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domenica 25 luglio 2021

Ettore Bassi

51 anni, 16 Aprile 1970 (Ariete), Bari (Italia)
Biografia Filmografia Critica Premi Foto Articoli e news Trailer Dvd CD Frasi celebri
occhiello
"Stai seguendo le mie ormre?"
"No, orme più profonde"

dal film Chiara e Francesco (2007) Ettore Bassi  Francesco
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Ettore Bassi

I dilemmi di Papa Pio XII nella nuova miniserie di RaiUno.

Sotto il cielo di Roma occupata

martedì 26 ottobre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Sotto il cielo di Roma occupata Nella lunga storia del Novecento, si conoscono e si discutono le colpe e i meriti dei leader politici e militari, ma più difficilmente ci si confronta con il ruolo delle figure spirituali. Pio XII divenne Papa nel marzo 1939, esattamente sei mesi prima che Hitler invadesse la Polonia e in piena promulgazione delle Leggi razziali fasciste, e restò in Vaticano per tutto il periodo delle deportazioni e ben oltre la fine della guerra, fino al 1958, anno della sua morte. Poco tempo dopo, Pier Paolo Pasolini pubblicò una poesia di esplicita denuncia dell'atteggiamento passivo con cui il Papa accettò le persecuzioni nazifasciste ("Quanto bene tu potevi fare! E non l'hai fatto: non c'è stato un peccatore più grande di te"), ma è solo nel 1963, con il testo teatrale di Rolf Hochhuth "Il vicario" (che Costa-Gavras ha trasformato in film nel 2002 con Amen), che si sono mosse le accuse più forti di connivenza e antisemitismo da parte di molti intellettuali e storici. A questo tipo di controversie cercano di replicare adesso RaiFiction e Lux Vide con Sotto il cielo di Roma, miniserie diretta dall'esperto narratore di biopic Christian Duguay (sue le vite di Sant'Agostino e Coco Chanel), con l'ambizione di raccontare gli anni della guerra attraverso sia i dilemmi etici del Papa (interpretato da James Cromwell) che la tragedia dei deportati, nella fattispecie i tre giovani Alessandra Mastronardi, Marco Foschi e Ettore Bassi. Se per il direttore di RaiFiction Fabrizio Del Noce "si tratta di un tema che il servizio pubblico prima o poi doveva affrontare", oltre a rappresentare la possibilità di realizzare "una ricostruzione fedele e uno spettacolo molto intenso che non mancherà di appassionare", per Ettore Bernabei è "rievocazione emotiva, un quadro interessante costruito senza polemiche e senza agiografie in un modo che è molto vicino alla verità". Secondo lo storico fondatore della Lux Vide, adolescente all'epoca delle Leggi razziali, "Pio XII si comportò con grande prudenza e grande intelligenza politica ma corse anche grandi rischi: è certo che risparmiò a Roma un massacro ottenendo che i tedeschi si ritirassero senza aspettare l'arrivo delle truppe anglo-americane in città". Oltre ad annunciare l'intenzione di realizzare un'opera sul quarto Papa (dopo Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e, appunto, Pio XII) più importante del Novecento, Paolo VI (che, nella miniserie vediamo ancora nelle vesti di Mons. Montini, interpretato da Cesare Bocci). Sotto il cielo di Roma, in onda domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre in prima serata su RaiUno, è stato presentato nei pressi della Santa Sede dal regista Duguay, dallo sceneggiatore Fabrizio Bettelli e dagli attori protagonisti.
Come si è approcciato a questa controversa pagina storica?
Christian Duguay: Nel 2003 ho diretto una miniserie sull'ascesa al potere di Adolf Hitler con Robert Carlyle, perciò quando sono stato chiamato a fare questo film avevo già una conoscenza piuttosto approfondita del periodo storico. La vera sfida è stata cercare di raccontare un periodo molto delicato con tutta la drammaticità delle varie famiglie deportate e il dilemma personale di un uomo di potere. Ho cercato di realizzare un film che, attraverso questa continua giustapposizione fra le scelte del Papa interpretato da James Cromwell e la situazione di disperazione e di solidarietà della gente e dei giovani durante i rastrellamenti, coinvolgesse il pubblico soprattutto a livello emozionale.
Potete raccontare i vostri personaggi?
Alessandra Mastronardi: Miriam è una ragazza di vent'anni, orfana di madre, che si trova a vivere una vita con troppe responsabilità all'interno di una famiglia allargata e in un periodo storico per lei molto delicato. È una studentessa che durante il periodo delle Leggi razziali non può più neanche frequentare l'università. Quello del nazifascismo è un periodo storico che conosco piuttosto bene: durante i miei anni di liceo a Roma ho partecipato al progetto della memoria per le scuole e ho visitato i campi di concentramento; tuttavia, il ruolo di Pio XII all'interno di questo periodo non mi era piuttosto chiaro e forse un racconto come questo può aiutare i giovani a farsi un'idea e aprirli al desiderio di conoscere.
Ettore Bassi: Il mio personaggio è Marco, il partigiano di buona famiglia. Insieme a Miriam e a Davide rappresenta i ragazzi del popolo, una serie di caratteri facilmente rinvenibili nei giovani dell'epoca. Il sentimento di comunità e di partecipazione verso quello che gli amici stanno subendo è ciò che porta un carattere fragile e introverso come il suo a tirar fuori un fuoco di ribellione e a cercare lo scontro diretto coi nazifascisti. Come attore, c'è stata da parte mia la ferma volontà di apportare più emozione possibile in questa sfida. Così come penso sia stato l'obiettivo di molti di noi, vista la grande qualità del prodotto finale.
Che tipi di ricostruzione avete effettuato?
Fabrizio Bettelli: Raccontare il papato di Pio XII coincidente con il periodo della Seconda guerra mondiale è un po' come cercare di rappresentare la parte per il tutto. Sotto il cielo di Roma è stato fin dall'inizio un progetto molto rischioso, perché parla di una questione ancora ribollente e trattata troppe volte in maniera molto ideologica. Per gli obiettivi preposti, era necessario documentarsi adeguatamente ma non affrontare la Storia in modo né accademico né tanto meno documentaristico. Pio XII era un papa ieratico, pre-conciliare, una sorta di monarca che ha dovuto comunque traversare una strada irta di pericoli.
Nel film però non si accenna minimamente alle responsabilità del Papa e del fascismo italiano.
Fabrizio Bettelli: Non siamo degli storici e nessuno di noi ha avuto la pretesa di dire la parola definitiva sulla storia. Tuttavia volevamo anche compiere un'operazione di retromarcia rispetto a una polemica fortemente ideologica. Il nostro lavoro di ricerca doveva essere compatibile con l'economia di una fiction ed era escluso fin dall'inizio il fatto di fare il manifesto di una certa visione storica. Abbiamo cercato piuttosto di scrivere prescindendo da quelle posizioni che ci sembravano più radicali ed estreme. Si è evitato così di passare Pio XII attraverso le forche caudine ma anche di far emergere drammaturgicamente tutto il dissidio per alcuni dei suoi silenzi. Una delle domande che si pone il protagonista, "Cosa si penserà di me e dei miei silenzi?", resta aperta: poteva essere altrimenti?

Rai fiction si avventura nel mistery con un prodotto tratto dall'omonimo libro di Eraldo Baldini.

Mal'aria: una fiction fantasy

mercoledì 8 aprile 2009 - Alessandra Giannelli cinemanews

Mal'aria: una fiction fantasy Presentato come un film "strano" ovvero non nei canoni della fiction, Mal'aria è tratto dall'omonimo libro di Eraldo Baldini (pubblicato da Frassinelli e vincitore, nel 2003, del premio Fregene) perché c'è si una storia, ma anche mistery e superstizione.
Pino Corrias, capostruttura di Rai Fiction, ribadisce che questo racconto ha, soprattutto, a che fare con il fantasy, che è un genere non frequente per la televisione, che nasce dalla fantasia (appunto) di Baldini, uno scrittore "regionalizzato" che ambienta le sue storie nel ravennate, in paesaggi di nebbia e di acqua, sul delta del Po. La narrativa di questo autore è stata definita "gotico-rurale", che è anche il titolo che egli ha dato ai suoi racconti. Paragonato a Stephen King, ma anche ad altri scrittori noir, amico di Lucarelli, ha collaborato con lo stesso, distinguendosi per questa "chiave" in più, che è appunto il fantasy. Qui la protagonista, oltre alla malaria, alla nebbia e al paesaggio, che in questa storia contano molto, è una strega, che è quella che determina la malaria. Siamo nell'Italia del 1925, nella stagione fascista delle bonifiche, c'è la propaganda del regime che vuole che tutto funzioni e si avvii alla modernità e c'è questa interferenza della realtà e cioè che, in una zona rurale, stanno morendo dei bambini. Viene mandato un ispettore sanitario (il dottor Carlo Rambelli) che, nelle intenzioni del regime, dovrebbe sopire questo dato di realtà, mentre poi gli avvenimenti porteranno ad una serie di accadimenti, la cui narrazione è sempre avvolta nel mistero. Il film ha una chiave che rappresenta (dai tempi de Il segno del comando: uno sceneggiato della Rai del 1971), nelle immagini, negli effetti speciali, in questo fondale soprannaturale per la televisione, una novità.

Maldamore

Maldamore

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,85)
Un film di Angelo Longoni. Con Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Alessio Boni, Luca Zingaretti, Eugenio Franceschini.
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Genere Commedia, - Italia 2014. Uscita 13/03/2014.
Questa notte è ancora nostra

Questa notte è ancora nostra

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,86)
Un film di Paolo Genovese, Luca Miniero. Con Nicolas Vaporidis, Valentina Izumi, Maurizio Mattioli, Massimiliano Bruno, Ilaria Spada.
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Genere Commedia, - Italia 2007. Uscita 19/03/2008.
Per non dimenticarti

Per non dimenticarti

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,89)
Un film di Mariantonia Avati. Con Anita Caprioli, Ettore Bassi, Enrica Maria Modugno, Francesca Antonelli, Emanuela Grimalda.
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Genere Drammatico, - Italia 2005. Uscita 01/09/2006.
Quello che le ragazze non dicono

Quello che le ragazze non dicono

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,75)
Un film di Carlo Vanzina. Con Vincenzo Peluso, Paolo Calissano, Irene Ferri, Martina Colombari, Carlotta Miti.
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Genere Commedia, - Italia 2000.
La regina degli scacchi

La regina degli scacchi

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,78)
Un film di Claudia Florio. Con Barbora Bobulova, Toni Bertorelli, Ettore Bassi, Valeria D'Obici
Genere Drammatico, - Italia 2002.
Filmografia di Ettore Bassi »

mercoledì 23 giugno 2021 - L’evento torna a Fiorano Modenese dall’1 al 4 luglio.Tra gli ospiti Elly Schlein,  Makkox, Ettore Bassi, Pippo Civati.

Ennesimo Film Festival 2021, formazione, cinema d’autore e impegno per la sostenibilità

a cura della redazione cinemanews

Ennesimo Film Festival 2021, formazione, cinema d’autore e impegno per la sostenibilità Con più di 50 cortometraggi di registe e registi  provenienti dai cinque continenti, da giovedì 1 a domenica 4 luglio 2021 torna a Fiorano Modenese per il sesto anno l’Ennesimo Film Festival. Dopo l’edizione del 2020, realizzata in parte in diretta  televisiva, la kermesse torna a svolgersi in presenza sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, e riparte dalla sua mission: “Trasformare il modo in cui le persone vedono il mondo, attraverso il  cinema”. L’evento si terrà in quattro diverse location della città in provincia di Modena e in diretta  sia su TRC TV (canale 827 della piattaforma Sky, 11 e 15 del digitale terrestre in Emilia Romagna) sia, per gli appuntamenti principali, sulla pagina Facebook dell’iniziativa. Il festival è organizzato  dall’associazione giovanile Tilt, nata nel 2012 e guidata da nove giovani under-35.  
 
Tra gli ospiti di quest’anno ci sono la vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elly Schlein, il  vignettista e autore televisivo Makkox, l’attore Ettore Bassi, l’ex deputato e fondatore della casa editrice People Pippo Civati, la giornalista d’inchiesta Francesca Mannocchi.  

“Al centro dell’EFF e delle iniziative parallele come l’Ennesimo Academy c’è sempre la formazione.  Vogliamo dedicare questa sesta edizione alla scuola, che molto ha sofferto per gli effetti della  pandemia, e sfruttare l’occasione per accorciare le distanze anche culturali che ci hanno segnato in  questo anno e mezzo. Alcune iniziative vedranno studenti e insegnanti direttamente protagonisti,  per rimarcare il concetto che dal cinema non si finisce mai di imparare”, dichiarano Federico Ferrari  e Mirco Marmiroli, Direzione Artistica del Festival. 

I film in concorso 
La selezione ufficiale del festival comprende 20 cortometraggi accomunati dal racconto della realtà – in certi casi anche quella di grandi fatti di cronaca, come la strage del Bataclan a Parigi o la caduta del volo MH17 in Ucraina – attraverso l’esplorazione dell’interiorità dei protagonisti e uno sguardo  laterale e mai scontato. Sono storie di maturazione, complessità, vita negli spazi urbani, avventura e delinquenza. 

In concorso ci sono anche i cortometraggi della selezione Caesar Design Film Award. Il tema della seconda edizione del premio è Design for Living, per segnalare come la rinascita dopo la pandemia  globale può essere sostenuta anche dall’architettura e dal design per una nuova rivoluzione degli  spazi comuni, allo stesso tempo anche estetica e fortemente legata al tema della sostenibilità. A queste due selezioni si affianca quella dei giovani coinvolti nell’Ennesimo Academy, i progetti di  educazione all’immagine che quest’anno hanno coinvolto 53 classi e oltre 1300 studenti e insegnanti  dalle scuole materne fino ai corsi in Università. Nella selezione dedicata e premiata direttamente dagli studenti, vi sono otto storie di solitudine e inquinamento, ma anche coraggio, determinazione e magia viste attraverso lo sguardo obliquo e mai scontato dei loro registi. La selezione Affari di  famiglia è infine dedicata ai cittadini di Fiorano Modenese, che ne decideranno anche il vincitore, per ringraziare la città che da sei anni ospita con amore il festival.

Le sette opere in concorso sono  tutte incentrate sul rapporto tra genitori e figli e sui vari concetti di famiglia per riflettere in modo  collettivo sull’esperienza, comune a molti nell’ultimo anno e mezzo, di trovarsi a stretto contatto o  lontano dalle persone della propria famiglia – di origine, costruita, desiderata o futura – per un  lunghissimo periodo. In cartellone c’è anche la proiezione dei cortometraggi delle due sezioni fuori  concorso, dedicate al racconto dei territori o dai territori: Visioni Sarde e Dalla via Emilia al West.  

La sostenibilità al centro del festival 

Con l’edizione 2021, l’EFF inizia un percorso per diventare sempre più un luogo di racconto del  rapporto tra uomo e ambiente nei piccoli centri. Su questo tema si focalizzano quest’anno due  iniziative speciali. La prima è la proiezione del film La grande onda di Giuseppe Falagario, dedicato alla memoria di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica (in provincia di Salerno) che pagò con  la vita il suo impegno per la legalità e il rispetto della natura. La proiezione sarà preceduta  dall’incontro con Dario Vassallo (medico, fratello di Angelo e cittadino onorario di Fiorano), la  vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elly Schlein e l’attore Ettore Bassi, interprete di Angelo Vassallo nello spettacolo teatrale “Il sindaco pescatore”. Modererà l’incontro lo scrittore Alessandro Gallo, impegnato nell’educazione alla legalità. 

La seconda iniziativa riguarda la proiezione del cortometraggio Omelia contadina di Alice Rohrwacher e JR, che si accompagna invece alla rigenerazione di un’edicola di Fiorano, trasformata nella Sosteria. Nello spazio, che nei prossimi mesi ospiterà iniziative di urbanismo tattico e inclusione  sociale, il film sarà proiettato in loop. L’opera racconta la lotta contro la monocoltura del nocciolo  da parte di piccoli agricoltori e cittadini dell’altopiano dell’Alfina (in provincia di Viterbo): rappresenta una marcia di commiato all’agricoltura tradizionale, ma anche un inno di speranza  dedicato a tutti coloro che giorno dopo giorno ci tengono in vita, producendo il nostro cibo. 

Gli eventi speciali 

Il festival si aprirà giovedì 1 luglio con la proiezione del cortometraggio In Residence: Xavier Corbero, del regista Albert Moya, in cui lo scultore Corbero, considerato l’artista catalano più significativo dopo Gaudì, accompagna gli spettatori lungo i sublimi labirinti della sua dimora a Esplugues de Llobregat, progetto artistico e architettonico a cui ha dedicato 40 anni di lavoro e di instancabile  ricerca.

Venerdì 2 luglio sarà invece proiettato il film di Omar Rashid ed Elio Germano The Italian Baba, un viaggio nei lontani paesaggi indiani, e insieme un percorso interiore, alla ricerca di una  guida, e di risposte.

Sabato 3 e domenica 4 luglio sono in programma i due talk Lo stato delle cose, con Francesca Mannocchi e Pippo Civati intervistati dal giornalista Riccardo Staglianò. Il festival si  chiuderà domenica 4 luglio con lo spettacolo del vignettista Marco Dambrosio (in arte Makkox), per sorridere e riflettere attraverso la sua matita. 

   

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