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Elephant |
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Un film di Gus Van Sant.
Con Eric Deulen, Alex Frost, Elias McConnell, Timothy Bottoms, Matt Malloy.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 81 min.
- USA 2003.
MYMONETRO
Elephant
valutazione media:
3,48
su
48
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Esce nelle sale il trionfatore a Cannes 2003. Un pugno nello stomaco, Elephant, in cui Gus Van Sant racconta la strage di Columbine che già era stata al centro del clamoroso Bowling for Columbine di Michael Moore lo scorso anno.
![]() Un quadro di desolante vuoto esistenziale racconta una strage reale con stile asciutto e sobrio |
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Giancarlo Zappoli
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Il cinema ha spesso rivisitato la cronaca accentuando magari i tratti piu' spettacolari della realtà. Gus Van Sant compie un'operazione analoga ma di segno opposto. Dopo Michael Moore anche Van Sant riflette sulla strage compiuta da due studenti nei confronti di compagni e professori nel liceo di Columbine negli Usa. Lo fa con un film di breve durata in cui si affida a una macchina da presa che pedina alcuni dei protagonisti che diverranno vittime o assassini quasi fosse una candid camera. Ne esce un quadro di desolante vuoto esistenziale, un tunnel che non ha una luce sul fondo. Non c'è più' neppure la tragedia. La morte per strage si tinge di banale quotidianità.
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premi nomination |
Festival di Cannes 2 0 |
Voyeurismo spinto fine
venerdì 10 ottobre 2003
di Alberto Maria Spezzaferro
I premi, i facili entusiasmi della critica, il clamore. Ormai ci si è fatto il callo. E’ così che constatare con gli occhi l’ingiustificatezza di tutto ciò che ha accompagnato e premesso l’arrivo di Elephant nelle sale italiane, non suscita nessuna sorpresa. (A voler essere sinceri, chi scrive, ritiene che non solo questo film non avrebbe dovuto ottenere alcun riconoscimento, ma addirittura non trova neppure molte ragioni di essere). Alcune considerazioni grette: un film di per sé di breve durata, continua » |
La follia della normalità
mercoledì 15 ottobre 2003
di Rossella
Di una bellezza sconvolgente. durissimo. potrei paragonare il punto di vista del regista, esterno, asettico, al miglior hemingway. nessun tentativo di spiegare, inutile cercare motivazioni a un gesto incomprensibile. Il vuoto della casa di uno degli assassini,una madre della quale non si vede il volto: gli unici indizi, troppo deboli, per cercare di capire le ragioni di una strage immotivata. immagini bellissime: parco autunnale con alberi d'oro, vetrate che riflettono una luce pulita e scintillante. continua » |
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Un elefante
lunedì 2 maggio 2005
di frdb82
Un mare aperto di angoscia contratta e di vuoto. Vedi la continua frustrazione delle aspettative dello spettatore in un film sperimentale in cui per i primi due terzi succede poco o niente e in cui gli stessi avvenimenti vengono riproposti più volte sotto punti di vista differenti, vedi l’ipnosi di una regia atta ad avvolgerci sofficemente in una stasi contemplativa e annichilente, limitandosi semplicemente a registrare la routine di una giornata come le altre, vedi le problematiche nascoste continua » |
La mappatura dello spazio
venerdì 1 settembre 2006
di ggalletti
Forse Gus aveva bene in mente le sequenze di L'anno scorso a Marienbad di Resnais al momento di girare il suo Elephant. Probabilmente ricordava bene quei corridoi vuoti che si aprivano su altri corridoi, quelle parole sfumate che si ripetevano senza senso nelle bocche di ectoplasmatici avventori di un lugubre hotel. L'assenza di identità, l'assenza di memoria. Oltre Resnais: l'assenza di capacità di distinguere, o anche solo interessarsi, a ciò che è bene e ciò che è male; la realtà dal gioco. Eppure continua » |
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| Alex e Eric | |
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Si possono ancora comprare le bandiere naziste? Certo, se sei cretino. |
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DVD | ElephantUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 16 gennaio 2013
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Un cielo denso di nubi nere, e niente altro: su questa immagine si chiude Elephant (Usa, 2003, 81’). Qualche fotogramma prima, Alex (Alex Frost) sta ancora puntando il suo fucile contro due compagni. Gus Van Sant però non li mostra insieme. Le vittime si intuiscono solo, nascoste da una parete che occupa la sinistra dell’inquadratura. Le si sente invocare pietà, le si sente imprecare. Nell’altra metà dello schermo, messo di fianco e a figura intera, sta Alex. Come lui stesso ha detto al culmine del suo “lavoro”, non gli è mai accaduto di vedere «un giorno così brutto e così bello». » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Diario di una mattina qualunque. Ragazzi e ragazze che vanno a scuola, strade ordinate, chiacchiere e litigi, piccoli problemi di ogni giorno. Il banale risveglio di una cittadina americana, come ce ne sono a migliaia. L’inizio di Elephant, di Gus Van Sant, sembra semplicemente l’apertura delle palpebre appena svegli, pronti, anche se come sempre un po’ di malavoglia, a iniziare l’ennesima giornata di lavoro; studio, noie, progetti. Fino a sera, per andare di nuovo a dormire e ricominciare, tutto uguale, il giorno dopo. » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Dopo le esperienze hollywoodiane, Gus Van Sant è tornato alla produzione indipendente. Non che film come Will Hunting o Scoprendo Forrester mancassero di qualità, anzi; solo che Gus, da degno figlio della controcultura americana, è capace di rinunciare ai privilegi della categoria "mainstream" pur di fare esattamente il cinema che vuole. Lo ha dimostrato col precedente Gerry, lo ha ribadito con Elephant, che a Cannes si è aggiudicato in un colpo solo la Palma d'oro e il premio per la migliore regia. » |
di Enzo Natta Famiglia Cristiana
Si può far finta di non vedere un elefante in salotto? Modo di dire tipicamente inglese di fronte a qualcuno che volta deliberatamente le spalle a un problema. Con un esplicito omaggio ad Alan Clarke e a un suo film sulla violenza in Irlanda dallo stesso titolo, un autore, da sempre attento a cogliere le inquietudini del mondo giovanile qual è Gus Van Sant(Drugstore Cowboy, Belli e dannati, Da morire), si serve dello stesso titolo per additare un fenomeno al quale, nonostante l’enormità delle cifre, l’opinione pubblica americana preferisce voltare le spalle. » |
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