Non sposate le mie figlie!

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Un film di Philippe de Chauveron. Con Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau.
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Titolo originale Qu'est ce-qu'on a fait au bon Dieu?. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 97 min. - Francia 2014. - 01 Distribution uscita giovedì 5 febbraio 2015. MYMONETRO Non sposate le mie figlie! * * 1/2 - - valutazione media: 2,64 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,64/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * - - -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Il fenomeno cinematografico che ha incassato oltre 12 milioni di spettatori in Francia.
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primo piano
Commedia francese che gioca sull'identità, la differenza, la religione, il razzismo e naturalmente i matrimoni misti
Marzia Gandolfi     * * 1/2 - -

Claude e Marie Verneuil sono una coppia borghese, cattolica e gollista. Genitori di quattro figlie, tre delle quali coniugate rispettivamente con un ebreo, un arabo e un asiatico, vivono nella loro bella proprietà in provincia e pregano dio di maritare la quarta con un cristiano. La loro preghiera viene esaudita. Euforici all'idea di celebrare finalmente un matrimonio cattolico, ignorano che Charles, il futuro marito della figlia minore, ha origini ivoriane. Alla delusione si aggiunge l'animosità del padre di Charles, ex militare intollerante e insofferente alla colonizzazione europea dell'Africa. Tra provocazioni, alterchi e vivaci scambi di vedute, l'amore avrà naturalmente la meglio.
Nel 1967 in America usciva il film di Stanley Kramer, Indovina chi viene a cena?, una storia d'amore 'in bianco e nero' (ma a colori) che sceglieva il registro della commedia per parlare di un conflitto in quegli anni tutt'altro che risibile: l'incrocio sessuale delle razze. Se il padre di Spencer Tracy doveva lottare con la propria coscienza e col medico nero di Sidney Poitier, che chiedeva consenso e benedizione per sposare la sua Joanna, monsieur Verneuil ha deposto le armi e accettato di buon grado i matrimoni delle sue figlie con l'altro, con gli altri. A Claude e Marie Verneuil non resta adesso che una cena in città in cui accomodare l'ultimo genero, finalmente cattolico e già adorato perché si chiama Charles, come il presidente de Gaulle. Ma il loro Charles, nero, ivoriano e in procinto di sposare la loro quarta figlia, è la goccia che fa traboccare il vaso e il razzismo ordinario che sta alla base del successo della commedia multietnica di Philippe de Chauveron.
Commedia francese che gioca sull'identità, la differenza, la religione, il razzismo e naturalmente i matrimoni misti, parlando ai comunisti e ai gollisti, o più genericamente alla sinistra e alla destra. Muovendosi nemmeno troppo sottilmente tra immigrazione e integrazione, tra antisemitismo e globalizzazione, materia di ardente attualità nella società francese, Non sposate le mie figlie esibisce cliché e tabù e sviluppa l'opinione rimarcata dal personaggio di David Benichou secondo cui siamo tutti in fondo un po' razzisti. Soprattutto gli uomini, le donne viceversa nel film sembrano meno permeabili ai pregiudizi e istintivamente inclini alla tolleranza e all'alterità. Grande successo della stagione cinematografica francese appena trascorsa, Non sposate le mie figlie ha raccolto (ap)plauso e consenso anche fuori dai confini nazionali, in virtù della regia, della sceneggiatura, della performance attoriale ma soprattutto del tema sociale svolto, che trova eco in altri territori di immigrazione.
Lontano dalla temperata ironia di Indovina chi viene a cena?, Non sposate le mie figlie condivide nondimeno col film di Kramer, uno, due, tre e quattro generi rassicuranti. Generi a cui le due commedie assicurano un normale statuto sociale e professionale, ieri nel segno di un avvenuto integrazionismo kennedyano, oggi in quello dell'immigration choisie (l'immigrazione selettiva e discriminatoria), predicata da Nicolas Sarkozy durante la campagna presidenziale del 2012. Immigrazione che privilegia i lavoratori qualificati e utili all'economia nazionale, proprio come i generi di monsieur Verneuil, imprenditori, avvocati, banchiere, attori, che dimostrano di essere persone importanti, di fare cose importanti, che rassicurano le convinzioni civili dei suoceri e dei consuoceri, neanche a dirlo ricchi, borghesi ed evidentemente intolleranti ai francesi colonialisti e sfruttatori.
Intorno a un tavolo e davanti a un bicchiere di vino francese si risolvono poi le contraddizioni di questa commedia corale, che predica una chance (gli immigrati sono francesi come gli altri e hanno gli stessi diritti degli altri, il matrimonio è una cosa buona e bella e tutti siamo fratelli) e poi bazzica un patriottismo un po' desueto, forzando tout le monde a dichiarare l'orgoglio nazionale con la mano sul cuore. Non sposate le mie figlie alleggerisce con la risata ecumenica l'inquietudine e le contraddizioni che agitano la società francese, 'celebrando' col matrimonio un sentimento di disagio condiviso. È il razzismo partecipato a renderci davvero simili. Integrazione raggiunta insomma, non contro il pregiudizio ma grazie al pregiudizio.

Incassi Non sposate le mie figlie!
Primo Weekend Italia: € 1.119.000
Incasso Totale* Italia: € 3.937.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 15 marzo 2015
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L'arrendevole riso amaro

venerdì 6 febbraio 2015 di parpignol

Questa commediola è uno dei prodotti di propaganda sociale e politica che, sfornato in Francia e per la Francia, fa comprendere anche a noi "esteri" quale sia la reale situazione sociale nel Paese d'oltralpe, a dispetto di quanto possiamo soltanto subodorare da giornali e TV. Beninteso: ce la fa comprendere soltanto se riusciamo a guardare "dietro le quinte" di questo film banalotto e accomodante; infatti, come dicevo, questa commedia sembra essere fatta per "tranquillizzare", continua »

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Scontato ma elegante e piacevole

lunedì 9 febbraio 2015 di ollipop

 razzismo affrontato con ironia ma non per questo  cosi superficialmente come sembrerebbe  situazioni scontate ma simpatiche con umorismo elegante e per nulla noioso: e' evidente che il tema si presta a stereotipi ma la sceneggiatura e la vivace recitazione affiancate a una piacevole ambientazione e a una colonna sonora azzeccata confezionano un film piu che discreto che si lascia guardare  e ci offre! qualche riflessione per nulla banale.  continua »

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Originale e gradevole commedia francese

martedì 17 febbraio 2015 di Nino Pell.

Originale e gradevole commedia in perfetto stile francese. Assolutamente non ci sono sbavature che fanno scadere la pellicola in situazioni scontate o banali o che sfiorano minimamente la volgarità. Il primo tempo ha un'impronta decisamente molto umoristica in quanto evidenzia in maniera squisitamente ironica varie tematiche scaturite dalle differenze sociali e di costume che vengono a determinarsi tra razze differenti di persone. Mi è piaciuto molto il tipo di interpretazione del padre delle spose continua »

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Non sposate le mie figlie

lunedì 16 febbraio 2015 di Nanni

“Non sposate le mie figlie”   film, sull'integrazione, sul razzismo, sull'immigrazione e sui matrimoni misti, accattivante e inoffensivo che vola leggerissimamente su tematiche che altri si riservano di trattare con differente impegno. Volendo inaugurare la nuova stagione delle favole del terzo millennio( c'era una volta un algerino, un ebreo, un cinese..............e un africano.... e che come tutte le favole che si rispettino assicura il lieto fine....vissero tutti continua »

Charles Koffi (Noom Diawara) e Laure Verneuil (Elodie Fontan)
Charles: "Vi capisco, è umano non voler condividere la torta col fratello negro!"
Laure: "Saremmo noi la torta?"
Charles: "Si, ma è una metafora!"
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Charles Koffi (Noom Diawara) e Laure Verneuil (Elodie Fontan)
Charles: "Vi capisco, è umano non voler condividere la torta col fratello negro!"
Laure: "Saremmo noi la torta?"
Charles: "Si, ma è una metafora!"
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DVD | Non sposate le mie figlie!

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 9 luglio 2015

Cover Dvd Non sposate le mie figlie! A partire da giovedì 9 luglio 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Non sposate le mie figlie! di Philippe de Chauveron con Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Non sposate le mie figlie (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 6,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 3,00 €
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Un confronto etnico buonista e patinato

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Grande successo della scorsa stagione francese, Non sposate le mie figlie! ( Qu'estce qu'on a fait au bon Dieu? ) di Philippe de Chauveron ripropone in forma edulcorata e piattamente buonista quel repertorio da commedia contemporanea sul confronto etnico che ha conosciuto nelle stagioni passate risultati più puntuti senza rinunciare ad essere divertenti. Dai precedenti britannici fino al francese Quasi amici . Una coppia borghese della provincia parigina vede una dopo l'altra tre figlie andare spose a un ebreo, a un musulmano di famiglia algerina, a un cinese. »

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Anche quando s'impegna, l'industria francese non riesce proprio a produrre banalità. L'esempio arriva da questa commedia meltin' pot già da mesi campione d'incasso Oltralpe, dove - nonostante tutto - si continua a credere nell'integrazione multiculturale e religiosa. Protagonista è la famiglia borghese, gollista e cattolica Verneuil con quattro figlie in età da marito. Benché mamma e papà sperino in "almeno" un genero del loro pari, le figliole optano per l'esotico: chi il musulmano, chi l'ebreo, chi il cinese e chi. »

Quattro matrimoni e facce da funerale

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Mettiamola così: le vostre adorate figlie sposano un arabo, un ebreo e un cinese, come nelle barzellette. Voi che fareste? Borghese, cattolica e conservatrice, Madame Verneuil non si scompone. Nemmeno quando invita tutti a cena. Digerito il boccone amaro (i tre matrimoni si susseguono a raffica nel prologo), va in una macelleria halal, compra un tacchino. E lo fa laccato alla pechinese (commento del macellaio arabo: «Adesso anche le vecchie signore mangiano halal? Lo teniamo in pugno questo paese. »

Quattro matrimoni alla francese

di Valerio Caprara Il Mattino

Ci sta un musulmano, un ebreo, un cinese e un africano... Fa impressione giudicare una commedia francese di successo dell'anno scorso incentrata sui buffi imbarazzi, gli alterchi molesti e le inesauste peripezie di una coppia borghese modello «Indovina chi viene a cena» alle prese con tre figlie sposate più una in procinto di farlo con altrettanti giovanotti di nazionalità e religioni diverse. «Non sposate le mie figlie!», in effetti, scherzava col fuoco e i fattacci di «Charlie Hebdo» rendono il film, ahinoi, inattuale; però, anche a soppesarlo forzandosi a non pensarci su troppo, non è che il balletto di gag, scaramucce e quiproquo matrimoniali diretto con la routine del mestiere lasci una bella impressione. »

Non sposate le mie figlie! | Indice

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Marzia Gandolfi
Pubblico (per gradimento)
  1° | ollipop
  2° | nanni
  3° | felipito
  4° | the lonely dolphin
  5° | nino pell.
  6° | parpignol
  7° | williamd
  8° | paola d. g. 81
  9° | sabrina lanzillotti
10° | gpistoia39
11° | flyanto
12° | dave69
Trailer
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