The Village

Film 2004 | Thriller +13

Regia di M. Night Shyamalan. Un film Da vedere 2004 con Joaquin Phoenix, Adrien Brody, Bryce Dallas Howard, William Hurt, Sigourney Weaver. Cast completo Titolo originale: The Village. Genere Thriller - USA, 2004, Uscita cinema venerdì 29 ottobre 2004Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,11 su 119 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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The Village
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Gli abitanti di un villaggio immerso nei boschi vivono in armonia con la natura isolati dal resto del mondo. Armonia che si infrange di colpo. M. Night Shyamalan ci riprova con una pellicola circondata da mistero e da grandi aspettative, forse troppe. In Italia al Box Office The Village ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 6,6 milioni di euro e 2,6 milioni di euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,08
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Una fiaba nera che permette di leggere il cuore profondo dell'America e di fotografare le angosce di un'epoca oscura.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 4 settembre 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 4 settembre 2017

Covington, Pennsylvania. Lucius è uno dei giovani più brillanti del Villaggio, luogo di pace isolato da un mondo boscoso, ostile e misterioso, e popolato da creature feroci. Con i mostri gli abitanti del Villaggio hanno stretto un patto: nessuno entrerà nel territorio altrui. Dopo la morte di un giovane, Lucius esprime la volontà di attraversare il bosco per cercare nuove medicine, ma gli anziani del Villaggio non sono d'accordo.

Volendo scegliere un solo titolo della filmografia di M. Night Shyamalan e un solo racconto di finzione capace di sviscerare il sentimento dell'America pre e soprattutto post 11 settembre, la scelta non potrebbe che ricadere su The Village.

Shyamalan ancora una volta utilizza la materia apparentemente meno nobile e più narrativa - come il fumetto supereroistico in Unbreakable - per arrivare a concetti più elevati. In The Village, a essere passati al vaglio ed esibiti in tutte le loro manchevolezze, sono i mali che accompagnano la distorsione del sogno americano post-sessantottino. Ad essere perlustrato è il cuore profondo dell'America, che si rifugia in un villaggio, abbandonando - come fu per i Padri Pellegrini - le città e la loro Babilonia di odio e lussuria. È la psicanalisi di una nazione, condotta attraverso elementi fenotipici come i colori (l'indicibile rosso, il tranquillizzante giallo), che come apparente unica terapia ha la regressione e la rinuncia al progresso, portatore di tentazioni e di morte.

Nel villaggio Shyamalan prova a convogliare tematiche stratificate e complesse mantenendo un profilo basso, ponendosi al servizio della storia. Charles Manson e la conclusione tragica dei Sessanta, il fallimento dell'utopia di poter rifondare una società decidendo cosa sia giusto e cosa sbagliato, la relazione di imprescindibilità dell'America con la violenza e il sangue, la paura del diverso e l'eccesso di difesa che si tramuta in offesa. Tutto trova posto in un'unica fiaba nera, come fu per i fratelli Grimm di Cappuccetto Rosso, a cui l'epilogo fa riferimento in maniera esplicita.
Perché l'apologo morale acquisisce maggior forza se espresso con un linguaggio adatto a un bambino. E ancora una volta Shyamalan regala un ribaltamento sconvolgente nel finale, firma autografa di un cinema che con The Village conferma definitivamente il suo ruolo di cartina di tornasole ideale di un'età buia per la ragione umana, in cui è la paura a dettare le fila del discorso evolutivo e involutivo della specie.

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Recensione di Francesca Pellegrini
mercoledì 10 novembre 2004

America del nord, fine '800: la tranquilla vita degli abitanti di un grazioso villaggio immerso nella foresta, viene sconvolta dall'arrivo di misteriose creature.
Il sesto e attesissimo lungometraggio di M. Night Shyamalan è inferiore alle aspettative. Sembrerebbe che il regista trentaquattrenne di origine indiana, dopo lo strepitoso successo de Il Sesto Senso, riposi un po' troppo sugli allori. Le sue ultime produzioni infatti, si sono rivelate particolarmente deludenti; Unbreakable era oltremodo surreale mentre Signs è stato un vero e proprio flop.
Anche The Villane non è da meno; il film, anche dopo un ora dal suo inizio non riesce a decollare e quindi, nemmeno a catturare l'interesse dello spettatore che aspetta invano un colpo di scena che dia una svolta alla storia. Solo grazie alla geniale e sconcertante sorpresa finale, il film riesce a salvarsi almeno in parte ma con un'idea del genere, poteva nascere un vero e proprio capolavoro.
Per quanto riguarda il cast, solo il bravissimo Adrien Brody riesce ad essere all'altezza; Joaquin Phoenix, volutamente sottotono non piace, mentre Bryce Dallas Howard non è molto credibile come non vedente.
Probabilmente questo thriller, è stato anche un progetto per lanciare la giovane Bryce Dallas, figlia del regista Ron Howard, che alla fine si è svelata come unica protagonista del film, nonostante la sua interpretazione non fosse nulla di eclatante.

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Thriller suggestivo e ben girato che conferma la capacità del regista di stupire a breve termine.
Recensione di Giovanni Idili

M. Night Shyamalan ci riprova con una pellicola circondata da mistero e da grandi aspettative, forse troppe. Il thriller è ben girato e suggestivo ma purtroppo a questi pregi si devono aggiungere alcuni intoppi nella trama che incespica su se stessa troppo a lungo relegando il film nel limbo dei titoli che potevano essere qualcosa di più.
Gli abitanti di un villaggio simil-luterano immerso nei boschi vivono in armonia con la natura isolati dal resto del mondo. Non per tutti l'isolamento è una scelta, in quanto da tempi immemorabili l'ingresso nei boschi, popolati da misteriose creature, è vietato. Il giovane Lucius, insofferente verso una tale imposizione, sfiderà il divieto e risveglierà i tanto temuti esseri silvani.
Il regista conferma la sua capacità di stupire a breve termine ma fa credere allo spettatore, illudendolo, che gli offrirà un banchetto completo per poi sfiancarlo a furia di antipasti. L'assurda montatura pubblicitaria del film, nel poco onesto tentativo di attirare il maggior numero di spettatori giocando sporco sul confine tra thriller e horror, ne ingrandisce i difetti. Forse nel compulsivo tentativo di stupire a tutti i costi, la storia narrata deraglia verso territori che lasciano lo spettatore insoddisfatto, o addirittura con la sensazione di essere stato preso in giro. Il film ha indubbiamente dei pregi come thriller, ma rientrano tutti nelle due stelline di valutazione.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 3 ottobre 2011
alessio75

il film inizia creando aspettative horror-thriller e sfocia in una metafora sul prezzo da pagare per la libertà,non intesa in valore assoluto bensì quella libertà egoistica della quale tutti noi (come la piccola comunità del film) abbiamo una visione personale. Ho trovato vi siano delle similitudini con il film "the beach" similitudini non stilistiche ma concettuali, in entrambi i film emerge infatti [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 dicembre 2012
Jayan

Un bellissimo thriller in pieno stile gotico, certamente non un film horror. Il regista usa i suoni, le espressioni delle persone, i paesaggi quasi al di fuori del tempo, per provocare nello spettatore uno stato di ansia e di paura. Allo stesso tempo, verso il finale, trasmetterà il suo messaggio di saggezza. Un film pieno di suspence e di paura, una paura che si basa sull'irrealtà. [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 aprile 2011
_mElindo__

Il film sicuramente più compiuto di Shyamalan, decisamente superiore al Sesto Senso (anch'esso comunque al limite del capolavoro) è un' intelligente e audace riflessione sulla società americana, sulle sue paure e sui propri antichi rimpianti, inseriti in una storia piena di suspense. A livello tecnico poi la recitazione, la location, l'uso delle luci e la fotografia [...] Vai alla recensione »

sabato 3 aprile 2010
warningsign

Grande suspense a fosche tinte ottocentesche per uno dei capolavori creati dal genio di M. Night Shyamalan. L'ambientazione arcaica rende The Village un film di fortissimo impatto emotivo, nel quale respirare risulta praticamente impossibile allo spettatore. La costante dicotomia tra la pace e la quiete e il male che si nasconde così vicino e così vivido riesce ad avvicinare incredibilment [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 gennaio 2014
DOMENICO RIZZI

Ritagliarsi un'oasi al limitare di un bosco, con una barriera fittizia che protegga da mostri immaginari è un modo per sfuggire la nevrotica realtà di una civiltà angosciante. Il risultato può essere però la creazione di una micro-realtà, fatta di costumi e usanze antiquate, nella quale finiscono per svilupparsi le stesse ansie che hanno provocato la fuga dal progresso.

venerdì 1 novembre 2013
Nick Simon

Un gruppo di anziani governa un tranquillo villaggio rurale dell’America di fine Ottocento, impedendo ai più giovani di abbandonarlo e tenendoli a bada con leggende e terribili messinscene. È una comunità di persone disperatamente fuggite da un mondo spietato e senza regole, in una apparente serenità in cui il tempo si è fermato.

venerdì 7 settembre 2012
Nick Gordon

Trama: Ben elaborata, ricca di colpi di scena.  Cast: Buona scelta degli attori, risultati adatti al proprio ruolo. Il migliore è in assoluto Adrien Brody (Noah). Buona interpretazione anche quella di Bryce Dallas Howard (Ivy) . Colonna Sonora: Nomination all' Oscar meritata. In alcune parti molto simile a quella del film "E Venne Il Giorno", che, infatti, è nata [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 maggio 2013
jacopo b98

 In un villaggio apparentemente di fine Ottocento circondato dai boschi, gli abitanti vivono felicemente, ma sempre nel timore delle “creature innominabili” che popolano il bosco, in cui è vietato entrare, proprio per paura di irritare quest’ultime. Tre giovani (Dallas Howard, Phoenix e Brody) cominciano a porsi delle domande e scopriranno che nulla è come sembra [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 aprile 2009
taniamarina

Dura la vita di chi è stato indicato come uno dei più sorprendenti registi del cinema moderno. Ma Night, in questo film, riesce a ricreare l'atmosfera giusta ed il significato nascosto che ha voluto comunicare. C'è un muro nel bosco che scandisce due diverse culture, e grazie ad una persona che non vede, i mondi opposti si incontrano tollerandosi in pieno rispetto.

venerdì 5 marzo 2010
Keanu

Un Thriller a regola d'arte !! Un film molto bello, un thriller al quale non manca la suspense e la tensione !! Un cast stellare, una storia misteriosa e originale, accompagnata da una dolcissima e bellissima colonna sonora !! A tratti potrà risultare lento, ma alla fine lascia a bocca aperta ... A me è piaciuto tantissimo !!!!!!!!!!!!! Per gli amanti del thriller misterioso [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 aprile 2010
sissy65

Ma come si fa a scrivere, in una recensione professionale: "i pregi del film rientrano nelle due stelline di valutazione". E' una frase banale, detta male, e che sembra uscita dal tema di un liceale... Tutto quello che penso del film lo ha espresso, come al solito magistralmente, il Morandini. E' un film da non perdere. Una meravigliosa fiaba di paura, colori e atmosfera, che denota anche una notevole [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 novembre 2009
Spalla

The Village non è un film DI paura, ma un film SULLA paura. Ottimo il resto della tua recensione.

domenica 5 febbraio 2012
giu/da(g)

Nella radura di un bosco sorge un villaggio i cui abitanti da tempo immemorabile hanno stretto un patto con le misteriose creature della foresta: nessun uomo dovrà oltrepassare il limite della radura. Tuttavia all’interno della comunità qualcuno mal sopporta questo strano tabù. Fin da principio The Village sembra mettere in campo una sceneggiatura molto ricca, fatta di unmé [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 novembre 2009
Hal10000

Geniale. Un film non per tutti, che a qualcuno potrà anche sembrare noioso e sconclusionato. Segno che ha dei contenuti.

mercoledì 16 aprile 2014
toty bottalla

Un ottimo shyamalan, dirige un thriller originale supportato da una buona location e da una brillante fotografia, una storia dal grande fascino proiettata in un contesto psicologico nel quale la paura diventa un'arma di ricatto e di difesa che alla fine serve a poco o niente, la fase in cui ivy (cieca) si avventura da sola oltre i boschi, fa fuori un pazzo e torna indietro con le medicine, è [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 gennaio 2014
ewagalli

Ja tez mysle ze film jest niedoceniony i nie zrozumiany do konca. Jest to piekna bajka o milosci i o ludziach ktorych zranilo zycie i wybrali zycie z dala od cywilizacji. Sa w niej wlasnie wszystkie basniowe elementy , tajemniczy las , tajemnicze potwory , piekna dziewczyna i chmurny mlodzian , nie mowiac juz o wiejskim glupku w rypie Iwanuszka Duraczok W tym wypadku to nie krolewicz wyzwala kksiezniczke [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 ottobre 2011
tiamaster

tipico film con una storia che non sta in piedi:volete farmi credere che gli abitanti del paesino non hanno mai visto un aereo in cielo?che nessuna persona è passata di lì?che non hanno mai sentito rumori che vengono della società?questo film vi può essere piaciuto,ma non potete non dire che la storia non riesce a star in piedi,il film è tremendamente noioso,unica cosa bella il cast,un film innocuo [...] Vai alla recensione »

domenica 5 luglio 2009
vale '93

Comincio col dire che questo film non è neanche lontanamente paragonabile a "Signs",dove c'era sicuramente molta più suspance e più colpi di scena;così come l'interpretazione di Joaquin Phoenix nel primo film non si avvicina assolutamente(in modo negativo)all'interpretazione in questo film....In Signs infatti diventa lui il personaggio più carismatico,superando il protagonista,Mel Gibson,mentre qui [...] Vai alla recensione »

sabato 28 marzo 2009
nightflyer

Film ben sceneggiato e diretto, trama intrigante, bel finale anche se prevedibile (come Sesto Senso). Discreta l'interpretazione di alcuni attori, come J.Phoenix, inespressivo anche quando viene accoltellato, sprecata S.Weaver, molto brava invece B.D.Howard. Da vedere.

sabato 20 agosto 2011
Luca Francis

Di certo un grande film di Shymalan con una ottima interpretazione, in particolare di Bryce Dallas Howard e di Joaquin Phoenix. La cosa più evidente in questa pellicola è la magnifica sceneggiatura, ricca di colpi di scena e suspance, ma anche la splendida musica di James Newton Howard. Il tutto trasmette allo spettatore il vero senso della vicenda e anche della sua drammaticità.

martedì 21 dicembre 2010
Fiorellinorosso2009

No! No! No! Non ci siamo proprio. Questo film mi ha deluso molto. Guardando il trailer mi aspettavo un gran filmone! invece il film era tutto là in quei tre minuti. E' tremendamente noioso, solo il finale ha un certo senso! Ci sta! Si poteva fare meglio. Secondo me non vale la pena vederlo.

mercoledì 13 giugno 2012
simone vigorelli

Questo film ha ben poco a che fare con il genere horror riesce a malapena a creare tensione , ma zero paura , e quei mitici salti sulla sedia te li potrai scordare, a tratti risulta pure comico. La trama non è male ma per gente che cerca qualcosa per non dormire la notte , o di avere paura tornando a casa mi sentirei di sconsigliarlo vivamente!

lunedì 15 febbraio 2010
masterprogect

ecco cosa succede quando la fortuna dei film la fanno i trailer... ti aspetti di vedere un bel film, magari anche movimentato e coinvolgente, ti prepari pop corn e Coca Cola e poi?? metti da parte i pop corn e ti scoli la Coca Cola per restare sveglio..!!

mercoledì 11 gennaio 2012
giobbus

Un film oltre l'horror banale, in grado di regalare emozioni e grandi colpi di scena. Si ha sempre la sensazione di essere imprigionati nel villaggio,circondati da "creature" inquietanti e da grandi misteri. Solo verso la conclusione del film si ha un senso di libertà grazie al costante allontanamento di Ivy dal villaggio e dalle sue minacce(anche se poi si rivelerà una sensazione apparente).

domenica 2 maggio 2010
marvin85

Il film ha un difetto di fondo cioé che viene presentato come un film horror terrificante!!!Quando poi all'atto pratico si va a guardare THE VILLAGE, non si prova in alcun modo quel senso di paura che veniva descritto negli spot pubblicitari...Il film è di per se grazioso ma non ci trovo nulla di veramente grandioso..L'unica cosa che rivaluta molto il film è il finale,che [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 giugno 2012
simone vigorelli

Un film che riesce a malapena a creare tensione , zero paura o salti sulla sedia a tratti risulta pure comico! A chi cerca un horror per non dormire la notte lo sconsiglio vivamente!

Frasi
"Perchè non riesci a dire quello che hai nella testa? Perchè non riesci a smettere di dire quello che hai nella tua? Perchè prendi l'iniziativa quando voglio averla io? Se voglio danzare, sarò io a chiederti di danzare; se voglio parlare, io aprirò la bocca e ti parlerò. Tutti continuano a tormentarmi perchè parli di più, perchè poi? A che serve dire che ti penso dall'istante in cui mi sveglio? Che può venire di buono se dico che talvolta non riesco ad essere lucido o non posso lavorare bene? Che cosa cambia mai se riesco a dirti che ho paura come tutti gli altri solo quando penso che tu possa essere in pericolo? E' per questo che sono sotto questo portico, Ivy Walker, la tua incolumità viene prima di quella degli altri. E .. si! Voglio danzare con te al nostro matrimonio!"
Una frase di Lucius Hunt (Joaquin Phoenix)
dal film The Village - a cura di Laura
Fai del tuo meglio per non urlare.
Una frase di Edward Walker (William Hurt)
dal film The Village
Tu hai grande forza Ivy. Tu sai guidare chi sa solo seguire. Vedi la luce quando intorno hai solo tenebra.
Una frase di Edward Walker (William Hurt)
dal film The Village - a cura di Laura
Pur desiderandolo ci sono gesti che non facciamo perché gli altri non capiscano ciò che vogliamo.
Ivy Walker (Bryce Dallas Howard)
dal film The Village - a cura di giuliaballeri
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

A pensarci, sembra strano: oggi è un regista nato a Madras il migliore erede della tradizione del "gotico" americano. Non solo; l'ultimo film del trentaquattrenne cineasta indiano rappresenta forse l'allegoria più riuscita, esatta ed efficace sulla tragedia dell'11 settembre. Eppure, M.Night Shyamalan ambienta The Village alla fine dell'800, in una piccola comunità rurale americana isolata dal resto [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

America, 1879. una piccola comunità e assediata nel proprio villaggio da mostruose creature che vivono nei boschi. Seguendo la forza dell’amore, Ivy Walker (Bryce Dallas Howard), non vedente, affronta la foresta per raggiungere la città, dove poter comprare le medicine che salveranno il promesso sposo Lucius Hunt (Joaquin Phoenix). Film politico, si è detto di questo The Village.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Il fantastico e il realistico si incontrano e si contraddicono, in The Village (Usa, 2004, 107’). Iniziato in un vago 800, il film scritto e diretto da Manoj Night Shyamalan finisce per tornare ai nostri anni. Tutto in esso, dai vestiti al linguaggio, sembra appartenere al passato, ma poi quel che vi accade si mostra allo spettatore ben radicato nel presente.

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Siamo (o almeno così sembra) nel 1897, dentro un villaggio americano circondato da boschi dove allignano (o almeno così si crede) «creature innominabili» che sbranano e uccidono. Donde la consegna, sancita dal consiglio degli anziani, di non muovere un passo fuori dalla cerchia tutelata. Ma servirà tanto impegno protettivo a salvare la comunità dall’esplosione del Male? L’apologo è trasparente: in [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Il film più bello del week-end è hollywoodiano: càpita. Hollywood è in crisi creativa, ma ha dentro di sé potenzialità infinite. Una di queste è l’indiano (dell’India) M. Night Shyamalan, vero nome Manoj Nelliyattu Shyamalan, cresciuto a Philadelphia in una famiglia di medici: a soli 34 anni è uno degli autori più riconoscibili del cinema americano.

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

E, finalmente, dopo tante sparatorie, eroi dei fumetti, spie, mostri verdi, adolescenti truccate come modelle, soldati in guerra e personaggi omerici, arriva dal 30 luglio sugli schermi americani The Village. Un film che parla d' amore, di orrori da sconfiggere, di innocenza da ritrovare e che, dice il regista M. Night Shyamalan, «spero possa aiutare l' America, ma non soltanto, ad esplorare se stessa, [...] Vai alla recensione »

Oscar Cosulich
Il Mattino

America, la vita in una comunità rurale alla fine dell'Ottocento scorre solo apparentemente placida: strani lutti funestano l'esistenza di questi contadini e, poco a poco, si scopre che il villaggio è assediato da misteriose «creature innominabili» e che il comportamento di tutti è subordinato a strettissime regole. Questo lo spunto iniziale di «The Village» (in uscita in Italia il 29 ottobre), il [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Chi mette in scena una metafora in genere si accontenta di farlo in forma semplificata e allusiva. Quindi, di fronte a un film come «The Village», viene da chiedersi perché il regista statunitense oriundo indiano M. Night Shyamalan ha invece optato per una messinscena iperrealistica. Il suo villaggio di fine ottocento l'ha ricostruito integralmente, in una plaga solitaria della Pennsylvania a tre quarti [...] Vai alla recensione »

Francesca Scorcucchi
Il Mattino

Los Angeles. Il cast è di quelli importanti, Sigourney Weaver, Adrien Brody, William Hurt, Joaquin Phoenix. Ma nel poster di The Village, che debutta negli Stati Uniti per arrivare in Italia a fine ottobre, il nome che conta, l'unico nome che è stato scritto, è quello del regista M. Night Shyamalan, l'autore di successi come Il senso senso, Signs e Umbreakable.

Silvia Kramar
il Giornale

L’orrore è tornato nelle sale americane col nuovo film del regista Night Shyanialan, autore del celebrato Il sesto scnso. La sua quarta pellicola dedicata al paranormale s’intitola The Villane 5ha entusiasmato subito gli amanti del genere, risalendo velocemente in cima alle classifiche. Fino all’ultimo momento la trama del film era stata tenuta segreta da un regista che ama circondarsi di misteri e [...] Vai alla recensione »

Antonio Valenzi
L'Indipendente

Viaggio in un villaggio ai confini del gotico, ai confini della paura più sottile e primordiale, quella che non assume le fattezze tumefatte e disturbanti dei soliti mostri e morti ammazzati dagli psicopatici, ma si nasconde nella brezza leggera che sposta le foglie gialle di un bosco, che si insinua tra i rami degli alberi, di cui si sente l’incombenza di un attacco imminente ma non se ne percepisce [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

M. Night Shyamalan, 34 anni, è nato a Madras, ma è cresciuto a Philadelphia e non stupisce che, in quella città fondata da un quacchero inglese e dall'architettura gotica e déco, con case antiche vicino a grattacieli di cristallo, abbia imparato a coabitare con la sua immaginazione e con le sue paure. Ogni suo film si è imposto nel mondo, ma Shyamalan sa che con The Village la scommessa è difficile. [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

È di Shyamalan ("Il sesto senso") il titolo più atteso dell'estate Il protagonista William Hurt: siamo sempre con il fiato sospeso. E, finalmente, dopo tante sparatorie, eroi dei fumetti, spie, mostri verdi, adolescenti truccate come modelle, soldati in guerra e personaggi omerici, arriva dal 30 luglio sugli schermi americani The Village. Un film che parla d'amore, di orrori da sconfiggere, di innocenza [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Trance movie incantato sul corpo di Bryce Howard (la figlia di Ron), cieca «ma più in gamba di chi vede». Le mandano contro a assassinarla i mostri partoriti e prodotti dalla loro stessa promiscua e incestuosa genia. Per chi si chiude al mondo e al mix non è il regno dei cieli. Il film dunque, semi horror come Signs, è contro l'America di oggi che si chiude a riccio per non (far) sapere cosa succede [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Il tempo si è fermato. The village, di M.Night Shyamalan, è un luogo totalmente diverso dal resto del mondo. Una comunità cristallizzata, isolata, unita dal desiderio di espellere il male, di non subire le atrocità della storia. Gli abitanti vivono in poche case sparse su una radura, chiusa da tutte le parti da un bosco impenetrabile. E proprio qui sta il segreto di questo strano posto: fra quegli [...] Vai alla recensione »

Alberto Castellano
Il Mattino

Un inizio molto faticoso. Per l'inevitabile delusione di chi s'aspetta dal giovane maestro M. Night Shyamalan paure fragorose, trasalimenti in serie e overdosi di horror al 100 per cento. L'ambientazione, infatti, trasporta lo spettatore a Covington, comunità della Pennsylvania fine Ottocento: il clima non è tuttavia pittoresco, perché il villaggio è circondato da un bosco infestato da creature innominabili [...] Vai alla recensione »

Valerio Guslandi
Ciak

Dalla new age all’utopia. Dalle atmosfere dolorose e sofferte del suo film d’esordio The Sixth Sense Il sesto senso alla società chiusa e senza violenza di The Village. Cambiano in parte i temi, ma non la cifra stilistica che M. Night Shyamalan evidenza in ogni sua pellicola: un’introduzione folgorante, uno svolgimento inquietante e una conclusione spesso riduttiva rispetto all’assunto iniziale.

Claudio Carabba
Sette

La piccola comunità ottocentesca vive serena (o quasi) in una valle separata dal mondo. Il bosco, che la circonda, è popolato da innominabili mostri: nessuno può varcare il confine proibito. Pessimi segnali (rosso è il colore del Male) spezzeranno il cauto equilibrio. Night Shyamalan non crede più nel «sesto senso», ma ha ancora paura del buio oltre la siepe.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Manoj Night Shyamalan racconta in The Village di un gruppo che s’esilia in campagna e vive di agricoltura, alla maniera di fine 800. Agosto 1897, si legge su una tomba, ma non prendete sul serio quella data: le case sono troppo pulite, le fiaccole bruciano troppo bene. Insomma, c’è qualcosa di strano per un’ambientazione vista in mille western. Fin dall’inizio The Villane sembra La fattoria: e lo è, [...] Vai alla recensione »

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