La foresta dei sogni

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Un film di Gus Van Sant. Con Matthew McConaughey, Naomi Watts, Jordan Gavaris, Ken Watanabe, Katie Aselton.
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Titolo originale The Sea of Trees. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. - USA 2015. - Lucky Red uscita giovedì 28 aprile 2016. MYMONETRO La foresta dei sogni * * 1/2 - - valutazione media: 2,65 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato nì!
2,65/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * - - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * * - -
Due uomini sperduti nella foresta ai piedi del monte Fuji cercano una via per uscire da una strada di non ritorno.
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primo piano
Un film in cui la morte, o il desiderio della morte, non sono che il controcampo di un dramma matrimoniale, ricomposto con orchidee, fantasmi e segni dall'aldilà
Marzia Gandolfi     * * - - -
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TROVASTREAMING

C'è una foresta ai piedi del monte Fuji dove le persone si 'perdono', lasciandosi dietro la vita e i suoi affanni. Qualche volta ci ripensano e ritornano sui loro passi seguendo il filo sottile che ancora li lega al mondo o seguendo come Hänsel e Gretel le briciole della loro esistenza. Arthur Brennan, professore di fisica e ricercatore scientifico, ha deciso di suicidarsi e di infilare il sentiero che conduce a Aokigahara. A un passo dal gesto definitivo, Arthur incrocia il destino di un altro uomo. Ferito e smarrito, Takumi Nakamura è stato dequalificato al lavoro e vuole pagare con la vita il disonore. Poi cambia idea. I polsi incisi ma la volontà ricucita, cerca la via per uscire dalla foresta. Lo accompagnerà Arthur, rimandando il suo dolore e trovando un nuovo domani.
Non è la prima volta che Gus Van Sant approccia la morte, la morte come evento contingente in Elephant, come incidente accidentale in Paranoid Park, come suicidio in Last Days, come evaporazione nel deserto di Gerry, come messa in scena in L'amore che resta.
La foresta dei sogni è ascrivibile a quest'ordine e prosegue il viaggio verso la fine. Lontano dal romanticismo poetico di L'amore che resta, che aveva ribadito magnificamente la relazione cinema e trapasso, La foresta dei sogni sembra parodiarne la grazia svolgendo una banale love story, la storia d'amore di una coppia minacciata da una sparizione imminente. Come i suoi protagonisti, Gus Van Sant perde l'orientamento e realizza un film difficile da collocare dentro una filmografia da sempre divisa tra industria hollywoodiana e indipendenza.
Perché La foresta dei sogni è sprovvisto della libertà creativa del suo cinema 'adolescenziale', dell'energia politica e sessuale di Milk, del cuore popolare e dell'equilibrio emotivo di Will Hunting, dove il rischio di deragliamento stucchevole era scongiurato con un effetto di 'messa a distanza'. In La foresta dei sogni la morte, o il desiderio della morte, non sono che il controcampo di un dramma matrimoniale, ricomposto con orchidee, fantasmi e segni dall'aldilà. Lontano dalla singolarità lirica e dallo splendore plastico del suo cinema, La foresta dei sogni 'suicida' l'autore e la sua irriducibile volontà di inventare la propria libertà contro le strade tracciate. Nel percorso verso il precipizio lo accompagna Matthew McConaughey, ingombrante ed eccedente al centro del film e dell'inquadratura. Le proprietà autoriali dell'attore, gonfiate dalla regia, esasperano un (melo)dramma impersonale che sacrifica sull'altare e nella foresta Ken Watanabe, spirito esotico e incarnazione della moglie perduta di Naomi Watts. Il magnifico e fatale labirinto di Aokigahara, che come il deserto di Gerry 'brucia' la vita, rimane un luogo pigro e inerte, uno sfondo passivo e disinnescato. Dentro la foresta e dentro il paesaggio desolato dell'anima del protagonista, piegato dai sensi di colpa, a mancare è il confronto dello spazio col corpo. A mancarci è la sensazione d'infinito di Gerry, il paesaggio era filmato come una superficie lunare da una steadicam virtuosa, che travolgeva lo spettatore e confondeva la sua percezione del tempo.
In Gerry come in Elephant Van Sant interrogava le dimensioni fondamentali che costituiscono la vita e il cinema, lo spazio e il tempo, in La foresta dei sogni diversamente non esistono gradi di libertà disponibili per il movimento e il film finisce per eludere la questione metafisica che si propone: che cosa prova l'uomo davanti alla propria fine? La foresta dei sogni non si interroga e non ci interroga, abbandonandoci ai bordi della foresta a ripensare il cinema di Gus Van Sant, città perduta e terra d'esilio.

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TROVASTREAMING
LA FORESTA DEI SOGNI
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Inpiegabile critica verso un bel film

sabato 30 aprile 2016 di Jujitsu

Sinceramente non riesco a capire per quale motivo il film sia stato criticato cosi aspramente da tutti questi bravi giornalisti cinematografici! Ho visto pellicole ben peggiori e "La foresta dei sogni" non si avvicina nemmeno lontanamente alle suddette. La storia si svolge in un posto mistico e misterioso sul quale finalmente qualcuno ha dedicato del tempo per farci un film. Narra di un argomento che è attuale e reale, il suicidio, i problemi di coppia,cose che accadono tutti continua »

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Alberi, purgatorio e riflessioni

sabato 30 aprile 2016 di pao_1093

Può essere odiato come amato. Film che annoia o prende e non ti molla più. Personalmente l'ho trovato diverso da tutti gli altri generi che vogliono a loro modo raccontare una storia d'amore in difficoltà e la relazione che c'è con la vita. Forse un po' onnipresente la figura di Matthew che oscura il grande Watanabe ma di sicuro non sfigura l'attore americano. Frasi ad effetto e dettagli che lasciano presagire qualcos altro oltre alla semplice apparenza. Buon film, non un capolavoro ma se riesce continua »

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Non imperdibile, ma bistrattato eccessivamente

sabato 30 aprile 2016 di Marco Michielis

Se Gus Van Sant e il suo cinema sono di vostro gradimento, vi consiglio di andarlo a vedere. Vi ritroverete alcuni dei suoi temi e molti dei suoi stilemi e situazioni preferite (su tutte, l'errare senza meta dei due protagonisti e i dialoghi decisivi davanti al fuoco), seppur privi del vigore e dello spessore che assumono nei suoi film precedenti. In caso contrario, invece, "La foresta dei sogni" è certamente un film non indimenticabile, con una sceneggiatura assai povera e scarna la cui intrinseca continua »

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Van sant delude

martedì 3 maggio 2016 di Filippo Catani

Un professore di scienze sconvolto dalle ultime vicende familiari si reca in Giappone in una foresta in cui solitamente si ritirano coloro che vogliono suicidarsi. Allora cerchiamo di non buttare via il bambino con l'acqua sporca anche se il giudizio rimane piuttosto negativo. La trama in se sarebbe anche accattivante e resa ancor più migliore dalla presenza del solito ottimo McCounaghly coadiuvato da Watanabe e Watts. L'ambientazione nella foresta giapponese è molto forte continua »

matthew mcconaughey
"C'é sempre un momento che ti cambia per sempre la vita e che ti sbatte a terra e ti ricorda che cos'é che conta davvero!"
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DVD | La foresta dei sogni

Uscita in DVD

Disponibile on line da sabato 15 ottobre 2016

Cover Dvd La foresta dei sogni A partire da sabato 15 ottobre 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La foresta dei sogni di Gus Van Sant con Matthew McConaughey, Naomi Watts, Jordan Gavaris, Ken Watanabe. Distribuito da CG Entertainment. Su internet La foresta dei sogni è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 14,99 €
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GALLERY | In concorso anche Mon Roi.

La passione di Cate Blanchett per Todd Haynes

domenica 17 maggio 2015 - a cura della redazione

Festival di Cannes 2015, la passione di Cate Blanchett per Todd Haynes Al Festival di Cannes continuano le giornate dei grandi autori. Dopo Nanni Moretti e Gus Van Sant, protagonisti della giornata di ieri con Mia madre e The Sea of Trees, in concorso oggi è il regista indipendente Todd Haynes con Carol, adattamento del romanzo omonimo del 1952 di Patricia Highsmith. Dopo Io non sono qui (in cui interpretava Bob Dylan) il regista americano torna a dirigere Cate Blanchett, questa volta nei panni di una sofisticata donna newyorkese degli anni Cinquanta in crisi matrimoniale, la cui vita viene sconvolta dall'incontro con una diciannovenne (Rooney Mara), di cui si innamorerà.

   

Anime inquiete a Aokigahara, viaggio sulla collina dei suicidi

di Giulia D'Agnolo Vallan Il Manifesto

La foresta dei sogni (prima mondiale a Cannes 2015) condivide con un altro film recente di Gus Van Sant, L'amore che resta (Cannes 2011), il genere - melodramma (espresso attraverso due protagonisti uniti da un'affinità con la morte) - e una struttura drammatica più tradizionale di quella di Elephant, Paranoid Park e Last Days, che rimane il suo film più bello e originale da parecchi anni a questa parte. La libertà narrativa e formale, la sensualità dolorosa, la profonda affezione e fascinazione erotica per i personaggi di quei film manca pesantemente in questo nuovo lavoro che inizia con Matthew McConaughey che prende un volo per Tokio- solo andata. »

Se Van Sant parte sul piede sbagliato

di Alessandra Levantesi La Stampa

Presentato lo scorso maggio a Cannes, La foresta dei sogni ha avuto pessima accoglienza, come sulla Croisette di rado accade. Pur non aduso ai «buh», anzi essendo cineasta assai amato dal pubblico dei festivalieri, Gus Van Sant magari avrà preso la cosa con filosofia. In fondo aveva dichiarato: «Un film... iniziato il martedì risulterebbe diverso se iniziato il mercoledì... Quando cominci con il piede sbagliato, finisce che rovini tutto». Ma qual è in questo caso il piede sbagliato? Il titolo si riferisce alla foresta di Aokigahara alle pendici del monte Fuji, in fama di essere abitata da fantasmi e meta prediletta di aspiranti suicidi, tanto che nella sua fitta boscaglia spuntano cartelli del tipo «Hai una vita sola, prenditene cura». »

E Gus Van Sant si perde nella Foresta giapponese

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

La foresta di Aokigahara, 35 kmq di rocce vulcaniche e caverne, attrae ogni anno centinaia di persone decise a farla finita. Tanto che il governo non divulga più i dati sui corpi ritrovati sotto il monte Fuji per non alimentare la sua fama sinistra. In compenso ci sono cartelli che invitano i visitatori a pensare ai loro cari e fare dietrofront. Lo scopriamo subito nel film di Gus Van Sant, quando lo stralunato Matthew McConaughey, dopo aver preso un volo senza ritorno per Tokyo, parcheggia la sua auto accanto ad altre carcasse abbandonate. »

Che pacco la foresta dei suicidi

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Pretenzioso, noiosissimo dramma esistenziale del recidivo trombone Gus Van Sant. Per farla finita, il prof americano Arthur Brennan è volato in Giappone. S'inoltra nella fosca foresta sotto il monte Fuji e s'imbatte in un altro aspirante suicida, il viso giallo Takumi Nakamura. Il pentito Matthew McCounaghey lotta come un pazzo per trovare l'uscita. Fortunatamente più accessibile allo spettatore, pur se intontito. Da Il Giornale, 28 aprile 2016 »

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