Ombre, crimini e orrori inaugurano il prossimo weekend al cinema.
La violenza e la crudeltà che si annidano nell'animo umano danno vita a una vicenda tragica di espiazione e vendetta firmata da Yorgos Lanthimos. Premiato al Festival di Cannes, Il sacrificio del cervo sacro (guarda la video recensione) con Colin Farrell e Nicole Kidman è una parabola sulle nostre paure più inconfessabili. "Come in The Lobster - spiega Emanuele Sacchi - non ci sono buoni né innocenti nell'universo di Yorgos Lanthimos, qui alle prese con un passo ambizioso della propria carriera, nel tentativo di far sua l'eredità di Kubrick e Haneke e spingersi oltre. Finché l'operazione riesce, la sensazione è di un cinema lucidamente spietato, ossia di ciò di cui i tempi di perpetua inquietudine che stiamo vivendo hanno bisogno".
Dalla violenza psicologia a quella fisica c'è un salto di tempo. Papillon di Michael Noer ci porta nel mondo della malavita parigina del 1931 sulle tracce di Charrière che cerca di trovare un modo per sopravvivere senza diventare un criminale. Il remake del film omonimo del 1973, diretto da Franklin J. Schaffner, ritorna a raccontare la storia di un venticinquenne condannato all'ergastolo per un omicidio mai commesso.
La malavita parigina di oggi, invece, è raccontata da Olivier Marchal in La truffa del secolo con Benoît Magimel nel ruolo di un imprenditore in grande difficoltà economica che per salvarsi decide di aggirare lo stato francese sfruttando una scappatoia nel sistema di tassazione del carbone. Tra truffe e tradimenti sorprende Gérard Depardieu nel ruolo di un cinico suocero.
La riflessione sulla crudeltà umana sfocia poi nel racconto del conflitto generazionale e in una rappresentazione del potere che corrode perfino l'essere più buono. È il pensiero alla base de La guerra del maiale di David Maria Putorti, che è un adattamento del romanzo "Diario della guerra del maiale".



