Sidney PoitierCelebre per la sua recitazione incisiva82 anni, 20 Febbraio 1927 (Pesci), Miami (Florida - USA) |
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![]() Tu sei mio padre e io sono tuo figlio. Ti voglio bene, te ne ho sempre voluto e te ne vorrò sempre. Ma tu ti consideri ancora un uomo di colore, mentre io mi considero un uomo.
dal film Indovina chi viene a cena (1967)
Sidney Poitier è Il dottor John Wade Prentice
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Ha un'infanzia difficile ed è costretto a lasciare presto la scuola. È fisioterapista nell'esercito, quindi si iscrive ad una scuola di recitazione per interpreti di colore. Dall'American Negro Theatre dove recitò per alcuni anni, passò a Broadway e quindi a Hollywood dove esordì nel 1950 con una parte di rilievo in Uomo bianco, tu vivrai, di J.L. Mankiewicz, nel ruolo di un medico negro perseguitato per motivi razziali. Impostosi per la sua recitazione scarna ed incisiva, P. interpretò numerosi film anticonformisti, molti dei quali impostati sul problema della condizione negra negli Stati Uniti. Tra questi: Il seme della violenza, 1955 e Qualcosa che vale, 1957, di R. Brooks; Nel fango della periferia, 1957, di M. Ritt; La parete di fango, 1958, di S. Kramer; Porgy and Bess, 1960, di O. Preminger; e infine I gigli del campo, di R. Nelson per il quale P. ottenne, primo attore negro, il premio Oscar. Seguirono: La scuola dell'odio, 1963, di H. Cornfield; Le lunghe navi, 1964, di J. Cardiff; La più grande storia mai raccontata, 1965; Duello a El diablo, 1966, di R. Nelson; La vita corre sul filo, 1966, di S. Pollack Stato d'allarme, 1966, di J.B. Harris
Premio Oscar 1963
Festival di Berlino 1963
Premio Oscar 1958
Festival di Berlino 1958
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Indovina chi viene a cena
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Genere Commedia, - USA 1967. |
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The Jackal
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Genere Thriller, - USA 1997. |
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La calda notte dell'ispettore Tibbs
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Genere Drammatico, - USA 1967. |
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La più grande storia mai raccontata
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Genere Religioso, - USA 1965. |
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I signori della truffa
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Genere Poliziesco, - USA 1992. |
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Nel novembre dello sorso anno ho dedicato molti scritti al neoeletto presidente Obama. Uno si intitolava Obama, che film. Ne riporto uno stralcio come premessa: "...l'assunto sarebbe dunque che Obama, politico, istituzione, carne e ossa, estetica, è troppo perfetto per essere vero, non può esistere: è il disegno di una striscia o un eroe da play station, ma soprattutto una fiction, un film. Il più grande dei film. Se a determinare personaggio e destino di quell'uomo ci si fosse messo uno staff di creativi, meglio, di autori veri, ispirati come poeti ispirati, ebbene non avrebbe potuto inventare e prevedere una vicenda più esatta e perfetta: la leggenda del messia firmato, firmata dal pool di nuovi evangelisti laici. Dunque lo staff si è riunito nel 1961, in qualche parte della terra o del cielo e ha predisposto una scheda. Obama avrà colore scuro naturalmente, ma non troppo scuro, si chiamerà (anche) Hussein, sarà un segnale, un'insinuazione all'Islam. Ma quel nome potrebbe non essere gradito in America; ma no sarà un altro segnale creativo di discontinuità, piacerà ai progressisti e servirà per battere Hillary, che è sì una democratica, ma convenzionale, 'conservatrice'. L'uomo assomiglierà, anche fisicamente, a Sidney Poitier quando fa Indovina chi viene a cena. Poitier, bello e aitante, primo divo e primo premio Oscar (protagonista) di colore e grande simbolo del sentimento antirazziale negli anni Sessanta, quelli di Luther King. Il futuro Presidente avrà una famiglia etnica, non una ma due generazioni prima. Ci vuole una nonna etnica, sarà collocata alle Hawaii, con Barack bambino eccetera, ed è opportuno che muoia in un momento utile, proprio sotto l'election day, e sarà il nipote triste a darne notizia: approvato. La moglie deve essere omologa di Barack, alta quasi come il marito, facciamo 7 cm. di meno, in modo che la testa dell'uomo sopravanzi quella della moglie ma non di molto. Michelle sarà moderatamente aggressiva, al fianco del marito, non dietro. Le bambine saranno, naturalmente, molto belle, educate, figlie perfette di genitori perfetti. Occorre ricordarsi di mostrare un piccolo dettaglio intimo, un educato promemoria sessuale, il torso nudo magari. Una piccola azione domestica? Una passata di colore a una parete? Non è un gran che, ma può servire per un certo target. Gli abbiamo dato Hussein, diamogli anche la Bibbia, che sia enfatizzata nel giuramento, che sia quella di Lincoln, e che ricordi, Barack, di pronunciare la parola "Dio" almeno due volte. I discorsi naturalmente saranno curati, saranno perfetti, un assoluto. Ideale, attitudine pragmatica e romantica, affabulazione: Kennedy, Roosevelt, Lincoln e Washington riuniti. E quando verrà il grande momento, la prima azione quale sarà se non quella attesa da tutto il mondo progressista e intelligente, se non Guantanamo cancellata? E la seconda e la terza non potranno che essere, sempre in virtù dei progressisti intelligenti, i fondi per gli aborti e l'autorizzazione alle staminali. Conosciamo questa parte del progetto, fin qui il film ha funzionato. La premessa è finita. Adesso c'è il mondo, sappiamo. Adesso subentra il reale. Ci sono le guerre, le differenze, le economie dell'est, i criminali, i poveri, i trust, gli avversari, i nemici. Il pubblico rimarrà nella sala ad assistere al secondo tempo oppure uscirà e il biglietto verrà rimborsato?..."
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