I Am Not Your Negro

Film 2016 | Documentario +13 95 min.

Titolo originaleI Am Not Your Negro
Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneUSA, Francia
Durata95 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diRaoul Peck
AttoriSamuel L. Jackson .
Uscitamartedì 21 marzo 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneWanted
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,44 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Raoul Peck. Un film Da vedere 2016 con Samuel L. Jackson. Titolo originale: I Am Not Your Negro. Genere Documentario - USA, Francia, 2016, durata 95 minuti. Uscita cinema martedì 21 marzo 2017 distribuito da Wanted. Oggi al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,44 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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I Am Not Your Negro
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Lo scrittore James Baldwin si è sempre occupato del razzismo in America. Il documentario prende in esame la sua opera. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar. Al Box Office Usa I Am Not Your Negro ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 6,9 milioni di dollari e 710 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,44/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,88
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ

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Un'opera folgorante, ampia e profonda sulla filologia dell'identità-del-diverso e dei conflitti ad essa collegati.
Recensione di Anna Maria Pasetti
giovedì 16 febbraio 2017
Recensione di Anna Maria Pasetti
giovedì 16 febbraio 2017

Pensato in una vita e lasciato ai posteri come manoscritto incompleto, "Remember This House" di James Baldwin non è mai stato pubblicato. Raoul Peck ne ha acquisito i diritti per realizzarne un documentario "testamentario" sulla secolare questione dei neri, mescolando materiali d'archivio al proprio girato sullo sfondo dell'inedito testo letto da Samuel L. Jackson. Aveva uno sguardo indimenticabile James Baldwin. Forse per questo Raoul Peck l'ha messo in primo piano sulla locandina del suo film I Am Not Your Negro, gemma preziosa estratta - e rielaborata con cura - dalla miniera d'oro degli scritti del grande attivista/pensatore/scrittore nato ad Harlem nel 1924 e morto in Francia trent'anni fa.

Il viaggio del regista haitiano - e nero - sulle tracce inedite di Baldwin inizia con una carrellata longitudinale sotto una delle soprelevate di New York, di quelle destinate a confluire in un ponte. Non è un caso: ciò che Peck si appresta a mostrare è il non facile collegamento fra quel manoscritto frammentario di 50 anni fa e l'attualità, dimostrando quanto sia drammaticamente pertinente.

Partendo dalle apparizioni dello stesso Baldwin in diversi tv show americani e in alcune lezioni universitarie, il materiale selezionato e montato dal regista si arricchisce di un collage di sequenze cinematografiche estratte da i film che - nel bene o nel male - hanno forgiato l'immaginario collettivo dell'identità dei "blacks", anzi, dei "negri" ricordando la radice etimologica del termine "nero" riferita alle tenebre, alla morte. "Io stesso fin da piccolo - ricorda Baldwin letto da S. L. Jackson - ero talmente invaso da immagini di bianchi che uccidono gli indiani nei Western da rendermi conto che come 'nigger' ero l'indiano della situazione, il diverso, il nemico".

Inedita quanto importantissima, la quest di Raoul Peck ereditata dal suo mentore è proprio relativa all'identità dell'essere nero, travisata dalla Storia raccontata dai vincitori. Già, perché, ricorda sempre Baldwin, "Il mondo non è bianco, né lo é mai stato. Bianco è solo il colore del potere". Lo spunto storico dei ragionamenti contenuti in "Remember this House" furono le vite e le morti (per omicidio) dei tre grandi leader della battaglia per la parità dei neri, diversamente manifestata in Medgar Evers, Malcom X, e Martin Luther King. Le tre figure emblematiche servono da fili conduttori cronografici ma anche emblematici di un agire differente rispetto a cause pressoché uguali.

È un fatto ricordato nel doc di Peck, che Baldwin non aderì mai alla violenza delle Black Panthers, giacché amava cambiare le coscienze dall'interno, come si evince dai suoi illuminanti interventi (spesso scontri) televisivi. Quel "Your" del titolo voluto dal regista per questo folgorante film, può facilmente intendersi come "of the whites" (dei bianchi, ndr), nell'ottica di una eterna rielaborazione della Storia vista dai neri di tutto il mondo, a partire dagli African-American. In tal senso viene ancora in soccorso uno statement basilare del pensatore di Harlem: "La storia dei negri d'America è la storia dell'America. E non è una bella storia".

Documentario costruito in una forma orientata ad esaltare gli importanti contenuti, sarebbe limitante affermare che I Am Not Your Negro è un film contro il razzismo perché esso va ben oltre come ampiezza e profondità: è un'opera sulla filologia dell'identità-del-diverso e dei conflitti ad essa collegati. In questo senso, chiaramente, diventa un caposaldo sulla necessità scientifica all'uguaglianza di ogni essere umano rispetto a ogni tipo di diritto, e dunque un manifesto che condanna senza esitazione le politiche che rifiutano accoglienza e integrazione, con un speciale occhio punitivo sul "Paese più fortunato di tutti gli altri ma che, rispetto agli altri, si è comportato più irresponsabilmente". Parole di fuoco pronunciate mezzo secolo fa ma che sembrano dirette all'attuale amministrazione Trump.

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FOCUS
INCONTRI
mercoledì 22 marzo 2017
Emanuele Sacchi

Una visione quasi disturbante nella sua acuta capacità di denuncia. I Am Not Your Negro di Raoul Peck è destinato a mettere in crisi ogni nostro preconcetto, anche il più recondito, invitandoci a ripensare e riosservare la nostra educazione, anche cinematografica, alla luce di una implicita questione razziale.

Lo spunto che ha messo in moto il lavoro di Peck è l'opera di James Baldwin, romanziere e saggista che negli anni della contestazione ha rappresentato una delle principali voci dei diritti degli afroamericani, alternativa, ma in parte convergente, alla rabbia di Malcolm X e alla mano tesa del reverendo King.

Attraverso un meticoloso lavoro di editing, Peck riassembla le parole di Baldwin e le affida alla voce di un Samuel L. Jackson, che lavora sorprendentemente di sottrazione. Le immagini scelte per accompagnare le parole di Baldwin massimizzano l'effetto sullo spettatore, invitandolo a riflettere sulla sua immunità dal pregiudizio razziale. Difficile uscire indenni e privi di colpe dalla visione di I Am Not Your Negro. Di questo parliamo con Raoul Peck, regista del film.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 1 aprile 2017
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il mondo non è bianco. il bianco è la metafora del potere. Non le mandava a dire James Baldwin, eroe del documentario girato dall'haitiano Raoul Peck. "La prossima volta il fuoco" era il titolo di un altro suo libro: una lettera scritta alla nipote nel centenario dell'emancipazione. Nel 1948, aveva 24 anni vissuti nella miseria, scagliò un bicchiere contro un barista che serviva i neri e decise di [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 marzo 2017
Alessandra De Luca
Avvenire

A partire dal testo incompiuto Remember this house di James Baldwin, il documentario di Raoul Peck esplora l'evoluzione delle lotte razziali negli Stati Uniti negli anni successivi all'assassinio di tre leader per i diritti civili -Medgar Evers, Malcolm X e Martin Luther King- fino a oggi. Video e immagini ritraggono lo scrittore durante i suoi discorsi pubblici con i quali analizza la questione razziale [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 marzo 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Negro chi? Memoria storica, immaginario popolare e lotta culturale, ovvero le parole dello scrittore James Baldwin (l'incompiuto Remember this house), la voce narrante di Samuel L. Jackson e la regia dell'haitiano Raoul Peck: obiettivo, far deflagrare convenzioni e rappresentazioni, usando il repertorio per ariete, la libertà per dispositivo. Candidato all'Oscar, premiato dal pubblico alla Berlinale, [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 marzo 2017
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Remember This House è il titolo del libro che James Baldwin intendeva dedicare ai tre grandi leader del movimento per i diritti civili, e suoi amici, Medgar Evers, Martin Luther King e Malcolm X. Le uniche 30 pagine di quel libro, che Baldwin scrisse prima di morire, nel 1987, sono al centro del nuovo, magnifico, film di Raoul Peck, l Am Not Your Negro, testo altissimo, di cinema, poesia e politica, [...] Vai alla recensione »

NEWS
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martedì 21 marzo 2017
 

Pensato in una vita e lasciato ai posteri come manoscritto incompleto, "Remember This House" di James Baldwin non è mai stato pubblicato. Raoul Peck ne ha acquisito i diritti per realizzarne un documentario "testamentario" sulla secolare questione dei [...]

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