In memoria di me

Film 2006 | Drammatico, 115 min.

Regia di Saverio Costanzo. Un film Da vedere 2006 con Christo Jivkov, Filippo Timi, Marco Baliani, André Hennicke, Fausto Russo Alesi. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2006, durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 9 marzo 2007 distribuito da Medusa. - MYmonetro 3,01 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un ragazzo entra in convento senza una reale vocazione religiosa. Ha vinto 2 Nastri d'Argento, In Italia al Box Office In memoria di me ha incassato 493 mila euro .

In memoria di me è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,01/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,93
PUBBLICO 3,11
CONSIGLIATO SÌ
Un film mistico sulla forza spirituale di un uomo.
Recensione di Pierpaolo Simone
domenica 11 febbraio 2007
Recensione di Pierpaolo Simone
domenica 11 febbraio 2007

Dopo l'osannato esordio di Private, Saverio Costanzo torna dietro la macchina da presa con un film che conferma e loda le sue capacità registiche. Girato interamente in un convento gesuita (nell'isoletta veneziana di San Giorgio Maggiore) è la storia di Andrea, un uomo ricco e vincente che non si accontenta della sua esistenza materiale, andando alla ricerca di risposte che solo la meditazione e il ritiro spirituale possono soddisfare.
Nella confraternita, Andrea scopre il volto del silenzio e la forza della fede, continuando a dar sfogo ai dubbi che lo assalgono, dando loro voce e condividendoli con gli altri novizi. Sarà proprio l'amicizia con uno di loro, il ribelle Zanna, a convincere Andrea dell'inadeguatezza del luogo e dell'impossibilità del suo credo. Ma non necessariamente la (ri)scoperta di se stessi, è di per sé sufficiente ad assopire tutti i dubbi e far apprezzare la ritrovata libertà. Saverio Costanzo dimostra di saper gestire appieno le difficoltà legate a un tema ambizioso e usurato come quello della fede, evitando via via le trappole e le banalità nascoste nel percorso.
Tutt'altro. Il dovizioso lavoro in sceneggiatura non pecca in presunzione, restituendo un "testo" che si avvicina per forza spirituale a un trattato teologico, disseminato al proprio interno da brani e citazioni che non necessariamente pretendono di caldeggiare un punto di vista o una soluzione. Quello del regista romano non è un film religioso, ma un complesso tentativo di restituire alle immagini e allo schermo la forza della riflessione, abbandonandosi senza freni alle grandi domande dell'esistenza. Aiutato da un cast eccezionale - che va da Christo Jivkov a Filippo Timi - accompagnato da musiche che danzano al ritmo di valzer e dalla ritualità delle pratiche quotidiane che prendono vita nel convento, il film trova il tempo per insinuare il tema dell'amore, divino o carnale che sia, nella mistica e spesso dura ripetizione delle proprie omelie. Asciutto e delicato.

Sei d'accordo con Pierpaolo Simone?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Il 30enne Andrea si sottopone a un periodo di esercizi spirituali in preparazione al sacerdozio nel convento sull'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Tra padri superiori esigenti, anziani preti diffidenti, novizi incerti o ansiosi, scopre un mondo diverso ma altrettanto complesso e difficile. Grande è la tentazione di rinunciare. Messa in sottordine l'omosessualità, tema centrale nel romanzo Un gesuita perfetto (1960, ripubblicato nel 1999 come Lacrime impure ) di Furio Monicelli da cui prende spunto, Costanzo ha fatto un film più rigoroso e coraggioso del suo esordio nel superpremiato e sopravvalutato Private (2004). Definito un thriller dell'anima, è piuttosto la storia di un'indagine alla ricerca della verità (spirituale o concettuale?), "un vero e proprio giallo della comprensione" (P.M. Bocchi). C'è, però, il sospetto che sia un esercizio stilistico sotto il segno dell'indecisione. Pencola tra il saggio filosofico-teologico (Agostino d'Ippona o Tommaso d'Aquino?) e la denuncia del dogmatismo vaticano, l'analisi della prassi gesuitica di meditazione e proselitismo e la critica a una tecnica puntata alla conquista di potere e di influenza sul mondo. Il difetto è di sceneggiatura, non di regia, e rischia di far scivolare il rigore nella rigidità. Ingombrante colonna musicale degli Alter Ego e Carlo Crivelli. Fotografia: Mario Amura.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 6 luglio 2015
stefano capasso

Andrea ha una vita agiata, ha tutto ma sente che gli manca la capacità di amare. Entra in un seminario gesuita su in isolotto di Venezia e li comincia a confrontarsi con se stesso con i superiori e con gli altri novizi In memoria di me di Saverio Costanzo è un film austero come è richiesto dal tema trattato. Ambientato tutto negli interni del convento affronta il tema della spiritualit [...] Vai alla recensione »

sabato 23 ottobre 2010
Nalipa

di Furio Moniceli che si é dedicato alla letteratura dopo un'esperienza come novizio gesuita. E' un film  "spesso", che arriva ad ognuno in modo differente, ma arriva. Non vuole dire niente di più di ciò che dice perchè anche se non come novizi tutti gli esseri cercano in qualche momento dell'esistenza una sorta di conoscenza di Dio.

giovedì 17 agosto 2017
criticoso

Noioso noioso noioso noioso noioso ... e pure ossessivo. Un po' di  ermetismo ed espressionismo gli danno un'aria intellettuale. L'ho visto tutto chiedendomi di tanto in tanto: "Sono un po' masochista o semplicemente testardo?"

Frasi
Sopportare quel che siamo è la prima carità.
Una frase di Il padre superiore (André Hennicke)
dal film In memoria di me - a cura di Stella
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

"Perché ha mentito?",domanda Andrea (Cristo Jivkov) al padre maestro (Marco Baliani), nella prima parte di In memoria di me (Italia, 2007, 115’). Fausto (Fausto Russo Alesi) ha lasciato nella notte il convento, ribellandosi alla sua pretesa di costruire coscienze “separate” dall’imperfezione della vita. «Dio lo si incontra nel peccato, non prima e non dopo»: così aveva detto qualche ora prima.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Ne abbiamo parlato solo qualche settimana fa dal festival di Berlino dove l'opera seconda di Saverio Costanzo rappresentava l'Italia, unico film, al concorso per l'Orso d'oro. Non ha vinto ma ha lasciato il segno. La prima cosa da dire è questa. È un film e Costanzo un autore che ricordano una questione importante. Quella della specificità del cinema e della sua diversità da altre forme di comunicazione, [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 febbraio 2007
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un monastero che anziché offrire elevazione e riparo diventa replica, sostituto, involontaria imitazione del mondo. Un pugno di novizi che cercano risposte ai loro più lancinanti rovelli interiori, ma finiscono per ricordare gli allievi di tanto cinema e letteratura sui collegi, dal Musil dei Turbamenti del giovane Toerless al Bellocchio di Nel nome del padre.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un film interessante, raro. Ben fatto, eppure ingannevole. La religione c'entra poco, anche se il titolo riproduce le parole di Gesù istitutive dell'Eucarestia («Farete questo in memoria di me»), anche se la vicenda si svolge in un convento veneziano che sembra piuttosto un luogo interiore. Un giovane bello e intelligente in cerca di equilibrio partecipa al noviziato, un periodo di esercizi spirituali [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

È un'ambiziosa opera seconda, grondante suggestioni non solo teologiche, In memoria di me, film spericolato di Saverio Costanzo. Romano, scienziato della comunicazione, allievo di Abruzzese, Costanzo s'è fatto poi le ossa tra gli italoamericani di Brooklyn e ha vinto il Pardo d'oro di Locarno e rischiato l'Oscar con il film d'esordio, parlato in arabo e ebraico: Private, un altro sguardo sulla resistenza [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

La meglio gioventù? Romanzo criminale? Il mucchio (poco) selvaggio di Ozpetek? Macché. Il gruppo più anomalo e rivelatore del cinema italiano di questi anni rischia di essere quello riunito da Saverio Costanzo. Un pugno di novizi e di religiosi, tutti insieme spassionatamente, chiusi in convento nella laguna di Venezia, isola su un'isola. Per imparare, certo.

Roberta Ronconi
Liberazione

Un giovane dal futuro promettente, Andrea, uno di quelli con tutti i numeri giusti per riuscire nella vita, decide di ritirarsi in convento e di tentare la strada del noviziato, còlto da una crisi più esistenziale che mistica proprio nel momento del massimo successo. Ma le rigide regole della comunità gesuitica in cui decide di ritirarsi trasformano presto ai suoi occhi il monastero in un luogo denso [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Della vita precedente di Andrea non sappiamo nulla. Un vuoto, un non senso da cui il giovane protagonista di ln memoria di me sembra uscire attonito. Un peso che si legge sul suo volto, percorso da sottili angosce, esacerbato dagli occhi spesso colmi di lacrime. Il film di Saverio Costanzo, interamente girato sull'sola di San Giorgio, a Venezia, vive attorno ai trasalimenti di questo volto, specchio [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Saverio Costanzo non è un regista facile da inquadrare. Non solo perché sinora ha al suo attivo solo due titoli. Il primo, Private, ha ottenuto premi e ottime recensioni. Il secondo, In memoria di me, si affaccia ora in cerca del pubblico. Un pubblico disposto a essere intrattenuto con intelligenza e sensibilità. Siamo di nuovo, come per Private, in uno spazio circoscritto, questa volta il seminario [...] Vai alla recensione »

Callisto Cosulich
Left

Esiste almeno un punto di contatto fra Private e In memoria di me, i due film sinora realizzati da Saverio Costanzo, così dissimili da sembrare diretti da registi di scuole diverse. Entrambi, infatti, immergono la rispettiva vicenda in un ambiente nel quale la convivenza risulta assai problematica: in Private le coabitazioni tra militari israeliani, inviati a occupare una casa, e i civili palestinesi, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un titolo dal Vangelo. Citato rifacendosi a quelle parole che, ad ogni Messa, tutti i sacerdoti pronunciano dall'altare subito dopo la Consacrazione: in mei memoriam facietis, «in memoria di me». Se ne serve, in questa sua opera seconda, Saverio Costanzo che, per sua fortuna, si ispira quasi solo di riflesso a un mediocre romanzo, uscito qui da noi nei Sessanta, di cui comunque riprende la cornice, [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Saverio Costanzo affronta con In memoria di me un tema ostico: le ragioni che portano una persona a fare scelte radicali tali da coinvolgere, in un solo gesto, la sfera interiore, intima, spirituale con quella esteriore, la messa in atto. Nel caso di In memoria di me la scelta riguarda il noviziato per l'avviamento al sacerdozio. I protagonisti di questa impresa sono tre giovani che si ritrovano, portati [...] Vai alla recensione »

Jean-Luc Douin
Le Monde

Brillant mais en pleine crise existentielle, déterminé à se trouver une raison de vivre et à "avoir quelque chose à donner", un jeune homme entre dans une communauté de novices jésuites. Apprentissage qui le mènera à la prêtrise après une période d'initiation au silence et à la prière, ainsi qu'aux règles de l'ordre, a priori désarmantes. Le père supérieur lui explique que rapporter les fautes d'un [...] Vai alla recensione »

Antonio Bibbò
Il Mucchio

Il giovane Andrea entra in seminario, trascinato da una vocazione non incrollabile, e trova intorno a sé la freddezza delle gerarchie e gli sguardi delatori degli altri novizi. Una denuncia fin troppo chiara delle modalità di reclutamento dei sacerdoti, attenti alla parola del Signore, ma chiusi in un inattaccabile silenzio reciproco. Chiarezza eccessiva e lunghezza rappresentano proprio i maggiori [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Un film arduo e meditativo, squassato dalle ambiguità dell'obbedienza a chi deve insegnare a darsi agli altri incondizionatamente. Mentre sul mistero della vocazione striato dalle pulsioni omosessuali (con tanto di bacio controverso tra il novizio eretico e il Padre Superiore) e sui modi opposti d'intendere il Vangelo incombe la cappa sonnambolica del silenzio perpetuo.

Maurizio Cabona
Il Giornale

D'un film ambizioso e problematico come In memoria di me di Saverio Costanzo, si è scritto soprattutto il bacio finale che un novizio demotivato (Filippo Timi) dà al padre superiore (Andre Hennické) di un convento. Se il bacio non ci fosse il film ci sarebbe egualmente e sarebbe anche più insolito. Lo scandalo della vicenda non è in un'ipotetica, mesta gayezza, ma nell'aver reintrodotto nel nostro [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Saverio Costanzo dichiara nelle interviste – genere letterario da non prendere alla lettera, ma quando la stessa frase si rincorre virgolettata su vari quotidiani, e nessuno la smentisce, finisce per fissarsi in testa – che "la giovinezza nel suo caso ha saltato un giro". Accantonate le ciance quotidiane che occupano i trentenni, preferisce meditare sulle Grandi Questioni: il conflitto tra arabi e [...] Vai alla recensione »

winner
miglior montaggio
Nastri d'Argento
2007
winner
miglior sonoro in presa diretta
Nastri d'Argento
2007
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