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Efebo d’Oro, la 42.ma edizione in streaming su MYmovies

Dal 29 novembre al 5 dicembre ilpremio che unisce cinema e narrativa si sposta online: un interessante esperimento di estensione territoriale. ACQUISTA UN ACCREDITO.

venerdì 27 novembre 2020 - mymovieslive

La 42a edizione dell’Efebo d’Oro giunge in un momento assai particolare di questo “nostro pianeta”, (parafrasando Sciascia). Inevitabilmente si sposta online: decisione per certi versi difficile per chi, come noi, è ormai assuefatto a un ricchissimo rapporto col pubblico, specie quello delle scuole che affluiscono numerose alle proiezioni mattutine. Ma è superfluo sottolineare che il rapporto con gli studenti - e con i loro insegnanti - è solo rimandato. La modalità in streaming sarà peraltro un interessante esperimento di estensione territoriale del pubblico di riferimento e di ampliamento della partecipazione di autori che potrebbero non riuscire a intervenire personalmente al Festival. 

È possibile accedere ai film con un abbonamento di soli € 4,90.

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La selezione dei film in concorso si dividerà in due sezioni: l'Efebo d’Oro per il Miglior film tratto da opera letteraria e l'Efebo Speciale Opera prima o seconda. 14 film, di cui 4 in anteprima nazionale: 7 concorrono all’assegnazione dell’Efebo d’Oro (sezione che affonda le sue radici nella storia dell’Efebo a partire dal 1979) e 7 competono per l’Efebo Speciale Opera prima o seconda (sezione “giovane”, questa, nata in occasione della 40a edizione e dei numerosi cambiamenti che il Festival andava mettendo in atto per tenere il passo dei tempi).

Nella sezione Efebo d’Oro per il film tratto da un’opera letteraria verranno presentate opere assai diverse tra loro eppure legate, in modi trasversali e con approcci narrativi differenti, da tematiche ricorrenti: dal delicato e discreto rapporto omosessuale tra due anziani pensionati di Hong Kong, nel film Suk Suk di Ray Yeung (Cina, 2019, tratto dal libro "Oral Histories of Older Gay Men in Hong Kong" di Travis Kong) a un altro tipo di vecchiaia, quella sfruttata e avvilita dalla non accettazione sociale che attraversa il duro Effetto domino, di Alessandro Rossetto (Italia, 2019, ispirato al romanzo omonimo di Romolo Bugaro), per arrivare, con Je voudrais que quelqu'un m'attende quelque part di Arnaud Viard (Francia, 2019, liberamente tratto dal libro omonimo di Anne Gavalda) a una complessa dinamica familiare legata alla vita contemporanea in un ambiente borghese. La famiglia d’altronde attraversa, con i suoi altalenanti umori, molti dei film di entrambe le sezioni. 

C’è poi l’approccio militante di Costa-Gavras, che con il suo Adults in the Room (Francia, 2019, tratto dal libro omonimo di Yanis Varoufakis), ci presenta una tragédie grecque des temps modernes con il suo stile dal forte ritmo narrativo: la complessa e drammatica vicenda di un intero popolo intrappolato dall’austerità imposta dalla Comunità europea. Con questo film l’autore greco, naturalizzato francese, continua a raccontare il potere e le crudeli ingiustizie che conseguono alla sua gestione spesso dissennata.

La realtà fa irruzione anche in Soledad di Agustina Macri (Italia, 2018, tratto dal libro "Amore e anarchia" di Martín Caparrós) in cui la vera storia dell’argentina Maria Soledad Rosas diviene emblema, ancora una volta, delle storture cui può giungere un sistema imbevuto di rigide prevenzioni.


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