I Fiori di Kirkuk

Film 2010 | Drammatico 115 min.

Titolo originaleGolakani Kirkuk
Anno2010
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, Svizzera, Iraq
Durata115 minuti
Regia diFariborz Kamkari
AttoriMorjana Alaoui, Ertem Eser, Mohamed Zouaoui, Mohammed Bakri, Maryam Hassouni, Ashraf Hamdi, Falah Fleyeh, Shilan Rahmani, Sarkaw Gorany, Fehd Benchemsi Darbast Dara.
Uscitavenerdì 19 novembre 2010
DistribuzioneMedusa
MYmonetro 2,93 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Fariborz Kamkari. Un film con Morjana Alaoui, Ertem Eser, Mohamed Zouaoui, Mohammed Bakri, Maryam Hassouni, Ashraf Hamdi, Falah Fleyeh, Shilan Rahmani, Sarkaw Gorany, Fehd Benchemsi. Cast completo Titolo originale: Golakani Kirkuk. Genere Drammatico - Italia, Svizzera, Iraq, 2010, durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 19 novembre 2010 distribuito da Medusa. - MYmonetro 2,93 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una riproposizione della storia di Romeo e Giulietta durante il sanguinario regime di Saddam Hussein. In Italia al Box Office I Fiori di Kirkuk ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 167 mila euro e 87,9 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,93/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,75
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Il fiore della resistenza femminile cresce laddove la guerra annienta e distrugge.
Recensione di Edoardo Becattini
martedì 2 novembre 2010
Recensione di Edoardo Becattini
martedì 2 novembre 2010

Nel 1988 il regime di Saddam Hussein è impegnato in una sistematica decimazione del popolo curdo. Najla, giovane irachena da tempo trasferita in Italia per studiare medicina, fa ritorno a Baghdad con il proposito di ritrovare Sherko, medico curdo rientrato in patria per aiutare le forze ribelli dei pashmerga. Fronteggiando sia il retaggio culturale della propria famiglia che l'insistente corteggiamento del generale Mokhtar, Najla decide di diventare guardia medica dell'esercito, così da contribuire tacitamente alla causa delle forze ribelli e poter raggiungere il proprio innamorato a Kirkuk, dove l'esercito iracheno sta rastrellando la popolazione curda.
Le immagini che aprono il film sono quelle dei network che hanno mostrato lo storico abbattimento delle statue di Saddam e degli altri esponenti del regime iracheno da parte di adulti e bambini festanti con indosso maschere di Bush. In quelle che probabilmente rappresentano le uniche immagini della vittoria della recente guerra in Iraq, Fariborz Kamkari, regista curdo formatosi in Italia, trova forza emotiva e risonanze mnemoniche per raccontare una delle operazioni più cruente compiute dal regime di Saddam. La forma e la figura che sceglie per questa ricostruzione del genocidio dei curdi sono quelle più classiche del romanzo storico: l'avventura di due innamorati in una zona di guerra e il triangolo sentimentale. Vertice di questo triangolo è Najla, eroina bella e moderna, che, per amore di un medico curdo e dell'umanitarismo universale, decide di rifiutare i vincoli dei retaggi culturali così come le insistenti proposte di un membro del corpo militare. Ma, oltre ai due personaggi maschili appartenenti alle opposte forze in gioco, fra i vari corteggiatori di Najla pare esserci anche il regista, talmente ammaliato dalla sua eroina da generare attrito con la storia da lui stesso concepita.
Come nel recente Miral di Julian Schnabel, il fiore della resistenza femminile cresce laddove la guerra annienta e distrugge, ed è talmente bello da ammaliare la spinta narrativa. Se nel caso della biografia di Rula Jebreal erano gli aspetti del realismo della cornice storica a risultare estremamente deboli, nel caso de I fiori di Kirkuk sono invece, al contrario, la mancanza di un grande respiro drammaturgico e la necessità di una solida configurazione formale a non riuscire ad elevare il racconto da una buona ricostruzione di un periodo storico poco frequentato dal cinema.
Mentre l'onestà delle intenzioni del regista non vengono mai messe in discussione, è il principio dell'astrazione che il grande cinema richiede a non permettere che il viaggio avventuroso di Najla si imponga non non tanto nella, quanto "sulla" Storia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 novembre 2010
RONGIU

Najla (Morjana Alaoui) irachena araba, ha studiato in Italia ed è  laureata in medicina. La sua permanenza nel nostro Paese l’ha un po’ europeizzata. Infatti, il suo modo di pensare, di vestire, crea non pochi “scandali” presso la sua comunità di provenienza. Non mi soffermo  su questo aspetto femminista della protagonista; è, per il momento, trascurabi [...] Vai alla recensione »

sabato 20 novembre 2010
Melishocking

Difficile scostarsi dall’impatto emotivo, sconvolgente, con la Storia, che impone questo film. Difficile non emozionarsi di fronte alla rappresentazione di un genocidio che ha l’insensatezza e la ferocia di tutti i massacri di cui siamo capaci. L’amore tra Najla e Sherko è un pretesto narrativo funzionale alla messa in scena ,complessa ed articolata, di una realtà sociale [...] Vai alla recensione »

mercoledì 24 novembre 2010
renato volpone

Cinque stelle a questo film che riesce a ridare vita a valori forti come l'amore (quello vero, in cui sacrifichi te stesso per l'altro), l'amicizia,la giustizia, anche in situazioni difficili come la persecuzione dei curdi in Iraq. Il film narra la storia di una giovane donna irachena che ha studiato medicina in Italia e ritorna a Bagdad per rityrovare un ragazzo curdo col quale aveva studiato [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 novembre 2010
giuliacanova

Questo film, pur con alcuni limiti nella semplicistica narrazione degli eventi tragici che hanno martoriato l'Irak durante  la dittatura di Saddam, non è una passeggiata, All'orrore perpetrato verso i Curdi non fa sconti. Ma alla fine non è importante chi sono i buoni o i cattivi, perchè  si rivela per quello che è: una storia d'amore con tutte le sue [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 maggio 2011
ipno74

Veramente un ottimo film, con riferimenti alle stragi dei curdi nel periodo du Saddam Hussein. La regia è delicata e ben diretta, sceneggiatura essenziale. Questa è anche la storia di una ragazza molto forte, che deve combattere contro la legge islamica e le sue idee. Alcune scene sono molto crude, perchè descrivono in modo duro la violenza che i curdi subisco dalle truppe [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 novembre 2010
Luca Scialo

Siamo nell'Iraq di fine anni '80, alla vigilia della Prima Guerra del Golfo, quando il Regime di Saddam Hussein compiva varie nefandezze e ingiustizie, tra cui il genocidio del popolo curdo. In questo tetro scenario si muove Najla, irachena tornata dall'Italia dove si è laureata in Medicina, con l'intento di ritrovare un amore perso: Sherko, medico curdo rientrato in Patria per [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 novembre 2010
algernon

film molto duro e coinvolgente. una storia d'amore fra una giovane medica tornata in iraq dopo gli studi in Italia e un medico curdo affiliato alla resistenza contro il regime sono lo spunto per farci vedere le feroci torture e le pulizie etniche operate da Saddam. ed anche l'arretratezza culturale della famiglia di lei, con la piaga dei matrimoni combinati e con l'assoggettamento delle [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 novembre 2010
Francesco2

Sullo sfondo della caduta di Saddam(2003), un uomo pensa ad un suo (O AL suo?) travagliato amore che risale a oltre quindici anni prima. Oggetto di tale sentimento era una giovane indipendente (Anche "mentalmente", perché fumava ed offriva sigarette pur volendo intraprendere la professione di medico), che aveva scelto l'Occidente non per motivi ideologici ma in quanto voleva, [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 dicembre 2010
pepito1948

C'è tanto, forse troppo, in questo film, che appartiene al filone "nobile" della cinematografia internazionale. C'è l'Iraq di Saddam Hussein, con le sue brutalità, le sale di tortura insozzate di sangue, le deportazioni di giovani donne verso i Paesi del Golfo, la ferocia dei militari  che propugnano una "soluzione finale" nei confronti delle [...] Vai alla recensione »

domenica 2 settembre 2012
ANDREA GIOSTRA

E’ un buon film. Chi lo vede certamente non si annoia. Il racconto fa entrare lo spettatore tiepidamente in un periodo storico – quello della caduta della dittatura di Saddam Hussein - molto importante, non solo per l’Iraq e per il Medio Oriente, ma per il mondo intero. E’ uno di quei film per i quali si potrebbe benissimo dire quello che le nostre maestre dicevano alle nostre [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 novembre 2010
martalari

  VISTO I FIORI DI KIRKUK....ALL'INIZIO VI SENTIRETE LONTANI DALLA STORIA POI RIMARRETE COINVOLTI ....SCENA DOPO SCENA IL FILM PRENDE ED EMOZIONA....sullo stile The Millionaire     Kirkuk è una città irachena,si trova nel nord del paese, a circa 250 km dalla capitale Baghdad.La popolazione, è composta da varie etnie, tra cui curdi, assiri, [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 febbraio 2012
brandin1

Un film fantastico,emozionante   Un film dalle forti emozioni, che induce lo spettatore a riflettere sulle efferatezze che la mente umana puo' produrre. L'interpretazione del Tenente Moktar è perfetta, un uomo combattuto nel suo essere iracheno, ma con la coscienza di un uomo libero.

giovedì 18 novembre 2010
sien88

Un film particolare, da vedere per capire cosa realisticamente accade a qualche migliaio di chilometri da noi.... Finale commovente, da vedere con un occhio di riflessione. Il film mostra come sia difficile cambiare una cultura al fine di far prevalere il valore della vita..

giovedì 18 novembre 2010
rufo71to

venerdì 29 marzo 2013
brandin1

FILM BELLISSIMO ,CORAGIOSO,EMOZIONANTE,,NON BANALE DIFFICILE,MERTA RISPETTO.

sabato 20 novembre 2010
Ailaa

Molto forte e toccante ...

sabato 20 novembre 2010
Ailaa

Molto delicato e emozionante , mi ha piaciuto tanto ...

lunedì 22 novembre 2010
brian77

Sbaglio o dopo l'abbattimento di Saddam i curdi irakeni vengono ora finalmente bombardati dall'aviazione turca, che prima non poteva violare il confine con l'Irak, ma adesso grazie a noi può farlo liberamente? 

mercoledì 17 novembre 2010
angelo umana

non ho ancora visto il film, non mi pare ben scritta la recensione di Beccattini, ammaliamenti ripetuti e "la vittoria della guerra in Iraq": chi l'ha vinta? Forse ha perso l'umanità, gli americani e l'Iraq stesso.

venerdì 19 novembre 2010
astromelia

niente di più di quello che già non sapevamo,sono d'accordo con becattini nella recensione,vorrei capire meglio di quale vergogna parla la protagonista,se quella per la condanna dell'ufficiale.........

sabato 20 novembre 2010
angelo umana

Confesso di non essere riuscito a vedere oltre i 3/4 di film, non "mordeva", non mi appassionava, lento e ripetitivo in più punti. Comunque grato al regista per farcene trarre foto della società irachena. Sembra impossibile credere - ma bisogna prendere atto che è così - che una parte di mondo possa vivere molto sotto standard minimi di diritti umani (curdi=clandestini e donne sottoposte agli uomini). [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Avrebbe stimolato la creatività del nostro Giuseppe De Santis di Riso amaro, questa vicenda a forti tinte storico-sentimentali imperniata su un potente protagonismo femminile. In un colpo solo I fiori di Kirkuk intende restituire risonanza e visibilità a due temi che i pregiudizi e la diplomazia hanno lasciato in ombra: il ruolo sottovalutato della donna nelle società mediorientali e la via crucis [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Si deve gratitudine infinita al regista curdo Fariborz Kamkari (oggi residente e attivo in Italia) per avere avuto il fegato di raccontare il genocidio del proprio popolo pianificato in Iraq alla fine degli Ottanta dal dittatore Saddam Hussein. Ma non si può dire che «I fiori di Kirkuk», adattato da un romanzo dello stesso autore classe 1971, e presentato all'ultimo Festival del Film di Roma, sia un [...] Vai alla recensione »

Cinzia Romani
Il Giornale

È bello conoscere la Storia tramite piccole storie quotidiane, magari di eroi silenti e di eroine romantiche, che senza il cinema non avrebbero né voce né volto. È dall'exploit di The Millionaire, d'altronde, che il pubblico occidentale incontra bendisposto certe vicende di guerra, pregiudizi e povertà orientali, speziate da film sentimentali come questo dello sceneggiatore e regista curdo Fariborz [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Si deve al coraggio e all'ostinazione di due donne, Fabrizia Falzetti e Dorotea Morlicchio – guidano rispettivamente la FaroutFilms e la OsKar, che hanno prodotto il film – l'arrivo nelle nostre sale cinematografiche di questa bella e drammatica storia d'amore di cui è protagonista un'altra donna coraggiosa, Najla. Una scommessa difficile vinta: una storia vera, ricostruita nei luoghi originari, in [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
mercoledì 3 novembre 2010
Marlen Vazzoler

Il regista curdo Fariborz Kamkari dirige I Fiori di Kirkuk, la prima pellicola girata in Iraq dall'inizio della guerra nel 2003. Il film racconta il genocidio dei curdi durante il governo di Saddam Hussein negli anni ottanta tramite una storia d'amore. Durant [...]

GALLERY
martedì 2 novembre 2010
Marlen Vazzoler

Due produttrici italiane sono riuscite a realizzare un progetto che sulla carta era apparentemente impossibile: girare interamente un film in Iraq. Durante la conferenza stampa del film che si è tenuta ieri a Roma, Fabrizia Falzetti e Dorotea Morlicchio [...]

GALLERY
martedì 2 novembre 2010
 

Sullo sfondo dell'Iraq degli anni '80, durante il brutale regime di Saddam Hussein, la giovane Najla si innamora di Sherko, un medico curdo. Grazie a lui, entrerà in contatto con la sofferenza della popolazione curda, travolta dalla pulizia etnica ordinata [...]

VIDEO
giovedì 28 ottobre 2010
 

Tra i sedici lungometraggi in concorso al Festival di Roma (28 ottobre - 5 novembre), spicca per tematiche e fotografia I Fiori di Kirkuk. Film drammatico, diretto da Fariborz Kamkari e tratto dall'omonimo romanzo di cui lo stesso Kamkari è anche autore, [...]

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