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Lebanon

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Un film di Samuel Maoz. Con Oshri Cohen, Michael Moshonov, Zohar Strauss, Reymond Amsalem, Itay Tiran.
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Drammatico, durata 90 min. - Israele, Germania, Francia, Libano 2009. - Bim uscita venerdì 23 ottobre 2009. - VM 14 - MYMONETRO Lebanon * * * 1/2 - valutazione media: 3,59 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,59/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
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Il viaggio del primo carrarmato che ha attraversato il confine libanese. Quella che doveva essere una missione della durata di un giorno è diventato invece un'inferno.
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primo piano
La guerra "in un interno" di Maoz scava nella componente umana di ogni guerra, prendendo le distanze dalla retorica mediatica
Marzia Gandolfi     * * * 1/2 -

Libano, giugno 1982. Un carro armato carico di armi e quattro giovani soldati avanza solitario dentro un villaggio, bombardato e abbattuto dall'Aviazione Militare israeliana. Assi è un comandante che non ha mai comandato, Shmuel un artigliere che non ha mai colpito, Herzl un servente al pezzo che non ha mai caricato una bomba e Yigal un pilota di un carro corazzato che non conosce destinazione. Impressionabili ed inesperti piangono e resistono dentro il “Rinoceronte” sferragliante, contro una guerra che non hanno voluto e un nemico che non vogliono condannare. Smarrita la direzione, mancata la posizione e assediati dalla paura, tenteranno una fuga disperata verso un campo di girasoli e una terra “promessa” (a tutti).
I soldati di Samuel Maoz non amano la guerra e sono lontani, molto lontani, dagli artificieri volontari e “in erezione” della Bigelow (The Hurt Locker). Impegnati sul fronte iracheno a disinnescare bombe e incapaci di tornare alla normalità, i soldati dipendenti della regista americana sono rimpiazzati, sullo schermo e al fronte, dai “corpi corazzati” e arruolati nelle Forze Armate israeliane durante la Prima Guerra del Libano di Maoz. Addestrato a vent'anni come artigliere, l'esordiente regista israeliano gira un film di guerra contro la guerra, riuscendo a mantenersi in equilibrio, a governare l'orizzonte del discorso e l'inferno della sua messa in scena, l'alto e il basso, la battaglia e l'annientamento umano. Claustrofobico e trincerato Lebanon guarda alla guerra attraverso il mirino-obiettivo di un artigliere che, idealmente prossimo al Piero di De Andrè e al tenente Ottolenghi di Lussu (e Rosi), rifiuta in lacrime e indisciplinato di uccidere e di uccidersi.
Come gli idealismi, gli ufficiali nel film servono a “cacciare innanzi i soldati”, lasciati morire da una nazione assediata e in crisi nonostante la promessa che nessuno sarebbe stato abbandonato. La guerra “in un interno” raccontata da Maoz è quella della Storia, ancorata a una letteratura che l'ha definita, allestita, giustificata, compresa, perdonata o condannata, e allo stesso tempo quella del presente, ancora aperta e infinita, ancora chiusa nella sua logica di parte, immatura nelle riflessioni, relativa nella rappresentazione. Se la Prima Guerra del Libano appartiene all'altro secolo, i conflitti arabo-israeliani perseverano, eternamente in corso si allungano sulla nuova epoca, veicolati dalle immagini redacted dei servizi giornalistici. Contro le conseguenze mediatiche e i percorsi retorici creati dai media, si leva in alto l'immaginario cinematografico, interrogandosi e scavando nella componente umana di ogni guerra.

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Premi e nomination Lebanon MYmovies
il MORANDINI
Lebanon recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Lebanon
Primo Weekend Italia: € 93.000
Incasso Totale* Italia: € 318.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 13 dicembre 2009
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Premi e nomination Lebanon

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
Nastri d'Argento
0
1
European Film Awards
2
5
* * * * -

La guerra dall'occhio di un carrarmato

domenica 25 ottobre 2009 di Fulvieri

La guerra israeliana dell'82 in Libano, vissuta attraverso lo sguardo del puntatore di un carrarmato, appare nella sua realtà non solo cruda e violenta come tutte le guerre, di più, nel suo essere claustrofobica e disgustosa. L'addetto al puntatore è un giovane israeliano che guarda atterrito nel suo strumento di lavoro, ma non ce la fa a sparare, si ribella contro il capo che pretende di ordinargli di gettarsi addosso la responsabilità della vita della gente. E' un occhiello ristretto che scruta continua »

* * * * -

Robusta ed urlante opera prima

domenica 13 settembre 2009 di paolorol

Attacco al Libano da parte di Israele, 1982. Colpisce l'impianto teatrale del film, che non è un "film di guerra",quanto un film contro la guerra, ambientato in uno spazio angusto e claustrofobico, buio, sporco ed indistinto, sovrastato e quasi costruito da rumori e stridii violenti, interrotti qui e là da brevi silenzi ancora più angoscianti. Maoz descrive la sua esperienza personale, quella di un ventenne buttato allo sbaraglio in un'impresa alla quale non riesce a dare senso, dove confusione continua »

* * * - -

…sopra la terra nera…

domenica 1 novembre 2009 di Paola Di Giuseppe

6 ottobre ’73, festa dello Yom Kippur, Israele contro Siria ed Egitto; 6 giugno 1982, prima guerra Israele/Libano. Amos Gitai, Ari Folman, Samuel Maoz le hanno combattute e ce le raccontano. Eran Riklis ha raccontato, un anno fa, la “guerra” dei limoni che, dopo “La sposa siriana”, ha parlato di confini, segnati da un muro o bruciati da odio etnico, fa lo stesso, comunque confini. Il conflitto arabo/israeliano si sta avvicinando al top delle classifiche quanto a rappresentazione cinematografica continua »

* * * * -

L' incoscienza e la paura

domenica 28 marzo 2010 di oh dae soo

Lebanon, vincitore a Venezia 2009, opera prima di un regista israeliano, Samuel Maoz. The Hurt Locker, trionfatore agli oscar 2010. Il grande cinema di guerra ritorna dopo quasi 2 decenni di (semi)buio susseguenti ai magnifici anni '80 ( Apocalypse now, Platoon, Good Morning Vietnam etc...). Due film straordinari ma molto diversi tra di loro. Lebanon racconta, quasi in tempo reale, un'incursione di un drappello di militari, un carrarmato e dei paracadutisti, in un centro abitato, non meglio identificato, continua »

Avviso all'interno del carro armato
L'uomo è di acciaio, il carro armato solo ferraglia
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Voce alla radio
Benvenuti in Libano, chiudo.
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Non si può fare la guerra in questo schifo.
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DVD | Lebanon

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 17 marzo 2010

Cover Dvd Lebanon A partire da mercoledì 17 marzo 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Lebanon di Samuel Maoz con Oshri Cohen, Michael Moshonov, Zohar Strauss, Reymond Amsalem. Distribuito da 01 Distribution. Su internet Lebanon è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

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Prezzo di listino: 9,90 €
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APPROFONDIMENTI | Arriva in sala il vincitore della 66a Mostra del Cinema di Venezia.

Le guerre di piero

martedì 20 ottobre 2009 - Marzia Gandolfi

Lebanon: le guerre di Piero Da alcuni anni i film di guerra sembravano avere esaurito le proprie potenzialità artistiche e commerciali. Genere popolare, amato dal pubblico quanto poco considerato dalla critica, il war movie ha invece saputo fare i conti coi nuovi scenari internazionali, rinnovando i suoi codici linguistici, il temario affrontato e la sua iconografia. La produzione hollywoodiana e quella indipendente hanno allora riesumato e rilanciato il cinema bellico, aggiornandolo alla drammatica attualità e archiviando i conflitti più suggestivi, spettacolari e funzionali al genere: la Seconda Guerra Mondiale, la Corea e il Vietnam.

INTERVISTE | La pellicola si è aggiudicata il Premio Padre Nazareno.

Perché samuel maoz ha ideato un film dentro un carroarmato

lunedì 14 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Lebanon: perché Samuel Maoz ha ideato un film dentro un carroarmato Come è stato fare un lavoro così personale? Samuel Maoz: L'intero film si svolge all'interno del carroarmato mentre la guerra è vista solamente attraverso il mirino ed è stata creata dalla mia mente con l'intenzione di usare le memorie del mio soggetto, questo è stato il filtro attraverso il quale ho voluto raccontare la mia storia. Non voglio che il pubblico comprenda solamente il sentimento, ma voglio che lo provi, perché in questo caso ho avuto bisogno di creare questa situazione in cui metto il pubblico all'interno del carroarmato per farlo identificare completamente con il personaggio: vedi quello che vedono, sai quello che sanno, perché l'idea è che si vuole uno spettatore oggettivo che guarda di fronte a sè e che lo provi.

Prigionieri di quel carro armato

di Roberto Nepoti La Repubblica

Vincitore dell' ultima Mostra di Venezia, Lebanon di Maoz Shmulik è la definitiva dimostrazione che il cinema israeliano si sta affermando come uno dei migliori del mondo: forse il migliore in assoluto di questi anni. È un film implacabile, duro e calcolato al millimetro, ma anche pieno di verità: non ti illustra una tesi, preferisce buttarti in faccia le evidenze. Durante la prima guerra del Libano, nell' estate del 1982, un plotone di paracadutisti e un carro armato devono perlustrare una città bombardata. »

Lebanon, sopravvalutato ma vale il prezzo del biglietto

di Roberta Ronconi Liberazione

Prima guerra del Libano, anno 1982. Un carro armato viene inviato a controllare una piccola cittadina ostile in cerca di nemici. Dentro il cingolato, un artigliere, un capocarro, un servente e un pilota. Le pareti grondano grasso e umido, il pavimento è una lamiera putrida e melmosa. Dallo schermo trasuda puzza di piscio e di paura. Questo è il luogo dell'azione di Lebanon, e i quattro soldati stipati e puzzolenti ne sono i protagonisti. Ottime premesse per un film originale sulla guerra (a primo sguardo, ottiene lo stesso effetto di No man's land di Tanovich), avvalorato il tutto dal dato autobiografico del regista. »

Oltre la guerra con sobrio realismo

di Lietta Tornabuoni La Stampa

«Il 16 giugno 1982, alle 6,15 del mattino ho vissuto gli orrori della guerra per la prima volta sulla mia pelle. Ho reagito con un istintivo gesto di autodifesa. Avevo vent'anni». Il regista israeliano, 47 anni, parla della prima guerra con il Libano, alla quale partecipò come artigliere. Eppure Lebanon non è un film di guerra. E' la storia di quattro ventenni chiusi dentro un carro armato, sporchi e assediati dal caldo, senza spazio, senz'aria, senza potersi muovere né poter gridare, pisciare, fumare, senza poter vedere cosa accadeva all'esterno salvo che attraverso il mirino, senza riuscire a dominare l'ostilità reciproca nata dalla paura di dare e ricevere morte. »

Un carroarmato da Leone d'oro

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Ci voleva un leone d’oro per segnalare a dovere l’onda montante del cinema israeliano. Sottolineando le linee guida del lavoro di una nuova generazione di registi, fra cui la guerra occupa un posto di riguardo. Ambientato tutto all’interno di un carroarmato salvo due fulminanti inquadrature, Lebanon di Samuel Maoz è quasi la prosecuzione con altri mezzi di Valzer con Bashir, il capolavoro di Ari Folman che ha cambiato la storia del cinema di guerra e d’animazione. Anche qui siamo in Libano nel maledetto 1982, anche Maoz attinge a terribili ricordi personali che è riuscito ad affrontare solo vent’anni più tardi. »

Lebanon | Indice

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