I Fiori di Kirkuk

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Un film di Fariborz Kamkari. Con Morjana Alaoui, Ertem Eser, Mohammed Bakri, Mohamed Zouaoui, Maryam Hassouni.
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Titolo originale Golakani Kirkuk. Drammatico, durata 115 min. - Italia, Svizzera, Iraq 2010. - Medusa uscita venerdì 19 novembre 2010. MYMONETRO I Fiori di Kirkuk * * * - - valutazione media: 3,03 su 28 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,03/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
Una riproposizione della storia di Romeo e Giulietta durante il sanguinario regime di Saddam Hussein.
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primo piano
Il fiore della resistenza femminile cresce laddove la guerra annienta e distrugge
Edoardo Becattini     * * 1/2 - -

Nel 1988 il regime di Saddam Hussein è impegnato in una sistematica decimazione del popolo curdo. Najla, giovane irachena da tempo trasferita in Italia per studiare medicina, fa ritorno a Baghdad con il proposito di ritrovare Sherko, medico curdo rientrato in patria per aiutare le forze ribelli dei pashmerga. Fronteggiando sia il retaggio culturale della propria famiglia che l'insistente corteggiamento del generale Mokhtar, Najla decide di diventare guardia medica dell'esercito, così da contribuire tacitamente alla causa delle forze ribelli e poter raggiungere il proprio innamorato a Kirkuk, dove l'esercito iracheno sta rastrellando la popolazione curda.
Le immagini che aprono il film sono quelle dei network che hanno mostrato lo storico abbattimento delle statue di Saddam e degli altri esponenti del regime iracheno da parte di adulti e bambini festanti con indosso maschere di Bush. In quelle che probabilmente rappresentano le uniche immagini della vittoria della recente guerra in Iraq, Fariborz Kamkari, regista curdo formatosi in Italia, trova forza emotiva e risonanze mnemoniche per raccontare una delle operazioni più cruente compiute dal regime di Saddam. La forma e la figura che sceglie per questa ricostruzione del genocidio dei curdi sono quelle più classiche del romanzo storico: l'avventura di due innamorati in una zona di guerra e il triangolo sentimentale. Vertice di questo triangolo è Najla, eroina bella e moderna, che, per amore di un medico curdo e dell'umanitarismo universale, decide di rifiutare i vincoli dei retaggi culturali così come le insistenti proposte di un membro del corpo militare. Ma, oltre ai due personaggi maschili appartenenti alle opposte forze in gioco, fra i vari corteggiatori di Najla pare esserci anche il regista, talmente ammaliato dalla sua eroina da generare attrito con la storia da lui stesso concepita.
Come nel recente Miral di Julian Schnabel, il fiore della resistenza femminile cresce laddove la guerra annienta e distrugge, ed è talmente bello da ammaliare la spinta narrativa. Se nel caso della biografia di Rula Jebreal erano gli aspetti del realismo della cornice storica a risultare estremamente deboli, nel caso de I fiori di Kirkuk sono invece, al contrario, la mancanza di un grande respiro drammaturgico e la necessità di una solida configurazione formale a non riuscire ad elevare il racconto da una buona ricostruzione di un periodo storico poco frequentato dal cinema.
Mentre l'onestà delle intenzioni del regista non vengono mai messe in discussione, è il principio dell'astrazione che il grande cinema richiede a non permettere che il viaggio avventuroso di Najla si imponga non non tanto nella, quanto "sulla" Storia.

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Sterminate i maschi adulti!

domenica 21 novembre 2010 di RONGIU

Najla (Morjana Alaoui) irachena araba, ha studiato in Italia ed è  laureata in medicina. La sua permanenza nel nostro Paese l’ha un po’ europeizzata. Infatti, il suo modo di pensare, di vestire, crea non pochi “scandali” presso la sua comunità di provenienza. Non mi soffermo  su questo aspetto femminista della protagonista; è, per il momento, trascurabile, perché la trama principale porta i miei pensieri sulle tracce di Kirkuk. Najla continua »

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Dalla morte un inno alla vita

giovedì 18 novembre 2010 di giulinet

Questo film, pur con alcuni limiti nella semplicistica narrazione degli eventi tragici che hanno martoriato l'Irak durante  la dittatura di Saddam, non è una passeggiata, All'orrore perpetrato verso i Curdi non fa sconti. Ma alla fine non è importante chi sono i buoni o i cattivi, perchè  si rivela per quello che è: una storia d'amore con tutte le sue componenti drammaturgiche. All'inizio del film Sherko chiede a Najila, che testarda non vuole continua »

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Il coraggio delle scelte

sabato 20 novembre 2010 di Melishocking

Difficile scostarsi dall’impatto emotivo, sconvolgente, con la Storia, che impone questo film. Difficile non emozionarsi di fronte alla rappresentazione di un genocidio che ha l’insensatezza e la ferocia di tutti i massacri di cui siamo capaci. L’amore tra Najla e Sherko è un pretesto narrativo funzionale alla messa in scena ,complessa ed articolata, di una realtà sociale che ha risolto(o tentato di risolvere)nel sangue i suoi conflitti. Seguendo un percorso d'amore continua »

* * * * *

Il vero amore

mercoledì 24 novembre 2010 di renato volpone

Cinque stelle a questo film che riesce a ridare vita a valori forti come l'amore (quello vero, in cui sacrifichi te stesso per l'altro), l'amicizia,la giustizia, anche in situazioni difficili come la persecuzione dei curdi in Iraq. Il film narra la storia di una giovane donna irachena che ha studiato medicina in Italia e ritorna a Bagdad per rityrovare un ragazzo curdo col quale aveva studiato e di cui si era innamorata. Il loro amore affronta la drammatica realtà di un regime continua »

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DVD | I Fiori di Kirkuk

Uscita in DVD

Disponibile on line da lunedì 1 agosto 2016

Cover Dvd I Fiori di Kirkuk A partire da lunedì 1 agosto 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd I Fiori di Kirkuk di Fariborz Kamkari con Morjana Alaoui, Ertem Eser, Mohamed Zouaoui, Mohammed Bakri. Distribuito da Warner Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - arabo, Dolby Digital 5.1. Su internet fiori di Kirkuk (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film I Fiori di Kirkuk

NEWS | In anteprima su MYmovies LIVE! il film di Fariborz Kamkari. Da venerdì 19 novembre al cinema.

Anteprima web giovedì 18 novembre ore 21:30

martedì 16 novembre 2010 - a cura della redazione

I Fiori di Kirkuk: anteprima web giovedì 18 novembre ore 21:30 Giovedì 18 novembre alle ore 21:30 è stato trasmesso in anteprima su MYmovies LIVE! il film I Fiori di Kirkuk. Diretto dall'italo-iracheno Fariborz Kamkari, il film è ambientato nell'Iraq di 22 anni fa, sullo sfondo del brutale regime di Saddam Hussein. In Concorso al V Festival di Roma, I Fiori di Kirkuk narra una storia basata sull'amore, sulla conoscenza e sulla speranza di una possibile riconciliazione. Distribuito da Medusa Film e da venerdì 19 novembre al cinema, I Fiori di Kirkuk è stato mostrato online a un pubblico esclusivo di 500 invitati che ha potuto vivere e condividere l'esperienza della visione collaborativa del film.

   

GALLERY | Le foto di Fariborz Kamkari all'Auditorium del Parco della Musica.

Il red carpet dei Fiori di Kirkuk

mercoledì 3 novembre 2010 - Marlen Vazzoler

Il red carpet dei Fiori di Kirkuk Il regista curdo Fariborz Kamkari dirige I Fiori di Kirkuk, la prima pellicola girata in Iraq dall'inizio della guerra nel 2003. Il film racconta il genocidio dei curdi durante il governo di Saddam Hussein negli anni ottanta tramite una storia d'amore. Durante il red carpet per I Fiori di Kirkuk al Festival Internazionale del film di Roma hanno sfilato: il regista Fariborz Kamkari, Ertem Eser, Morjana Alaoui, Mohammed Zouaoui, Francesca Via, Piera Detassis e Ashraf Hamdi.

   

GALLERY | Tutte le foto de I Fiori di Kirkuk.

Una storia di sacrificio e dolore

martedì 2 novembre 2010 - a cura della redazione

Una storia di sacrificio e dolore Sullo sfondo dell’Iraq degli anni ’80, durante il brutale regime di Saddam Hussein, la giovane Najla si innamora di Sherko, un medico curdo. Grazie a lui, entrerà in contatto con la sofferenza della popolazione curda, travolta dalla pulizia etnica ordinata da Saddam Hussein e si vedrà costretta a scegliere tra i suoi sogni ed ideali e le tradizioni della sua famiglia, non estranea alle violenze ordinate dal dittatore. Una storia di sacrificio e dolore, di gelosia e tradimento, collegata al tema della responsabilità individuale di fronte a una tragedia di massa.

   

GALLERY | La prima co-produzione tra Italia, Svizzera e Iraq dall'inizio della guerra nel 2003.

Il photocall dei Fiori di Kirkuk

martedì 2 novembre 2010 - Marlen Vazzoler

Il photocall dei Fiori di Kirkuk Due produttrici italiane sono riuscite a realizzare un progetto che sulla carta era apparentemente impossibile: girare interamente un film in Iraq. Durante la conferenza stampa del film che si è tenuta ieri a Roma, Fabrizia Falzetti e Dorotea Morlicchio hanno parlato della realizzazione del film I fiori di Kirkuk: “Abbiamo avuto, girando in quei luoghi, una collaborazione che non ci saremmo mai aspettate” ha raccontato all'Adnkronos Dorotea Morlicchio “Da parte di tutte le autorità. Ci hanno messo a disposizione una scorta di mezzi e militari ma soprattutto siamo stati accolti da un grande entusiasmo".

   

VIDEO | In esclusiva il trailer italiano de I Fiori di Kirkuk.

Non si può combattere contro il destino

giovedì 28 ottobre 2010 - a cura della redazione

Non si può combattere contro il destino Tra i sedici lungometraggi in concorso al Festival di Roma (28 ottobre - 5 novembre), spicca per tematiche e fotografia I Fiori di Kirkuk. Film drammatico, diretto da Fariborz Kamkari e tratto dall'omonimo romanzo di cui lo stesso Kamkari è anche autore, la pellicola racconta l'impossibile storia d'amore tra Najla, una giovane dottoressa figlia di una coppia alto-borghese di Baghdad che studia all'Università di Roma e il medico curdo Sherko. Siamo in Iraq negli anni '80 e, a causa del brutale regime di Saddam Hussein, la giovane protagonista sarà costretta a scegliere tra due opposte alternative: seguire i propri ideali, sacrificando se stessa e facendosi carico dei peccati della propria classe, oppure rispettare le tradizioni di una famiglia che appartiene al gruppo sociale degli aggressori.

   

Come è duro l'amore in tempo di guerra

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Avrebbe stimolato la creatività del nostro Giuseppe De Santis di Riso amaro, questa vicenda a forti tinte storico-sentimentali imperniata su un potente protagonismo femminile. In un colpo solo I fiori di Kirkuk intende restituire risonanza e visibilità a due temi che i pregiudizi e la diplomazia hanno lasciato in ombra: il ruolo sottovalutato della donna nelle società mediorientali e la via crucis del popolo curdo. Un prologo, collocato nei giorni del 2003 che in mezzo al giubilo videro cadere il regime e le imponenti statue di Saddam Hussein, introduce al flashback - in pratica l' intero film - che riporta indietro di quindici anni. »

L'odissea di una donna divisa tra sogni e tradizioni

di Valerio Caprara Il Mattino

Si deve gratitudine infinita al regista curdo Fariborz Kamkari (oggi residente e attivo in Italia) per avere avuto il fegato di raccontare il genocidio del proprio popolo pianificato in Iraq alla fine degli Ottanta dal dittatore Saddam Hussein. Ma non si può dire che «I fiori di Kirkuk», adattato da un romanzo dello stesso autore classe 1971, e presentato all'ultimo Festival del Film di Roma, sia un film particolarmente nuovo o raffinato: l'odissea della dottoressa costretta a scegliere fra i propri sogni esistenziali e il rispetto delle tradizioni familiari e indecisa fra i due uomini che aspirano a sposarla risulta, infatti, tanto coinvolgente sul piano dell'onestà documentaria quanto approssimativa e ingenua sul piano degli incastri drammaturgici e delle corrispondenze psicologiche. »

di Paola Casella Europa

Si deve al coraggio e all'ostinazione di due donne, Fabrizia Falzetti e Dorotea Morlicchio – guidano rispettivamente la FaroutFilms e la OsKar, che hanno prodotto il film – l'arrivo nelle nostre sale cinematografiche di questa bella e drammatica storia d'amore di cui è protagonista un'altra donna coraggiosa, Najla. Una scommessa difficile vinta: una storia vera, ricostruita nei luoghi originari, in un paese come l'Iraq, appena uscito dalla guerra e dove non esiste un'industria cinematografica. Il racconto, che si svolge nel 1988, ha come sfondo il regime di Saddam Hussein e la persecuzione nei confronti del popolo curdo. »

Odissea, amore e tormenti di una dottoressa in Irak

di Cinzia Romani Il Giornale

È bello conoscere la Storia tramite piccole storie quotidiane, magari di eroi silenti e di eroine romantiche, che senza il cinema non avrebbero né voce né volto. È dall'exploit di The Millionaire, d'altronde, che il pubblico occidentale incontra bendisposto certe vicende di guerra, pregiudizi e povertà orientali, speziate da film sentimentali come questo dello sceneggiatore e regista curdo Fariborz Kamkari, classe '70. In apertura, l'abbattimento delle statue di Saddam Hussein, ripreso dai network mondiali, colloca il racconto nell'Iraq oppresso dal regime. »

I Fiori di Kirkuk | Indice

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