Legend

Un film di Brian Helgeland. Con Tom Hardy, Emily Browning, David Thewlis, Christopher Eccleston, Chazz Palminteri.
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Titolo originale Legend. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 131 min. - Gran Bretagna 2015. - 01 Distribution uscita giovedì 3 marzo 2016. MYMONETRO Legend * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,75/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Tom Hardy interpreta il doppio ruolo dei gemelli Ronald e Reginald Kray in un film diretto da Brian Helgeland (sceneggiatore di Robin Hood con Russell Crowe).
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primo piano
Una regia che tradisce a poco a poco un'incertezza nei toni, senza trovare una vera coerenza tematica o stilistica
Paola Casella     * * 1/2 - -

Nell'East End londinese degli anni Sessanta nessun criminale era più temuto e più ammirato dei gemelli Krays. Reginald, detto Reggie, era attraente, elegante, e dotato di un grande senso degli affari. Ronald, detto Ronnie, era "sanguinario e irrazionale", uno psicopatico con tendenze schizofreniche. Il loro rapporto veniva spesso descritto come complementare, ma Legend, scritto e diretto da Brian Helgeland, preferisce esaminarlo attraverso l'ottica dottor Jekyill/Mr. Hyde. Ronnie infatti viene dipinto come la parte animalesca e istintiva che Reggie cerca disperatamente di tenere sotto controllo, senza mai riuscire a liberarsene. Ma nella sua follia Ronnie è più onesto con se stesso e con gli altri - anche nell'affermare apertamente le sue preferenze omosessuali - e più abile nell'afferrare le conseguenze di lungo termine delle azioni e delle scelte del fratello.
La leggenda dei due gangster è già stata raccontata sul grande schermo (in The Krays con Gary e Martin Kemp nel ruolo dei gemelli), ma è la prima volta che un solo attore interpreta Reggie e Ronnie, e quell'attore è nientemeno che Tom Hardy, che finora non ha sbagliato un colpo, da Bronson a Inception, da Warrior a La talpa, da Il cavaliere oscuro a Locke a Mad Max: Fury Road. Purtroppo però questa volta Hardy azzecca solo metà della sua interpretazione, insinuando il sospetto di essere un meraviglioso prim'attore ma di non sapersi adattare al ruolo di caratterista: se nei panni di Reggie infatti Hardy non perde una sfumatura, creando il ritratto complesso e contradditorio di un uomo che nominalmente punta al successo "in chiaro" ma in realtà non sa rinunciare all'adrenalina del crimine, in quelli di Ronnie l'attore sconfina nella caricatura, forzando la voce, l'aspetto fisico, la postura per conferire al suo personaggio una componente camp poco adatta ad una trama con pretese di sottigliezza psicologica e di raffinatezza formale. In un certo senso è come se Hardy venisse messo a confronto con il rischio più grosso per la sua carriera: quello di passare dalla naturalezza di animale da palcoscenico alla Marlon Brando, che Hardy cita esplicitamente nel film con la battuta "avrei potuto essere un pugile", ai vezzi esagerati da Actor's Studio che rendono qualsiasi performance poco credibile e molto narcisistica.
Non aiuta il fatto che Helgeland, che ha firmato due sceneggiature da Oscar (L.A. Confidential e Mystic River), racconti la storia dei Kray a fatica, come se attraversasse una crisi identitaria, un po' come i due gemelli. La voce narrante fuor campo della moglie di Reggie, Frances, non aiuta, perché il punto di vista della donna rimane quello della martire dall'inizio alla fine, e interferisce con l'equidistanza fra lei e Ronnie che è una delle chiavi di lettura più interessanti della vicenda. Ronnie e Frances sarebbero infatti gli speculari talloni d'Achille di Reggie a causa sia della loro fragilità che della loro capacità di leggere accuratamente la realtà, benché attraverso le rispettive insicurezze.
Anche la regia, dietro la facciata formalmente impeccabile, tradisce a poco a poco un'incertezza nei toni, che spaziano dal drammatico al comico, da Guy Ritchie a Martin Scorsese (con scazzottate alla Hill e Spencer), senza trovare una vera coerenza tematica o stilistica. La confezione è seducente, complici scenografie e costumi da servizio di moda, accompagnati da un commento musicale che da solo varrebbe il costo del biglietto, ma tutto questo teatro non riesce a veicolare una trama coerente, o anche solo innovativa rispetto ai mille e mille gangster movie in cui due maschi rappresentano l'uno il tentativo di uscire dal crimine, l'altro la necessità "biologica" di rimanerci impantanato.
I dialoghi risentono della matrice letteraria (Legend è basato sul saggio "The Profession of Violence: The Rise and Fall of the Kray Twins") con il risultato che i gangster e Frances si esprimono come libri stampati, dimostrando non solo una cultura che non potevano possedere, ma anche una consapevolezza di sé e una weltanschauung davvero improbabili. Anche l'aspetto "sociologico" della storia, che vuole i Krays eroi popolari perché rivendicavano le loro origini cockney e osavano sfidare il sistema di caste londinese e l'ipocrisia delle forze dell'ordine, è appena accennato e mai sviluppato fino in fondo. Persino la maestria tecnica con cui Helgeland fa coesistere nella stessa inquadratura i gemelli interpretati dallo stesso attore ha il sapore del virtuosismo più che dell'efficacia narrativa. Il risultato è un filmone ridondante: troppe sottotrame, troppi orpelli, e un Tom Hardy di troppo.

Incassi Legend
Primo Weekend Italia: € 254.000
Incasso Totale* Italia: € 382.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 13 marzo 2016
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Inaspettata lentezza e doppia personalità

venerdì 4 marzo 2016 di Revine1995

Sono state queste le prime parole che mi sono venute in mente appena uscito dalla sala (le parole del titolo). Il film racconta la storia dei gemelli Ronald e Reginald Krey, due gangster (come loro stessi si definiscono per l’intera durata della pellicola) che riuscirono a “sottomettere” Londra negli anni 60’. Tom Hardy, interpreta entrambi i Krey, riuscendo, anche in maniera discreta, a mettere in scena due personalità completamente differenti (Ronald, omossessuale continua »

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Hardy da leggenda

giovedì 3 marzo 2016 di filippotognoli

Con "Legend" il 2015 si conferma sempre di piu' come l'anno di Tom Hardy. Dopo "Mad Max fury road" e " Revenant", infatti Hardy aggiunge un'altra interpretazione fantastica, nei panni dei due gemelli londinesi Kray. Il regista e sceneggiatore Brian Halgeland, gia' vincitore di un Oscar x L.A. Confidential, conosce perfettamente le regole x girare un buon Gangster Movie,e le applica con tempi e dialoghi congeniali ad un ottimo Cast. Oltre al gia' citato doppio protagonista, meritano di essere sottolineate continua »

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La leggenda non arriva, ma comunque non delude

venerdì 8 aprile 2016 di Roberto

Regia: Brian Helgeland Cast: Tom Hardy, Emily Browning, Taron Egerton, Colin Morgan. Durata:132 min Genere: Drammatico La pellicola racconta la storia dei gemelli Kray, boss della Londra del 60'. Ronald sarebbe il belloccio di turno, mentre il fratell Reginald è quello strambo. I due collaborano alla perfezione fino quando il primo si innamora della sorella del suo autista. Reginald e il suo compagno, esattamente sono gay , non  portano molto rispetto nei confrronti della continua »

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Un duo di gangsters nella londra degli anni '60

martedì 8 marzo 2016 di Flyanto

Tra le tante storie di gangsters e personaggi legati alla malavita "Legend" racconta quella dei due fratelli gemelli Reginald e Ronald Kray i quali operarono realmente nella Londra degli anni '60. La pellicola presenta così la loro ascesa e la loro caduta iniziando dal momento preciso in cui uno dei due, Ronald, esce dall'istituto psichiatrico per malattie mentali dove era stato rinchiuso. Nel corso degli anni si vede sempre di più crescere il potere e la violenza continua »

Ronald Kray
"Le persone che vivono in una casa di vetro non dovrebbero tirare sassi."
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Reginal Kray
"Il centro del mondo può' essere dappertutto, persino qui nell'East End di Londra."
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Francy
Credetemi se vi dico che mi ci è voluto molto amore per odiarlo come lo odio
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FOCUS | Da Charlie Chaplin de Il grande dittatore a Tom Hardy in Legend, ecco gli attori che hanno interpretato personaggi diversi nello stesso film.

Sosia, copie identiche. i doppi ruoli più belli della storia del cinema.

sabato 5 marzo 2016 - Gabriele Niola

GEMELLI, SOSIA, COPIE IDENTICHE. I DOPPI RUOLI PIÙ BELLI DELLA STORIA DEL CINEMA. Il doppio ruolo è un grande classico del cinema, non è nemmeno una questione di effetti digitali, la compresenza di uno stesso attore in due parti all'interno del medesimo fotogramma è un trucco da fiera degno di Méliès, materia artigianale che si pratica da sempre. Il cinema digitale l'ha solo reso più invisibile. Spesso si tratta di gemelli, più raramente sosia che si incontrano unicamente per le esigenze del film, quasi sempre si tratta della molla utile a tendere l'intreccio. Non a caso la soluzione è abusata più che altro dalla commedia e poi dal cinema di genere.

CELEBRITIES | Ecco chi è il versatile regista che torna al cinema dal 3 marzo con Legend.

L'infaticabile trasformista del noir

mercoledì 2 marzo 2016 - Mauro Gervasini

Brian Helgeland, l'infaticabile trasformista del noir Brian Helgeland, classe 1961, cineasta statunitense di origine norvegese: uno degli unici tre (gli altri due sono Sandra Bullock e il musicista Alan Menken) ad avere vinto contemporaneamente, lo stesso anno, un Oscar e un Razzie (il premio al peggio). A lui capita nel 1998 per le sceneggiature di L.A. Confidential (Oscar) e per quella di L'uomo del giorno dopo, fantadistopico di e con Kevin Costner (con il senno di poi, fin troppo maltrattato). Negli anni '90 pareva scrivere tutto lui. Bulimico, infaticabile, spesso sotto copertura (collabora con Paul Greengrass nello sviluppo di alcuni progetti, partecipa allo script di The Bourne Supremacy ma non lo firma), un personaggio inossidabile tra alti e bassi creativi.

La strana coppia di criminali cool e pazzoidi

di Roberto Nepoti La Repubblica

Anche se ha mancato l'Oscar come miglior attore non protagonista per il perfido Fitzgerald di "Revenant", non si può dire che a Tom Hardy scarseggino le soddisfazioni. In "Legend", realizzato nel suo paese natale, l'attore britannico interpreta ben due parti: Reggie e Ronnie Kray, le cui (autentiche) gesta criminali ebbero come teatro l'East End londinese degli anni Sessanta. Adattamento del libro di John Pearson The profession of violence: the rise and fall of the Krays twins, il film li dipinge nel modo seguente. »

Quei gangster gemelli così uguali e così diversi ma sempre istrioni

di Francesco Alò Il Messaggero

Reginald e Ronald Kray non sono due gangster qualunque. Gemelli omozigoti uguali nell'aspetto ma opposti nell'indole: Reg è riflessivo, aggraziato ed eterosessuale mentre Ron è violento, corpulento e gay. Cresciuti nella Londra più marginale (quartiere East End), diventeranno nei '60 quasi più celebri dei Beatles mettendo a ferro e fuoco la città mentre Reg proverà a sposarsi (film narrato dalla moglie di lui con trucco alla Viale del tramonto) e Ron a calmarsi (quando il fratello gli chiederà perché ha finito a sangue freddo una persona, lo sorprenderà rispondendo: «Perché non posso uccidere te»). »

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Londra criminale. Non esiste a questo proposito storia più clamorosa di quella dei fratelli gemelli Reggie & Ronny Kray. Identici e spietati, i due boss partirono dalla East End fino a "possedere" tutta la Swingin' London e divennero ur'autentica leggenda anche dal 1968 quando furono rinchiusi in carcere praticamente per sempre. Dopo un piccolo e invisibile film molto british sui Kray (con i frateIIi Kemp degli Spandau BalIet) Hollywood ha sentito il richiamo a raccontare la loro esistenza con una pellicola più commerciale. »

Quel noioso doppio gangster

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Quanta (inutile) violenza. Eppure cazzotti e coltellate, con sangue adeguato, sono in nettissima minoranza rispetto all'inesauribile cascata di parolacce. Il film, ispirato a fatti reali, è ambientato nella poco swinging Londra degli anni Sessanta. Protagonisti i gemelli Kray, due ambiziosi gangster divenuti in breve i padroni della zona Est. Li impersona Tom Hardy, con gli occhiali se fa il saggio ileggie, senza quando è lo psicopatico Ron. Una doppia, insopportabile macchietta. Da Il Giornale »

Legend | Indice

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Paola Casella
Pubblico (per gradimento)
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  4° | flyanto
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