Kreuzweg - Le stazioni della fede

Un film di Dietrich Brüggemann. Con Lea Van Acken, Franziska Weisz, Florian Stetter, Lucie Aron, Moritz Knapp.
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Titolo originale Kreuzweg. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 107 min. - Germania 2014. - Satine Film uscita giovedì 29 ottobre 2015. MYMONETRO Kreuzweg - Le stazioni della fede * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
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Maria ha 14 anni. La sua famiglia fa parte di una comunità cattolica fondamentalista e lei ha la ferma intenzione di diventare una Santa.
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Uno dei più interessanti e ambigui percorsi di santificazione umana a metà tra religione e ateismo
Gabriele Niola     * * * * -

Maria è una quattordicenne figlia di una famiglia devota alla Società di S. Pio XII, organizzazione religiosa ortodossa che rinnega le innovazioni del Concilio Vaticano II e rivendica una dimensione stretta e oscurantista del cristianesimo. L'adolescente si trova quindi intrappolata tra le pulsioni della sua età, i corteggiamenti di alcuni ragazzi a scuola e i duri insegnamenti familiari che l'hanno convinta a mantenersi pura nel cuore per il signore. Serve a poco la presenza di una ragazza alla pari, anch'essa religiosa ma in maniera più ragionevole, Maria è convinta che i durissimi rimproveri della madre siano giusti e che il peccato sia ovunque, ad ogni angolo, in ogni parola, in ogni uomo. In armonia con tutto ciò ha infatti preso una decisione che non ha confessato ancora a nessuno.
È scandito in diversi capitoli che hanno come titolo le diverse stazioni della via crucis (come indica il titolo) questo film tedesco di rara limipidità. Si tratta di una dichiarazione d'intenti immediata.
Il cinema ci ha raccontato molto spesso percorsi di santità laica, cioè donne (meno di frequente uomini) che senza alcun interesse o spunto religioso decidono di intraprendere un percorso faticoso, immolandosi in maniere non diverse da quelle tipiche dei martiri poi diventati santi, in una sorta di purificazione laica del proprio animo che è sempre contigua in maniera interessante a quella religiosa. Dietrich Brüggemann compie il percorso opposto e mostra apertamente quel brandello di vita della protagonista di cui si occupa il film come un vero e proprio percorso di santificazione religioso, con l'obiettivo dichiarato fin dalla caratterizzazione bigotta della famiglia di smontare tutto questo, salvo poi tirare un ultimo beffardo calcio nel finale.
Station of the cross non lascia nulla intentato e sembra voler spiazzare lo spettatore ad ogni svolta (o ad ogni stazione) e, mentre lo conduce su un percorso di deduzione dei valori in campo abbastanza semplice (lo capiamo immediatamente, fin dalla prima stazione, chi è la vittima, chi il carnefice e chi l'aiutante), non rinuncia ad instillare dubbi e complicare la questione. Perchè se qualcosa ci dice sul cinema questo film colmo di insofferenza per la religione, è che esso non deve essere come la fede, non deve vivere di dogmi e non deve convincere nessuno delle proprie tesi; il regista non è un prete che evangelizza le proprie tesi ma un uomo che racconta storie con l'obiettivo di mettere in crisi (quindi far riflettere lo spettatore).
A tutto vantaggio e rispetto di Dietrich Brüggemann poi va il fatto che sebbene giri il suo Station of the cross in piccoli quadri (raramente le scene di ogni singola stazione contengono un montaggio che non sia interno), con una forma quindi austera, rispettosa delle rigide strutture rappresentate nel racconto nonchè inquadrata dentro un racconto che mette in scena l'immobilismo umano e l'unica forza (quella dell'ingenuità) in grado di scoperchiarne la violenza orrenda, riesce lo stesso a non rinunciare ad una forma peculiare di umorismo grottesco. Non rinuncia cioè alla complessità del mondo che anche quando mostra la sua faccia più tragica non riesce ad evitare il ridicolo insito nella vita di ognuno.

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Premi e nomination Kreuzweg - Le stazioni della fede

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nomination
Festival di Berlino
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Histoire de...marie

venerdì 13 marzo 2015 di gianleo67

Indottrinata secondo i precetti di un rigido cattolicesimo che rifiuta le concessioni pastorali del Concilio Vaticano Secondo e dal severo ambiente familiare animato dallo stesso spirito, la giovane Maria si accinge ad accogliere il sacramento della Conferma come un momento cruciale di una vita che ritiene di dover sacrificare per amore del Signore. Divisa tra i turbamenti di un'adolescenza che reclama affetti e piccole vanità e le restrizioni di una disciplina morale mortificante e repressiva, continua »

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La negatività di tutto ciò che è un eccesso

giovedì 5 novembre 2015 di Flyanto

"Kreuzweg", che letteralmente significa "le stazioni dell via crucis", come la traduzione italiana del titolo del film, è un'opera molto cruda per ciò che riguarda la vicenda in sè ed ovviamente per la rappresentazione e la conseguente condanna di ciò che determina, appunto, la storia stessa. La protagonista è una ragazza adolescente di nome Maria la quale si sta preparando per ricevere il sacramento della Cresima. Ella vive con una continua »

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La religione opinabile...

lunedì 9 novembre 2015 di Enrike B

L'argomento intorno a cui ruota il film sembra essere la religione, ma in verità è un flim che ne trae solo spunto. Il film è scandito dalle stazioni della via Crucis di Gesù e ogni titolo racchiude perfettamente il senso della situazione ricreata. Ecco così che la protagonista attraversa la propria via crucis, in cui lei si lascia guidare dai propri estremismi religiosi in contrapposizione ai suoi genitori, uguali estremisti della stessa religione: geniale continua »

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Un film che fermenta

venerdì 27 novembre 2015 di NERONE BIANCHI

L'architettura del film è davvero molto bella, denota la mano profonda di chi l'ha disegnata. Le vicende di un'adolescente vittima di uno dei tanti fondamentalismi, in questo caso quello cattolico, viene raccontata attraverso le 14 stazioni della Via Crucis, e le similitudini, man mano che il film va avanti, diventano davvero inquietanti. Impressiona la bravura della protagonista, una ragazzina credo di quindici anni, ma tutto il cast è perfettamente nei ruoli. La vicenda è significativa e ci mette continua »

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VIDEO | Una clip in esclusiva di Kreuzweg - Le stazioni della fede, Orso d'Argento per la Sceneggiatura a Berlino 2014. Dal 29 ottobre al cinema.

Si può amare dio e la musica pop?

venerdì 23 ottobre 2015 - a cura della redazione

Si può amare Dio e la musica pop? Maria è una giovane adolescente di quattordici anni che appartiene, insieme alla sua famiglia, a una comunità cattolica fondamentalista di stampo radicale. Frequenta il mondo moderno come ogni ragazza della sua età, ma il suo cuore è devoto a Gesù e lei è determinata a mantenersi pura per lui, seguendo l' esempio di tutti quei bambini di cui parla Padre Weber a catechismo, che, fin da piccoli, sentono la "chiamata" del Signore e diventano santi. Soltanto Christian, un compagno di scuola, sembra turbare i suoi propositi: quando la invita a cantare soul e gospel nel coro di una parrocchia vicina.

   

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