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Il tempo che ci rimane |
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Un film di Elia Suleiman.
Con Elia Suleiman, Saleh Bakri, Samar Qudha Tanus, Shafika Bajjali, Tarek Qubti.
continua»
Titolo originale The Time That Remains.
Drammatico,
durata 105 min.
- Gran Bretagna, Italia, Belgio, Francia 2009.
- Bim
uscita venerdì 4 giugno 2010.
MYMONETRO
Il tempo che ci rimane
valutazione media:
3,51
su
19
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un esame sulla creazione dello stato di Israele dal 1948 al giorno d'oggi.
![]() Breve storia di Israele vista da un palestinese con il pregio dell'astrazione |
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Giancarlo Zappoli
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Una riflessione in quattro parti sulla storia degli arabi palestinesi a partire dal 1948, anno della proclamazione dello Stato di Israele, sino ai giorni nostri. Viene raccontata attraverso episodi comici o tragici della vita di tutti i giorni ed è ispirata ai racconti del padre del regista, che partecipò alla prima resistenza, alle lettere della madre e ai ricordi del regista stesso che è in parte anche protagonista del film.
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Prima che sia troppo tardi
venerdì 18 giugno 2010
di laulilla
il film ci ricorda che, prima del 1948, anno in cui fu costituito e riconosciuto lo stato di Israele, nel territorio ora israeliano, convivevano pacificamente gruppi di palestinesi di culture e religioni diverse (la madre del regista, ad esempio, era di cultura cattolica), che conducevano una vita dignitosa e civile e che non gradirono certamente la nuova condizione. I primi tentativi di ribellione vennero brutalmente stroncati: alcuni pagarono con la vita, altri accettarono faticosamente la situazione, continua » |
Il tempo sottratto
venerdì 18 giugno 2010
di bravobene
Quello del tassista che accompagna il cliente (Elia Suleiman) a casa dall'aeroporto ma, colto da un improvviso e violentissimo, veterotestamentale acquazzone, è costretto a fermarsi in una strada che non riconosce più, perso anche il contatto audio con la stazione dei taxi, tra lo scoppio di tuoni dalla potenza inaudita, sorpreso, stupito e infine sconvolto da tanto scompiglio meteorologico e capace solo di ripetere "Ma, che sta succedendo? Che sta succedendo?", continua » |
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Impegnativo, ma notevole
giovedì 12 agosto 2010
di brian77
E' un film straordinario, che ci racconta la tragedia dei palestinesi con i modi di una comica raggelata. Sconcerta buona parte del pubblico, perché non usa il tradizionale coinvolgimento narrativo in una vicenda, con personaggi, racconto naturalistico eccetera. E' invece raccontato per vignette caustiche, per gag apparentemente farsesche dove però non c'è niente da ridere, perché la materia è tragica. C'è l'umorismo, ma amaro. Soprattutto, è un film totalmente cinematografico, che si esprime tutto continua » |
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DVD | Il tempo che ci rimaneUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 7 ottobre 2010
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VIDEO | Una nuova clip del film di Suleiman per MYmovies.Come un passeggino può fermare una sparatoria
giovedì 3 giugno 2010 - Marlen Vazzoler
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Se Buster Keaton finisce in Palestina
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Solo i popoli oppressi dedicano film alla memoria dei padri. Solo il palestinese Elia Suleiman lo fa con tanta poetica eleganza, sposando l'impassibilità di Buster Keaton alle gag a miccia lenta di Tati con uno humour, uno stupore, un distacco che coprono le ferite più brucianti. Intervento divino (2002) allineava piccole catastrofi quotidiane fra Nazareth e Ramallah, tingendo d'assurdo la vita di tutti i giorni in un paese occupato. Il tempo che ci rimane comprime sessant'anni di Storia in una serie di interni domestici. » |
La Palestina secondo Suleiman
di Boris Sollazzo Liberazione
Quando hai una faccia come quella di Elia Suleiman, fare anche un film non è necessario. Bastano quei lineamenti, quel saper (re)incarnare Buster Keaton nel mezzo del conflitto mediorientale, per poter catturare l'attenzione di tutti gli spettatori, anche quelli più distratti. E in effeti Suleiman è un uomo geniale e colto a cui basta metterci la faccia e delle ottime idee di fondo per regalare qualcosa, a suo modo, di unico. Successe con Cronaca di una sparizione , una dozzina d'anni fa, a Venezia. » |
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Suleiman tra Arafat e Jacques Tati
di Alberto Crespi L'Unità
Il Guardian l'ha definito «a cool, controlled minor masterpiece»: un «capolavoro minore», elegante e controllato. Chissà se la definizione, a Elia Suleiman, piace. La parola più giusta, tra quelle usate dal critico del quotidiano britannico Philip French, è «controlled»: giunto a 50 anni il cineasta palestinese ha maturato una sicurezza stilistica che fa di lui uno dei cineasti contemporanei più riconoscibili. Il tempo che ci rimane chiude un'ideale trilogia iniziata con Cronache di una sparizione, del 1996, e proseguita con Intervento divino, del 2002. » |
Diario dalla Palestina
di Lietta Tornabuoni L'Espresso
La scoperta di Elia Suleiman, regista, attore, sceneggiatore quarantenne palestinese che ha vissuto e lavorato a New York, docente alla Birzeit Universiry in Cisgiordania, avvenne nel 2004 a Cannes con ‘‘Intervento divino”, commedia d’amore ambientata al checkpoint tra Nazareth e Ramallah. Oltre che ammirati, il film lasciò stupefatti: un regista palestinese usava l'ironia, il nonsense, il surreale, il grottesco. Faceva anche ridere, quando in Palestina c’è davvero poco da ridere. I giurati dettero il Gran Premio della Giuria, l’opera ebbe gran successo ovunque. » |
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