CELEBRITIES |
I due attori inglesi festeggiano il loro cinquantesimo compleanno.
mercoledì 8 settembre 2010 - Tirza Bonifazi Tognazzi
Uno è nato il 9 settembre, l'altro il 10. Uno è alto un metro e ottanta, l'altro uno e ottantasette. Uno è scapolo, l'altro sposato. Uno si è specializzato nelle commedie romantiche, l'altro ha saputo entrare e uscire dal genere come attore – ha interpretato il celebre pittore Vermeer in La ragazza con l'orecchino di perla e si è quasi portato a casa l'Oscar come protagonista del film drammatico di Tom Ford, A Single Man – nonché come produttore del documentario adottato da Amnesty International Tutta la mia vita in prigione.
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TELEVISIONE |
Sandra Bullock è una Miss FBI: Infiltrata speciale.
martedì 22 giugno 2010 - Valeria Filippi
Nel 2010 vince l'Oscar come miglior attrice per The Blind Side; cinque anni fa Sandra Bullock era Miss FBI: Infiltrata speciale (Canale 5, 21.10), il sequel a cinque anni di distanza da Miss Detective. La Bullock è anche produttrice di questa scoppiettante commedia d'azione che la vede alternare formali divise da poliziotta a sfavillanti abiti per concorsi di bellezza. La sceneggiatura è firmata da Marc Lawrence, che aveva lavorato con la Bullock anche in Miss Detective ed è uno specialista di commedie spassose, avendo scritto (e diretto) Two Weeks Notice (ancora protagonista la Bullock), Scrivimi una canzone e Che fine hanno fatto i Morgan? (accomunate dal protagonista maschile, Hugh Grant).
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NEWS |
Un fine settimana che tocca tutti i generi.
venerdì 19 febbraio 2010 - Valeria Filippi
Il weekend si preannuncia ricchissimo di novità nel buio delle sale: dalla commedia all'horror, dall'avventura al dramma, il fine settimana offrirà divertimento e riflessione davvero a tutti.
Si comincia con la variazione sul tema dell'uomo lupo; è Wolfman, ultimo film sul mito del lupo mannaro che prese avvio nel 1941 con L'uomo lupo firmato da George Waggner. L'attore che ha assunto le sembianze del peloso mammifero risponde al nome di Benicio del Toro, ed è proprio il portoricano di recente visto nei panni del Che che ha avuto l'idea di fare un remake del classico degli anni '40.
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TELEVISIONE |
La serie americana più attesa del momento e gli altri musicaldrama televisivi.
mercoledì 20 gennaio 2010 - Nicoletta Dose
Circondati da talent show più o meno interessanti. Annoiati dalle litigate televisive tra ballerini e cantanti capitanati dalla Maria De Filippi nazionale. O ancora stufi di dover aspettare qualche uscita al cinema per vedere un bel musical di qualità. La risposta alle nostre insoddisfazioni viene dall'America. Anche qui in Italia stiamo per fare i conti con una delle serie rivolte ai teenager (ma siamo sicuri che farà vittime anche tra gli over 18) più curiose e coinvolgenti degli ultimi tempi.
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TELEVISIONE |
Nella settimana sanremese, la televisione pare riscoprire il cinema e i suoi mille mondi.
giovedì 12 febbraio 2009 - Edoardo Becattini
Nonostante la crisi di ascolti con cui deve ormai da qualche anno confrontarsi, la settimana del Festival di Sanremo resta comunque uno di quegli appuntamenti pronti a rivoluzionare il palinsesto per tutta la sua durata Nella guerra fra aziende televisive, chi gode di solito è solamente il cinema, che trova in questa settimana uno spazio quantomai ampio. Già a festival non ancora cominciato, la tv gioca d'anticipo puntando su emozioni primarie fra brivido e risata spensierata. Due le commedie che aprono la sera della domenica: il manuale di sopravvivenza di Lindsay Lohan per giovani adolescenti delle high school americane è il tema di Mean Girls (Italia 1, 19.
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NEWS |
Dalla fluviale e disturbante riflessione di Lynch al ritorno emozionante di Rocky.
mercoledì 11 luglio 2007 - Paola De Rosa
Ad allietare le calde serate estive ci pensa l'offerta home video di luglio, ricca e variegata.
Le due uscite maggiori rappresentano al meglio la faccia autoriale e quella popolare del cinema d'oltreoceano. Parliamo di Inland Empire di David Lynch e di Rocky Balboa di Sylvester Stallone. Del film di Lynch è stato scritto tutto e il contrario di tutto: 172 minuti di delirio visionario, geniale riflessione sul cinema nel cinema e narrazione che più libera e frammentaria non si può; ma anche presuntuosa involuzione per un autore che non ha più nulla da dire e irritante mancanza di sintesi favorita dal basso costo del digitale.
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