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luned 21 maggio 2018

Articoli e news Bernardo Bertolucci

77 anni, 16 Marzo 1941 (Pesci), Parma (Italia)

Brando mi sembrava centenario. Oggi lo vedo bellissimo e giovane. Intervista al regista di Ultimo Tango a Parigi, dal 21 maggio al cinema in versione restaurata.

Bertolucci: Ultimo tango? nato da una mia fantasia erotica

Bertolucci: Ultimo tango?  nato da una mia fantasia erotica Ci sono film di cui si ha un ricordo mitico, idealizzato, confuso in una nebbia sentimentale. Poi, quando ci si ritrova a rivederli molto tempo dopo la prima romantica volta, la loro realt sbiadita, non eguaglia nemmeno lontanamente l'intensit del ricordo, talvolta persino la nega. Ma non questo il caso di Ultimo tango a Parigi, il film che Bertolucci gir a 31 anni, nel 1972, e che ora torna in sala, forte di un superbo restauro visivo e sonoro, finalmente in lingua originale, a ricordare la sua straordinaria bellezza e a dimostrare la sua immutata potenza.
Film di contraddizioni assolute e provocanti, insieme emblema di una stagione ma anche opera senza tempo, che racconta di due sconosciuti dall'ineguagliabile intimit, mortifero e appassionato, giovane e nostalgico, coraggioso e spavaldo, condannato e osannato, il film in cui Marlon Brando e Maria Schneider si sono messi a nudo ben oltre la lettera e dal quale sono usciti riscritti per sempre. Non c' pi stato, dopo, un altro film come questo, un altro sax che suonasse la stessa musica, un altro appartamento che avesse la stessa luce.
Quando ho visto per la prima volta il controllo del restauro, poco prima di Natale, devo dire che stato emozionante vedere che il film "teneva", che aveva ancora una sua forza. E che aveva guadagnato col tempo una sorta di patina vintage, come dite oggi, che gli dona. Bernardo Bertolucci Con circa 87 miliardi di lire, Ultimo Tango il pi grande incasso di sempre del cinema italiano. I suoi film preferiti sono ancora quelli che hanno avuto pi successo?
Una volta ho detto questo, perch volevo essere sincero, come sono spesso, e ammettere questa mia debolezza. I film che sono andati meno bene, forse, sono molto amati da me, ma tenuti un pochino a distanza, perch mi ricordano delle ansie, delle malinconie, delle infelicit. Con quelli che sono andati molto bene ho avuto emozioni contrarie. Ricordo che, dopo che Ultimo Tango era fuori da un annetto, un pochino avevo sbarellato, nel senso che mi sentivo molto potente. D'altronde stato solo grazie a quel successo se sono riuscito a fare Novecento.

Come nacque l'idea del film?
Da una fantasia erotica, quella di incontrare una donna mai vista prima, in un appartamento deserto a Parigi, e iniziare un rapporto che si ripeter sempre identico a se stesso: "No names", non sappiamo chi siamo, restiamo cos. Mi sono chiesto perch avessi quella fantasia, forse perch il solo modo di avere un'amante segreta senza sensi di colpa, di prevenirli.



La decisione stata presa dal Cda della Biennale.

Venezia 70, Bernardo Bertolucci Presidente della Giuria internazionale

gioved 9 maggio 2013 - a cura della redazione da NEWS

Venezia 70, Bernardo Bertolucci Presidente della Giuria internazionale Bernardo Bertolucci la personalit chiamata a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto - 7 settembre 2013), che assegner il Leone d'oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali. Continua

   

Una retrospettiva dei suoi capolavori al Nuovo Cinema di Pesaro.

Bernardo Bertolucci, fenomenologia di un cineasta memorabile

luned 20 giugno 2011 - Roberta Montella da APPROFONDIMENTI

Bernardo Bertolucci, fenomenologia di un cineasta memorabile quasi impossibile non aver visto un suo film. Ed ancora pi improbabile non aver provato un sentimento dolceamaro guardando una sequenza, un frammento di pellicola, che nella mente resta indelebile. Bertolucci il Regista. Bertolucci il Comunista. Bertolucci il Premio Oscar. E ancora, sempre di pi.
Scorrendo velocemente la sua biografia potremmo definirlo un predestinato. Figlio del Poeta Attilio Bertolucci e aiuto regista di Pier Paolo Pasolini, Bernardo cresce nellarte, scegliendo la via dellimpegno come contenuto di una forma che mostra carattere e ingegno.

   

Cannes omaggia il grande regista. Di Pino Farinotti.

Palma d'oro alla carriera a Bertolucci

luned 16 maggio 2011 - Pino Farinotti da FOCUS

Palma d'oro alla carriera a Bertolucci Con l'attribuzione della Palma d'oro del Festival di Cannes alla carriera, Bernardo Bertolucci ha chiuso il cerchio. Nell''88 aveva vinto l'Oscar per la regia dell'Ultimo imperatore (oltre agli altri otto toccati al film), e nel 2007 il Leone veneziano alla carriera. Cos il regista parmigiano ha toccato i tre grandi premi del cinema del mondo, quelli che contano davvero. Non c' dubbio che Bertolucci si sia accreditato per meritare questi riconoscimenti.

Bernardo nasce bene, anzi, molto bene, suo padre Attilio, il poeta. Dunque "cultura" a portata di mano. Come spesso accade agli artisti, non completa gli studi: Letteratura moderna alla Sapienza di Roma. Se in casa c'era un poeta, come vicino di casa, a Roma, Bernardo si ritrova uno scrittore, e che scrittore, Pier Paolo Pasolini. Un incontro che non pu essere che interessante. Il neoregista gli affida una parte della sceneggiatura di Accattone. E fioccano le amicizie importanti, fra queste Moravia e la Morante. Dunque ci sono tutte le premesse per quello che sar il percorso artistico che conosciamo.

Prodigio
Bertolucci stato un autentico giovanissimo prodigio. Poco pi che ventenne ha firmato documentari e "corti", mai banali. Soprattutto "diversi". Ecco, un aggettivo certo pertinente che riguardi Bartolucci "diverso", un altro "irrequieto". La sua opera non pu che essere l'espressione diretta di questa sua attitudine. Il modello ricorrente nelle storie di Bertolucci l'uomo di fronte a un cambiamento, sempre decisivo, spesso drammatico. E la soluzione non c'. Si cerca, ci si dibatte, ma non si trova mai la via diversa. E anche la semplice ricerca costa molto cara. Il percorso artistico parallelo a quello personale e umano. Bertolucci stato un ragazzo di sinistra, poi un uomo di sinistra nelle varie stagioni, fino ad ora, a settant'anni. Come spesso accade a chi nasce buon borghese, abituato a quel tipo di educazione e di passato, Bertolucci ha vissuto il contrasto con le idee progressiste, militanti, anche rivoluzionarie che si scelto. Tutto questo lo rappresenta, con efficacia, in Prima della rivoluzione, il film che lo fa notare in ambito nazionale. Si racconta la vicenda di un giovane che vorrebbe fare la rivoluzione ma deve vedersela con la comoda pigrizia della propria classe sociale. Appunto.

Momenti
I titoli che identificano i momenti fondamentali del regista appartengono a epoche diverse. Degli anni Settanta, ricordabile Il conformista, storia di un antifascista che vive a Parigi, perseguitato dal Regime. Il fascismo un tema che sta a cuore a Bertolucci, in quel quadro rientra la produzione di Novecento atto I e II. Un vero colosso che abbraccia quasi mezzo secolo di storia italiana. Tanta ideologia con un compromesso finale: il padrone De Niro e il contadino Depardieu, che dopo essersi scontrati, anche a botte, per tutta la vita, si ritrovano pi amici che nemici. Una certa intelligenza, certo affezionata a Bertolucci, disapprov.

Salto
Ma il grande salto, quello che gli permette di diventare autore internazionale, il regista lo deve a Ultimo tango a Parigi. Quel titolo in tutte le memorie del cinema, anche in quella popolare, anche per le vicende che sub, censura, processi, macerazione della pellicola. Per fortuna, alla fine, la pellicola stata salvata ed stata possibile l'edizione in Dvd. "Ultimo tango" a detta di molti, a volte anche a detta dell'autore soprattutto un film di Brando, oltre che "con" Brando. Il personaggio del quarantenne dolente, in crisi, costretto a rivedere tutto, e che cerca il cambiamento nel sesso con una ragazzina, cre un modello che fece storia, oltre che in cinema, anche nel costume.

Record
Nel 1987 con L'ultimo imperatore, Bertolucci and addirittura a sfiorare il record di Oscar di Via col vento. Lo manc per un numero: nove contro dieci. Era, ancora una volta, la storia di un cambiamento. Estremo questa volta: Pu-yi, semidio delle Cina, diventa un comune, triste cittadino, un numero fra un miliardo, con l'avvento di Mao e della sua rivoluzione culturale. Un'altra ricerca estrema quella di Piccolo Buddha, l'identificazione del nuovo Dalai Lama. Ma il meglio, Bertolucci sembra averlo gi dato. Con The Dreamers ripercorre la sua prima strada, le protesta giovanile. il 2002. Il regista sbarc davanti al palazzo del cinema alzando il pugno. Il segnale di nostalgia di un sessantenne che voleva ancora dare indicazioni. A Venezia Bertolucci ha ritirato il suo premio sulla sedia a rotelle, dove lo costringe la malattia. "Lo dedico all'Italia che si indigna" ha dichiarato. Le parole sono sacrosante, "indignarsi" il primo sentimento che deve appartenere a un artista. Indignarsi, e poi fare proposte.
Bertolucci le ha fatte.

   

   
   
   


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