In memoria di me

Un film di Saverio Costanzo. Con Christo Jivkov, Filippo Timi, Marco Baliani, André Hennicke.
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Drammatico, durata 115 min. - Italia 2006. - Medusa uscita venerdì 9 marzo 2007. MYMONETRO In memoria di me * * * - - valutazione media: 3,16 su 62 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,16/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
Trailer In memoria di me
Il film: In memoria di me
Uscita: venerdì 9 marzo 2007
Anno produzione: 2006
Un ragazzo entra in convento senza una reale vocazione religiosa.
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primo piano
Un film mistico sulla forza spirituale di un uomo
Pierpaolo Simone     * * * - -
Questo film è disponibile in versione digitale, scopri il miglior prezzo:
TROVASTREAMING

Dopo l'osannato esordio di Private, Saverio Costanzo torna dietro la macchina da presa con un film che conferma e loda le sue capacità registiche. Girato interamente in un convento gesuita (nell'isoletta veneziana di San Giorgio Maggiore) è la storia di Andrea, un uomo ricco e vincente che non si accontenta della sua esistenza materiale, andando alla ricerca di risposte che solo la meditazione e il ritiro spirituale possono soddisfare.
Nella confraternita, Andrea scopre il volto del silenzio e la forza della fede, continuando a dar sfogo ai dubbi che lo assalgono, dando loro voce e condividendoli con gli altri novizi. Sarà proprio l'amicizia con uno di loro, il ribelle Zanna, a convincere Andrea dell'inadeguatezza del luogo e dell'impossibilità del suo credo. Ma non necessariamente la (ri)scoperta di se stessi, è di per sé sufficiente ad assopire tutti i dubbi e far apprezzare la ritrovata libertà. Saverio Costanzo dimostra di saper gestire appieno le difficoltà legate a un tema ambizioso e usurato come quello della fede, evitando via via le trappole e le banalità nascoste nel percorso.
Tutt'altro. Il dovizioso lavoro in sceneggiatura non pecca in presunzione, restituendo un "testo" che si avvicina per forza spirituale a un trattato teologico, disseminato al proprio interno da brani e citazioni che non necessariamente pretendono di caldeggiare un punto di vista o una soluzione. Quello del regista romano non è un film religioso, ma un complesso tentativo di restituire alle immagini e allo schermo la forza della riflessione, abbandonandosi senza freni alle grandi domande dell'esistenza. Aiutato da un cast eccezionale - che va da Christo Jivkov a Filippo Timi - accompagnato da musiche che danzano al ritmo di valzer e dalla ritualità delle pratiche quotidiane che prendono vita nel convento, il film trova il tempo per insinuare il tema dell'amore, divino o carnale che sia, nella mistica e spesso dura ripetizione delle proprie omelie. Asciutto e delicato.

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Quale chiesa per l'uomo

martedì 13 marzo 2007 di Zenone

Un film su due diverse di interpretazioni della spiritualità conventuale cristiana: una, istituzionale, basata su una severa ascesi e sull'annullamento della personalità per servire meglio la chiesa, una via priva di sentimenti e dubbi, che dissimula eventuali sofferenze dell'anima, l'altra, dei novizi ribelli, che si basa sulla forza dell'amore, sulla comprensione e sulla pietas provata nei confronti del sofferente (guarda caso solo i due novizi che abbandonano il convento assistono e condividono continua »

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Giovani allo sbando... in chiave spirituale

domenica 11 marzo 2007 di Darko

Girato in modo impeccabile, "In Memoria di Me" ricava una potenza d'immagini da pochissimi elementi, fra l'altro ossesivamente ripetuti, che si muovono o non si muovono all'interno della Basilica veneziana in cui il film si svolge. Ci sono le regole severe dei padri superiori, ci sono le ubbidienze dei novizi servizievoli e taciturni e poi ci sono gli spiriti "ribelli" dei tre protagonisti. Andrea, Zanna e un terzo (di cui ora non ricordo il nome), che si sente all'inizio del film come presenza continua »

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Ottimo film

sabato 17 marzo 2007 di mamo62

Con questa bellissima pellicola Saverio Costanzo entra di diritto nella sfera del cinema italiano d’autore più considerevole, gia’ forte dell’opera prima “Private” e ulteriormente rafforzato da questa difficilissima prova di carattere etico-religioso con la quale si e’ cimentato. Il film (non breve, al limite delle due ore) offre un’atmosfera dilatata e intensissima insieme, un ritmo che, solo in apparenza molto lento, tiene continuamente tesi e sospesi, costantemente impegnati nello sforzo di continua »

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Un tema d'attualità

giovedì 22 marzo 2007 di olga di comite

Senza essere irriverente definirei questo bellissimo film un thriller spirituale, anche se il racconto è complesso e a volte sfuggente, quindi difficile da definire. Allora perché tentare una formula? Perché, tra le molte facce, mi ha colpito la capacità dell’autore di tenere in tensione, di creare suspence con un’opera di pochissimi fatti. il diffuso desiderio di silenzio e meditazione che il correre caotico e competitivo delle vite reclama sempre più spesso. La bravura indiscussa di Saverio Costanzo continua »

Il padre superiore (André Hennicke)
Sopportare quel che siamo è la prima carità.
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Zanna (Filippo Timi)
Sei tu il Vangelo quando sei sacerdote. E' dentro di te che le persone sperano di trovare Cristo.
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Zanna (Filippo Timi)
Credo che le persone dovrebbero innamorarsi di Cristo anche se non hanno letto una parola delle tonnellate di carta che su di Lui sono state scritte.
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NEWS | Esce venerdì In memoria di me, storia di un novizio e della sua fede vacillante

Saverio Costanzo alla ricerca della spiritualità

mercoledì 7 marzo 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Saverio Costanzo alla ricerca della spiritualità

Le lunghe notti dell’anima

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

"Perché ha mentito?",domanda Andrea (Cristo Jivkov) al padre maestro (Marco Baliani), nella prima parte di In memoria di me (Italia, 2007, 115’). Fausto (Fausto Russo Alesi) ha lasciato nella notte il convento, ribellandosi alla sua pretesa di costruire coscienze “separate” dall’imperfezione della vita. «Dio lo si incontra nel peccato, non prima e non dopo»: così aveva detto qualche ora prima. Invece, il padre maestro ha appena informato i novizi che il loro compagno è stato richiamato dai genitori. »

Il novizio entra in convento e scuote le coscienze

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Ne abbiamo parlato solo qualche settimana fa dal festival di Berlino dove l'opera seconda di Saverio Costanzo rappresentava l'Italia, unico film, al concorso per l'Orso d'oro. Non ha vinto ma ha lasciato il segno. La prima cosa da dire è questa. È un film e Costanzo un autore che ricordano una questione importante. Quella della specificità del cinema e della sua diversità da altre forme di comunicazione, intrattenimento, informazione. Quella della coscienza dei suoi mezzi, e quella dell'ambizione a cercare, sperimentare e affermare un proprio stile, personale e originale. »

Il mondo in un monastero

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Un monastero che anziché offrire elevazione e riparo diventa replica, sostituto, involontaria imitazione del mondo. Un pugno di novizi che cercano risposte ai loro più lancinanti rovelli interiori, ma finiscono per ricordare gli allievi di tanto cinema e letteratura sui collegi, dal Musil dei Turbamenti del giovane Toerless al Bellocchio di Nel nome del padre. Un film fatto solo di uomini, di pause, di dispute religiose, ma anche di silenzi, sguardi, pedinamenti, spiate. Compiute a cuor leggero, perché come dice il Padre superiore «denunciare le mancanze di un fratello è un atto di carità, come denunciare se stesso. »

Gesù, la sua Compagnia, e chi lo ama ancora di più

di Roberto Silvestri Il Manifesto

È un'ambiziosa opera seconda, grondante suggestioni non solo teologiche, In memoria di me, film spericolato di Saverio Costanzo. Romano, scienziato della comunicazione, allievo di Abruzzese, Costanzo s'è fatto poi le ossa tra gli italoamericani di Brooklyn e ha vinto il Pardo d'oro di Locarno e rischiato l'Oscar con il film d'esordio, parlato in arabo e ebraico: Private, un altro sguardo sulla resistenza domestica dei più coriacei tra i palestinesi. D'ambientazione implicitamente gesuitica e dal titolo che più evangelico non si può, questo In memoria di me non è né silenzioso né parlato solo in latino (le due recenti trovate vincenti per riaffezionare il pubblico al film di genere religioso). »

In memoria di me | Indice

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