Aspirante vedovo

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1,39/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * 1/2 - - -
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Alberto prova a liberarsi della moglie miliardaria per poter ereditare la sua fortuna e diventare l'uomo che ha sempre sognato di essere.
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primo piano
Un film che si mantiene in superficie, senza mai affondare il colpo
Paola Casella     * 1/2 - - -

Alberto Nardi è un cialtrone velleitario che ha sposato la ricchissima Susanna Almiraghi e ora vive nella sua ombra, cercando di convincerla a finanziare progetti in perdita e imprese fallimentari. Susanna considera il marito "uno gnu gnu" e non perde occasione per umiliarlo e ricordargli la sua condizione di inferiorità. Quando la moglie viene indicata come vittima di un incidente aereo, Alberto intravede la sua occasione di riscatto. Ma come sempre niente va come lui vorrebbe, e il destino, di cui lui stesso è fabbro, continua a ritorcerglisi contro.
Il soggetto di Aspirante vedovo è "liberamente tratto" dal film Il vedovo di Dino Risi, i cui sceneggiatori erano Rodolfo Sonego, Fabio Carpi, Sandro Continenza, Dino Verde e lo stesso Risi. Gli sceneggiatori di questo "omaggio" sono invece Ugo Chiti, Michele Pellegrini, Piero Guerrera e il regista Massimo Venier. E ad Alberto Sordi e Franca Valeri subentrano, nei ruoli di Alberto e della moglie (che nell'originale si chiamava Elvira), Fabio De Luigi e Luciana Littizzetto. Non può che sorgere spontanea una domanda: perché rimettere mano a un capolavoro del cinema italiano e a una sceneggiatura che funzionava come un congegno ad orologeria? Perché rischiare il confronto con due mostri sacri della recitazione riassegnando i ruoli per cui Sordi e la Valeri erano nati? Una risposta avrebbe potuto essere: per aggiornare al presente certi vizi italici e gettare una luce tragicomica sulla nostra nazione oggi, come Risi aveva fatto con l'Italia di fine anni '50. Ma Aspirante vedovo perde l'occasione di raccontare Alberto come un prodotto del nostro tempo e di descrivere il presente della crisi come ben più degradato dell'Italietta del boom. Gli accenni ai poteri forti che circondano Alberto - la magistratura, le banche, la Chiesa, l'Europa unita - o alle morti bianche e ai giocattoli tossici peccano di qualunquismo e si mantengono lontani dalla satira politica, limitandosi a buttare là allusioni a un personaggio "talmente stronzo che può diventare premier" e ad un altro che "con quel che deve all'erario, di ponti sullo stretto ne faceva due".
Tanto Il vedovo era preciso nel tratteggiare i suoi personaggi, piccoli e grandi, come cartine di tornasole di fenomeni sociali assai riconoscibili, tanto Aspirante vedovo si mantiene in superficie, senza mai affondare il colpo. E se davanti a Il vedovo ancora oggi si ride forte, pur sentendocisi accapponare la pelle, davanti ad Aspirante vedovo a malapena si sorride, con un leggero senso di disagio. Laddove la sceneggiatura del film di Risi tesseva decine di fili, andando a chiudere ogni parentesi aperta, quella del film di Venier abbandona discorsi a metà e tralascia indizi inutilmente seminati. Sparisce il delizioso rapporto fra Susanna e l'amante di Alberto, sparisce la macchinazione del "colpo" che era un prodigio di regia e scrittura, e il finale diventa un pasticcio inspiegabile, mentre ne Il vedovo era la chiusa perfetta (e naturale) della storia. Mancano il ritmo di montaggio, le invenzioni di regia, i tempi comici impeccabili e l'amarezza di fondo che facevano del film di Risi una commedia molto italiana, con eleganti accenni al noir internazionale.
Il personaggio di Susanna, nella nuova versione, è quello che subisce la trasformazione più radicale (se questo è un segno dei tempi, poveri noi): da donna intelligente e non priva di un suo lato tenero, diventa un'arpia cinica e calcolatrice che si augura la morte del marito (e chi ha visto l'originale sa quanto questo mini alle fondamenta l'impianto della storia). Se Luciana Littizetto potrebbe essere una continuazione contemporanea (in tono minore) di Franca Valeri, Fabio De Luigi è decisamente fuori ruolo nei panni di Nardi, soprattutto se paragonato a quell'Alberto Sordi sul cui viso si leggevano tutti i pensieri inespressi e le intime perversioni.

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Incassi Aspirante vedovo
Primo Weekend Italia: € 1.688.000
Incasso Totale* Italia: € 4.271.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 3 novembre 2013
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Aspirante cinepanettone

lunedì 14 ottobre 2013 di Daniele Frantellizzi

Come giudicare un film? Vediamo... ..dal soggetto, dallo spunto...insomma, dalla trama? Bene, questo Aspirante vedovo è un remake (o presunto tale), quindi assolutamente niente di originale. ..dai personaggi che mette in scena? Ok: sono tutti inutilmente macchiettistici, totalmente dannosi per la salute della pellicola. Persi ed ondeggianti nel limbo dei "senza ruolo": troppo cinici per essere caricaturali e troppo umoristici per essere realistici. ..dalla regia? Ci proviamo: continua »

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Un film che inesorabilmente affoga nella banalità

domenica 13 ottobre 2013 di Mickey97

L'aspirante Vedovo aveva tutte le carte in regola per risultare un bel film, eppure affoga inesorabilmente nella banalità, rimanendo in superficie senza mai andare più affondo mentre infrange le grandi aspettative dello spettatore, il quale sperava di assistere a un qualcosa di più intelligente. L'idea di partenza era buona ma viene umiliata da una mediocre realizzazione governata da una banalità sovrana, dalla quale deriva fin troppa stupidità. Inoltre continua »

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Come cercare di uccidere la propria moglie in svar

lunedì 21 ottobre 2013 di Flyanto

 Film in cui viene raccontato tutto il daffare che un uomo si dà al fine di liberarsi definitivamente della propria moglie ricca e piena di alterigia nei suoi confronti. I tentativi saranno molti ed ovviamente tutti con un esito disastroso. Il regista Massimo Venier qui si ispira alla precedente pellicola diretta da Dino Risi intitolata "Il Vedovo" e magnificamente interpretata da Alberto Sordi e Franca Valeri, ma, appunto, per questo film non si può parlare di un remake continua »

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Il piano perfetto del novello cretinetti.

venerdì 14 febbraio 2014 di ultimoboyscout

Come da facile intuizione, si tratta del remake de "Il vedovo" di Dino Risi e l'impresa di Venier appare senza dubbio tra le più difficili, coraggiose e ambiziose (o forse, semplicemente disperata) dovendosi confrontare con una delle opere meglio riuscite della gloriosissima commedia all'italiana e con più di qualche mostro sacro. La storia è nota: Alberto, ovvero DeLuigi, è un perfetto buono a nulla ma ha sposato una manager ricca, capace epotentissima. continua »

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DVD | Aspirante vedovo

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 3 aprile 2014

Cover Dvd Aspirante vedovo A partire da giovedì 3 aprile 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Aspirante vedovo di Massimo Venier con Fabio De Luigi, Luciana Littizzetto, Alessandro Besentini, Francesco Brandi. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Aspirante vedovo (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 14,99 €
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Risparmio: 2,00 €
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"Cretinetti" o "gnugnu" giù le mani dal film di Dino Risi

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Quello firmato da Ugo Chiti, Michele Pellegrini, Massimo Venier e Piero Guerrera, non è proprio un "soggetto liberamente tratto dal film Il vedovo".Ma è di peso, con alcune variazioni scarsamente motivate e decisamente non migliorative, il film di Dino Risi del 1959. Probabilmente il più accreditato atto di nascita della commedia italiana del boom. Niente di male, ma non ci si può sottrarre al confronto. Senza voler infierire, perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, su Fabio De Luigi nell'impresa titanica di prendere il posto di Sordi, e ammettendo che Littizzetto "può starci" in quello che fu di Franca Valeri - la quale l'ha anche un po' investita, tra le sue diverse imitatrici (Guzzanti, Cortellesi), come un'erede attendibile - la prima stonatura che salta agli occhi è geolessicale. »

De Luigi e Littizzetto sulle difficili orme di Risi

di Valerio Caprara Il Mattino

Per lo spettatore che ha visto (magari in tv) «Il vedovo» firmato Dino Risi, il confronto non si pone neppure. È del tutto inutile, pertanto, procedere alla fucilazione di produttore, sceneggiatori e regista di «Aspirante vedovo», (non troppo) liberamente ispirato alla commedia grottesca del '59 con Franca Valeri e Alberto Sordi. La vicenda, benché ambientata a Milano girata a Torino, non va al di là dell'aneddoto ammiccante all'attuale catastrofe economica italiana, col malaccorto manager De Luigi vessato senza pietà dalla straricca consorte proprietaria e quindi fatalmente indotto al tentativo d'ammazzarla con l'aiuto (si fa per dire) di due implausibili accoliti. »

Un "Vedovo" che non funziona nonostante le buone intenzioni

di Alessandra Levantesi La Stampa

È legittimo rifare un film, magari cambiando un tantino il copione per aggiornarlo ai tempi? Ma certo! Quanti remake (anche buoni) sparirebbero dalla storia del cinema se la risposta a questa domanda fosse negativa? Quindi non staremo a interrogarci sull'opportunità o meno di rimettere in scena Il vedovo (1959), graffiante commedia di costume firmata Dino Risi, da lui scritta con un valido quartetto di sceneggiatori (Sonego, Carpi, Verde e Continenza), musicata in chiave jazz dal grande Trovajoli e interpretata da una coppia di attori/autori del calibro di Sordi e Franca Valeri. »

E De Luigi fa il verso a Sordi

di Massimo Bertarelli Il Giornale

C'era da fare gli scongiuri. Che rischio un rifacimento della celebre commedia di Dino Risi. Invece Massimo Venier se l'è cavata, evitando saggiamente l'effetto caricatura. Fabio De Luigi e Luciana Littizzetto, sorprendentemente misurati, si destreggiano benino, anche se non possono sfuggire all'impari confronto con Sordi e Franca Valeri. Ma chi ha meno di quarant'anni e non conosce la storia dell'imbranatissimo aspirante uxoricida, non si accorgerà di nulla. Da Il Giornale, 10 ottobre 2013 »

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