I figli della notte

Film 2016 | Drammatico +13 85 min.

Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, Belgio
Durata85 minuti
Regia diAndrea De Sica
AttoriVincenzo Crea, Ludovico Succio, Fabrizio Rongione, Yuliia Sobol, Luigi Bignone Pietro Monfreda, Michael Bernhard Plattner, Dario Cantarelli.
Uscitamercoledì 31 maggio 2017
TagDa vedere 2016
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,11 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Andrea De Sica. Un film Da vedere 2016 con Vincenzo Crea, Ludovico Succio, Fabrizio Rongione, Yuliia Sobol, Luigi Bignone. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Belgio, 2016, durata 85 minuti. Uscita cinema mercoledì 31 maggio 2017 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,11 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'amicizia tra due ragazzi che frequentano lo stesso collegio per i figli di buona famiglia. Insieme organizzano le fughe notturne dalla scuola. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento. In Italia al Box Office I figli della notte ha incassato 37,7 mila euro .

Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,71
PUBBLICO 3,62
CONSIGLIATO SÌ
Un esordio che ha una sua autonomia narrativa e drammaturgica.
Recensione di Anna Maria Pasetti
mercoledì 23 novembre 2016
Recensione di Anna Maria Pasetti
mercoledì 23 novembre 2016

Con poca voglia ma parecchia obbedienza alla madre, Giulio entra in un collegio prestigioso per rampolli benestanti. Dalle sembianze asburgiche, la struttura è una nota palestra per la futura classe dirigente, rigida e spietata. Il ragazzo è immediatamente attratto da Edo, dalla personalità a lui opposta, anticonformista e incline alla ribellione. In complicità si oppongono al bullismo imperante e in totale segretezza, iniziano a trascorrere nottate in un locale di prostitute. Gli effetti attesi non tarderanno a presentarsi.

Non nasconde elementi di autobiografia Andrea De Sica mentre "annota" l'origine del suo esordio in lungo I figli della notte. Il nipote di Vittorio e figlio del compianto Manuel indubbiamente ha un cinema "severo" nel sangue, qui ferocemente sentenzioso.

"Siete la classe dirigente del futuro, non dimenticatevelo" tuona il preside del collegio dai tratti esternamente imperiali e internamente kubrickiani, tanto di Shining quanto di Arancia Meccanica per alcuni "giochetti" sulle matricole. Esso si staglia nel bianco abbacinante di un incipit fortissimo, evidente contrasto con quel nero notturno e violento che andrà a raccontare.

I rampolli sono diversamente viziati, la disciplina militaresca serve "a ritrovare il giusto passo", anche difendendosi da un bullismo controllato con videocamere nascoste. Il Grande Fratello costituito da "angeli" ex alunni e ora impiegati vede tutto, controlla tutto: scappatelle e tentativi di fuga, miseria e nobiltà di comportamento. "Io non vi spio, io imparo a conoscervi" è la giustificazione degli educatori non dissimili dai manipolatori di Hunger Games. De Sica indugia con coraggio sui volti e i corpi di questi teenager sulla via della disumanizzazione, consapevole che nulla di buono è loro destinato. Il suo "Bildungsroman" diviso fra il giorno e la notte invernali ha il sapore di un già visitato probabilmente attraverso letture e visioni suggestive alla materia, ma non è privo di una sua forza intima e coraggiosa.

La svolta horror - Stephen King docet - arriva con la scoperta dell'ultimo piano, ove ad attendere Giulio e soprattutto Edo é una porta sigillata: "non aprite quella porta" verrebbe da esclamare, inutilmente. Al di là regnano i fantasmi che profumano di Carpenter, di Argento ma anche degli orrori più profondi alla Lynch, Cronenberg e all'Haneke di quei Funny Games glaciali come alcune inquadrature adottate da De Sica. Gli adolescenti sono vittime di un sistema ineluttabile, anche i meglio intenzionati come Giulio, giacché il vero burattinaio è il denaro, capace di trasformarli in mostri violenti e vigliacchi. "Là fuori è anche peggio": loro non lo sapevano ma imparano presto a comprenderlo.

Saccheggi cinematografici forse inconsapevolmente assorbiti a parte - ai già citati si possono aggiungere una certa perversione alla Paolo Franchi - il debutto di Andrea De Sica gode di una sua autonomia narrativa e drammaturgica, leggermente inclinata su un finale troppo calcato ma probabilmente necessario nell'economia (est)etica dell'opera. L'occhio addestrato può trovare una certa prevedibilità complessiva nel racconto in cui ogni nemesi immaginata è puntualmente confermata, e tuttavia questo è perdonabile.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 1 giugno 2017
Alex8

La tensione del film si mantiene costante per tutto il tempo, non c'è un momento di respiro: è raro che un film del nostro millennio riesca a produrre questo effetto nello spettatore, e ancora più raro che la sensazione di angoscia si mantenga anche minuti dopo la fine del film.  Il rapporto di amicizia tra i due protagonisti è espresso magnificamente e a tratti [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 giugno 2017
loland10

“I figli della notte” (2016) è il primo lungometraggio del regista Andrea De Sica. Un’opera prima succinta, breve, forte, annerita e, sagacemente, accademica. Il regista, nipote di Vittorio e figlio di Manuel (morto nel dicembre 2014 a cui il film è dedicato con dolcezza) riesce in un modo personale e senza fronzoli a raccontare(si) dei ragazzi con le loro [...] Vai alla recensione »

sabato 3 giugno 2017
sil3

Questo film ha saputo coinvolgermi fin dall'inizio e tenermi con il fiato sospeso per tutta la sua durata, grazie ad un susseguirsi di eventi in un climax crescente di tensione, in certi momenti palpabile in sala. Molto abili ed espressivi i giovani attori, che, seppur alle prime armi, hanno saputo interpretare magnificamente i loro personaggi.

sabato 3 giugno 2017
lulli9

“I figli della Notte” che piacevole e fantastica scoperta! Un film appassionante e coinvolgente che tiene lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine! Il cast è giovane, fresco e veramente promettente… l’interpretazione dei due protagonisti Vincenzo Crea e Ludovico Succio è infatti davvero magistrale! Il tutto è unito ad una colonna sonora [...] Vai alla recensione »

sabato 3 giugno 2017
steve.m

Il film mi è sembrato sin dall'inizio ricco di grande potenziale, sia in quanto a temi trattati, sia per i personaggi. Di questi ultimi mi sarebbe piacuto che fossero state approfondite le storie personali e i legami che li univano. Di fatti, molti rapporti tra i personaggi rimangono non sviluppati se non addirittura ambigui, come quello tra Giulio ed Edoardo, che ho percepito come un rapporto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 giugno 2017
mariaelena

 I figli della notte sono questi che il registra ci indica, ma essi si trovano in qualsiasi contesto sociale,perchè la notte a cui appartengono è la  notte di questi tempi privi di etica, di morale, di certezza del bene e rifiuto del male. Il film si offre con durezza e profondo sconvolgimento emotivo supportato da vari elementi che ricordano il gotico più [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Alex8

Mi ha emozionato tantissimo: musiche agghiaccianti, personaggi che nascondono demoni inimmaginabili, atmosfere dell'orrore. In sala ci sono state parecchie grida di spavento. E pur essendo stato circondato da varie persone ho avuto paura in vari momenti del film. Bello quando il cinema riesce a comunicarti queste emozioni!!!!  I due protagonisti da Oscar: opposti nei caratteri, si conciliano [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 giugno 2017
Ocean88

Ho visto il film per la prima volta a Torino al TFF34, incuriosita dal fatto che fosse l’unico film italiano in concorso e l’ho voluto rivedere domenica, sì perché è un film che va visto almeno due volte per poterlo apprezzare appieno. E a me è piaciuto tanto. Non è il film che ti aspetti e attenzione, non è il film che la locandina (non mi è piaciuta per niente e non c’entra nulla con il titolo e [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 giugno 2017
Flyanto

 Spunta nel mondo del cinema un nuovo regista, Andrea De Sica, figlio di Manuel e nipote del grande Vittorio, con la sua prima opera cinematografica "I Figli della Notte". Il film è ambientato in un esclusivo collegio in montagna dove vengono internati a studiare e a dedicarsi a svariate discipline sportive i rampolli delle ricche famiglie al fine di venire preparati alla vita [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 giugno 2017
Laetitia95

Grandissima sorpresa per l'esordio di Andrea De Sica alla regia! Un luogo quasi surreale e isolato da qualsiasi contatto con la realtà è l'ambientazione per questo nuovo entusiasmante prodotto cinematografico, coinvolgente, trascinante e ansiogreno al punto giusto. Vicenda ricca di rivelazioni continue e colpi di scena, ti lascia incollato alla sedia per 90 minuti.

lunedì 5 giugno 2017
Alex2044

Ho visto questo film al TFF ed è stata una delle migliori sorprese .Sono, quindi ,  contento che esca nelle sale perchè merita di essere visto da una platea più vasta di quella di un festival . Questo erede di uno dei giganti del cinema mondiale esordisce in modo molto promettente e non si fa schiacciare dal paragone con suo nonno scegliendo uno stile ed argomenti [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
DanieleR

Non sono solito lasciare commenti ma quando è troppo è troppo. Se per caso, per qualche motivo, aveste l'esigenza di sprecare 90 minuti della vostra vita, questo film è indubbiamente un ottimo candidato. Non ha una trama, non ha un senso, non ha un filo logico. Non si capisce bene che genere rappresenti: horror? thriller psicologico? dramma adolescenziale?  boh Non si [...] Vai alla recensione »

sabato 26 novembre 2016
mattiabertaina

Un cognome ingombrante e l'ambizione di seguire le orme di famiglia. Dopo Vittorio e Christian, la dinastia De Sica aggiunge un tassello ed aggiorna la storia con il figlio del compianto Manuel, fratello di Christian, Andrea. E lo fa con un titolo in Concorso al TFF34, I figli della notte, un film che si apre con un bianco accecante ed una violenza sonora che vaticinano scenari sinistri.

mercoledì 24 maggio 2017
gretanordio

Bell'esordio con ottima regia, musiche e fotografia. Racconta una storia molto interessante, diventando pian piano un thriller molto intenso. L'unico difetto è che finisce troppo velocemente!

lunedì 5 giugno 2017
Gio24

Un film i cui giovani protagonisti sorprendono per realismo ed interpretazione: Vincenzo dal carattere acerbo ed incline alle manipolazioni, Edoardo forte e fragile allo stesso tempo. Una trama inusuale, perlomeno nel panorama italiano la cui scelta premia il regista e la sua sperimentazione. Originale le musiche adottate e suggestiva l'ambientazione.

sabato 3 giugno 2017
Flaw54

Film banale, ma costruito in modo estetizzante alla ricerca di riprese e immagini da film d'autore. Citazionista in modo esplicito ( Shining, La grande fuga, L' attimo fuggente ) non aggiunge niente di nuovi al nostro panorama cinematografico. Il regista, anche consriderando il suo nome, dovrebbe abbandonare certi voli pindarici che appaioni vuoti e talvolta stucchevoli.

FOCUS
FOCUS
lunedì 5 giugno 2017
Roy Menarini

C'è una gran voglia di scuotersi dalle abitudini narrative e figurative, nel cinema italiano. Lo dimostra la tendenza di molti registi alle opere prime o seconde ad assecondare vene visionarie o antirealiste, in grado di farci uscire da ciò che troppo spesso affatica la produzione nazionale: il rispecchiamento sociale. L'abbeveramento a fonti esterne, o a un passato non necessariamente mainstream, permette anche a I figli della notte di Andrea De Sica di farsi osservare con grande interesse.
Il film, ambientato in un collegio di montagna, algido e spaventoso quanto basta, può facilmente suscitare nel cinefilo un rosario di citazioni colte: Dario Argento, Michael Haneke, Stanley Kubrick, anche se forse - più che della sua stessa famiglia - De Sica è "figlio" dei film più arrischiati di Saverio Costanzo. Alcune atmosfere rimandano a La solitudine dei numeri primi e In memoria di me, e del resto proprio Costanzo, con Hungry Hearts, ha mostrato di credere fino in fondo alla fusione di cinema d'autore, dramma, thriller, occulto.

L'ambiente claustrale ha sempre permesso al cinema italiano di imporre violente metafore dell'asfissia sociale e culturale del Paese, e di ragionare con simboli al tempo stesso ermetici e chiari sul senso delle istituzioni e sulle loro pratiche illiberali.

E così si potrebbe alludere anche a Todo Modo di Elio Petri, Marcia trionfale e soprattutto Nel nome del padre di Marco Bellocchio, fino ovviamente a Salò di Pasolini - ma sarebbe francamente spingersi troppo lontano.
De Sica, in verità, riesce a sfidare cotanti modelli e a sfilarsi da facili confronti, grazie a un radicamento molto forte sugli attori (acerbi ma credibili) e sugli spazi. Inoltre, meno esibita rispetto al cinema degli anni Settanta, c'è una vena polemica tutt'altro che disprezzabile. Il collegio non ha a che fare questa volta con la Chiesa, il Partito, l'Esercito, ovvero istituzioni disciplinari che all'epoca divenivano facile bersaglio dei nostri migliori autori militanti. Questa è la scuola dei grandi capitalisti e dei rampolli, di cui di solito si pensa non abbiano avuto nella loro vita alcun rito di passaggio o percorso di sofferenza personale.

Frasi
Le vostre famiglie sanno che tutto ciò che succede qui dentro lo risolviamo qui dentro.
Una frase di Mathias (Fabrizio Rongione)
dal film I figli della notte - a cura di MYmovies.it
- Siete qui per ritrovare il giusto passo...
- Si scorda di dire che siamo dei reclusi!
Dialogo tra Edoardo (Ludovico Succio) - Mathias (Fabrizio Rongione)
dal film I figli della notte - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 1 giugno 2017
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Un collegio lontano dagli occhi del mondo e di Dio per addestrare la classe dirigente del futuro. Per il suo esordio Andrea De Sica, figlio del compianto Manuel, sceglie un terreno fertile di suggestioni che il cinema inglese, da Lindsay Anderson a Peter Medak, da Franc Roddam a Marek Kanievska, ha eretto a vero e proprio genere. Un'operazione non facile, dunque, considerato che il film volta le spalle [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Più spesso figli e nipoti d'arte seguono le orme dei loro predecessori; ma non mancano i casi in cui - invece - adottano stili diversi o addirittura opposti. Pensiamo al debutto nel lungometraggio del trentacinquenne Andrea De Sica, nipote del grande Vittorio. Non che il nonno fosse solo (neo)realismo, questo no (basti pensare a Miracolo a Milano): però difficilmente lo avremmo immaginato alla regia [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Se I turbamenti del giovane Torless di Musil avesse avuto più di un abboccamento sessuale con Shining di Kubrick, il frutto di questi amplessi sarebbe probabilmente stato I figli della notte di Andrea De Sica, prodigioso esordio nel lungometraggio da parte del figlio d'arte di Manuel, cui il film è teneramente dedicato (il geniale musicista figlio di Vittorio è mancato nel 2014).

giovedì 1 giugno 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Esordio tra Argento, Lynch e Haneke di un giovane con le idee chiare (figlio di Maunel De Sica, nipote di Vittorio). In un tetro collegio evocante l'Overlocok di Kubrick, il tenero e timido Giulio (Crea) diventa inseparabile del misterioso Edo (Succio), affronta rituali di nonnismo e s'innamora di una disperata prostituta, conosciuta in una fuga notturna tra i boschi innevati a un locale di lap dance. [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

L'inesauribile dinastia De Sica si allarga. Per l'esordio nella regia, il giovane Andrea, figlio del compianto compositore Manuel, ha scelto una storia difficile. Nel rigido collegio per vip s'incrociano i destini di Giulio e Edo, attratti più dalla lap dance che dalle lezioni di ambigui prof. Troppe goffaggini, la stoffa s'intravede appena. Nonno Vittorio, forse d'accordo con lo zio Christian, direbbe: [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Un collegio tra le Alpi per formare la futura classe dirigente. Regole ferree, rituali anodini, ma non c'è reale conflitto tra studenti e istituzione: il Sistema governa, anche la trasgressione è pilotata. Orfano di padre, la madre estranea, il 17enne Giulio (Vincenzo Crea) fa fronte al bullismo e all'ipercontrollo di insegnanti ed educatori (Fabrizio Rongione) grazie all'amicizia con il non allineato [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 giugno 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

Già assistente di Bertolucci e Ozpetek, Andrea De Sica - figlio del compositore Manuel e nipote del grande Vittorio - esordisce con un film di metafisica ambizione accolto con interesse al Tff lo scorso novembre. Una sorta di contro-romanzo di formazione ambientato nella cornice di un collegio isolato fra le montagne che alleva ricchi rampolli a diventare «mostri», ovvero la spietata élite al potere [...] Vai alla recensione »

winner
miglior regista esordiente
Nastri d'Argento
2017
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