mancare nel tuo camerino?
Il caffé, che per me è sacro. E la voglia di uscire dal camerino.
Sul set o sul palco ti senti sicuro se...
... se c'è una motivazione forte. Se col nostro lavoro trasmettiamo un messaggio, solleviamo domande, facciamo ricerca, denunciamo una stortura. MI sento sicuro se so di fare nel modo giusto la mia professione.
A chi porteresti il caffè sul set pur di vederlo recitare?
Il mio idolo è Jonathan Pryce, ma il caffè - se recitasse ancora - lo porterei a Daniel Day-Lewis. Più che un attore è un mago: mi accontenterei di rubargli anche solo uno dei suoi trucchi. Un mostro sacro.
Qual è il film che, se lo vedi iniziato in tv, non puoi smettere di guardare?
Ricomincio da tre di Massimo Troisi. Se inizio, lo devo finire.
Il film di cui cambieresti il finale?
Vanilla Sky di Cameron Crowe. Lo cambierei perché mi fece piangere troppo. Avevo 17 anni e ancora oggi mi commuovo a ripensare a quella scena sul tetto, con la musica dei Sigur Rós. Insostenibile.
Serata a casa, Netflix & chill: cosa guardi? Cosa ordini?
Premetto che ho sempre preferito raggiungere un cinema, più che essere raggiunto da un film a casa. Mi piace l'attesa: aspettare che esca il film e trovare il giorno libero per andare a vederlo insieme agli amici. Detto ciò, se devo stare a casa: Quentin Tarantino a palla, magari Jackie Brown, e una bella pizza.
Un personaggio del cinema con cui passeresti una serata?
Non ho dubbi: bowling e White Russian col Drugo (Jeff Bridges ne Il Grande Lebowski, ndr).
Protagonista di un film di genere: quale?
Firmerei a occhi chiusi per un noir, moderno e oscuro.
Se non facessi l'attore come ti guadagneresti da vivere?
Il mio sogno nel cassetto era fare il pilota di aerei. Ora penso che farei il restauratore. Mi piace quella sensazione di pace che si respira nelle loro botteghe. A Napoli ce ne sono tantissime.
Chi può dirti che stai sbagliando?
Cinque persone di cui veramente mi fido. Amici, familiari e colleghi con cui ho condiviso un pezzo del mio percorso. Mi sostengono e mi fanno ricordare da dove vengo e di cosa mi sono nutrito.
Da chi vorresti sentirti dire che sei bravo?
Se me lo dicesse Daniel Day-Lewis potrei serenamente ritirarmi in pensione.
Gli ultimi tre brani ascoltati sul telefono?
Greta Van Fleet , Tame Impala, Elis Regina. La musica deve essere buona.
Dopo questa intervista che farai?
Adesso vado a fare merenda con la pastiera. Per il resto cerco di tenermi aperto alle sorprese: la serie uscirà alla fine della primavera, non vedo l'ora di lasciarmi sorprendere da qualcos'altro.


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